«Snobbati da Intesa Sanpaolo Lasciateci almeno il nome»

FABIO CALAMATI iltirreno.geolocal.it 14.10.18

Caripil: Federighi e l’ex presidente Zollo hanno votato contro l’incorporazione della banca pistoiese nel gigante creditizio del Nord Italia. Ecco le loro ragioni  

PISTOIA

«Sì, lo confermo. Ho votato contro il progetto di fusione per incorporazione di Cassa di risparmio di Firenze e Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia in Intesa Sanpaolo spa». Il commercialista Giorgio Federighi è uno dei piccolissimi azionisti privati della Caripil. Tutti insieme, detengono meno dello 0,5% del capitale dell’istituto di via Roma, per il resto interamente sotto il controllo – diretto o indiretto – di Intesa Sanpaolo. L’altro ieri all’assemblea dei soci convocata per deliberare la fusione per incorporazione della Cassa all’interno del gigante settentrionale del credito, c’era la rappresentante di Intesa Sanpaolo, c’era il presidente della Caripil Francesco Ciampi e poi c’erano due piccoli azionisti: lo stesso Federighi e Gabriele Zollo, anche lui commercialista ma soprattutto presidente per 12 anni della banca. Da loro sono venuti due voti negativi al progetto di fusione. 

«Il mio voto contrario, del resto in linea con quelli precedentemente espressi – continua Federighi – è stato motivato anche dal fatto che da parte della governance attuale della banca (del consiglio di amministrazione era presente solo il presidente Ciampi, ndr) non è stata detta una sola parola, soprattutto in risposta all’auspicio che il dottor Zollo ha espresso, e cioè che il marchio Cassa di risparmio di Pistoia e della Lucchesia continui ad essere utilizzato per contraddistinguere le filiali della provincia di Pistoia, Lucca e Massa e che la gestione del credito continui ad essere effettuata vicino ai territori per interpretarne al meglio esigenze e peculiarità».

Torna quindi il tema della salvaguardia del nome “Cassa di risparmio” e dellla “testa” della banca, che – questo l’auspicio – non si allontani troppo dal territorio. Un tema, questo, tanto sensibile quanto vecchio, visto che si ripropone periodicamente da almeno dieci anni, da quando cioè la Caripit è entrata operativamente (anche se finora non organicamente) nella galassia Intesa Sanpaolo.

«Sono rimasto dispiaciuto – continua Federighi – che nessuno della governance di Banca Intesa, tra essi l’ex direttore Nebbia e il precedente direttore Visone, abbia sentito l’opportunità di partecipare a questa e alle precedenti assemblee. In particolare, è da sottolineare con grande sfavore la pressoché assoluta assenza dell’attuale direttore interregionale di Banca Intesa, Luca Severini, che pure a Pistoia è stato a lungo direttore generale e che dalla nostra città ha spiccato il volo verso Firenze e oltre. Come autorevole membro del consiglio di amministrazione di Caripil avrebbe potuto quanto meno delineare una risposta al quesito del dottor Zollo». 

Insomma, si conferma difficile questa fase di trapasso (ancorché annunciato da tempo) della Cassa di risparmio cittadina, chiamata a fondersi all’interno di Intesa Sanpaolo. Lo si era già abbondantemente capito quando l’ultimo presidente pistoiese della banca, Alessio Colomeiciuc, lasciò in anticipo a metà gennaio la sua carica, spiegando che le scelte della capogruppo erano cambiate, annullando gli spazi di autonomia su cui si contava.

Va detto anche che – al di sotto delle polemiche più o meno felpate– i correntisti della Cassa di risparmio hanno mostrato in questi anni una persistente fiducia nell’istituto di credito di via Roma, come testimoniano i dati sull’attività della banca: ed è sulla capacità di mantenere clienti e, anzi, di attrarli, che si giocheranno in parte le sorti della Cassa del futuro.