La sentenza di Standard & Poor’s: “I mercati picchieranno sull’Italia per azzoppare la manovra del governo M5s-Lega e la loro retorica”.

 startmag.it 24.10.18

Ecco le previsioni degli analisti sul report di Standard & Poor’s sull’Italia che sarà pubblicato venerdì prossimo. Con la summa del pensiero anti sovranista degli economisti dell’agenzia di rating

Che cosa farà e dirà Standard & Poor’s venerdì prossimo sull’Italia?

E’ la domanda che si stanno ponendo in queste ore politici, investitori e istituzioni.

Ma le previsioni sono piuttosto prevedibili secondo alcuni analisti.

Daniele Antonucci di Morgan Stanley ha detto: “Il prossimo venerdì ci aspettiamo che S&P cambi il rating dell’Italia a ‘negativo’. Le nostre previsioni sulla traiettoria di crescita, deficit e debito sono più pessimistiche di quelle del governo”.

Che ne pensa Erik Nielsen, capo economista di Unicredit? “E’ probabile che S&P tagli anch’essa il proprio outlook sull’Italia a negativo venerdì prossimo, aprendo la strada a un downgrade all’inizio del 2019. Visto che il giudizio di Fitch ha già un outlook negativo, se S&P si allineasse e se non ci fossero ritocchi di politica economica da parte del governo, tutte e tre le agenzie avrebbero un giudizio sullo stesso livello, vale a dire un notch oltre ‘junk’”.

In attesa di venerdì, ci si può fare una idea dell’aria che tira dalle parti di S&P’s rileggendo quello che ha scritto nei giorni scorsi l’economista di Goldman Sachs Silvia Ardagna: “La situazione dei mercati [italiani] potrebbe dover peggiorare prima di poter migliorare”.

Ma va? Perché? “Il ragionamento di Ardagna è piuttosto semplice – si legge su Business Insider – Il governo italiano non vuole fare un passo indietro rispetto all’imposizione del suo nuovo bilancio, che l’ha portato allo scontro con Bruxelles”.

Prosegue l’economista dell’agenzia di rating: “I soggetti che partecipano ai mercati finanziari sono consapevoli che esiste un valore nell’attribuzione del prezzo giusto non solo al ‘finale di partita’, ma anche alla strada percorsa per giungere a quel ‘finale di partita’ e ai rischi che comporta” ha scritto Ardagna ai clienti in una nota nella prima metà di ottobre, esprimendo un punto che ha poi reiterato lunedì scorso, chiosa Business Insider.

Il pensiero stile S&P’s si chiarisce ulteriormente con un altro brano del report di Adragna: “Il nostro punto di vista è che le tensioni sui mercati dovrebbero intensificarsi per esercitare una pressione sufficiente sul sistema politico italiano per determinare un cambiamento della linea politica e della retorica a essa associata. Su tale base — e anche se l’Italia alla fine continuerà a far parte dell’eurozona — la situazione dei mercati potrebbe dover peggiorare prima di poter migliorare”.

Tutto chiaro.