“Bav boys” in ritirata, Proverbio verso Intesa

lospiffero.com 19.10.2017

Nuovi assetti di una banca in cui Torino è sempre più ai margini. Mega operazione di outsourcing nei settori Ict e Back office con l’arrivo del responsabile Financial Services di Accenture. La cordata di Messina in affanno, i “vecchi” mugugnano

“Noi non ci stiamo”. Chissà se le istituzioni piemontesi di fronte all’ulteriore perdita di peso nella governance di Intesa Sanpaolo sapranno battere i pugni e, ribaltando il tormentone della maldestra direttrice della filiale di Castiglione delle Stiviere, protagonista a sua insaputa di un inciampo sui social? L’allarme sta suonando in questi giorni che anticipano una rivoluzione annunciata in seno alla banca e che pare destinata a vedere un pesante ricorso all’outsurcing affidato a un nome pesantissimo, quello di Accenture, la multinazionale di consulenza e direzione strategica con sede negli Usa ma ormai operante a livello globale.

Secondo indiscrezioni tra i cosiddetti Bav Boy (i manager, capitanati dal consigliere delegato Carlo Messina, provenienti dall’ex Banco Ambrosiano Veneto) sarebbe forte l’intenzione di dare vita a una mega operazione di outsourcing con la stessa Accenture sulle attività ICT e Back Office sul modello di quello che fece qualche anno fa Unicredit con Ibm, in grado di portare ossigeno (grazie ad entrate una tantum per la vendita di rami di azienda e dismissione personale) e varare un piano industriale in cui, al momento, pare tutt’altro che facile quadrare i conti. Se questa ipotesi venisse confermata, con Accenture come interlocutore e senza garanzie per il territorio, arriverebbe il colpo di grazia al già parecchio indebolito asse torinese della banca, conservato fino ad oggi grazie al polo Ict.

Per cercare di comprendere uno scenario complesso, dal quale la regione e il suo tessuto economico-finanziario potrebbe uscire ulteriormente indebolito, può essere utile osservare parte di quel che sta succedendo (e quel poco che di esso trapela) nel quartier generale di Intesa. Dove lo stesso inciampo sui social ha evidenziato non solo qualche approssimazione nel loro uso, ma anche quell’irritazione palpabile tra i padri nobili dell’istituto di credito. L’iniziativa dei video tra i dipendenti, che avrebbe dovuta rimanere ad uso interno, ha la paternità del capo della Banca dei Territori, Stefano Barrese, ma gli è scappata di mano scatenando ilarità, battute sarcastiche e pure qualche insulto alla direttrice aziendalista, con rapido ma tardivo intervento del capo delle relazioni esterne Vittorio Meloni. Ma, soprattutto, il pasticcio ha suscitato una forte irritazione in personaggi del calibro di Giuseppe GuzzettiGiovanni Bazoli  e nello stesso vecchio leone della finanza torinese, Enrico Salza. Un provvidenziale pretesto per lanciare segnali su ben più importanti questioni? Così pare. (video clicca qui)

Messina e il suo team erano già osservati speciali dopo il susseguirsi di pessime figure inanellate, una su tutte la tentata scalata a Generali miseramente fallita tra lo scherno della finanza italiana e internazionale e l’irritazione degli azionisti, questi ultimi già dubbiosi per le operazioni straordinarie destinate solo a rimpolpare bilanci lontani dalle promesse cedendo asset profittevoli (Setefi, Allfunds Bank). A dire il vero segnali di cedimento della migliore stagione della cordata dei Bav Boys iniziavano ad apparire con il susseguirsi di voci sul riassetto della guida dell’area Coo della Banca (quella deputata alla gestione delle più importanti componenti di costo della Banca:n l’Ict, l’Operations, e ancora Immobili Acquisti e Sicurezza) ora affidata a Omar Lodesani, anch’egli di provenienza ambrosiano-veneta.

In questi giorni voci accreditate indicano che la scelta di Messina, per la staffetta con Lodesani sia caduta su Massimo Proverbioattuale responsabile dei Financial Services di Accenture. Insomma, la già citata società di consulenza che ha visto in questi anni crescere il proprio fatturato verso al Banca in modo esponenziale (da 54 milioni nel 2013 a 140 milioni nel 2016) con risultati progettuali definiti da molti, e in maniera eufemistica, non sempre entusiasmanti: il nuovo portale internet della banca in ritardo cronico e scarsamente apprezzato dalla clientela, sarebbe solo un esempio a conferma. Logico, di fronte alla scelta che probabilmente farà Messina, lo stupore alimentato dal fatto che non sia stato possibile immaginare la crescita interna di uno della moltitudine di manager della banca (lo stesso Lodesani arrivava dal settore commerciale), privilegiando, invece, la scelta di un esterno sessantenne.

Il cambio sarà proposto nel cda del 24 ottobre, data in cui si prevede anche l’uscita di Maurizio Montagnese, tra l’altro numero uno di Turismo Torino e per questo finito impelagato (indagato) nell’inchiesta per i fatti di Piazza San Carlo. A lui sarebbe affidata la presidenza di una marginale società per l’innovazione, mentre la presidenza della “moritura” Isgs finirebbe a a Lodesani.

Clima tranquillo di fronte a questi giri di valzer e di poltrone? Non si direbbe: più d’uno ha iniziato a farsi qualche domanda sulla opportunità (paventando ipotesi di conflitto di interesse) dell’assunzione di un manager di uno dei principali fornitori della banca per gestire, tra le altre cose, anche le forniture sul precedente datore di lavoro. E pare che qualcuno sia pure intervenuto per tagliare fortemente le responsabilità del nuovo arrivato la cui nomina dovrebbe essere ufficializzata in poche settimane, sempre che non decida di rinunciare all’operazione, visto il pressoché certo ridimensionamento del campo di azione e del potere.