La diversità come valore: Fare Scuola, a Milano il progetto per il dialogo e l’integrazione

primaonline.tv 26.10.18

È un modello basato sull’inclusione e sul dialogo quello che risponde a domande tanto semplici quanto complesse nelle loro implicazioni. Ovvero: “Quanto lo spazio può influenzare i processi di apprendimento?” E ancora: “Quanto la bellezza può favorire il piacere di fare scuola, per insegnanti, ragazzi, genitori e comunità?” Il progetto Fare Scuola si basa anche su questo e ha portato ora all’inaugurazione di nuovi spazi nell’Istituto Comprensivo Fabio Filzi, in via Ravenna, a Milano, quartiere Corvetto.

Un territorio complesso per il tessuto economico e sociale in cui è inserito: il progetto Fare Scuola – promosso nel 2015 da Fondazione Reggio Children e Enel Cuore Onlus, in collaborazione con Fondazione Cariplo – ha coinvolto la scuola in un percorso di rinnovamento di due spazi: l’atrio e un’aula ripensata come atelier, prima utilizzati, rispettivamente, come spazio di passaggio e come aula tradizionale.
Il progetto interessa 75 scuole d’infanzia e primarie nell’arco di 4 anni in tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di migliorare la qualità degli ambienti scolastici “intesi come contesti d’apprendimento e luoghi di relazione”.
Riguardo alla scuola Filzi, la progettazione architettonica è stata affidata allo Studio Labics di Roma e rielabora il tema della diversità come valore e della multiculturalità della scuola. L’installazione realizzata nell’atrio propone, infatti, una rappresentazione della diversità attraverso l’uso del colore e parole che possono esse usate per esprimere i valori e i principi identitari della scuola e della sua comunità: una struttura formata da otto portali luminosi uguali costituiti da neon led che cambiano colore e corredati da parole – come “Rispetto”, “Ironia”, “Sorrisi” – individuate attraverso il lavoro collettivo all’iterno della scuola.

L’atelier invece si propone come “laboratorio del cambiamento”, un ambiente adatto a molteplici attività, il “fulcro del lavoro pedagogico e della sfida che abbiamo accettato”, dice Isabella Lovino del Provveditorato agli studi di Milano. “Vedere oggi attenzione verso scuole di questa dimensione è per noi stimolante e fondamentale, ambienti di apprendimento che contengono un’apprenditività innata”.
“Bisogna tornare a investire sui bambini e sui giovani”, dice Patrizia Grieco, presidente di Enel e di Enel Cuore. “E non sono parole vuote, queste. Bisogna cominciare a farlo dalle scuole per l’infanzia, perché lì inizia tutto. Questo è un progetto molto ampio, noi da qualche anno collaboriamo con Fondazione Reggio Children, abbiamo realizzato interventi in 75 scuole italiane, toccando 10.300 bambini a oggi. Questo progetto riguarda Milano e una scuola che ha grandi problemi di integrazione e inclusione. Ci pareva giusto intervenire e mi sembra sia stato fatto un buon lavoro. Enel Cuore partecipa a queste iniziative soprattutto sostenendole dal punto di vista economico e credo che in 15 anni di attività abbiamo speso una sessantina di milioni in questo Paese”.

“Fare Scuola è un percorso di particolare rilievo per la Fondazione perché progetto di ricerca che la scuola deve aver presente”, aggiunge Carla Rinaldi, presidente di Fondazione Reggio Children. “Il rapporto è dialogo tra architettura e pedagogia, un dialogo vitale, linguaggio profondo che incide sul nostro essere scuola in maniera silenziosa. La scuola ha il dovere di essere un luogo bello, di creare bellezza delle relazioni, della fatica e della gioia. Ecco perché fare scuola è un gesto faticoso del quotidiano ma che ci sfida sempre, giorno per giorno, così come si costruiscono i diritti, la speranza e il possibile: si può cambiare”.

Insomma, il progetto Fare Scuola vuole dare nuova vita agli ambienti scolastici in istituti che, nella maggior parte dei casi, si trovano in zone di periferia, mettendo le scuole in prima linea per affrontare i grandi temi del disagio sociale. A guidare i progettisti è stata l’idea di ripensare la scuola come uno spazio dove l’apprendimento può avere luogo con nuove modalità di insegnamento e di formazione. In base alle varie esigenze individuate insieme agli istituti coinvolti nel progetto, sono stati ammodernati i laboratori didattici e riorganizzati i cortili; in alcuni casi sono stati creati giardini d’inverno e gli spazi d’ingresso delle scuole sono stati trasformati in piazze, concepite come punti di incontro per bambini, genitori e docenti.
“È inaccettabile che a Milano ci siano 20mila bambini che vivono la povertà, e che a livello nazionale siano un milione 200mila”, dice Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo. “Sono molto contento che questa amministrazione comunale abbia fatto delle periferie una priorità. Bisogna avere le stesse opportunità, e le scuole di periferia le stesse condizioni delle scuole del centro: ecco perché siamo all’interno di questo progetto. L’atrio di questa scuola, con le parole scelte dai ragazzi, con i suoi colori, mi ha impressionato. Oggi cosa stiamo insegnando? Da qui dobbiamo costruire una nuova stagione di convivenza e tolleranza. Integriamo i giovani e integreremo il Paese”.