Finpiemonte, la pezza della giunta: 200 milioni per nascondere il fiasco

lospiffero.com 23.10.18

Dopo l’impugnativa del Consiglio dei ministri, l’assemblea regionale approva la norma che riporta le risorse a sostegno del sistema produttivo piemontese. La maggioranza si arrampica sui vetri per difendere un operato culminato nello scandalo della finanziaria

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Era in cima all’elenco delle priorità individuate, di qui alla fine della legislatura, da Sergio Chiamparinodurante il confronto di ieri con la sua maggioranza. E come previsto, il via libera alla norma che riporta 200 milioni – quelli a suo tempo destinati al capitale di Finpiemonte – nel tessuto produttivo piemontese è arrivato puntuale da Palazzo Lascaris grazie anche alla posizione “responsabile” dell’opposizione divisa tra chi non ha partecipato al voto (Forza Italia) e chi si è limitato a garantire la presenza come M5s e Movimento nazionale per la sovranità.

Nulla da obiettare sul merito di un’operazione che garantisce risorse alle piccole e medie imprese della regione, quanto piuttosto sui travagli che hanno portato a una soluzione che tanto assomiglia a una toppa messa in extremis per coprire il fiasco rimediato sulla gestione di Finpiemonte. La legge appena approvata, infatti, è figlia di una precisa scelta politica di Sergio Chiamparino e della sua giunta, di trasformare la cassaforte di piazza Castello in un soggetto di intermediazione bancaria; e questi 200 milioni dovevano servire per garantire a Finpiemonte la necessaria solidità finanziaria per assolvere al nuovo ruolo. Soltanto dopo l’esplosione dello scandalo che ha portato alla luce la sottrazione di 6 milioni e una inchiesta della Procura che ha coinvolto l’ex presidente Fabrizio Gatti e alcuni dirigenti e funzionari della struttura, la giunta è stata costretta a una rapida retromarcia. Dietrofront che ha avuto come effetto la possibilità di liberare queste risorse (peraltro dopo che per oltre un anno i rubinetti sono rimasti chiusi, sempre a causa delle vicissitudini che hanno coinvolto la finanziaria).  A luglio il provvedimento era stato impugnato dal governo: secondo Palazzo Chigi un ente con bilanci in deficit non avrebbe potuto utilizzare risorse recuperate da altri capitoli di spesa se non per la copertura del disavanzo: la trattativa del vicepresidente Aldo Reschigna con il numero due del Mef MassimoGaravaglia ha portato successivamente a sbloccare la situazione.

Dopo le tre relazioni – quella di maggioranza da parte di Andrea Appiano e le due di opposizione (Francesca Frediani e Gian Luca Vignale) – l’ingrato compito di difendere la reputazione di esecutivo e maggioranza è toccato al presidente della Commissione Attività Produttive Raffaele Gallo: un intervento che ha scatenato la dura reazione di centrodestra e M5s. “Abbiate almeno il coraggio di dire che avete sbagliato” ha tuonato dai banchi dei pentastellati Giorgio Bertola, prima che l’approvazione di due ordini del giorno dei grillini placassero i propositi di belligeranza. Dalle opposizioni la contestazione che nel provvedimento non si intravvede una visione di sviluppo della Regione, ma solo un lungo elenco della spesa redatto con un occhio alla scadenza elettorale. Una grossa fetta della torta finirà industria e artigianato (113 milioni), commercio (17,3 milioni) e ricerca e innovazione (11 milioni), altri 18 milioni sono destinati al Turismo e altri 13,6 milioni alle politiche su Lavoro e Formazione professionale. QUI LA SUDDIVISIONE DELLE RISORSE

“L’approvazione del disegno di legge 329 è un momento molto importante perché permette di rimettere in moto risorse importanti nel sistema economico piemontese – afferma Reschigna –. Questa amministrazione prima ha recuperato i vecchi fondi rotativi di Finpiemonte, che nella scorsa legislatura erano rientrati ed erano stati utilizzati per garantire equilibri di bilancio sulla spesa corrente. Ora, con questo nuovo provvedimento, saniamo il problema apertosi con il governo per questioni tecniche e avviamo una grande operazione di sostegno al nostro sistema economico.  Con le importanti risorse non finanziamo molti assi, per evitare una inutile dispersione di disponibilità finanziarie. La scelta di cosa finanziare deriva dal piano industriale di Finpiemonte, dal piano triennale sulle attività produttive, cui attraverso la legge 34 sono destinate la stragrande maggioranza della risorse, e dalla necessità di integrare assi che trovano già finanziamenti nella legge di bilancio, come ad esempio l’intervento sulla qualità dell’aria, con i 5,4 milioni destinate alla modernizzazione del parco auto delle realtà produttive che si sommano ai 4 milioni già iscritti a bilancio. Anche il confronto con le associazioni economiche e sociali è stato utile per definire gli obbiettivi degli interventi”.