Eurizon, Blackrock si ritira. Il nodo Glencore per Intesa

 Elena Dal Maso milanofinanza.it 24.10.18

In attesa dei risultati trimestrali che saranno pubblicati il prossimo 6 novembre, il board di Intesa Sanpaolo è alle prese con alcune questioni che emergono da un quadro politico e economico piuttosto complicato in Italia. Ultima, in ordine di tempo, la bocciatura da parte dell’Ue del bilancio appena presentato dal governo Lega-M5S.

Una delle questioni è la possibile cessione di una minoranza di Eurizon, fra un minimo del 15% fino al 30%, come è emerso nei mesi scorsi, al colosso americano Blackrock, che gestisce 6 mila miliardi di asset. Blackrock sarebbe entrato come socio rilevante e avrebbe aiutato il gruppo italiano a trovare altri investitori. In questo modo Intesa Sanpaolo avrebbe potuto crescere in maniera significativa a livello europeo e nel contempo far cassa, dando respiro a un bilancio messo sotto pressione dallo spread a 300 punti base.

Se ne è parlato per mesi a più ondate, finché nelle scorse ore dalle sedi di Londra e Francoforte dell’agenzia Bloomberg è emerso che l’interesse per il matrimonio si è raffreddato. Per quale ragione? Pare che gli americani abbiano rivisto al ribasso la proposta per Eurizon dopo il forte calo del titolo (oggi -1,12% a 1,9462 euro in borsa), che da inizio anno ha perso il 28% a Piazza Affari e ora capitalizza 33,4 miliardi di euro. E le due parti non avrebbero quindi trovato l’accordo.

A giugno l’amministratore delegato, Carlo Messina, aveva ricordato che, prima dell’improvvisa risalita del differenziale fra i titoli di Stato italiani e tedeschi a 10 anni, il gruppo capitalizzava “53-54 miliardi di euro, che ne facevano la terza banca in Europa, mentre oggi il valore di borsa è 43 miliardi, che ne fanno la quinta banca”.

Da allora, dopo quasi quattro mesi, l’istituto di credito ha lasciato sul terreno 10 miliardi di capitalizzazione. Messina aveva aggiunto che “nel mondo delle banche internazionali conta il valore che tu hai o il tuo grado di difendibilità nel caso ti vogliono acquisire. E’ ovvio che se scendi a 33 miliardi sei contendibile nel contesto europeo”. Alla luce del recente calo delle valutazioni del settore “riteniamo che l’asset management di Intesa Sanpaolo possa oggi valere 4/5 miliardi di euro, ovvero 8/10 volte gli utili 2018. Pensiamo che al momento sia difficile la cessione di una quota alla luce anche dell’incertezza politica italiana”, ha detto un analista. 

Al momento Intesa Sanpaolo continua a viaggiare da sola. E dovrà affrontare gli effetti dello spread su molti fronti. Kepler Cheuvreaux, per esempio, ha calcolato 100 punti base in più come costo del denaro (cost of equity) a fronte di commissioni (net interest income) in discesa (-15% negli ultimi quattro anni) e un impatto negativo dalla cessione di Npl per 10,8 miliardi di euro, che gli analisti quantificano in 30 milioni di euro al mese.

Può invece aiutare la misura che il governo sta studiando, da inserire nella legge di Bilancio, che va a diluire per banche e imprese i crediti di imposta maturati in relazione agli avviamenti su operazioni di fusioni e acquisizioni e sostituisce l’ipotesi precedente di ridurre la deducibilità degli interessi passivi degli istituti. Quest’ultima avrebbe un effetto zavorra notevole sui bilanci, a causa delle cessioni degli Npl sul mercato a prezzi inferiori rispetto a quelli di libro.

Si aggiunge poi il capitolo Russia. Nel 2016 Intesa Sanpaolo ha sostenuto il gruppo Glencore con un finanziamento fino a 5,2 miliardi di euro per l’acquisizione del 19,5% (10,2 miliardi di euro il valore totale della transazione) di Rosneft all’interno di un consorzio formato da Glencore e Qatar Investment Authority (Qia).

Ad agosto la multinazionale delle materie prime, con sede a Barr, in Svizzera, ha reso noto che intende uscire dall’accordo e cedere le quote dopo la mancata vendita della partecipazione alla cinese CEFC China Energy. Quest’ultima non ha potuto muoversi perché posta sotto accertamento da parte dell’autorità cinesi per sospetti crimini economici. 

Ora, quindi, Glencore venderà il suo 50% al socio del Qatar. Secondo calcoli di Kepler, il prestito di Intesa a Glencore dovrebbe aver assicurato fino a oggi 35-40 milioni di commissioni al mese. Ricavi che verranno, quindi, a mancare quando il colosso minerario chiuderà la cessione entro fine anno. Sul titolo Intesa Sanpaolo gli analisti di Kepler hanno confermato il rating buy e un target price a 2,7 euro per azione, limato dal precedente a 3,1 euro a causa dello spread.