Manovra bocciata, Italia passa alla storia. In ballo il futuro suo e dell’Europa intera

Dallo spread non arriva una buona indicazione. Ma l’importante è che il vicepremier Luigi Di Maio abbia ragione, ovvero che sia vero che “i mercati vogliono bene all’Italia”…

A prescindere da come si concluderà questo braccio di ferro tra Roma e Bruxelles, una cosa è certa: l’Italia passerà alla storia come il primo paese dell’Unione europea bocciato dalla Commissione sulla propria manovra. Data: 23 ottobre 2018.

La cronaca di una bocciatura considerata già annunciata si fa sempre più febbrile.

Ognuno vuole dire la sua su quello che è diventato un caso. Il caso Italia, il caso del governo M5S-Lega, che ha osato arroccarsi sulle sue posizioni, ignaro di tutti gli avvertimenti più o meno pesanti, se non apocalittici, arrivati da più parti. Anche perchè non si parla di una semplice “manovra”. Qui si parla di una manovra il cui valore trascende quello normalmente attribuito alle leggi di bilancio: è una manovra che ha preso, man mano che veniva forgiata, le sembianze di una vera e propria arma finanziaria, che l’esecutivo gialloverde, già inviso all’Unione europea per le sue posizioni sovraniste, ha deciso di sfoderare e sbandierare al tempo stesso come carta di identità dell’Italia.

In ballo c’è tanto, a detta di molti troppo: il futuro dell’Italia, e con esso il futuro dell’Unione europea, il risultato delle elezioni europee dell’anno prossimo, la credibilità di questo governo M5S-Lega, la credibilità di quelli che con disprezzo vengono bollati come burocrati Ue, in sintesi il destino riservato ai sovranisti e agli europeisti, in un rapporto di tale antitesi da essere diventato una guerra.

Guerra il cui finale è tutto fuorché prevedibile, anche se sono in molti a suonare già le campane a morto per il progetto europeo.

Da un lato ci sono gli europeisti che si affidano alle idee del finanziere George Soros: dall’altro i sovranisti che sposano il progetto di Steve Bannon, l’ex responsabile della campagna elettorale di Donald Trump che tende la mano a Salvini, Le Pen & Co. Tanto da aver detto proprio nelle ultime ore, in un’intervista al Corriere, di voler aiutare i sovranisti nella sfida delle elezioni europee.

Bocciatura manovra Italia passa alla storia

Nei minuti precedenti la bocciatura della manovra destinata a passare la storia, sia il premier Giuseppe Conte che i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno insistito sulla necessità, per l’Italia, di andare dritta per la sua strada.

Già ieri Giovanni Tria aveva dato una spiegazionedel perchè l’esecutivo avesse deciso di non apportare alcuna modifica. Il progetto del ministro dell’economia, che secondo alcune indiscrezioni stampa aveva spinto affinché il target sul deficit-Pil previsto per il 2019 e inciso nella nota di aggiornamento al Def scendesse almeno al 2,1%, era già miseramente fallito.

Nella risposta alla lettera Ue di chiarimenti che gli era stata personalmente consegnata, la scorsa settimana, dal Commissario Pierre Moscovici, Tria ha parlato di una manovra che riflette una “decisione difficile, ma necessaria”. Necessaria per tornare a dare priorità, soprattutto, alla crescita economica, in quanto l’espansione del Pil viene vista come condizione sine qua non anche per curare e sanare una volta per tutte la ferita del debito pubblico.

Non è questa, però, la stessa filosofia dei tecnici di Bruxelles che vedono prioritario, piuttosto, il contenimento del debito e del deficit, il risanamento dei conti pubblici.

Poco prima del verdetto di Bruxelles – ampiamente atteso, tanto che lo stesso vicepremier Matteo Salvini ne aveva parlato senza troppi problemi – , sono arrivate le dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha fatto di tutto per rassicurare i mercati e far capire a Bruxelles il messaggio di questo governo.

Non siamo giocatori d’azzardo che scommettono il futuro dei loro figli alla roulette – aveva detto il premier – Ho la prova che una parte dello spread sia dovuta all’ipotesi Italexit. Ma posso assicurare che questo esecutivo non accompagnerà questa nazione, l’Italia, fuori dall’Europa”.

Bisogna vedere però, dopo la bocciatura della manovra e in attesa di capire cosa accadrà in queste prossime tre settimane – la correzione della legge di bilancio ci sarà o no? La ‘manovra di scorta’ o il piano B di cui ha parlato oggi il Messaggero esiste o no? – cosa penseranno non tanto Conte & Co, ma i mercati finanziari.

Dallo spread non arriva una buona indicazione. Il differenziale balza di oltre +5%, fino a rivedere quota 320 punti, a fronte di tassi sui BTP decennali al 3,6% circa.

Ma l’importante è che il vicepremier Luigi Di Maio  abbia ragione, ovvero che sia vero che “i mercati vogliono bene all’Italia”.  Per ora l’unica cosa sicura è che l’Italia, per l’appunto, è passata alla storia.