Banche: lente del Fmi sui titoli illiquidi (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

I rischi dei titoli illiquidi nei bilanci delle banche sono stati inclusi dal Fmi tra i principali pericoli per il settore finanziario nell’ultimo Global financial stability report, assieme a quelli legati all’eccessivo indebitamento privato e alla connessione tra Stati e istituti di credito. 

Quest’ultimo problema, scrive MF, è ben noto in Italia, ancor di più negli ultimi giorni con l’incremento dello spread che pesa sulle banche (e di conseguenza sul credito a famiglie e imprese). Nello stesso tempo però, come ricorda il Fmi, in Europa ci sono altri ambiti di rischio che possono mettere in difficoltà alcuni grandi istituti sistemici. 

Il Fmi ha mostrato che, nonostante il calo degli ultimi anni, ci sono ancora banche Ue che hanno attivi di livello 2 e 3 (L2 e L3) pari a 6-10 volte il capitale. Ciò implica che, come si osserva nel grafico in pagina, per alcuni istituti basterebbe una diminuizione minima del loro valore, inferiore al 5%, per causare una riduzione del leverage ratio dell’1%: il rapporto (tra capitale Tier1 e asset totali) in Europa arriva in media al 5,1%. 

In sostanza, piccole variazioni del valore potrebbero ridurre in modo significativo il patrimonio di alcune banche, in modo più violento di quanto sta avvenendo per le italiane con i tassi dei titoli di Stato. Sugli illiquidi l’Europa è l’area geografica che ha il maggior numero di istituti a rischio. Il Fmi non ha precisato i nomi delle banche più esposte, ma per il 75% gli attivi illiquidi sono detenuti da gruppi francesi e tedeschi, che peraltro partono in media da valori di leverage ratio inferiori alla media Ue. Nei prossimi mesi il contesto di mercato potrebbe diventare più turbolento, considerando per esempio i rischi geopolitici, il rallentamento della Cina, il rafforzamento del dollaro e l’aumento dei tassi. La resistenza dei bilanci sarà così messa alla prova. I rischi di mercato sono stati analizzati anche negli stress test: il 2 novembre si saprà qual è stata la reazione delle banche alle ipotesi avverse dell’esame. 

red/fch 

 

(END) Dow Jones Newswires

October 25, 2018 02:24 ET (06:24 GMT)