Cosa farà l’Italia nella European Blockchain Partnership

  startmag.it 6.10.18

Blockchain

Tutti i progetti dell’Italia nel campo della blockchain in racconto l’Unione europea

Ad aprile, l’Italia era stata una delle grandi escluse dell’accordo di partenariato europeo sulla blockchain, probabilmente anche per la concomitanza con le elezioni nazionali. Uno strumento di cooperazione tra gli Stati membri per scambiare esperienze e competenze in campo tecnico e normativo e preparare il lancio di applicazioni su scala europea in tutto il mercato unico digitale, a vantaggio dei settori pubblico e privato. A distanza di quasi sei mesi il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio ha voltato pagine e siglato l’adesione dell’Italia alla Blockchain Partnership.

DI MAIO: L’ITALIA NE ERA INSPIEGABILMENTE RIMASTA FUORI, ALMENO FINO AD OGGI

“L’Europa deve giocare un ruolo di primo piano nello sviluppo delle tecnologie blockchain. Ventuno paesi dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Norvegia) hanno già sottoscritto gli impegni della cosiddetta ‘European Blockchain Partnership‘ in occasione del Digital Day 2. In un secondo momento si sono uniti Grecia, Romania, Danimarca e Cipro – ha ricordato Di Maio -. L’Italia ne era inspiegabilmente rimasta fuori, almeno fino ad oggi. Lo scopo principale della collaborazione tra gli Stati membri sarà lo scambio di esperienze e competenze in campo tecnico e normativo, soprattutto al fine di promuovere la fiducia degli utenti e la protezione dei dati personali, aiutare a creare nuove opportunità di business e stabilire nuove aree di leadership dell’Ue a beneficio dei cittadini, dei servizi pubblici e delle aziende. A livello regolamentare si tenderà alla creazione di un ambiente flessibile, che rispetti le leggi dell’Unione Europea attraverso chiari modelli amministrativi”.

LA UE HA INVESTITO 80 MILIONI DI EURO IN PROGETTI LEGATI AL BLOCKCHAIN E CIRCA 300 MILIONI DI EURO SONO PREVISTI PER LO SVILUPPO DELLA TECNOLOGIA ENTRO IL 2020

Ad oggi la Commissione europea ha investito oltre 80 milioni di euro in progetti legati al Blockchain e circa 300 milioni di euro sono previsti per lo sviluppo della tecnologia entro il 2020, ha sottolineato il ministro: “A Febbraio di quest’anno la Commissione ha lanciato inoltre il ‘Blockchain Observatory and Forum‘, che rappresenta uno degli archivi più completi sulla blockchain a livello globale. La tecnologia blockchain sta già entrando nella vita quotidiana di cittadini e imprese, solo per citare alcuni esempi, nella gestione dello scambio di energia, della logistica, la tutela dei dati personali, sanitari e della proprietà intellettuale, sicurezza dei registri pubblici come catasto o anagrafe”.

IN MANOVRA FONDI SU AI, BLOCKCHAIN E INTERNET DELLE COSE. IL MISE AVVIA SELEZIONI PER GRUPPO DI ESPERTI PER SCRIVERE LA STRATEGIA NAZIONALE SULLE DLT

I primi effetti della nuova partnership sulla blockchain non hanno tardato ad arrivare. Nella Legge di bilancio sarà istituito “un fondo sull’intelligenza artificiale, la blockchain, l’Internet delle cose”, ha sottolineato prima di tutto Di Maio, parlando a un convegno sul 5G alla Camera. Mentre il dicastero da lui guidato ha pubblicato un avviso pubblico per la manifestazione di interesse per la selezione di 30 componenti del gruppo di esperti di alto livello per l’elaborazione della strategia nazionale sulle tecnologie basate su registri distribuiti e blockchain. Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro le ore 24.00 del 28 ottobre 2018. Il MiSE, si è ribadito ancora, ritiene una priorità fondamentale per il nostro Paese “conoscere, approfondire e affrontare il tema delle Distributed Ledger Technologies (DLT) e della blockchain, nonché aumentare gli investimenti pubblici e privati in tale direzione e nelle tecnologie strettamente connesse alle stesse, come giàespresso nelle linee programmatiche presentate dal Ministro”.

