Banco Bpm, Ubi, Unicredit, Intesa Sanpaolo. Chi e perché soffre di più per lo spread

 startmag.it 8.10.18

fintech

Sono Banco Bpm, Ubi, Intesa Sanpaolo e Unicredit le banche che più soffono per lo spread che sale.

E’ una delle conclusioni alla quale giunge un report di Citi dello scorso fine settimana che ha fatto il punto sull’impatto dello spread per gli istituti di credito che dipende dalla quantità dei titoli di Stato nei portafogli delle banche.

IL REPORT DI CITI SULLE BANCHE ITALIANE

Gli analisti hanno calcolato che per ogni rialzo medio dello 0,5% (50 punti base) dello spread, il differenziale fra il rendimento dei Btp a 10 anni e dei Bund tedeschi, il Cet 1 ratio Fully loaded delle banche (i titoli considerati sono Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi, Bper, Mediobanca e Banco Bpm) perde nel complesso 19 punti base. I calcoli di Citi sono stati fatti in basei ai bilanci presentati al 30 giugno.

L’ANDAMENTO

Il 26 aprile scorso lo spread era a quota 115,5, il 29 maggio si è impennato fino a 303 per poi scendere a luglio ad una media di 250 con diverse fiammate a 280 e il 2 ottobre toccare il massimo di 301,1.

I MOTIVI DELLA GIORNATA DI PASSIONE IN BORSA PER LE BANCHE CON LO SPREAD

Piazza Affari recupera qualcosa rispetto ai minimi di seduta ma resta in profondo rosso alle ore 14. Il Ftse Mib cede il 2,2% affossato dallo spread, che tratta a 305 punti base, con il rendimento dei Btp decennali schizzato al 3,57%. Male anche gli altri listini europei, con Londra (-0,6%), Parigi (-0,9%) e Francoforte (-0,9%) che risentono delle tensioni tra Italia e Ue sulla manovra ma anche delle vendite sui Treasury americani che hanno messo sotto pressione Wall Street e le borse asiatiche, preoccupate per un rialzo accelerato dei tassi Usa.

CHI PERDE DI PIU’ TRA LE BANCHE A PIAZZA AFFARI

Sul listino milanese crollano le banche, secondo il Credit Suisse a rischio di aumento di capitale se lo spread arriva a 400. Carige sprofonda dell’8,5%, Banco Bpm cede il 5,6%, Mediobanca il 5%, Mps il 4,8%, Ubi il 4,7% e Unicredit il 4,6%. Male i titoli dell’auto con Pirelli, Brembo (entrambe -3,6%) ed Fca (-3,2%). (Numeri aggiornati alle ore 14)

QUANTI TITOLI HANNO INTESA, UNICREDIT, BANCO BPM, UBI E BPER

L’esposizione complessiva delle banche nei titoli di stato italiani era, al 30 giugno scorso, di 167,2 miliardi di euro, con una riduzione di 17,5 miliardi al 30 giugno rispetto all’anno precedente, ovvero un calo del 9%. Intesa ha ceduto, anno su anno, secondo i conti di Citi, l’11% del portafoglio Btp pari a 9,3 miliardi, Banco Bpm ha venduto 7,1 miliardi pari al 27% dei titoli in portafoglio, Ubi ha ceduto 2 miliardi, ovvero il 17% (e poi in estate è scesa ancora), Mediobanca ha ceduto 0,6 miliardi, pari al 19,5 del peso dei Btp in pancia, mentre Unicredit ha aumentato l’esposizione di 1,4 miliardi, ovvero il 3% in più del totale detenuto dalla banca.

IL PESO MAGGIORE DELLO SPREAD PER BANCO BPM, UBI, BPER, INTESA SANPAOLO E UNICREDIT

“Il peso maggiore è su Banco Bpm, che per ogni 50 punti di spread in più vede calare il Cet 1 di 33 punti base, sono 28 punti in meno per Ubi (che non a caso ha venduto di recente il 30% dei Btp, come ha raccontato due giorni fa il consigliere delegato Victor Massiah), Unicredit  ha un impatto di 18 punti base in meno, lo stesso dicasi per Intesa Sanpaolo  (il caso di maggior deleveraging in Italia, ha tagliato da 65 a 28,4 miliardi di euro i titoli di Stato dal 2013 al secondo trimestre di quest’anno), -13 punti per Bper  e solo 4 punti in meno nel caso di Mediobanca”, è la sintesi di Mf.

ECCO I RISULTATI DEL REPORT DI MORGAN STANLEY

Simili le conclusioni di un report di Morgan Stanley. La fiammata dei rendimenti sui titoli di Stato italiani sta avendo un impatto erosivo sul capitale dei gruppi bancari da 1 a 14 punti base, con effetti più pesanti su quelli che detengono la maggiore quantità di Btp e hanno un Cet 1 ratio più debole. Ovvero, secondo Morgan Stanley: Banco Bpm, Ubi e Mps, La banca d’affari americana, comunque, salva due tue titoli: Morgan Stanley è overweight su Mediobanca e Unicredit. Mentre su Intesa Sanpaolo esprime un giudizio equal weight nonostante il gruppo guidato dal ceo, Carlo Messina, “continui a offrire un potenziale di rialzo attraente grazie a un bilancio forte e alla promessa di pagare dividendi in contanti per i prossimi tre anni”. Tuttavia Intesa Sanpaolo deve confrontarsi in Europa oggi con banche con caratteristiche simili ma che si trovano in Paesi più solidi economicamente e più stabili sul fronte politico. (qui l’articolo completo sul report di Morgan Stanley)

Claudio Borghi A.

@borghi_claudio

Ma strano, lo spread sale senza bisogno di travisare le dichiarazioni di Borghi. Sarà forse che le dichiarazioni non c’entrano nulla e invece esiste un problemino di mancata garanzia del debito da parte della banca centrale?

 

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...