Eurizon, Blackrock si ritira. Il nodo Glencore per Intesa

 Elena Dal Maso milanofinanza.it 24.10.18

In attesa dei risultati trimestrali che saranno pubblicati il prossimo 6 novembre, il board di Intesa Sanpaolo è alle prese con alcune questioni che emergono da un quadro politico e economico piuttosto complicato in Italia. Ultima, in ordine di tempo, la bocciatura da parte dell’Ue del bilancio appena presentato dal governo Lega-M5S.

Una delle questioni è la possibile cessione di una minoranza di Eurizon, fra un minimo del 15% fino al 30%, come è emerso nei mesi scorsi, al colosso americano Blackrock, che gestisce 6 mila miliardi di asset. Blackrock sarebbe entrato come socio rilevante e avrebbe aiutato il gruppo italiano a trovare altri investitori. In questo modo Intesa Sanpaolo avrebbe potuto crescere in maniera significativa a livello europeo e nel contempo far cassa, dando respiro a un bilancio messo sotto pressione dallo spread a 300 punti base.

Se ne è parlato per mesi a più ondate, finché nelle scorse ore dalle sedi di Londra e Francoforte dell’agenzia Bloomberg è emerso che l’interesse per il matrimonio si è raffreddato. Per quale ragione? Pare che gli americani abbiano rivisto al ribasso la proposta per Eurizon dopo il forte calo del titolo (oggi -1,12% a 1,9462 euro in borsa), che da inizio anno ha perso il 28% a Piazza Affari e ora capitalizza 33,4 miliardi di euro. E le due parti non avrebbero quindi trovato l’accordo.

A giugno l’amministratore delegato, Carlo Messina, aveva ricordato che, prima dell’improvvisa risalita del differenziale fra i titoli di Stato italiani e tedeschi a 10 anni, il gruppo capitalizzava “53-54 miliardi di euro, che ne facevano la terza banca in Europa, mentre oggi il valore di borsa è 43 miliardi, che ne fanno la quinta banca”.

Da allora, dopo quasi quattro mesi, l’istituto di credito ha lasciato sul terreno 10 miliardi di capitalizzazione. Messina aveva aggiunto che “nel mondo delle banche internazionali conta il valore che tu hai o il tuo grado di difendibilità nel caso ti vogliono acquisire. E’ ovvio che se scendi a 33 miliardi sei contendibile nel contesto europeo”. Alla luce del recente calo delle valutazioni del settore “riteniamo che l’asset management di Intesa Sanpaolo possa oggi valere 4/5 miliardi di euro, ovvero 8/10 volte gli utili 2018. Pensiamo che al momento sia difficile la cessione di una quota alla luce anche dell’incertezza politica italiana”, ha detto un analista. 

Al momento Intesa Sanpaolo continua a viaggiare da sola. E dovrà affrontare gli effetti dello spread su molti fronti. Kepler Cheuvreaux, per esempio, ha calcolato 100 punti base in più come costo del denaro (cost of equity) a fronte di commissioni (net interest income) in discesa (-15% negli ultimi quattro anni) e un impatto negativo dalla cessione di Npl per 10,8 miliardi di euro, che gli analisti quantificano in 30 milioni di euro al mese.

Può invece aiutare la misura che il governo sta studiando, da inserire nella legge di Bilancio, che va a diluire per banche e imprese i crediti di imposta maturati in relazione agli avviamenti su operazioni di fusioni e acquisizioni e sostituisce l’ipotesi precedente di ridurre la deducibilità degli interessi passivi degli istituti. Quest’ultima avrebbe un effetto zavorra notevole sui bilanci, a causa delle cessioni degli Npl sul mercato a prezzi inferiori rispetto a quelli di libro.

Si aggiunge poi il capitolo Russia. Nel 2016 Intesa Sanpaolo ha sostenuto il gruppo Glencore con un finanziamento fino a 5,2 miliardi di euro per l’acquisizione del 19,5% (10,2 miliardi di euro il valore totale della transazione) di Rosneft all’interno di un consorzio formato da Glencore e Qatar Investment Authority (Qia).

Ad agosto la multinazionale delle materie prime, con sede a Barr, in Svizzera, ha reso noto che intende uscire dall’accordo e cedere le quote dopo la mancata vendita della partecipazione alla cinese CEFC China Energy. Quest’ultima non ha potuto muoversi perché posta sotto accertamento da parte dell’autorità cinesi per sospetti crimini economici. 

Ora, quindi, Glencore venderà il suo 50% al socio del Qatar. Secondo calcoli di Kepler, il prestito di Intesa a Glencore dovrebbe aver assicurato fino a oggi 35-40 milioni di commissioni al mese. Ricavi che verranno, quindi, a mancare quando il colosso minerario chiuderà la cessione entro fine anno. Sul titolo Intesa Sanpaolo gli analisti di Kepler hanno confermato il rating buy e un target price a 2,7 euro per azione, limato dal precedente a 3,1 euro a causa dello spread.

Lo spread sfonda quota 320 e Piazza Affari piange

di firstonline.info 24.10.18

Nuova impennata del differenziale di rendimenti tra Btp e Bund che manda in tilt i titoli bancari trascinando in forte ribasso il Ftse Mib – Molto male anche Stm che perde oltre il 10% – In controtendenza Saipem, Moncler, Luxottica e Italgas – Wall Street apre male.

Lo spread sfonda quota 320 e Piazza Affari piange

Non si ferma la caduta di Piazza Affari, che oggi perde l‘1,69% e scende a 18.485 punti, divisa fra il rimbalzo di Saipem +6,35% e il tonfo di Stm -10,16%, alla luce delle rispettive trimestrali. Soffrono soprattutto le banche, dopo la retrocessione di Moody’s su 12 istituti, a causa della revisione del rating sull’Italia e per le cattive notizie che vengono dall’obbligazionario: il rendimento del Btp 10 anni risale al 3,61% e lo spread con il Bund decennale sfonda la soglia dei 320 punti e si ferma a 322.10 (+2,42%). Il governo non vuole uscire dall’euro, ma non è nemmeno intenzionato a cambiare rotta sulla manovra, nonostante la bocciatura della Commissione Europea e in attesa del giudizio di S&P di venerdì e delle parole di Mario Draghi domani, mentre dal fronte macro si rafforzano i segnali di rallentamento economico con gli indici Pmi della zona euro di ottobre sotto le attese (a 52,7, minimo da 25 mesi, contro un 53,9 previsto). Il dato pesa particolarmente sull’euro, che scende sotto 1,14 contro il dollaro.

Il rosso di Milano s’inserisce in un quadro europeo debole, dopo la spallata pomeridiana di Wall Street, nuovamente in ribasso. Francoforte -0,73%; Parigi -0,29%, Madrid -0,36%, Londra +0,12%, Zurigo -0,27%.

I listini di New York, dopo un avvio incerto, sono in territorio negativo. Il Dow era partito bene, con i risultati trimestrali di Boeing, che hanno ampiamente battuto le stime, ma poi ha cambiato rotta a causa dei tecnologici. I mercati appaiono particolarmente nervosi, in una giornata in cui si susseguono le notizie di vari attentati negli Usa (una sequenza di pacchi bomba intercettati presso le abitazioni della famiglia Clinton e Obama, nonché gli studi ‘Cnn’ a New York). Pesa anche il nuovo attacco di Donald Trump alla Banca centrale americana e al suo presidente Jerome Powell, giudicato troppo falco dall’inquilino della Casa Bianca. Oggi intanto la Banca centrale del Canada ha alzato i tassi d’interesse di 0,25%, portandoli all‘1,75%. Si attende domani la Bce, che non toccherà i tassi, ma il suo presidente Mario Draghi dirà qualcosa forse sul caso italiano.

Sul fronte delle materie prime il petrolio rimbalza nonostante il dato sulle scorte settimanali Usa peggiore delle attese: Brent +1,2%, 77,06 dollari al barile. Stabile l’oro, in area 1229 dollari l’oncia. Regina di Piazza Affari oggi è Saipem, dopo la trimestrale che ha confermato gli obiettivi del 2018. Si prende una rivincita anche Moncler, +2,29%, in attesa dei conti, grazie alla buona intonazione della moda in scia a Kering (+4,79% a Parigi), la holding francese che controlla Gucci: il marchio fiorentino ha registrato un incremento del fatturato del 35% anno su anno, e non si vedono segnali di rallentamento.

