Astaldi toglie i veli sul mega-indebitamento

Rosario Murgida finanzareport.it 1.10.18

Il gruppo romano, su richiesta della Consob, svela i numeri di un debito che ha portato alla necessità prima di un fallimentare salvataggio e poi della richiesta del concordato in bianco

Astaldi si appresta ad affrontare una nuova seduta sotto forte pressione. Il titolo non è riuscito ancora a fare prezzo segnando un ribasso teorico di ben il 21,25% dopo aver chiuso venerdì con una perdita di quasi il 30%.

Del resto la scorsa settimana il gruppo romano ha confermato le sue difficoltà presentando la richiesta del concordato in bianco pur di preservare una continuità aziendale messa a dura prova da una forte esposizione creditizia.

A tal proposito nella serata di venerdì Astaldi, su richiesta della Consob, ha svelato i dettagli della sua posizione finanziaria netta, che alla fine di giugno presentava un indebitamento di 1,89 miliardi di euro, a fronte degli 1,47 miliardi di fine 2017. Peggiore la situazione della capogruppo Astaldi Spa, appesantita da un indebitamento finanziario netto di 1,99 miliardi (1,55 miliardi al 31 dicembre 2017). 

La crescita, ha spiegato l’azienda, è legata essenzialmente alla dinamica del capitale circolante gestionale, che presenta picchi di assorbimento tipici del primo semestre dell’anno per le tradizionali dinamiche di pagamento delle Committenze Pubbliche, nonchè a “fenomeni non ricorrenti”, tra cui il minore ricorso alle cessioni di credito pro-soluto per lo smobilizzo dei crediti commerciali ei volumi produttivi più contenuti rispetto a quelli registrati al 30 giugno 2017. 

Astaldi ricorda anche “una temporanea tensione finanziaria, a partire dal secondo trimestre, causata principalmente dai tempi di esecuzione del piano di rafforzamento patrimoniale e finanziario che il Gruppo ha in corso”. Il piano, subordinato alla ricezione di una offerta vincolante per la cessione della Concessione del Terzo Ponte sul Bosforo, sta subendo ritardi per le recenti vicende politiche della Turchia, ma “ciononostante, nel corso degli incontri tenutisi nel mese di settembre 2018, le controparti hanno manifestato un forte interesse a proseguire con tutte le attività necessarie alla conclusione dell’accordo”.