Iccrea: in cda esplode dissenso Bcc su passaggio a gruppo (Sole)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il malumore che serpeggia da mesi nel mondo del credito cooperativo sulle modalità di costituzione del nuovo gruppo bancario ha preso forma in occasione dell’ultimo consiglio di amministrazione di 

Icrrea. Il board della candidata capogruppo, composto da 15 consiglieri, in questi mesi si riunisce spesso per discutere le questioni legate agli ultimi passaggi per completare il processo di aggregazione (che dovrebbe 

concludersi entro la fine dell’anno). 

Ma nelle ultime riunioni, scrive Il Sole 24 ore, le discussioni si sono fatte molte accese al punto che un gruppo consistente di consiglieri (rappresentanti di Bcc di varie dimensione e di varie regioni d’Italia) ha chiesto di mettere a verbale il dissenso. 

Il confronto da tempo riguarda la gestione del rapporto tra capogruppo e banche: in particolare l’organizzazione che dovrebbe portare ad estrarre le sinergie dalla messa in comune di una serie di attività e a garantire una riduzione dei costi, legata anche all’eliminazione di funzioni duplicate o ridondanti. Un percorso sicuramente non facile in un condominio come quello rappresentato dalle numerose banche di credito 

cooperativo. È evidente che in questa fase sono soprattutto le banche più virtuose ad essere più suscettibili, perché ogni inefficienza -in virtù del sistema delle garanzie incrociate e della supplenza che il patrimonio di un istituto più solido deve fare rispetto a quello dell’istituto più debole- diventa un peso chi ha i conti più in ordine. 

Tra i temi caldi, prosegue il giornale, c’è la questione delle Bcc che all’interno del gruppo Iccrea si trovano in una situazione di difficoltà, 

secondo alcuni non lontane dall’esigenza di un commissariamento: sono poco più di una decina (13-14) e l’accusa rivolta ai vertici della capogruppo, guidata dal presidente Giulio Magagni e dal direttore generale Leonardo Rubattu, sarebbe quella di non aver messo in campo azioni finalizzate a risanarle, o con un intervento per raddrizzare i conti o con un percorso di aggregazione. 

Dietro il dissenso sicuramente continua ad ardere quel fuoco che nei mesi scorsi aveva spinto il governo giallo-verde appena insediato a valutare una sospensione della riforma del credito cooperativo. Il timore è che ben presto il sistema sia costretto a dover rinunciare alle prerogative del credito a prevalente finalità mutualistiche per divenire un gruppo bancario in senso tradizionale con fini di lucro. Ecco perché la verbalizzazione delle contestazioni avvenuta nei giorni scorsi potrebbe costituire un primo passo verso la revisione della governance di Iccrea. 

In base a quanto previsto dal nuovo statuto, continua il quotidiano, il cda della capogruppo è destinato a essere modificato: non ci saranno più 15 esponenti del credito cooperativo come previsto ora, ma soltanto 10. Dunque, una volta costituito il nuovo gruppo, all’inizio del nuovo anno, dovrebbe partire il negoziato per il rinnovo del board, previsto in primavera. In quella sede potrebbe prendere forma il tentativo di rivedere l’assetto al vertice del primo gruppo bancario del credito cooperativo. 

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(END) Dow Jones Newswires

October 26, 2018 02:25 ET (06:25 GMT)