Mercati in ansia per ottobre, storico “mese della sfortuna”. Ma sarà così davvero?

 

Il mese di settembre in genere ha una reputazione di debolezza storica per quanto riguarda il mercato statunitense, ma quest’anno così non è stato, confortando gli investitori superstiziosi che guardano avanti al prossimo mese, quello di ottobre, degno di nota per alcuni incidenti storici e altre turbolenze verificatesi in passato.

Ottobre il mese della sfortuna?

Secondo l’Almanacco di Stock Trader, ottobre è noto come “il mese della sfortuna” a causa del numero di vendite principali avvenute in passato proprio ad ottobre. Gli esempi sono tanti: gli incidenti nel 1929 e nel 1987, la  caduta di 554 punti del 27 ottobre 1997, il venerdì 13 del 1989, e il tracollo nel 2008. Tutti hanno difficili hanno reso ottobre un mese relativamente più debole per le azioni anche se c’è da sottolineare una certa positività. Storicamente, il Dow Jones sale in media dello 0,6% sul mese, una mossa che rende ottobre il settimo migliore dell’anno. Negli ultimi 67 anni, ottobre è stato in media positivo per 40 volte e negativo per 27. Stessa sorte per l’indice S & P 500 che in genere aumenta dello 0,9% sul mese. Guardando al Nasdaq Composite Index, ottobre si pone come l’ottavo mese migliore dell’anno, e questo grazie ai dati degli ultimi 46 anni fa. Storicamente è salito dello 0,7% sul mese, tanto che il mese di ottobre è risultato positivo per il Nasdaq 25 volte negli ultimi 46 anni. Se le prestazioni attuali dovessero corrispondere a queste medie storiche, il rialzo dell’S & P sarebbe sufficiente per riportare l’indice ai livelli record. L’indice è attualmente dello 0,6% al di sotto del suo record mentre il Dow Jones è inferiore dello 0,9% Lo stesso vale per il Nasdaq, attualmente inferiore dell’1,2% al suo stesso record: il che significa che l’andamento di ottobre non sarebbe comunque sufficiente per portare le azioni in un territorio inesplorato.

L’impatto delle elezioni di medio termine

Ma gli investitori più superstiziosi devono anche considerare che negli anni delle elezioni di medio-termine vi sono mesi di ottobre estremamente forti. “I mercati seguiranno da vicino le prossime elezioni di medio termine, poiché i cambiamenti nell’equilibrio di potere a Washington potrebbero avere implicazioni significative per la politica fiscale e le relazioni esterne” così Niladri Mukherjee, director of portfolio strategy in the Chief Investment Office at Merrill Lynch and U.S. Trust. Un rapido sguardo alla performance storica dei mercati mostra che le azioni spesso vedono uno slittamento a settembre degli anni in cui si tengono le elezioni di medio termine – e anche in altri anni. Per gli anni a medio termine, gli analisti spesso si gettano nell’incertezza, dato che a metà percorso, in genere, il partito del Presidente in carica perde i seggi. Così mentre il Dow Jones sale complessivamente dello 0,6% a ottobre, rimbalza a un 3,1% molto più forte negli anni delle elezioni midterm. Così allo stesso modo l’S & P che sale al 3,3%, tre volte in più il guadagno medio, mentre il Nasdaq salta del 4,2%, sei volte la sua media complessiva. Da ciò ne risulta che sia per il Dow che per l’S & P, ottobre è il miglior mese dell’anno in quelli delle elezioni intermedie, mentre è il sesto migliore per il Nasdaq.

I principali rischi da monitorare secondo UBS

Per prepararsi comunque a un aumento della volatilità, gli investitori devono guardare a cinque grandi fattori di rischio che derivano dai rialzi dei tassi statunitensi, dal rallentamento della crescita cinese, dalle trattative in corso sui dazi doganali e dal rincaro petrolifero, come afferma in un report Mark Haefele, Chief Investment Officer Global Wealth Management di UBS. “Nel medio periodo, i portafogli con un’ampia diversificazione” dice l’analista “dovrebbero beneficiare della crescita robusta, dell’inflazione contenuta e dei bassi tassi d’interesse reali”.