Gli elettori? Se non controllano, finiscono truffati. Come soci banche

Adriano Verlato

Il governo M5S-Lega avrebbe il dovere della responsabilità, oltre che della coerenza. Ma chi vota dovrebbe ricordarsi la lezione degli istituti crollati

La legge sulle banche popolari che prevede che in caso di dissesto anche gli azionisti debbano essere chiamati a risponderne con il loro capitale investito, a mio avviso era corretta. Mancava però di una condizione essenziale: se i soci concorrono in base alle loro azioni, devono anche avere la possibilità di controllare l’operato degli amministratori. All’entrata in vigore della legge, questo non avveniva e quindi la quasi totalità dei soci si basava sulle dichiarazioni del presidente del consiglio di amministrazione e dei suoi sodàli con i risultati che tutti conoscono. Probabilmente, con un collegio sindacale e un audit interno che funzionassero, la débacle poteva essere evitata.

La cosa mi è tornata alla mente in relazione a quanto accade in Italia con questo governo. Mi sono chiesto: se un governante in una situazione delicata prende una decisione in buona fede(scienza e coscienza) e sbaglia, può anche essere accettato. Si può, credo, obiettare, nel nostro caso, che un presidente del consiglio o ministri hanno tante orecchie qualificate che li possono ascoltare e dare pareri di peso. Comunque, si potrebbe anche abbozzare se quei pareri fossero manifestatamente infondati. Ma se questa persona o gruppo di persone stanno per fare scelte importanti per il Paese e vi sono istituzioni ed esperti della materia esterni che da tempo segnalano gli effetti negativi di quella decisione, come si dovrebbero comportare i cittadini, una volta che le suddette decisioni comportassero gravi disagi per la popolazione? Non è una domanda da poco. Ho sottoposto questo quesito ad amici in giro per l’Italia. Molti trovavano giusta la responsabilità, ma un paio mi hanno risposto che la politica è così e che i governanti non sono tenuti a rispondere dei loro atti. Ho più di un dubbio in proposito che questo sia corretto.

Di Maio e Salvini, perché di loro bisogna parlare, predicano a dritta e manca che vogliono salvare l’Italia, che la loro ricetta è quella che i loro elettori vogliono, che le osservazioni della Commissione europea sono burocratiche e stantie e così via. C’è buona parte responsabile del nostro Paese che trema per le conseguenze che le decisioni dei due signori potrebbero comportare. Bene, loro credono di essere depositari della verità e continuano a sottolineare che le promesse elettorali vanno mantenute. Certo che le promesse vanno mantenute, ma se queste comportano sconquassi al bilancio, sono esse ad essere inaccettabili e non il fatto di non mantenerle.  I due signori fanno quel che fanno, ripetono sovente, perché tutto il Paese lo chiede loro. Ad essere precisi i loro voti, nella percentuale, rappresentano il 30 % di noi italiani. E l’altro 70 non ha voce in capitolo? Suvvia , siamo seri.

Cercando una qualche conclusione: i soci di una banca hanno tutto il diritto di lamentarsi se uno o più amministratori hanno gestito male l’istituto e richiedere i danni ed eventuali sanzioni penali, ma è altrettanto chiaro che i soci devono controllare e non limitarsi ad ascoltare quello che presidente o direttore generale raccontano in assemblea. Per i soci, quindi, c’è tanto da lavorare per la loro possibilità di controllo ed anche per una sana diffidenza, fino a prova contraria.

I gialloverdi hanno raccolto una bella messe di voti e, per quanto riguarda Salvini, i sondaggi lo danno in continuo aumento. Evidentemente la sua posizione nei riguardi degli immigrati gli rende molto. La cosa singolare è che i blocchi degli sbarchi hanno lasciato la situazione pressoché uguale. Sembrerebbe una decisione radicale, ma, in realtà, poi, un po’ di gente da noi e un po’ da altri, le questioni si appianano. Altra singolarità è che la soluzione, pur parziale, del problema era stata impostata da Minnitie, nonostante questo non piccolo merito, il Pd ha perso un sacco di voti. Concludendo, un’assemblea di una banca e i nostri concittadini quando vanno a votare, dovrebbero approfondire con maggior cura quanto viene loro raccontato. Il voto è cosa preziosa e, prima di concederlo, ci dobbiamo procurare più elementi possibile per decidere, appunto, con scienza e coscienza.

Ph: Facebook Giuseppe Conte