Bene Luxottica +0,8%, Atlantia +0,57%, Campari +0,47%. In maglia nera è invece Stm, nonostante i risultati in crescita. A pesare sul titolo del produttore di microchip contribuisce la guidance prudente, soprattutto in termini di margine lordo, del quarto trimestre, insieme alle indicazioni emerse dalla trimestrale del colosso americano Texas Instruments. Il settore è fra i più colpiti dalla guerra commerciale con la Cina. Le vendite si abbattono su Poste, -4,03% e Mediaset -3,56%. Segna tempesta anche il tradizionale barometro di Piazza Affari, vale a dire le banche. Fra le peggiori Banco Bpm -4,76%; Ubi -4,14%; Unicredit -3,37%. Intesa San Paolo perde il 3,43%, anche a seguito della notizia che i colloqui con BlackRock per un’alleanza strategica nell’asset management sono congelati a causa dell’instabilità attuale dei mercati che suggerisce molta cautela negli investimenti sull’Italia. Fuori dal listino principale s’inabissa Carige, -6,12%, nonostante il rialzo in avvio di seduta dopo che il cda ha approvato la cessione di Utp per 366 milioni di euro a Bain Capital e ha confermato la data del 30 novembre per la presentazione del Capital Conservation Plan, con le delibere relative alle misure per il rispetto del Total Capital Ratio che saranno assunte entro il 12 novembre. Il board ha scelto inoltre Ubs come advisor finanziario “per esplorare la possibilità di alleanze strategiche”. Prosegue il calo anche di Mps, -5,58%.

Sull’Aim la bolognese Bio-on sale del 4,1%, a seguito dell’accordo con il gruppo TAIF JSC, che acquisterà una licenza, per il primo impianto in Russia per la produzione di bioplastica PHAs. Il valore complessivo dell’operazione è di 17,6 milioni. Da inizio anno il titolo Bio-on ha guadagnato circa l’80%.

Lo scandalo: Davide Serra fa un sacco di soldi con il fallimento Monte dei Paschi

serra wefQuesto articolo è dedicato all’elettorato Pd. Quello che vota Renzi e si fa vuotare le tasche, oltre che dal fenomeno di Rignano, da Davide Serra. Si, proprio lui, l’amministratore delegato del fondo Algebris, che ha la gigantografia di Mandela in ufficio a Londra, comprata ad un’asta dove c’era Angela Merkel, e che chiede di sanzionare chi fa sciopero in Italia. Insomma lo sponsor finanziario più noto di Matteo Renzi.

Come è conosciuto nel mondo dei broker Davide Serra? Come un ribassista che fa vendite allo scoperto. Che cosa significa? Semplice, significa che Serra acquista l’obbligo di vendita di azioni, o obbligazioni, ad un determinato prezzo e ad una determinata data. Senza avere azioni od obbligazioni in mano. Se a quella data le azioni, o le obbligazioni, fissate saranno ad un prezzo più basso, di quanto precedentemente determinato, Serra potrà comprare sul mercato e rivendere, guadagnandoci. Facciamo un esempio: Serra contrae, come accade su tutti i mercati da decenni, un accordo con promessa di vendita di azioni MPS a 100 euro l’una. Senza avere in mano una azione MPS. Il giorno in cui questa promessa dovrà essere mantenuta se le azioni MPS avranno valore, facciamo un esempio, 80 il nostro Serra avrà guadagnato senza spendere un euro. Si fa cosi: si prende il contratto di vendita, si fanno comprare le azioni a 80 da una banca, qui la facciamo semplice, poi si incassa, come da obbligo contrattuale, e 100, si paga una commissione alla banca. Ed ecco guadagno pulito senza aver avuto un euro in tasca prima dell’acquisto di titoli MPS prima di venderli.

Grosso modo è quello che è accaduto realmente, quando Serra ha incassato forti dividendi dal crollo in borsa di MPS. Conosciamo naturalmente il nostro bischero per eccellenza, l’elettore Pd, già pronto a raccontarci che sono questioni di mercato e che le istituzioni non possono farci niente. Naturalmente non è vero: possono, anzi potevano, farci molto sia la vigilanza bancaria che il governo. Due esempi rapidi. Uno, guardiamo cosa può fare in questi casi la Consob

http://www.nuoviinvestimenti.it/it-IT/Investitori/AvvisiClientela/

La vigilanza bancaria può segnalare la posizione di vendita ribassista allo scoperto, e la Consob qui lo ha fatto prima che il titolo crollasse. Ma può fare anche un’altra cosa: può direttamente vietare la vendita allo scoperto per impedire comportamenti speculativi. La Consob naturalmente non ha vietato nulla, il titolo MPS ha finito di crollare e Serra ha guadagnato. Cosa poteva fare il governo? Elementare Watson, tutelare i risparmiatori MPS, e i contribuenti che dovranno ripianare la voragine di Siena, anche con un semplice effetto annuncio. Anche solo portando il presidente del consiglio davanti ai microfoni, gesto che gli riesce benissimo, per dichiarare che si sarebbe fatto di tutto per salvare MPS. In modo da far risalire il titolo e contenere i danni sia ai risparmiatori che ai contribuenti.

Ma Davide Serra, l’uomo che ha guadagnato (come da posizione ribassista rilevata dalla Consob) dal crollo è anche il grande sponsor di Renzi. Presidente del consiglio che si è badato bene dal rilasciare dichiarazioni in grado di alzare il titolo MPS. E anche di investire pubblicamente, con qualche richiesta di informativa resa pubblica, proprio la Consob del problema del titolo MPS. A fare da complice alla coppia Serra-Renzi il comune amico Lorenzo Bini Smaghi, banchiere fiorentino già membro del board della Bce, che va a giro per i talk-show a dichiarare, per depistare sulle emergenze nazionali, che non sono le banche il vero problema per l’Italia. Di sicuro le banche non sono un problema per i tre amici che, dalla crisi del sistema bancario nazionale, ci guadagnano e non poco sia pure a diverso titolo.

Insomma che cosa è Palazzo Chigi oggi? E’ il più gigantesco covo di insider trading del paese. Un covo dove si detengono informazioni riservate, ad esempio, su MPS e, guarda te il caso, dove gli amici del presidente del consiglio su MPS finiscono per guadagnarci. Una volta poi smantellato il sistema locale del credito in Toscana poi qualcuno paghera’: contribuenti e rispamiatori ad esempio. Bravi bischeri che votate Pd continuate così: votate chi lascia, noi e voi, in mutande. In nome delle cazzate della Leopolda, la sfilata delle ministre e di proposte politiche vecchie almeno di 15 anni. Proposte che solo al bischero che vota PD possono sembrare nuove.

fonte

http://yespolitical.com/2014/10/26/stress-test-e-mps-un-bel-giorno-per-davide-serra/

redazione, 4 novembre 2014

vedi anche

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/31/mps-toscana-chiede-aiuto-renzi-guzzetti-nicchia-serra-aspetta-banca-crolla/1180334/

http://carlofesta.blog.ilsole24ore.com/2014/10/26/davide-serra-di-algebris-in-gara-per-gli-npl-di-montepaschi/

Serra chiede a Renzi la legge per velocizzare la messa all’asta delle case

http://www.la7.it/la-gabbia/video/serra-finanzia-renzi-poi-gli-chiede-la-legge-
03-11-2014-139959

Qui apre sportello in Italia per rilevare crediti in sofferenza banche italiane. La classica operazione superspeculativa per fare titoli salciccia

http://www.fundspeople.it/notizie/algebris-investments-arriva-un-fondo-che-
entra-nei-crediti-in-sofferenza-delle-banche-italiane-136780

Non solo guadagna da MPS ma acquista i titoli in sofferenza del gruppo per preparare un ulteriore gioco speculativo

http://www.socialgamespro.com/archives/3983/crollo-mps-aumento-2-miliardi

Il sindaco De Blasio dice che i pacchetti di bombe sono “chiaramente un atto di terrore”

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Aggiornamento VI: il sindaco di New York Bill de Blasio ha dichiarato durante una conferenza stampa di mercoledì che la bomba alla pipa inviata all’ufficio della CNN a New York era “chiaramente un atto di terrore”.

Il commissario del NYPD, James O’Neill, ha detto che la polizia ha trovato una busta di polvere bianca insieme alla bomba nell’edificio Time Warner. “L’abbiamo visto prima, abbiamo visto di peggio, non saremo intimiditi”, ha detto.

De Blasio ha detto che il pacchetto inviato alla CNN è stato un attacco alla stampa libera.

