“400 bps”: l’Italia imposta inavvertitamente la linea rossa per le corse bancarie in arrivo

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In quella che potrebbe rivelarsi una dolorosa ammissione in retrospettiva e un inavvertito semaforo verde per le future corse bancarie, mercoledì mattina il sottosegretario all’Ing. Giancarlo Giorgetti ha dichiarato in un’intervista alla RAI italiana che le banche italiane avrebbero bisogno di una “ricapitalizzazione” se lo spread con il tedesco le obbligazioni continuano a salire verso i 400 punti base, dall’attuale livello di 314 punti base, che è solo timido rispetto al livello più ampio che è stato riportato all’inizio del 2013.

L’ultima volta che “lo spread” ha colpito 400 bps era alla fine del 2012, attorno al tempo del leggendario discorso di “Any it takes” di Mario Draghi.

Secondo il funzionario italiano, che è il più vicino aiutante del vice premier Matteo Salvini, le attività bancarie sarebbero “automaticamente” penalizzate se lo spread si avvicinava ai 400 livelli e quindi di conseguenza sarebbe necessaria la ricapitalizzazione. E dal momento che una ricapitolazione per il capitale italiano affamato di banche implicherebbe probabilmente ristrutturazioni di bilancio, accompagnate da bail-in di creditori e / o depositanti, il più vicino “lo spread” ha raggiunto la linea rossa critica, più probabile diventerà la corsa bancaria italiana.

Detto altrimenti, la popolazione italiana sarà ora ancora più focalizzata sulla diffusione dei titoli italiani, e più crescerà, meno conforto gli italiani avranno a mantenere i loro risparmi nelle banche locali, e più probabili ritardi bancari (e poi corre) diventerà.

Avendo così creato lo spauracchio, Giorgetti ha poi cercato di assicurare alla popolazione che una tale mossa non sarebbe stata necessaria, in quanto il governo sarebbe pronto a intervenire “immediatamente” se necessario e “non aspetterà mesi come il governo di Matteo Renzi ha fatto con Monte dei Paschi “anche se, come Berlusconi ricorda con tanta affettuosità, qualsiasi tentativo di intervento finirà per essere futile se non ripreso dalla BCE e / o da Bruxelles.

Nel frattempo, consegnando un messaggio alquanto contrario, il Corriere della Sera ha riferito che il ministro delle finanze italiano tecnocrate Giovanni Tria ha affermato che “non vogliamo distruggere tutto, seguiremo attentamente l’andamento del mercato nelle prossime settimane”. Tria ha anche detto che l’Italia deve essere pronta a rispondere ai mercati finanziari, il che a sua volta significa che se la Commissione europea vuole fare pressioni sul governo populista italiano per piegare le sue richieste di un deficit di bilancio del 2,4% – come fa – tutto ciò che deve fare sta creando qualche ulteriore pressione di vendita sulle obbligazioni italiane, soprattutto ora che l’Italia ha ammesso che uno spread di 400 bps nei rendimenti dei titoli italiani-tedeschi è la potenziale “linea rossa” per una corsa bancaria.

A conferma di ciò, Tria ha anche affermato che se la tensione finanziaria peggiorerà nelle tre settimane in cui l’Unione Europea ha dato all’Italia la possibilità di rivedere il suo piano di bilancio, “Tria è convinta che l’Italia dovrà tagliare i suoi obiettivi di deficit”.

E mentre il viceministro Salvini ha ribadito che l’Italia non cambierà il suo bilancio, e l’Italia non lascerà l’euro o l’UE, ora che lo spauracchio è pronto, i rendimenti italiani saliranno alle prossime settimane mentre il mercato chiarisce quanto sia facile sarà per rimuovere un gabinetto che continua a sfidare l’Europa.