I burocrati stanno affilando i coltelli

di Giorgio Maruotti – 4 ottobre 2018 lintellettualedissidente.it

Le dichiarazioni di alcuni burocrati europei sono il preludio di una lunga guerra. Quanto siete disposti a rischiare?

Non vorrei che, dopo essere stati in grado di fronteggiare la crisi della Grecia, finissimo per piombare nella stessa crisi con l’Italia”. La Grecia è un Paese che doveva alla Germania una cifra equivalente ad un sessantaduesimo del suo PIL. Oggi è un Paese con un programma avviato di privatizzazioni per centinaia di miliardi. Le famiglie che vivono in povertà estrema sono raddoppiate, e sono il ventuno percento della popolazione. Le malattie polmonari sono in forte aumento per via della legna arsa nelle case, utilizzata come riscaldamento. In Grecia è nata la civiltà Occidentale.

Se dessimo all’Italia altra flessibilità, sarebbe la fine dell’Euro. Per questo dobbiamo essere molto rigidi”.L’autore di queste parole, Jean-Claude Juncker, ha aiutato 343 aziende ad eludere il fisco in Lussemburgo, quando ne era Presidente, grazie ai suoi provvedimenti fiscali. Naturalmente nessuno, in Europa, lo ha formalmente eletto, né gli ha affibbiato l’ingrato compito di salvare il Continente.

La posizione della Commissione Europea è quella di convincere le autorità italiane a ritornare verso l’obiettivo di medio termine, che è la regola di finanza pubblica che bisogna seguire”. L’autore di queste parole, Pierre Moscovici, è stato nominato Commissario Europeo per gli affari economici e monetari da Juncker, e naturalmente, da buon avversatore contemporaneo della spesa pubblica, non poteva che essere socialista. Il Governo italiano sta per approvare una manovra che comporterà un deficit pubblico risibile, al 2,4%, ma non è questo il problema. Il punto è che sta rivendicando pubblicamente l’utilizzo del deficit per misure popolari. Nell’interesse generale, per usare un termine arcaico. Non sono misure rivoluzionarie, ma sono passi nella giusta direzione, che non sono rimasti inosservati. Per di più, sono già stati sanzionati, prima dai burocrati europei e poi dal braccio armato del mercato.Significa che, badate bene, ciò che qualunque governo italiano o europeo si troverà ad affrontare perseguendo politiche espansive di spesa pubblica è un logorante conflitto politico ed economicoI media si occupano di spaventare l’opinione pubblica, mentre i mercati hanno il ruolo dei manganellatori. Significa che ci vorrà coraggio, e che bisognerà scegliere.

Quanto siete disposti a combattere, o a rischiare, per una comunità sovrana? Questa volta senza retorica, per le future generazioni? Per la vostra sanità pubblica, la vostra istruzione? Preferite essere italiani e manganellati o Europei asserviti? Oggi è fondamentale capire che, se si vuole salvaguardare l’individuo, bisogna salvaguardarne la comunità. Fate la vostra scelta. In gioco c’è ben più dei nostri risparmi.

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