“Questo è chiaramente un atto di terrore, un tentativo di minare la nostra libertà di stampa, ha detto De Blasio.” Questo è un periodo molto doloroso nella nostra nazione. È un periodo in cui le persone sentono molto odio nell’aria “, afferma de Blasio.” Incidenti come questo esacerbano quel dolore. “

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Aggiornamento V: Parlando a un evento in Florida, Hillary Clinton ha detto che, mentre lei e la sua famiglia stanno “bene” grazie agli instancabili agenti dei servizi segreti, è preoccupata per le “profonde divisioni” in tutti gli Stati Uniti.

“Molti di voi e di altri in tutto il nostro paese hanno chiesto a me e alla mia famiglia e sono molto grato per questo, stiamo bene grazie agli uomini e alle donne dei servizi segreti che hanno intercettato il pacchetto che ci è stato indirizzato molto prima che facesse il suo strada verso casa nostra. “

“È un momento preoccupante, non è vero? È un momento di profonde divisioni e dobbiamo fare tutto il possibile per riunire il nostro paese”.

Nel frattempo, la CNN riferisce che l’ATF è in scena a New York, a Washington e in Florida.

I funzionari dell’Ufficio dell’Alcool, del Tabacco, delle Armi da Fuoco e dell’Esplosivo sono in scena mercoledì sul sito dei vari pacchetti sospetti.

Rispondendo ai pacchi spediti ai funzionari di DC, e al Time Warner Center di New York e all’ufficio della rappresentante Debbie Wasserman Schultz a Sunrise, in Florida, il portavoce dell’ATF, April Langwell, ha detto.

Erano anche a New York, a casa di George Soros, martedì, ha detto.

La CNN riferisce inoltre che il pacchetto sospetto scoperto nell’ufficio di Wasserman Schultz era stato indirizzato all’ex procuratore generale Eric Holder. È stato restituito all’ufficio di Schultz perché – come i pacchetti inviati alla CNN, ai Clinton, agli Obamas e ai Soros – aveva il suo nome elencato sull’indirizzo del mittente.

Un pacco sospetto è stato inviato a Eric Holder ma aveva l’indirizzo sbagliato ed è stato restituito all’ufficio di Rep. Debbie Wasserman Schultz in Florida perché quella era l’etichetta di reso sul pacco, secondo due fonti delle forze dell’ordine.

Lo stesso indirizzo di ritorno è stato utilizzato per i pacchetti sospetti di Clinton e Obama.

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Aggiornamento IV: il presidente Trump e il vicepresidente Mike Pence hanno entrambi condannato i tentativi di attentati dinamitardi, con Pence che ha affermato che questi atti “spregevoli” non hanno “nessun posto nel nostro paese” e Trump aggiunge di essersi accordato “con tutto il cuore”.

Donald J. Trump

@realDonaldTrump

I agree wholeheartedly!

Vice President Mike Pence

We condemn the attempted attacks against fmr Pres Obama, the Clintons, @CNN & others. These cowardly actions are despicable & have no place in this Country. Grateful for swift response of @SecretService, @FBI & local law enforcement. Those responsible will be brought to justice.

La segretaria di stampa Sarah Huckabee Sanders ha twittato una dichiarazione della Casa Bianca sugli attacchi e ha detto che la Casa Bianca stava monitorando la situazione.

Sarah Sanders

@PressSec

This is an ongoing situation that President Trump and his admin are monitoring closely. Our condemnation of these dispicable acts certainly includes threats made to CNN as well as current or former public servants. These cowardly acts are unacceptable and wont be tolerated.

Sarah Sanders

@PressSec

Statement on suspicious packages:

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La First Lady Melania Trump ha anche rilasciato una dichiarazione, secondo la sua portavoce.

 “La signora Trump condanna tutte le forme di minacce e violenze e ringrazia le forze dell’ordine per i loro eroici sforzi”.

Il pacchetto sospetto, che è stato trattato come un vero esplosivo dalle forze dell’ordine, è stato riferito che è stato rimosso dall’edificio.

La CNN ha anche riferito che la polizia di San Diego ha sgombrato una sezione della sesta strada vicino agli uffici della Union Tribune di San Diego e all’ufficio statale del senatore Kamala Harris.

La polizia di San Diego sta attualmente indagando su un pacchetto sospetto e ha chiuso una sezione della sesta strada dove si trova il tribuno dell’Unione di San Diego, secondo l’ufficiale Billy Hernandez.

L’edificio che è stato evacuato ospita questa mattina il tribunale di San Diego Union-Tribune, l’ufficio del senatore Kamala Harris e altri uffici.

Non è chiaro dove devono essere consegnati i pacchi. Uno staff di UT ha anche notato che un dispositivo per la ricerca di una bicicletta era vicino alle scatole.

Un portavoce di Kamala Harris ha detto che il pacchetto sospetto non è stato indirizzato a lei, anche se i loro uffici sono stati evacuati.

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Aggiornamento III: L’ufficio dei sindaci e il Dipartimento di Polizia di New York terranno una conferenza stampa alle 12:45 pm ET per condividere ulteriori informazioni sulla presunta bomba a tubo che è stata inviata agli uffici della CNN mercoledì.

Nel frattempo, stanno iniziando a emergere ulteriori dettagli. La bomba è stata consegnata in un pacchetto indirizzato all’ex direttore della CIA John Brennan. Il Segretario del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, Nielsen, sta monitorando la situazione. Per precauzione, la polizia è stata inviata ai media in tutta NY. 

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Aggiornamento II: Tanto per “sotto controllo” …

Il Dipartimento di Polizia di New York ha emesso un “allarme di emergenza” per l’area intorno al cerchio di Colombo dopo che è stata trovata una bomba a tubo inviata agli uffici della CNN giovedì mattina. Secondo la CNN, il dispositivo sospetto sta per essere rimosso dagli uffici del canale di notizie via cavo nel Time Warner Building.

Bobby Lewis@revrrlewis

this is so surrreal

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Bobby Lewis@revrrlewis

Kate Bolduan just reported that New Yorkers got an emergency text message from NYPD about the CNN bomb, telling them to “shelter in place immediately.” pic.twitter.com/JZSBzhpnxo

EM

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Aggiornamento: la polizia dice che la situazione al Time Warner Center è sotto controllo.

Ecco di più dalla CNN:

Il dispositivo inviato a Time Warner Center è stato costruito con un tubo e fili, secondo una fonte NYPD. Le forze dell’ordine considerano il dispositivo un vero esplosivo.

Il dispositivo è stato scoperto nella mailroom del Time Warner Center.

L’evacuazione al Time Warner Center comprende gli uffici aziendali di WarnerMedia e gli uffici per altri canali di Turner come TNT. Include anche il centro commerciale e il Whole Foods nel seminterrato.

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Il Time Warner Center, situato nel Columbus Circle di New York City, è stato evacuato, interrompendo una trasmissione della CNN.

BNO News

@BNONews

WATCH: Alarm goes off on the air as CNN’s New York bureau is evacuated because of a suspicious package

Sam Stein

@samstein

CNN has had to move its broadcast to DC because its Time Warner building in NYC has been evacuated

Oliver Darcy

@oliverdarcy

We are being evacuated right now at time warner center in NYC. Striking scene as alarm went off as @jimsciutto and @PoppyHarlowCNN were on air.

 

Orologio

CNN

Un dipendente della CNN ha detto che non le è stato permesso di prendere il suo cappotto o oggetti personali e gli è stato detto di dirigersi immediatamente verso le scale.

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MJ Lee

@mj_lee

Everyone at CNN NY being evacuated. Swarms of NYPD outside — I wasn’t allowed to grab a coat or any of my belongings — told to immediately go to staircase

Un pacco sospetto è stato citato come motivo per l’evacuazione. Un gruppo di artifici è riferito sulla scena per indagare. È notevole che il servizio segreto abbia intercettato possibili bombe inviate i Clinton e gli Obamas martedì sera e mercoledì mattina.

 

Moscovici: “Attenti, la democrazia è un tesoro fragile”

 di: Luciano Scateni lavocedellevoci.it

Dalla ribalta scompaiono Conte e Tria, le due comparse del governo giallo verde. Calcano le scene televisive solo i due dioscuri Castore e Polluce, personaggi che negli anni quaranta Totò e la sua compagnia teatrale utilizzarono per evitare la censura, dal momento che si riferiva a Mussolini e Hitler e il regime era pronto a sospendere lo spettacolo.

