Popolare Bari, pioggia di sanzioni dalla Consob

SN finanzareport.it  5.10.18

La Commissione ha inflitto alla popolare pugliese sanzioni pecuniarie amministrative per complessivi 2,6 milioni


La Consob ha inflitto alla Banca Popolare di Bari sanzioni pecuniarie amministrative per complessivi 2,6 milioni tra manager, consiglieri e membri del collegio sindacale, attuali e di precedenti gestioni.

Lo scrive stamani il Sole 24 Ore citando una decisione contenuta in due delibere Consob che risalgono a metà settembre e riguardano fatti accaduti tra il 2014 e il 2016 nella popolare pugliese. 

Accadimenti, quelli al centro delle accuse, le cui conseguenze si trascinano fino a oggi e sono oggetto di frequenti segnalazioni da parte dei lettori alla rubrica Le Vostre Domande di Finanza Report.

Le sanzioni per 2,6 milioni riguardano per 1 milione la stessa Banca Popolare di Bari. Le condotte finite nel mirino della Consob riguardano le modalità di determinazione del prezzo degli aumenti di capitale del 2014 e 2015, con omissioni di informazioni nei prospetti informativi.

Inoltre la Commissione punta il dito contro la profilatura dei clienti, che nonostante il profilo di rischio basso avrebbero acquistato strumenti come titoli azionari, bond subordinati. Inoltre gli sarebbero stati proposti finanziamenti baciati e cioè finalizzati all’acquisto di azioni. 

I riflettori della Consob, secondo quanto riferisce il quotidiano, si sarebbero concentrati soprattutto sulla compravendita di azioni che fino a metà 2017 avveniva attraverso un sistema di negoziazione interno. L’istruttoria cita “errori operativi che hanno portato a non inserire ordini di vendita inviati per corrispondenza, posta elettronica o consegnati a mano”, si legge fra l’altro. 

Da parte sua la Banca Popolare di Bari afferma di non avere “commesso alcuna violazione della normativa di vigilanza” e ritiene di avere subito “un provvedimento sanzionatorio ingiusto a fronte di assetti tecnico/operativi già esaminati in passate ispezioni e, comunque noti alla Consob da molti anni e mai oggetto di rilievo, per cui l’intervento, oltre a essere infondato nel merito, è oggettivamente tardivo”.