Entro il 30 ottobre le agenzie di rating ‘bombarderanno’ l’Italia, ma il governo Conte non è ricattabile

silenziefalsita.it 16.10.18

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Qualcuno potrà commentare: titolo urlato e privo di senso.

Ma se questo qualcuno andrà a leggersi la storia economica più recente, in particolare dal 2006/7, e cioè poco prima e subito dopo la crisi dei mutui ‘sub prime’ in poi, si renderà conto che non si esagera a definire quanto dicono e fanno le agenzie di rating pericoloso e foriero di terribili danni come un bombardamento.

Il 13 gennaio 2012 Il Fatto Quotidiano dava la notizia della valutazione di declassamento da parte di una delle ‘Tre Grandi Sorelle’ o ‘Big Three’, S&P, con questo titolo: “S&P declassa Italia e Francia, borse giù – Ue: ‘Scelta incoerente’”.

In quel giorno – l’Italia è sotto il Governo Monti – “Lo spread tra il bund tedesco e il btp decennale italiano, dopo i 478 punti dell’apertura e dopo aver raggiunto anche un minimo di giornata di 462 punti, è tornato a salire nel pomeriggio per assestarsi quota 500 punti base. Poi la nuova discesa con il differenziale che a borse chiuse segnava circa 482 punti”.

Il ‘bombardamento’ con le valutazioni di S&P provocò allora parecchi danni all’Italia, ma nessuno oggi ne parla.

La stessa Commissione UE attaccò duramente l’agenzia per bocca del commissario Olli Rehn: “La decisione di S&P presa oggi sul rating di diversi paesi dell’area euro è incoerente… senza fondamento”.

Anche negli Stati Uniti le agenzie di rating non godono di buona fama, tanto che una commissione bipartisan ha redatto il documento ‘The financial crisis inquiry report’, reso pubblico dal governo americano nel 2011, nel quale, a proposito degli atti delle tre agenzie di rating in parola nella Grande Crisi del 2008, si afferma che i comportamenti “delle agenzie di rating sono stati le cause essenziali” di quel disastro finanziario.

Sempre secondo il Report quella terribile crisi americana (che è stata però pagata da tutto il mondo) non sarebbe potuta verificarsi “senza le dette agenzie. I loro rating, prima alle stelle e poi repentinamente abbassati, hanno fatto andare in tilt i mercati e le imprese”.

Le valutazioni di Moody’s, Standard&Poor’s e Fitch non provengono quindi da istituzioni realmente indipendenti ed evidenziano comportamenti professionali assolutamente censurabili e molto gravi, secondo le stesse affermazioni del Report.

Che esse non siano indipendenti lo si deriva dal fatto che sono società quotate nella borsa americana.

Che esse non siano indipendenti lo si deriva dal fatto che sono società quotate nella borsa americana.

S&P è posseduta da SPGI i cui principali azionisti al 30 giugno 2018 sono:

Vanguard Group Inc​ 8,06%
State Street Corp​ 4,68%
BlackRock Inc​ 4,54%
Fidelity Management and Research Company​ 4,18%
BlackRock Institutional Trust Company NA​ 2.76%
Edgewood Management LLC​ 2,57%
J.P. Morgan 1,96%

Come potete notare i principali azionisti sono i big dei fondi di investimento, cioè quelli stessi che sono poi gli utilizzatori dei rating di S&P, i quali avranno gioco facile a guadagnare dallo spread che scende e sale e che è ovviamente influenzato dai loro acquisti/vendite di titoli di stato, su cui la società di rating da loro posseduta deve dare il voto.

In simile situazione si trovano Moody’s e Fitch.

Un conflitto di interessi pazzesco!

I giornaloni italiani, PD e cespugli oltreché FI anziché metterlo in evidenza, neanche lo fanno notare.

Anzi da giorni questi media e forze politiche diffondono anteprime delle valutazioni del rating italiano attese per questo fine mese, brandendole come minacce per costringere il Governo a fare o non fare secondo i loro interessi diretti e degli interessi internazionale della grande finanza che curano e rappresentano.

Ma ormai la reputazione delle Tre Grandi Sorelle è, come abbiamo visto, compromessa, così tanto che ora spaventano molto di meno, rispetto a qualche anno fa.

E poi si trovano sulla loro strada un governo forte.

Il governo Conte rappresenta una grande e temutissima novità per loro soprattutto per una caratteristica che lo differenzia completamente dagli altri che lo hanno preceduto: non è ricattabile.