I due fanno a gara a chi provoca di più i vertici dell’Europa e cresce il sospetto che i loro insulti, la caparbietà nel respingere la bocciatura della manovra, tendano a esasperare il rapporto con la Ue, per giustificare l’uscita dalla Comunità, magari dopo un successo non solo ipotetico alle elezioni di primavera.

Il cattivo esempio è contagioso e se il tandem dell’”Incompiuto pomiglianese” e del “Ce l’aveva duro valpadano” fanno a gara in attacchi sconsiderati alle istituzioni democratiche, non meraviglia l’episodio di cui è stato protagonista l’inqualificabile Angelo Ciocca, eurodeputato leghista, che conclusa la conferenza stampa dell’Unione Europea per la bocciatura della manovra economica del governo giallo verde, si è tolto una scarpa (tutti hanno sperato che l’autore della cazzata fosse uno che si lava i piedi) e ha imbrattato le carte lasciate sul tavolo da Moscovici. Non contento si è vantato del gestaccio da troglodita in tv. Esagera Moscovici a definire l’autore del fattaccio “Provocatore e fascista? E avverte: “Un giorno potremmo svegliarci con il fascismo. Restiamo vigili, la democrazia è un tesoro fragile”. I racconti della cronaca gli danno ragione. In poco tempo si sono verificati numerosi episodi di violenza contro i migranti, manifestazioni di xenofobia razzista, l’assurdo di partiti della destra estrema che agiscono in piena e impunita apologia del fascismo. Giorni fa una scolaresca è stata in visita al lager nazista di Auschwitz, giusta scelta di chi l’ha programmata, perché anche i più giovani conoscano quell’infamia. Durate il sopralluogo tre ragazze si sono fotografate con il braccio levato del saluto nazista. Solo un’idiozia incosciente? Non fosse così, ci sarebbe da temere il peggio.

Ue-governo giallooverde ai ferri corti e Salvini mente. Dichiara che la Ue è contro il popolo italiano. La Comunità è semplicemente contro la deroga del governo dalle regole valide per tutti i Paesi, che 5Stelle e Lega non intendono rispettare, mettendo a rischio il futuro della nostra economia, cioè degli italiani. Criptica la dichiarazione del vicepremier leghista: “Se insistono (i vertici della Ue, ndr), darò più soldi agli italiani”. Ha forse inventato l’albero degli euro? Com’è noto il lupo perde il pelo, non il vizio e Salvini ne spara un’altra delle sue: “Bruxelles può mandare dodici letterine fino a Natale, ma la manovra non cambia”. Di qui l’altro proverbio “Sbagliare è umano, perseverare è da pericolosi incoscienti”.

Il mare in tempesta delle proteste per la macroscopica gaffe di Grillo, che ha vilipeso il dramma delle persone affette da autismo, ha indotto il comico genovese, che non perde occasione per dire corbellerie, in questo caso offensive per chi soffre, a commentare l’incredibile inciampo, tipico di chi per illecita presunzione ritiene di poter dire impunemente quanto gli passa per la testa. Ecco la giustificazione, peggiore dell’ignominia pronunciata durante un comizio: “Nel mio mestiere non esiste il ‘politically correct’, che tradotto significa ‘politicamente corretto’. Se ne deduce che il grullino numero ammette di essere stato scorretto.

Jeroen Dijsselbloem, parole folli: ‘Dobbiamo far fallire le banche italiane’

informarexresistere.fr 24.10.18

Jeroen Dijsselbloem

Le incredibili parole di Jeroen Dijsselbloem: vuole l’implosione dell’economia italiana

Jeroen Dijsselbloem, ex capo dell’Eurogruppo, trombato alle elezioni, successivamente capo dei laburisti olandesi (quindi nello stesso gruppo europeo del PD) in un’intervista alla CNBC pronuncia parole incredibili, che dovrebbero far scaturire inchieste ed una reazione del Presidente della Repubblica, oltre che delle maggiori cariche politiche.

La rivelazione di come vogliono schiacciarci. Per questo motivo spero vogliate dare la massima diffusione a questo articolo e a questo video.

Le incredibili parole di Jeroen Dijsselbloem

Il politico olandese invita la BCE a far si che lo spread esploda, con mosse contrarie ai titoli di stato italiani, per piegare il volere del popolo italiano.

Le sue parole sembrano quasi voler spingere verso una situazione al limite del colpo di stato.

Nel video sottostante in italiano un riassunto che ne rende il senso, anche se la traduzione non è letterale, a fine articolo troverete il video originale, ovviamente in inglese.

Non credo che vedrete mai questo video in TV quindi vi prego di diffonderlo per altre vie.


Data la gravità del testo abbiamo ripescato l’originale dal profilo di Jeroen Djisselbloem, che pure si vanta delle sue parole, dato che le posta nel suo profilo twitter.

L’originale conferma le linee guida della traduzione con la volontà che il mercato metta in crisi le banche italiane e la raccolta del denaro.

Con toni vagamente mafiosi, conferma il senso del video precedente: L’Italia deve correggere la manovra, ad ogni costo, e per questo deve intervenire la BCE insieme alla Commissione per mettere pressione sulle banche italiane.

Djisselbloem si rende ben conto che le nostre banche sono solide, ma spera che non siano in grado di smaltire gli NPL e che quindi, sostanzialmente, saltino.

Jeroen Dijsselbloem

@J_Dijsselbloem

Last Friday I was interviewed by CNBC Asia on Italy China-EU relations and Brexit: https://www.youtube.com/watch?v=RpXOkwv4ELA 

Fonte: scenarieconomici – Titolo originale: Le incredibili parole di Dijsselbloem: vuole l’implosione dell’economia italiana

La NATO invia 50.000 truppe al più grande esercizio dalla guerra fredda

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Scritto da Jason Ditz tramite AntiWar.com,

I marines statunitensi stanno atterrando in Islanda e gli aerei da guerra sorvolano in Scandinavia, pochi giorni prima del calcio d’inizio di Trident Juncture. L’esercizio annuale,  incentrato sul Circolo Polare Artico e sulla Scandinavia, sarà la più grande operazione dopo la Guerra Fredda .

Sono coinvolti 31 paesi, 29 membri della NATO, Finlandia e Svezia. Complessivamente invieranno 50.000 truppe, 10.000 veicoli, 150 aerei da guerra e 65 navi.

A partire da giovedì, l’esercizio durerà un mese.

E mentre i funzionari insistono che non è strettamente lungo il confine russo, i funzionari militari russi dicono che è abbastanza vicino e chiaramente mirato a far crescere gli interessi russi nel Circolo polare artico, mentre le temperature più calde aprono nuove strade.

“Tutto questo parlare dalla NATO di come la Russia non sia l’obiettivo del Trident Juncture non regge”, ha detto Zaparenko, secondo RT, una stazione televisiva finanziata dal governo russo.

“Anche se la NATO dice il contrario, Trident Juncture è davvero la preparazione per un conflitto armato su larga scala nelle regioni al confine con la Federazione Russa”.

I funzionari della NATO sono biforciti su questo, tuttavia, da un lato, insistendo che questo è solo un esercizio annuale, e dall’altro presentandolo come una ” risposta all’aggressione russa “, la stessa scusa per ogni massiccia esercitazione lungo il russo frontiera.

“400 bps”: l’Italia imposta inavvertitamente la linea rossa per le corse bancarie in arrivo

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In quella che potrebbe rivelarsi una dolorosa ammissione in retrospettiva e un inavvertito semaforo verde per le future corse bancarie, mercoledì mattina il sottosegretario all’Ing. Giancarlo Giorgetti ha dichiarato in un’intervista alla RAI italiana che le banche italiane avrebbero bisogno di una “ricapitalizzazione” se lo spread con il tedesco le obbligazioni continuano a salire verso i 400 punti base, dall’attuale livello di 314 punti base, che è solo timido rispetto al livello più ampio che è stato riportato all’inizio del 2013.

L’ultima volta che “lo spread” ha colpito 400 bps era alla fine del 2012, attorno al tempo del leggendario discorso di “Any it takes” di Mario Draghi.

Secondo il funzionario italiano, che è il più vicino aiutante del vice premier Matteo Salvini, le attività bancarie sarebbero “automaticamente” penalizzate se lo spread si avvicinava ai 400 livelli e quindi di conseguenza sarebbe necessaria la ricapitalizzazione. E dal momento che una ricapitolazione per il capitale italiano affamato di banche implicherebbe probabilmente ristrutturazioni di bilancio, accompagnate da bail-in di creditori e / o depositanti, il più vicino “lo spread” ha raggiunto la linea rossa critica, più probabile diventerà la corsa bancaria italiana.

