Spread alle stelle, ecco cosa temono i mercati e quali conseguenze avrà „Spread alle stelle, ecco cosa temono i mercati e quali conseguenze avrà“

Alberto Berlina today.it 19.10.18
„Riprende in massa la fuga degli investitori dai titoli italiani. Lo stesso presidente della Bce Mario Draghi ha spiegato come  il futuro “sia diventato un po’ più cupo”. All’orizzonte l’incognita downgrade: ecco come lo spread misura la febbre dei mercati“

Spread sempre più alto mentre i due vicepremier continuano a litigare sui condoni (se Di Maio accusa la Lega di aver inserito uno scudo fiscale nel Decreto Fiscale, ora Salvini boccia il condono tombale delle case abusive di Ischia vuoluto dal M5s). In attesa del vertice e del consiglio dei ministri convocato in tutta fretta dal premier Conte (che avrebbe addirittura minacciato le dimissioni) l’Italia paga il “rischio incertezza” sul terreno dei mercati finanziari.

“Guido un governo che ha finora dimostrato di saper fare squadra e sintesi e così continueremo a fare” ha spiegato il premier prima di ripartire da Bruxelles dove ha partecipato al vertice Ue.

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Ma quali sono gli effetti di uno spread così alto? A lanciare l’allarme è il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi), Antonio Patuelli che – auspicando un dialogo “costruttivo” tra il Governo italiano e l’Unione europea – spiega come la crisi di fiducia degli investitori sull’Italia produrrà gravi conseguenze per l’economia italiana e per le famiglie.

“L’ulteriore crescita dello spread peggiora le prospettive degli equilibri dei conti pubblici e complica le attività produttive tutte e gli investimenti delle famiglie e delle imprese”.

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“Non si può rimanere indifferenti – sottolinea Patuelli – di fronte alla ulteriore crescita dello spread e non ci si deve abituare a ciò che spingerebbe l’Italia indietro rispetto alla ripresa. Pertanto – conclude – auspichiamo un più costruttivo confronto fra Autorità italiane ed europee per superare questo clima dannoso all’economia”. 

Spread sfonda quota 340

rendimento tra Btp decennali e Bund hano raggiunto e superato nella giornata di venerdì quota 340 punti base per la prima volta dal 2013: i tassi retributivi dei titoli italiani hanno toccato il 3,8%, in un quadro che resta altamente volatile.

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preoccupare l’Europa sono, come già spiegato più volte, i conti pubblici ed in particolare gli interventi previsti dal Def e ribaditi all’Europa dal governo italiano nel Documento Programmatico di Bilancio: la manovra ideata dal goveno ha un costo di 19,9 miliardi di euro ma sconta coperture per poco meno di 9,7 miliardi. Il maggior deficit è dunque di 10,2 miliardi, pari a 0,56 per cento del Pil, soldi che in poche parole il governo deve chiedere in prestito al mercato, lo stesso popolato da investitori che dubitano della tenuta dei conti pubblici.

Come rileva l’osservatorio sui conti pubblici le maggiori spese sono dovute principalmente alla voce “quota 100” e alla voce “reddito di cittadinanza” mentre le coperture derivano per 4 miliardi da maggiore tassazione su banche e assicurazioni e per 3,7 miliardi da tagli non identificati. E dalla tanto propagandata “pace fiscale” ci si aspettano solo 0,2 miliardi, meno che dall’obbligo di fatturazione elettronica per contrastare il “nero”. Inoltre l’annunciato taglio delle pensioni d’oro presumibilmente, verrà inserito successivamente nella legge di bilancio e il 1 miliardo di risparmio si riferiscoe all’effetto cumulato in tre anni. Le considerazioni dell’istituto guidato da Carlo Cottarelli sono quelle di una bocciatura senza pari: 

“Quindi, il grosso delle misure che aumentano la spesa corrente sono privi di coperture, e la maggiore tassazione sulle banche potrebbe avere conseguenze sull’economia perché potrebbe scaricarsi sul costo del credito per la clientela bancaria”.

 

Che cosa succede su mercati

Uno strumento finanziario ci permette di capire cosa preoccupa gli investitori in questo momento relativamente all’Italia, e soprattutto su cosa scommettono: i CDS (credit default swap) – un termine che nel 2008 era noto tanto quanto lo spread – sono una sorta di contratti di polizza assicurativa che consentono di rimborsare gli investitori nel caso in cui lo Stato cui abbiamo prestato dei soldi tramite l’acquisto di titoli (nel caso italiano Btp), non è in grado di restituire il dovuto.

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Sui mercati finanziai i CDS – come le assicurazioni – hanno un prezzo che cresce man mano che la percezione sul rischio Paese si fa elevata. Esiste inoltre un altro indice che mostrate le probabilità che l’Italia esca dall’Euro per ripagare i titoli di stato con una maneta svalutata, nel nostro caso la Lira (é lo stesso European Stability Mechanism che a fine 2012 ha messo messo nero su bianco questa ipotesi).  Le obbligazioni munite di queste clausole in circolazione sono circa 930 milioni, la quantità più elevata in Europa.

Un analisi del professore dell’Università Bocconi Marcello Minenna ripresa da Mariangella Pira per Skytg24 mette in evidenza quanto sta accadendo: semplificando i mercati temono l’uscita dell’Italia dall’eurozona e la svalutazione dei propri investimenti. E le tensioni tra i due alleati di governo Lega e 5 stelle hanno disegnato un bersaglio sui conti del Belpaese. 

Quali sono gli effetti dello spread a 300

Non a casa il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha spiegato come  il futuro “sia diventato un po’ più cupo”. Esemplificativi sono i dati della bilancia dei pagamenti della Banca d’Italia che mostrano come gli investitori stiano vendendo titoli di portafoglio italiani – solo ad agosto – per un controvalore di 17,8 miliardi di euro. (A maggio e giugno le vendite dall’estero erano pari, rispettivamente, a 24,9 e 32,9 miliardi di euro, mentre a luglio gli acquisti dall’estero erano stati pari a 8,7 miliardi di euro).

Cosa succede con lo spread a 350

Data chiava il 26 ottobre quando l’agenzia di rating Standard & Poor’s darà il suo guidizio sui conti italiani: uno spread fra 300 e 350 rispecchia secondo il quotidiano finanziario MilanoFinanza lo scenario di singolo downgrade con outlook però negativo. Se il differenziale andasse oltre quota 350, il mercato inizierebbe scontare scenari più cupi con una doppia bocciatura che farebbe cadere l’Italia dal livello di Investment Grade a quello di  junk, “spazzatura”.

Sarebbe una catastrofe: il solo Russell Ftse World Government Bond secondo l’agenzia Reuters ha  in pancia 60 miliardi di Btp e se il rating italiano finisse sotto il livello di investment grade per regolamento interno, venderebbe in automatico. 

Spread alle stelle, ecco cosa temono i mercati e quali conseguenze avrà
„Gli economisti prevedono emissioni da parte del Tesoro per 35-45 miliardi di euro l’anno nel prossimo biennio. Chi comprerà allora i titoli di Stato, visto che gli storici acquirenti di ultima istanza, le banche italiane, hanno già cominciato a vendere Btp perché stanno zavorrando i bilanci? “