George Soros finanzia il femminismo pro-choice, ora c’è la prova

http://www.uccronline.it 13.10.18

Chi è George Soros? Un mecenate e speculatore ungherese protagonista di ogni complottismo. Tuttavia la sua rete di potere è stata confermata da testimoni al di là di ogni sospetto, da Mario Monti all’editorialista femminista del Wall Street Journal.

 

In certi ambienti il nome dell’imprenditore ungherese George Soros è talmente inflazionato che chi ne parla viene, giustamente, sospettato immediatamente di complottismo internazionale. Essendo di origini ebree, miliardario, filantropo e di stampo progressista, Soros scatena la fantasia perversa di molti.

I sospetti nei suoi confronti e sulla sua rete di potere, comandata dalla sua società Open society, tuttavia, sono stati in questi giorni in parte confermati anche da testimoni al di là di ogni sospetto.

Il primo è l’ex presidente del Consiglio italiano, Mario Monti. In diretta televisiva ha svelato che nel 2011, quando l’economista era da poco tempo in carica, ricevette una telefonata proprio dal magnate ungherese il quale, «molto preoccupato», gli suggerì di chiedere aiuto all’Unione Europea e al Fondo Monetario Internazionale. Praticamente l’arrivo della troika a Roma, come poi drammaticamente sarebbe accaduto ad Atene.

Il secondo testimone è Asra Quratulain Nomani, giornalista indiana naturalizzata statunitense, musulmana, femminista. Sul Wall Street Journal, qualche giorno fa, la donna anti-trumpiana ha fatto una rivelazione importante: George Soros ha finanziato le manifestazioni dei democratici, femministe e pro-abortiste, che si sono svolte fuori dal Campidoglio americano durante le votazioni in Senato che hanno portato Brett Kavanaugh, cattolico e pro-life, a diventare giudice della Corte Suprema.

Ecco le parole della femminista, editorialista del WSJ:

«I detrattori di Trump lo hanno accusato di proporre teorie cospirative e persino di antisemitismo contro Soros, un benefattore miliardario per le cause liberali. Eppure lui aveva ragione. Molti americani si oppongono sinceramente al signor Trump e al giudice Kavanaugh. Sono una femminista liberale le cui opinioni sull’aborto e sul matrimonio tra persone dello stesso sesso sono in linea con quelle del Partito democratico. Eppure, mentre la maggior parte dei dimostranti non è pagata per i suoi sforzi, le proteste al Campidoglio di sabato […] sono state organizzate da gruppi di cui il signor Soros è un importante mecenate […]. Almeno 50 delle più grandi organizzazioni che hanno partecipato come “partner” alla Marcia delle donne del 21 gennaio 2017 avevano ricevuto sovvenzioni da Open society foundations di Soros. Allo stesso modo almeno 20 dei più grandi gruppi che hanno guidato le proteste anti Kavanaugh del sabato sono stati beneficiari della Open society».

Una denuncia che ha fatto chiaramente scalpore. Anche perché, secondo il racconto di Nomani, dagli striscioni alle magliette, dagli slogan agli hastag di Twitter contro Kavanaugh, tutto è stato deciso a tavolino e trasmesso ai manifestanti. «Le proteste di sabato e le interruzioni illegali» della seduta al Senato, «facevano parte di una rete ben orchestrata e ben finanziata che ha prenotato autobus, camere d’ albergo e chiese per tale agitazione».

Ad inizio agosto è stato invece il giornalista Enrico Mentana, che condivide con Soros le battaglie liberal a favore dell’aborto, a scrivere su Facebook«almeno nel nostro paese Soros può purtroppo essere citato come speculatore senza bisogno di virgolette, per l’attacco alla lira del settembre 1992 che ci costrinse alla più dura manovra economica della nostra storia e fruttò allo stesso Soros un guadagno astronomico per aver scommesso contro l’Italia».

Anche dietro alle Femen c’è Soros? Il sospetto a questo punto è lecito, considerando l’ideologia laicista e abortista del violento gruppo femminista radicale. Quando si svelò che le militanti per la liberazione della donna erano sottomesse al padre-padrone Viktor Svyatskiy, alcuni giornalisti seguirono la traccia di denaro che Viktor utilizza per finanziare le campagne delle Femen, arrivando proprio alla Open society del finanziare Soros, già noto per le sue donazioni a gruppi Lgbt.