Detto altrimenti, la popolazione italiana sarà ora ancora più focalizzata sulla diffusione dei titoli italiani, e più crescerà, meno conforto gli italiani avranno a mantenere i loro risparmi nelle banche locali, e più probabili ritardi bancari (e poi corre) diventerà.

Avendo così creato lo spauracchio, Giorgetti ha poi cercato di assicurare alla popolazione che una tale mossa non sarebbe stata necessaria, in quanto il governo sarebbe pronto a intervenire “immediatamente” se necessario e “non aspetterà mesi come il governo di Matteo Renzi ha fatto con Monte dei Paschi “anche se, come Berlusconi ricorda con tanta affettuosità, qualsiasi tentativo di intervento finirà per essere futile se non ripreso dalla BCE e / o da Bruxelles.

Nel frattempo, consegnando un messaggio alquanto contrario, il Corriere della Sera ha riferito che il ministro delle finanze italiano tecnocrate Giovanni Tria ha affermato che “non vogliamo distruggere tutto, seguiremo attentamente l’andamento del mercato nelle prossime settimane”. Tria ha anche detto che l’Italia deve essere pronta a rispondere ai mercati finanziari, il che a sua volta significa che se la Commissione europea vuole fare pressioni sul governo populista italiano per piegare le sue richieste di un deficit di bilancio del 2,4% – come fa – tutto ciò che deve fare sta creando qualche ulteriore pressione di vendita sulle obbligazioni italiane, soprattutto ora che l’Italia ha ammesso che uno spread di 400 bps nei rendimenti dei titoli italiani-tedeschi è la potenziale “linea rossa” per una corsa bancaria.

A conferma di ciò, Tria ha anche affermato che se la tensione finanziaria peggiorerà nelle tre settimane in cui l’Unione Europea ha dato all’Italia la possibilità di rivedere il suo piano di bilancio, “Tria è convinta che l’Italia dovrà tagliare i suoi obiettivi di deficit”.

E mentre il viceministro Salvini ha ribadito che l’Italia non cambierà il suo bilancio, e l’Italia non lascerà l’euro o l’UE, ora che lo spauracchio è pronto, i rendimenti italiani saliranno alle prossime settimane mentre il mercato chiarisce quanto sia facile sarà per rimuovere un gabinetto che continua a sfidare l’Europa.

TRE M DI PESO PER LADY PASSERA.

andreagiacobino.com 24.10.18

Quattro nuovi soci importanti, di cui due amici di lunga data e uno più recente, per la start-up delle cliniche veterinarie lanciata da Giovanna Salza, moglie di Corrado Passera. Qualche giorno fa, infatti, si è concluso l’aumento di capitale di Ca’ Zampa, società veicolo dell’iniziativa imprenditoriale costituita lo scorso anno dalla consorte del banchiere per costruire strutture di day-hospital degli animali domestici. La società, di cui la Salza è amministratore unico, è ora controllata per l’82,7% dalla Pet Vet Holding di cui sono soci Passera col 50% e la moglie col 25%. Fra i nuovi azionisti di Ca’ Zampa è entrata col 12% circa la Augeo2, veicolo di Fabio Puccio che è amministratore delegato di Augens Capital Partners, una società di gestione di fondi di private equity lanciata lo scorso anno. Più noti i nomi degli altri tre nuovi soci, ciascuno con l’1,7%, che compaiono tramite persone giuridiche: la Samofin di Giovanni Malagòpresidente del Coni, la Ga.Mi. newco costituita dal banchiere Gaetano Miccichè e la Globe 2017 che fa capo all’inglese Gi Globinvestmentdi Luca Cordero di Montezemolo e del figlio Matteo.

Giova ricordare che Passera era ceo di Intesa Sanpaolo quando Micciché era a capo dello strategico large corporate della banca e che il ticket fu registra, finanziatore e socio del lancio dell’operatore ferroviario privato Ntv (“Italo”) in cui Montezemolo ha avuto un ruolo-chiave. Malagò, poi, nella sua qualità di presidente del Coni è stato di recente uno dei maggiori sponsor della nomina di Miccichè alla presidenza della Lega A: il banker si ritroverà presto fuori dal mondo del credito quando Banca Imi, di cui è presidente, sarà assorbita dalla controllante Intesa Sanpaolo. La prima clinica di Ca’ Zampa è stata aperta su un’area di oltre 530 mq a Brugherio, tra Milano e Monza, e dispone di sei ambulatori veterinari, un blocco chirurgico, un laboratorio per le analisi, una sala per le radiografie, un’ampia palestra per l’addestramento, una zona per la toelettatura, una parafarmacia, una pensione giornaliera e uno spazio per accompagnare gli animali nella fase finale della vita. Entro il 2019 è prevista l’apertura di altre quattro strutture.

Spread e rendimenti: la classifica Ue che fa male all’Italia

| di  firstonline.info

 

La volatilità che si è abbattuta sul mercato italiano ha fatto impennare i rendimenti sui titoli di Stato e, di conseguenza, anche lo spread – L’Italia è sempre più vicina alla Grecia e sempre più lontana dai Paesi più solidi dell’Eurozona. Ecco il raffronto con Spagna, Francia, Germania e gli altri Paesi dell’area euro

Spread e rendimenti: la classifica Ue che fa male all’Italia

Continua l’impennata dei rendimenti sui titoli italiani con la conseguente galoppata dello spread tra Btp e Bund. Il livello di quest’ultimo è ormai stabile sopra i 300 punti base – attualmente il differenziale si attesta a quota 314 punti – e le previsioni per il futuro non sembrano presagire un ritorno a quella che fino allo scorso 4 marzo pareva essere diventata la normalità.

In soli 8 mesi infatti, il divario tra decennali italiani e tedeschi si è più che raddoppiato, salendo dai 131 punti del 28 febbraio ai 314 di oggi. Non va meglio sul fronte rendimenti, aumentati sui titoli a 10 anni dall’1,98 al 3,54%.

SPREAD E RENDIMENTI: COSA SONO

Lo spread, come abbiamo spiegato tante volte, è la differenza tra il rendimento dei titoli decennali di un Paese dell’Eurozona e quello dei bund tedeschi, considerati unanimemente i titoli di Stato più sicuri dell’area euro. Più il divario con il benchmark si amplia, più il Paese viene considerato a rischio.

Con l’aumento dei rendimenti infatti, diventa più alto anche il pericolo che un Governo, alla scadenza del titolo, non riesca a ripagare le cedole sugli interessi e dunque a restituire i soldi che ha ricevuto in prestito dai mercati. Il motivo è presto detto: se salgono i rendimenti sale anche la cifra che un determinato paese deve rimborsare ai creditori.

TITOLI DI STATO EUROPEI: LA CLASSIFICA DEI RENDIMENTI

La volatilità che si è riversata sul mercato italiano dallo scorso 4 marzo, vale a dire dal giorno delle elezioni, oltre a colpire pesantemente la Borsa – Piazza Affari ha perso quasi il 17% dal 28 febbraio – ha comportato una forte crescita dei rendimenti sui titoli del nostro debito sovrano sia a breve che a lungo termine. Prendendo in considerazione solo il Btp a 10 anni, il tasso è salito di oltre 1 punto e mezzo percentuale, facendo diventare i nostri rendimenti i più alti dopo quelli della Grecia.

Il tasso sul bond governativo ellenico viaggia al momento a quota 4,3%, posizionandosi all’ultimo posto nella classifica dell’Eurozona. Peggio di noi fa anche l’Ungheria, che però non appartiene all’area euro, con un rendimento al 3,8%. Segue l’Italia con un tasso sul decennale pari al 3,5%. Poi il vuoto.

Sia le prime due economie dell’area euro, vale a dire Francia e Germania, sia Paesi tradizionalmente considerati più vicini a noi per storia e vicissitudini economiche, come Spagna e Portogallo, hanno rendimenti sui titoli di stato molto inferiori rispetto ai nostri. Parlando in percentuali:

  • Portogallo: 1,98%,
  • Spagna: 1,62%,
  • Francia: 0,78%,
  • Germania: 0,41%.

