In corsa per Pasta Zara ci sono anche JPMorgan con One33 e il fondo Cheney Capital

bebeez.it 16.10.18

zaraLe altre offerte per il salvataggio di Pasta Zara, oltre a quella della cordata Banca Finint-Pillarstone, di cui si è saputo nei giorni scorsi (si veda altro articolo di BeBeez), sono arrivate dal fondo britannico specializzato in credito Cheyne Capital e dall’accoppiata JP Morgan-One33 Investment House srl. Lo scrive Il Corriere del Veneto

One 33 Investment House srl è una società di investimento milanese con alle spalle investitori istituzionali internazionali, con focus la ristrutturazione di aziende in distress finanziario. E’ guidata dal managing partner Tommaso Micaglio, ex managing director di Europa Investimenti spa, operatore milanese specializzato in investimenti in aziende in distress e nell’acquisizione di crediti deteriorati e Npl, comprato da Arrow Global nel marzo 2018.

Corriere del Veneto conferma poi che c’è anche un’offerta proveniente da un soggetto industriale, di cui ancora non si conosce il nome. Nei giorni scorsi si era detto che questo soggetto è spagnolo ed è già ben presente in Italia. Alcuni quindi lo hanno individuato in Ebro Foods, altri in Deoleo, mentre altre voci parlano dell’italiana Barilla.

Le offerte sono state presentate nei giorni scorsi dall’advisor Deloitte a Milano in occasione del vertice tra l’azienda ai creditori e poi alle sole banche, negli uffici dello studio legale Chiomenti.  Le tre offerte finanziarie si muoverebbero lungo schemi simili, che prevedono l’acquisizione al 100% di Pasta Zara, o di poco meno, lasciando una piccola minoranza alla famiglia Bragagnolo, con l’iniezione di 30 milioni di euro di nuova finanza e la restituzione nell’arco di cinque anni intorno al 40% di quanto vantato dai creditori chirografari (nel caso dell’offerta Pillarstone-Finint invece il 44%).

L’offerta del soggetto industriale, invece, ruoterebbe intorno al pagamento immediato, all’omologa del concordato, di una quota del 33% ai creditori chirografari, e poi all’acquisizione del ramo d’azienda dello stabilimento triestino di Muggia, il gioiello tecnologico di Pasta Zara con 150 dipendenti, che sarebbe valutato intorno ai 120 milioni di euro. Il tutto per poi instaurare un rapporto di collaborazione con la Pasta Zara dotata dei due stabilimenti di Riese e Rovato, a cui verrebbe garantito il pagamento di commissioni su lavorazioni affidate, ad esempio sull’imballaggio della produzione, che permetterebbero di sostenere i margini dei due stabilimenti.

Peraltro al dossier sarebbero interessati anche Oxy Capital in cordata con Illimity, la nuova banca nata dalla business combination con Spaxs, la Spac promossa da Corrado Passera, come riferito nei giorni scorsi da Il Sole 24 Ore.

Pasta Zara, controllata dalla famiglia Bragagnolo, è partecipata dalla finanziaria regionale del Friuli Venezia Giulia, Friulia (11,25%), e da Simest (11,76%), e ha un debito finanziario lordo di  241 milioni, di cui 178 milioni nei confronti di varie banche e in particolare 73 milioni riferibili ad affidamenti ottenuti da Banca Popolare di Vicenza e da Veneto Banca e quindi finiti nel portafoglio della Sga. Il tutto senza dimenticare che a livello di holding (la lussemburghese Ffauf sa della famiglia Bragagnolo) ci sono altri 50 milioni di euro di debiti nei confronti di Bank of China.

Banche e bondholder (c’è un minibond da 5 milioni di euro) sono da tempo in trattative con gli azionisti per trovare una soluzione nella forma di un accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182-bis della Legge fallimentare, vista la situazione di grave tensione finanziaria che aveva portato la società a chiudere il 2017 con una perdita di 25,7 milioni, dovuta in parte alla svalutazione di partecipazioni in Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza per 9 milioni di euro, a fronte di un patrimonio netto crollato a 77,3 milioni e di un debito finanziario netto di poco meno di 200 milioni. Una situazione, questa, che ha portato la società a sforare di parecchio il covenant finanziario relativo al rapporto tra PFN e patrimonio netto, fissato a 1,80 volte.

(articolo modificato il 16 ottobre 2018 ore 06:40, si aggiunge interesse di Oxy-Illimity)