Dopo l’adesione dell’Italia alla partnership europea, e prendendo le mosse dalle iniziative dell’Unione, infatti, il prossimo passo del MISE – come già avvenuto per l’Intelligenza artificiale, i cui termini per la presentazione di candidature scadono il prossimo 15 ottobre – è l’adozione di una Strategia Nazionale per le DLT e la blockchain, da elaborare avvalendosi di un gruppo di esperti che approfondisca policy e strumenti sui diversi temi connessi allo sviluppo delle stesse, soffermandosi in particolare su obiettivi ben precisi. Tali obiettivi sono individuare iniziative private già esistenti a livello nazionale, monitorarle e analizzarne gli sviluppi e le ricadute socio-economiche; individuare use case relativi all’utilizzo delle DLT nel settore pubblico al fine di promuoverne la diffusione; individuare buone prassi sviluppatesi sulle tecnologie in parola elaborando strumenti per diffonderne l’applicazione; approfondire le condizioni necessarie per promuovere la ricerca, lo sviluppo, l’impiego, l’adozione ed il mantenimento del carattere decentralizzato delle DLT e in particolare della Blockchain in modo da incrementarne e accelerarne la diffusione nei servizi pubblici e privati; elaborare gli strumenti necessari per creare e favorire le condizioni economiche, politiche e regolatorie affinché cittadini e imprese, in particolare PMI e start-up, possano beneficiare del potenziale rappresentato dalle funzionalità di queste tecnologie; elaborare strumenti tecnici e normativi volti a diffondere l’applicazione degli smart contract. Per assicurare un approccio organico e trasversale al tema della Blockchain, il gruppo, presieduto dal Ministro o suo delegato, sarà composto da 10 membri esponenti del mondo imprenditoriale o delle associazioni di categoria di riferimento che operano in ambito di DLT e Blockchain; 10 esponenti di organismi e centri di ricerca, della pubblica amministrazione, del mondo accademico o think-tank; 10 esponenti delle organizzazioni sindacali, del terzo settore, dei consumatori e, in generale, della società civile; rappresentanti del MiSE. Per assicurare trasparenza e poter beneficiare della massima condivisione e del contributo dell’intera comunità di interesse, la Strategia Nazionale Blockchain, una volta elaborata, sarà poi sottoposta a consultazione pubblica. I soggetti interessati a presentare la propria candidatura possono consultare l’avviso per la manifestazione di interesse.

IL SOTTOSEGRETARIO TOFALO: IL DOMINIO CIBERNETICO HA PERÒ UNA SUA FISICITÀ E LA TECNOLOGIA BLOCKCHAIN PUÒ AVERE INFINITE APPLICAZIONI

Soddisfatto, naturalmente, il mondo politico. Per il Sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo la dichiarazione firmata tra il ministro Di Maio e il Commissario europeo per l’economia e la societa’ digitali, Marija Gabriel “è una data importante perché l’Italia entra nel blocco della ‘European blockchain partnership’. Sono consapevole della difficoltà nel percepirne l’importanza, questo accade spesso quando si parla di virtuale – ha evidenziato Tofalo -. Il dominio cibernetico ha però una sua fisicità e la tecnologia blockchain può avere infinite applicazioni su dati, informazioni, banche e finanza, sanità e cyber security. Il potenziamento di questa tecnologia sarà un ulteriore volano per lo sviluppo del Paese e contribuirà anche alla Sicurezza Nazionale che rappresenta il cuore pulsante della democrazia, un bene comune da tutelare per difendere con forza la nostra sovranità ed il nostro posizionamento sullo scacchiere internazionale. La tecnologia blockchain troverà di sicuro possibili applicazioni anche in ambito Intelligence”.

ANITEC-ASSINFORM,: BENE ADESIONE. ADESSO CI ASPETTIAMO CHE GIÀ DALLA PROSSIMA LEGGE DI BILANCIO IL GOVERNO METTA RISORSE RILEVANTI

Soddisfatti anche gli addetti ai lavori. “E’ una notizia importante l’adesione del nostro paese alla Blockchain Partnership. Nel 2017 il mercato globale enterprise di soluzioni e applicazioni basate su Blockchain ha raggiunto quasi 1 miliardo di dollari, raddoppiando il valore rispetto al 2016. Le previsioni nel prossimo triennio sono di ulteriore crescita con un tasso medio annuo dell’80%”, ha sottolineato Anitec-Assinform, l’Associazione Italiana per l’Information and Communication Technology. “E’ una grande opportunità su cui è importante un coordinamento europeo sia per incrementare gli investimenti in tecnologia sia per armonizzare eventuali regole a tutela dei consumatori, creare fiducia e far crescere il settore. Il nostro paese e le nostre imprese sono spesso una eccellenza sui temi dell’innovazione ma non possiamo e non dobbiamo fare da soli, per questo un coordinamento con gli altri paesi europei è essenziale – ha affermato Marco Gay, presidente dell’Associazione -. Adesso ci aspettiamo che – già dalla prossima legge di bilancio – il Governo metta risorse rilevanti per fare aumentare ancora ricerca e sviluppo, startup e investimenti innovativi nelle imprese, anche per ridare passo ai programmi di digitalizzazione della pubblica amministrazione”.