LA CLASSIFICA DEGLI SPREAD

Il divario creatosi con i rendimenti degli altri Paesi dell’Eurozona si ripercuote sullo spread con il Bund tedesco. Anche in questo caso, in fondo alla classifica troviamo la Grecia, con un differenziale rispetto ai decennali tedeschi di 389 punti base.

I bond italiani si attestano a 314 punti base di distanza da quelli di Berlino, mentre la lo spread tra Ot decennali portoghesi e Bund è pari a 157 punti. I bonos spagnoli si distanziano dal benchmark di 121 punti, mentre lo spread tra decennali francesi e tedeschi è quasi nullo: 37 punti base.

LO SPREAD TRA L’ITALIA E GLI ALTRI PAESI

Ad oggi è difficile ignorare la realtà: l’Italia è lontana anni luce dai due Paesi più solidi dell’Eurozona, cioè Francia e Germania. Rispetto a Spagna e Portogallo, le due economie periferiche che come e più di noi dal 2011 hanno sofferto le bordate della crisi, il divario diventa di giorno in giorno più ampio. Il Belpaese invece è sempre più vicino a quella Grecia che fino a ieri subiva i diktat della Troika allo scopo di evitare un default che molti davano praticamente per certo.

Non a caso, lo spread tra i Btp a 10 anni e i corrispondenti ellenici è pari oggi a 76 punti base (dopo aver toccato un minimo di 69 in apertura), quattro volte meno di quello che ci separa da Berlino. Per trovare un altro livello sotto i 100 punti base occorre tornare indietro fino al 2009. A gennaio 2018 la distanza era per esempio di 197 punti.

E rispetto agli altri? I bonos spagnoli ci distanziano di 192 punti base, livello mai raggiunto nemmeno durante la crisi del 2011, quando lo spread sul toccò quota 575 punti sul bund – gliOT portoghesi di 156, quelli francesi di 276 punti.

E il meglio, forse, deve ancora venire. L’Italia dovrà affrontare ancora molti appuntamenti importanti, primo fra tutti il giudizio di Standard & Poor’s che dovrebbe arrivare il prossimo 31 ottobre e che potrebbe portare a un nuovo declassamento dopo quello stabilito da Moody’s. Per non parlare della Manovra: dopo la bocciatura dell’Unione europea il nostro Paese ha tre settimane di tempo per correggere il tiro. I principali rappresentanti del Governo sembrano però intenzionati a tirare dritto rendendo dunque inevitabile l’avvio da parte di Bruxelles di un’inedita procedura d’infrazione per debito eccessivo. La volatilità sul mercato italiano sembra dunque assicurata.

Banche ostaggio dei ‘Signori dello spread’, Giorgetti rievoca lo spettro aumenti. MPS prima indiziata

Con spread a 400 le banche andranno in sofferenza e il governo potrebbe trovarsi costretto a intervenire. Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, è tornato ieri sera sull’argomento spinoso delle banche che rischia di creare nuove spaccature all’interno del governo considerate le differenti posizioni tra Lega e M5S. Giorgetti intervenuto a Porta a Porta ha sottolineato che, nel caso tale scenario di difficoltà delle banche si materializzi, non bisogna commettere gli stessi errori del governo Renzi aspettando più di un anno prima di procedere al salvataggio delle banche.

“Se lo spread andrà verso quota 00, è evidente che gli attivi delle banche andrebbero in sofferenza e saranno necessarie delle ricapitalizzazioni”, ha detto l’esponente di spicco della Lega, aggiungendo: “Spero non accada, ma se dovessero ripetersi situazioni come quelle del passato, dovremmo intervenire immediatamente e senza indugio. Perdere tempo provocherebbe solo ulteriori danni”. Il riferimento è a quanto fatto dal governo Renzi che aspettò “un anno, un anno e mezzo” prima di ricapitalizzare Mps con l’ingresso dello Stato nel capitale.

Mps e non solo, l’affondo del FT e la difficile posizione del M5S

Interpellato ieri su Mps e se la situazione iniziasse a essere preoccupante, il vice premier Di Maio si è limitato a dire che il governo sta monitorando la situazione. In serata è anche intervenuto a La7 dicendo che “con Renzi lo spread era basso perchè dava i soldi alle banche”, facendo intendere che il Movimento 5 Stelle mantiene una posizione critica verso misure di sostegno alle banche.

Proprio Mps potrebbe essere il primo scoglio da superare per il governo nel caso si aggravasse la situazione. L’istituto senese è controllato dallo Stato e proprio ieri ha toccato i nuovi minimi storici con un tonfo del -62% da inizio anno. Banca MPS risulta uno degli istituti più vulnerabili allo spread anche alla luce dell’elevata esposizione ai BTP. L’istituto senese ha in pancia circa 21 mld di Btp e patrimonio sotto i 9 mld (dati al 30/6/2018).

Oggi il Financial Times avvisa come il destino delle banche italiane sia legato ai “signori dello spread”, così come li chiama Matteo Salvini. In particolare quelle più deboli sono escluse dai principali mercati di finanziamento e impossibilitate a raccogliere capitali a tassi economici. Il quotidiano finanziario cita Monte dei Paschi e Carige che rischiano che saltino gli accordi con le autorità dell’UE (emissione di bond entro fine anno per rafforzare i loro coefficienti patrimoniali)

 

Banche e “guaio” spread

 

In un report sul settore bancario gli analisti di Equita rimarcano come ai prezzi attuali le banche scontino un aumento del 30% degli NPL nei prossimi 2 anni e un rallentamento del PIL a circa +1%. La pubblicazione degli stress test il 2 novembre, rimarca Equita, potrebbe portare il mercato a scontare un aumento dei P2 requirement in caso di performance negativa (riduzione CET scenario avverso superiore all’esercizio 2016) con conseguente aumento di percezione di rischio sul capitale.

Le banche hanno circa 188 mld di esposizione TLTRO di cui metà in scadenza a giugno 2020. “Ipotizzando il rinnovo del 50% del funding con la Bce – argomenta Equita – le banche nel 2019-21 devono emettere circa 45 mld per uscire dal TLTRO, oltre a 86 mld per rifinanziare i bond in scadenza. L’aumento del costo del funding rispetto a giungo comporta un impatto negativo del 6% sugli utili. C’è poi la stretta fiscale del governo che comporta un ulteriore impatto negativo del 6% sugli utili 2019-20.

 

Secondo i calcoli di Altroconsumo Finanza, nel caso lo spread arrivasse a 400, Mps e Banco Bpm sarebbero le prime a dover ricorrere a un aumento di capitale; se arrivasse a 500 dovrebbe ricapitalizzare Ubi Banca, mentre per Unicredit e Intesa la necessità di una ricapitalizzazione scatterebbe solo a quota 600.

Una volta Di Maio la pensava diversamente sul condono a Ischia

ilpost.it 23.10.18

Nel 2017 diceva di essere molto contrario, oggi che è al governo le cose sono cambiate

 Luigi Di Maio (Vincenzo Livieri – LaPresse)

Sta circolando online un video che mostra un passaggio di un comizio di Luigi Di Maio pronunciato il 23 agosto del 2017. Nel video Di Maio commenta l’ipotesi di proporre un condono edilizio per Ischia dissociandosene completamente, al punto da dire: «Cercate una mia proposta di legge di condono che riguarda Ischia o qualche altra regione: se la trovate mi iscrivo al PD». Oggi che Di Maio è capo del Movimento 5 Stelle, forza di maggioranza relativa in Parlamento, e vicepresidente del Consiglio, il governo ha introdotto nel decreto legge su Genova un articolo che permette un vasto condono edilizio proprio a Ischia.

Tommaso Ederoclite@ederoclite

Era il 23 agosto 2017 e @luigidimaio urlava dal palco “cercate una mia proposta di legge di condono che riguarda Ischia o qualche altra Regione: se la trovate mi iscrivo al Pd”.

Ti aspetto in Federazione Luigi.

La norma – infilata nel decreto Genova senza che abbia alcuna attinenza col crollo del Ponte Morandi – riguarda la ricostruzione delle case di Ischia distrutte dal terremoto dell’agosto del 2017, che uccise due persone e ne lasciò oltre 640 sfollate. L’aspetto controverso è un articolo che consente l’accesso ai fondi pubblici per la ricostruzione anche quegli immobili danneggiati che sono sotto esame per la richiesta di una sanatoria relativa a tre diversi condoni: uno del 1985, uno del 1994 e uno del 2003. Immobili costruiti abusivamente negli scorsi decenni a Ischia potrebbero quindi non solo essere sanati, ma la loro ricostruzione potrebbe essere finanziata dallo Stato.

