Cdp, il dossier Sia, la retromarcia di Poste e il caso Nexi. Fatti, indiscrezioni e scenari

 startmag.it 14.10.18

cassa depositi e prestiti

Davvero la Cdp punta alla realizzazione di un campione nazionale nel settore dei pagamenti?

Davvero il gruppo controllato dal Tesoro sta valutando un’acquisizione-fusione di Nexi e Sia?

Sono le domande che in queste ore assillano ambienti bancari, finanziari e anche politici dopo un’anticipazione giornalistica: domani l’inserto Affari&Finanza del quotidiano la Repubblica scriverà di un piano del genere allo studio della Cassa presieduta da Massimo Tononi e guidata dall’amministratore delegato, Fabrizio Palermo.

Secondo le indiscrezioni raccolte da Start Magazine in ambienti milanesi, questo progetto sarebbe più che altro un auspicio di alcuni soci forti di Nexi che sarebbero pronti a uscire.

Si tratterebbe in particolare dei fondi americani Bain e Advent che avevano sondato già altri gruppi – nordamericani e asiatici – per vendere le quote di Nexi.

Ciò non significa, aggiungono fonti della maggioranza di governo, che Cdp non possa essere interessata all’evoluzione di Sia – direttamente con la capogruppo o con fondi partecipati o controllati – per preservarne la rilevanza sistemica delle sue piattaforme tecnologiche che – secondo ambienti dei due partiti che formano l’esecutivo Conte – sono ritenute strategiche.

E comunque per il gruppo controllato dal Tesoro e partecipato dalle fondazioni Sia è un’eccellenza che deve ulteriormente crescere.

Sta di fatto che c’è subbuglio sul dossier vista anche la mossa di Poste Italiane che, già con un piede in Sia tramite il fondo partecipato con la Cdp,  puntava a rilevare il controllo di Sia. Salvo poi ieri, in un articolo del Sole 24 Ore, asserire di non avere alcun progetto di controllo su Sia. Una retromarcia sullo stesso giornale che aveva dato la notizia.

Di sicuro, secondo Start Magazine, ai vertici di Cdp, non c’è in cantiere alcun progetto Sia-Nexi.