A rendere ulteriormente contestata la misura è che viene consentito agli immobili abusivi di beneficiare delle condizioni della sanatoria del 1985 approvata dall’allora governo Craxi, che prevedeva vincoli più laschi rispetto ai due successivi. Il condono del 2003, poi, non fu approvato dall’allora governatore della Campania Antonio Bassolino. La misura interessa i tre comuni più colpiti, Casamiccola, Forìo e Lacco Ameno, dove secondo AGI sono 6.000 gli immobili che hanno presentato istanza di condono alle ultime tre sanatorie.

Banche: Castagna, su credito a imprese regole ossessive

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

“Sul credito alle imprese la regolamentazione è ossessiva e assillante. C’è una regolamentazione europea che non ci permette più di fare credito” sulla parola. 

Lo ha detto Giuseppe Castagna, a.d. di Banco Bpm, intervenendo a un convegno ospitato nella sede milanese di Banca d’Italia. 

“La diffusione territoriale era un antidoto alla criminalità così come la conoscenza diretta dei clienti a cui concedere il credito. Oggi” le regole “dell’addendum Bce sugli accantonamenti sui crediti faranno uscire una serie di piccoli e piccolissimi imprenditori dal credito delle banche. E così il denaro meno compliant ha più spazio. Il sistema può continuare a finanziare un’economia sana con regole rigide in modo così assurdo?” 

cce 

 

(END) Dow Jones Newswires

October 23, 2018 12:09 ET (16:09 GMT)

👎👎👎👎

Il piano B degli altri, parte II. Attendere il crollo non serve a nulla, perche’ la demolizione e’ molto ben controllata

comedonchisciotte.org 23.10.18

A sign for Moody’s rating agency is displayed at the company headquarters in New York, September 18, 2012. AFP PHOTO/Emmanuel Dunand (Photo credit should read EMMANUEL DUNAND/AFP/GettyImages)
FONTE :KEINPFUSCHLa notizia della vendita di Magneti Marelli mi ha ricordato quello che scrissi tempo fa, quando scrissi il post sul piano B degli altri : e’ inutile aspettare il momento del crollo, perche’ l’ Italia e’ un problema che verra’ gestito senza arrivare alla crisi. Sta avvenendo sotto i vostri occhi, e il caso di Magneti Marelli e’ solo uno di una lunga serie. Ma non e’ ne’ il primo ne’ l’ultimo.

La prima convinzine errata e’ che l’ Italia sia “too big to fail”. E quindi, chi fa una politica pseudo-suicida costringera’ l’avversario alla ritirata. In questo caso l’avversario e’ l’eurozona.

Bene. Allora ho una brutta notizia per voi: l’ Euro e’ molto piu’ “too big to fail”. E a volerla dire tutta e’ MOLTO piu’ “too big” dell’Italia. Diciamo che e’ “too enormous to fail” . Cosa significa? Significa che il giorno in cui si dovesse scegliere tra il “too big to fail”-Italia e il “too enormous to fail”-Euro, si lascierebbe fallire l’Italia e tutti gli sforzi si concentrerebbero nel proteggere l’Euro dal botto italiano.

Di conseguenza, mettere l’Eurozona di fronte alla terribile eventualita’ di un fallimento italiano non ha l’effetto desiderato, perche’ essendo l’ Euro ancora piu’ “too big to fail”, nessuno lasciera’ che la minaccia di fallimento dell’italia diventi una minaccia di fallimento per l’Euro.

Quindi, per i grandi notabili dell’ Eurozona e’ fuori di dubbio che tra salvare l’Italia e salvare l’Euro , sia meglio concentrarsi per salvare l’Euro. Il che significa, gestire un eventuale crollo dell’Italia.

Se un paese e’ determinato ad usare il proprio crollo come minaccia per tutti, la cosa migliore da fare e’ trasformare il crollo in una demolizione controllata.

Sia chiaro, non sto parlando di complotti: sto parlando di razionalissime misure che gli operatori finanziari piu’ grandi prenderanno per tutelare i loro risparmi. Per un operatore di breve termine il problema e’ cosa comprare o cosa vendere, ma per chi ha fatto investimenti a medio e lungo termine uscirne non e’ facile, per cui si muoveranno allo scopo di proteggere gli investimenti che hanno in Europa.

Non e’ un complotto ordito da Soros: la “demolizione controllata” non e’ altro che una strategia messa in campo dai grandi investitori per proteggere i propri investimenti in Euro. Non credo proprio che loro la chiamino “demolizione controllata”, e non penso proprio che sia frutto di un odio verso l’Italia: se l’italia si gestisse bene da se’, per gli investitori sarebbe ancora meglio perche’ i loro soldi sarebbero al sicuro senza sforzo.

Quindi, ricapitoliamo: questo piano che io definisco “demolizione controllata” ha lo scopo di proteggere gli investimenti in Euro dal collasso dell’Italia, minacciato dal governo italiano in una strategia molto “Varoufakis-like”. Quali sono gli obiettivi di questa strategia? possiamo indovinarne alcuni:

  • Rallentare il “botto” dell’Italia in modo da dare il tempo agli operatori di mercato di attuare contromisure, spostare investimenti e riassicurarli.
  • Per evitare che l’Eurozona perda il valore delle aziende italiane, occorre spostare le aziende italiane nel resto d’europa, o addirittura del mondo. Cioe’ serve che siano vendute a stranieri.
  • Per evitare un default del debito, occorre forzare il governo italiano ad usare i risparmi degli italiani come garanzia, in modo da poterli usare in caso di fallimento di un’asta. Occorre cioe’ forzare il governo italiano a riempire le banche di debito.
  • Se possibile , farci due soldi.

Ora, sull’ultimo punto non ho una visione ben chiara: esistono molti metodi per far soldi sul calo progressivo e prevedibile di valore di qualcosa. Gli altri punti, pero’, sono sotto i vostri occhi.

Come avete visto, Moody’s non e’ stata molto aggressiva nel confronto della manovra italiana. Anzi, e’ stata insolitamente tollerante . Se avessero spinto la mano un pochino di piu’ sarebbe stato il botto, ma hanno fatto in modo da esercitare una lieve pressione, che ha lasciato invariati i mercati.

Quando una cosa del genere avviene, si dice che “i mercati l’avevano scontata prima”, cioe’ significa che “sapendo che tu sarai messo peggio fra tre mesi, ti faccio pagare interessi piu’ alti da subito”. Quindi lo spread non e’ aumentato, ma e’ rimasto attorno ai 300pb. Potrebbe anche calare attorno ai 290: chi (specialmente all’opposizione) spera in un disastro finanziario che ripeta l’esperienza Monti, si sbaglia di grosso.

Il primo punto della strategia e’ gia’ sotto i vostri occhi: “evitare le crisi improvvise”. L’italia sta venendo spolpata lentamente, a furia di interessi alti sul debito, che lentamente compenseranno qualsiasi danno fatto all’Eurozona nel complesso.

Il secondo punto e’ la spoliazione dell’ Italia. Immaginate che l’Italia esca dall’Euro. Si potrebbe pensare che l’Euro ci abbia perso molto, ma questo e’ vero soltanto se insieme all’italia dall’Euro escono le sue aziende. Se le aziende italiane fossero, per esempio, molto globalizzate , basterebbe comprarle ed esse non uscirebbero dall’Euro insieme all’Italia. Se poi a comprarle fossero aziende extra-europee, le aziende uscirebbero dall’ Euro ancora prima dell’Italia. Lo farebbero in una maniera controllata, senza scossoni di mercato, porterebbero liquidita’ ai vecchi proprietari (in un periodo ove la liquidita’ comincia a scarseggiare) e alla fine, se anche l’italia uscisse dall’Euro, ne uscirebbe poco piu’ di una lattina vuota. Per l’Eurozona sarebbe una perdita da poco.

Per diminuire la dimensione della crisi in una eventuale uscita dell’Italia dall’Euro, quindi, stanno lentamente portando all’estero tutte le aziende di valore. significa che stanno creando le condizioni che portano le proprieta’ a venderle. In questo modo, tra un paio di anni, se anche l’italia uscisse , ad uscire sarebbero solo gli anziani e l’amministrazione pubblica. Il resto, sarebbe gia’ uscito dall’Italia , cioe’ di proprieta’ di stranieri, e l’uscita dell’italia dall’Euro non cambierebbe lo scenario economico.

Questo e’ il motivo per il quale la chiamo “demolizione controllata”: se tutte le aziende vendute a stranieri negli ultimi 2 anni fossero state vendute in un giorno solo, si sarebbe parlato di apocalisse. Ma se la facciamo succedere lentamente, in molti anni, questa apocalisse diventa “un lento declino” che non allarma piu’ nessuno. C’e’ tutto il tempo per prendere provvedimenti.

L’altra parte e’ quella di costringere il governo ad usare i risparmi degli italiani per coprire il debito. Se infatti andassimo verso una brusca crisi e si chiamasse il default, sarebbe un disastro sia per l’italia sia per i possessori di debito, sia per gli investitori.

Ma adesso immaginiamo di procedere lentamente . Lo spread rimane alto, ma non troppoalto, per anni. Prima iniziano a boccheggiare le banche, le quali cominciano ad aver bisogno di ossigeno. A quel punto ci sono molte strade: o si convertono i bond in azioni, o il governo interviene con soldi pubblici, oppure le banche si mettono in vendita, oppure si fa pagare l’aumento di capitale ai risparmiatori, oppure…

…oppure, qualsiasi cosa si fara’, la pagheranno i risparmiatori italiani. Ma se facciamo un grosso crash improvviso, i risparmiatori si vedono togliere tutto di botto. Se invece lasciamo che le banche boccheggino, hanno il tempo di “spennare” i risparmiatori. Alti costi ai correntisti, bassi interessi ai risparmiatori nel settore private banking, qualche perdituccia qui e li’, e meno zerovirgola qui e meno zerovirgola la’, alla fine dei conti se tutto avviene lentamente, giocando sugli interessi si fanno i soldi.

Occorre capire una cosa: tutto cio’ che si basa sul pagamento degli interessi rende remunerativo il tempo. Diluire gli eventi nel tempo serve a guadagnare sugli interessi.

Ad un certo punto, pero’, succedera’ che le aste del governo saranno sempre piu’ costose, oppure andranno deserte. Ma non e’ ancora allarmante: prima di fare le aste, c’e’ sempre un gruzzoletto da parte, in modo che se l’Asta fallisse, il governo ricomprerebbe il debito. Il debito, cioe’, non viene messo in vendita tutto insieme. l’italia ne vende circa ~400 miliardi in un anno, cioe’ meno di 40 miliardi al mese. Essi sono divisi in diverse aste. Quindi non e’ che se ti fallisce una sola asta sei gia’ in default.

Ma che succede se falliscono aste per, diciamo, 40 miliardi in un anno? Occorre che il governo, se vuole pagare quegli stipendi e quelle pensioni, recuperi quei 40 miliardi. E come fa? Beh, lo ha detto Di Maio chiaramente: gli italiani hanno un sacco di risparmi. E lo stesso capita se l’asta di titoli a breve scadenza richiede molti interessi da pagare.

Tra uno, due anni (non prima) qualche asta fallira’ sistematicamente, oppure richiedera’ uno yeld molto alto con una certa regolarita’. In questo caso,il governo mettera’ le mani sui risparmi degli italiani. Non deve essere per forza un prelievo forzoso: basta alzare qualche tassa sui depositi di tipo X, poi sugli investimenti di tipo Y, e piano piano si recuperano i soldi.

Per ottenere tutto questo , basta semplicemente rendere molto lento tutto il processo.

I politicanti che sperano nei crolli “dopo il rating delle agenzie” o dopo “la fine del QE della BCE” non hanno capito nulla. Questo non e’ un crollo , e’ una demolizione controllata.

Non mi aspetto grosse variazioni dello spread o degli interessi sul debito italiano, ovvero non tali da mettere il governo a rischio. Perche’ se cadesse il governo ora, prima della legge finanziaria (cosa che la rinvierebbe di mesi e mesi), allora sarebbe davvero un crollo. Ma se lo spread rimane ad una distanza di sicurezza dal 400, abbastanza alto da pagare begli interessi ma abbastanza basso da non causare una crisi politica, gli investimenti sono salvi e fruttano anche molto bene.

Non ci sara’ nessuna apocalisse: chi aspetta il biblico redde rationem si illude. Sara’ una demolizione controllata, esattamente come la trattativa infinita del brexit, che sta lasciando alle aziende inglesi il tempo di delocalizzarsi senza venire danneggiate troppo.

L’ultimo punto, “come guadagnarci dei soldi sulla demolizione controllata”, e’ molto confuso. Nel senso che i beneficiari sono tanti.

Per esempio, un paio di anni coi mercati che gridano “L’europa ha un problema italiano” tengono basso l’euro e quindi aiutano l’esportazione. Una demolizione controllata della durata di 2-3 anni e’ un toccasana per l’export europeo. Non per quello italiano visto che le aziende vengono comprate quindi non vanno piu’ nel conto “export”, ma rimane un toccasana per i paesi che hanno export forti.

Altri beneficiari saranno coloro che comprano il debito messo in vendita dai disperati che hanno bisogno di liquidita’. Se alla scadenza il debito paga 10.000 , per fare un esempio, ma oggi sul mercato ne vale 8500, conviene comprarlo sul mercato e poi aspettare la scadenza. Quindi sara’ pieno di speculatori che offrono debito italiano a meno del valore alla scadenza, e per ottenere questo effetto utilizzeranno il gioco delle vendite allo scoperto.

Un altro modo che vedo e’ di comprare CDS sul mercato non regolato (i CDS si vendono solo off the counter) in modo da guadagnarci dei bei soldi mano a mano che il rating del debito pubblico e delle aziende peggiora.

Di per se’, quindi, Di Maio puo’ anche evitare di parlare di “piani A ” e “piani B”: il “Piano B degli altri” (magari lo chiameranno “contingency plan” ,o roba simile) e’ gia’ in atto, sotto gli occhi di tutti. Solo che viene ignorato, perche’ e’ lento. Essendo lento non colpisce le opinioni pubbliche che sono fatte di depressi e chiedono adrenalina. Loro vogliono il crollo, l’apocalisse, lo scontro. Un piano di demolizione controllata della lunghezza di anni, non eccita le masse e non finisce sui giornali.

Ed e’ proprio nel piano di contingenza degli investitori, che vogliono fare profitto e proteggere gli investimenti, che si infrange la mania di coloro che tifano per l’Apocalisse.

Non si sara’ nessuna apocalisse. Quello che vedete , sotto i vostri occhi, e’ gia’ il piano di contingenza. E’ la demolizione controllata.

 

Fonte: https://keinpfusch.net

Link: https://keinpfusch.net/2018/october/22/il-piano-b-degli-altri-parte-ii/

22.10,2018

Generali Ass.: Del Vecchio e Caltagirone comprano ancora

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Prosegue il rafforzamento di Leonardo Del Vecchio e di Francesco Gaetano Caltagirone nel capitale delle Generali. 

Dal 19 al 22 ottobre scorsi, secondo quanto emerge da alcuni filing model di internal dealing, la holding Delfin che fa capo a Del Vecchio ha infatti acquistato a più riprese 1,65 milioni di azioni della compagnia triestina, approfittando dei cali degli ultimi giorni legati alla volatilità diffusa sul listino italiano. 

In particolare, Delfin ha dapprima comprato sul mercato 560.000 azioni del Leone a un prezzo medio di 14,1496 euro, per poi rilevare 1,09 milioni di ulteriori titoli a 13,866 euro. Un pacchetto di poco superiore allo 0,1% che a fronte di un investimento complessivo di 23.037.716 euro ha consentito al fondatore di Luxottica di portare la propria partecipazione nelle Generali al 3,43% circa. 

Allo stesso modo, stanno proseguendo anche gli acquisti di Caltagirone. A seguito dell’esercizio di opzioni put assegnate a scadenza, Fincal nei giorni scorsi ha infatti rastrellato 1,371 milioni di azioni del Leone. Un primo pacchetto di 71.000 titoli è stato acquistato il 19 ottobre scorso a 14 euro, mentre un ulteriore stock di 1,3 milioni di azioni è stato comprato il giorno stesso a 14,5 euro. Successivamente, il 22 ottobre sono state comprate altre 29.000 azioni a un valore medio di 13,9853 euro. L’investimento complessivo a carico di Caltagirone è stato quindi di 20.249.573,7 euro e consente all’imprenditore romano di portare la quota di spettanza al 4,54%. 

red/ofb 

 

(END) Dow Jones Newswires

October 24, 2018 04:21 ET (08:21 GMT)

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