BANCONAPOLI / VECCHI AZIONISTI-DEBITORI ALL’ASSALTO DELLA SGA

 di: PAOLO SPIGA lavocedellevoci.it

Hanno ricevuto finanziamenti con la pala, contribuito al collasso del vecchio Banco di Napoli e adesso hanno anche la faccia di bussare a soldi.

Succede proprio nel momento finale dell’incorporazione del più vecchio istituto di credito del Mezzogiorno da parte di Intesa Sanpaolo.

E qual è il motivo delle rimostranze dei vecchi azionisti? Il fatto che la società sorta in seguito al crac del Banco e al suo rocambolesco passaggio prima a BNL (per 70 miliardi di vecchie lire) e poi al gruppi IMI-Sanpaolo (per 7000 miliardi dopo appena un anno!), vale a dire la SGA (Società Gestione Attività) è riuscita in un’impresa degna del miglior San Gennaro: recuperare oltre l’80 per cento delle sofferenze, la montagna di crediti incagliati, senza neanche aver finito il suo lavoro. Ma quella massa di rientri che sfiora il miliardo di euro è stata inghiottita con un sol boccone dal governo Renzi, che l’ha indirizzata nelle casse del fondo Atlante, costituito per soccorrere le banche in difficoltà, come Monte dei Paschi di Siena, Etruria e gli istituti veneti.

A questo punto insorgono i vecchi azionisti e chiedono la restituzione delle quote un tempo sottoscritte.

Ecco, fior tra fiore, i principali azionisti-incazzati. La crema di una certa vecchia imprenditoria, o di imprese che hanno saccheggiato le casse dello Stato con l’operazione-ricostruzione per il dopo sisma del 1980.

In pole position i principi napoletani di origine austriaca della dinasty Windisch Graetz: nel 1996 acquistarono – quando il Banco navigava già in pessime acque – l’1,01 per cento delle quote BancoNapoli attraverso due sigle,Sogesco e Venturina seconda. Oggi i fratelli Mariano Hugo e Manfredi Graetzreclamano la bellezza di 75 milioni di euro come risarcimento dal ministero dell’Economia, una rogna in più per il povero Giovanni Tria.

Bussa a danari anche la merchant bank Cragnotti & Partners Capital Investment, nel cui scrigno c’era uno 0,78 per cento di azioni BancoNapoli. Segue poi il gruppo Romanazzi, che faceva capo al costruttore barese Stefano, per anni proprietario del quotidiano il Mattino. Fa capolino anche il gruppoLigresti, del defunto re delle polizze Salvatore, tramite una delle sigle mattonare del suo ex impero, la Grassetto Nederland Bv.

La lista è lunga e comprende sia big nazionali che locali. Tra i primi ecco spuntare la dinasty dei Ferruzzi, attraverso la Sifi International. E’ poi la volta del re dei polli Luigi Cremonini.

Tra i secondi l’ex re del grano Franco Ambrosio a bordo della sua Italgrani, ottimo amico di ‘O Ministro Paolo Cirino Pomicino, al quale vendè “a prezzo catastale” un super attico a Posillipo; nel 2009 Ambrosio, finito sotto inchiesta, finì ammazzato da alcuni balordi romeni: un processo ancora in corso e un giallo più fitto che mai. Eccoci ad altri amici del cuore di ‘O Ministro, ossia i titolari dell’Icla, Agostino Di Falco e Massimo Buonanno, i re del post sisma in Campania e in tutto il settore degli appalti pubblici per un quindicennio. E ancora un altro amico di casa Dc – equamente suddiviso tra Pomicino e Vincenzo Scotti, pluriministro scudocrociato, dalla Protezione civile agli Interni – ossia Enzo Giustino, deceduto sei anni fa: saranno gli eredi a reclamare le spettanze. Last but not least, Metronapoli, la società che sta portando avanti un progetto decollato 42 anni fa, quello delle linee metrò a Napoli, tra colossali scempi ambientali, sperperi arcimiliardari e poi arcimilionari e interminalibi lungaggini.

Lorsignori bussano a danari per vedersi restituire le loro quote d’un tempo: ma quanti fondi hanno ricevuto dal Banco di Napoli negli anni di vacche grasse? Li hanno poi restituiti? Non varrebbe la penna di far tutti i calcoli?

Se il Banco ha fatto quella fine, svenduto per un piatto di lenticchie alla Banca Nazionale del Lavoro che doveva tappare i suoi giganteschi buchi (provocati dalla filiale di Atlanta che finanziava strani traffici internazionali), è proprio a causa delle voragini provocate da un sfilza di fidi facili, concessi senza le opportune garanzie e solo per motivi di alta “clientela”. A quanto ammontano i buchi causati dai fidi facili adItalgrani? O al gruppo Buontempo? Oppure al gruppo casertano Maggiò?

B.Carige: emette bond subordinato; da oggi offerto in private placement

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Banca Carige ha emesso oggi il bond subordinato Tier2 e, nel quadro di un accordo appositamente stipulato con lo Schema Volontario d’Intervento, ha collocato obbligazioni per 320 milioni: 318,2 milioni sottoscritti direttamente tramite lo SVI la cui assemblea si è riunita deliberando favorevolmente, e 1,8 milioni tramite Banco di 

Desio e della Brianza. 

La banca ringrazia lo Schema volontario e tutte le banche che hanno aderito, per il supporto ricevuto per la finalizzazione di un’operazione fondamentale che assicura a Banca Carige il rispetto dei ratio patrimoniali prescritti e le consente così di tornare a concentrarsi sulla clientela e sullo sviluppo delle relative attività. Un ringraziamento particolare – spiega una nota – va al presidente Salvatore Maccarone e al d.g. Giuseppe Boccuzzi per il lavoro di queste ultime settimane. 

Da oggi, e fino al momento in cui il Cda di Carige darà esecuzione 

all’aumento di capitale, sarà possibile offrire in private placement le obbligazioni subordinate fino a un importo massimo di 400 milioni a operatori professionali (sia azionisti sia altri investitori). In caso di richieste superiori a 80 milioni sarà possibile ridurre la quota sottoscritta dallo schema volontario. 

Il prezzo di emissione è previsto alla pari (100% del valore nominale). Le obbligazioni avranno cedola a tasso fisso pari al 13% e gli interessi saranno pagati esclusivamente in denaro. La durata è prevista in 10 anni. Le obbligazioni includono anche la previsione che il soddisfacimento abbia luogo mediante compensazione (euro per euro) del credito da rimborso delle obbligazioni con il debito da sottoscrizione delle azioni (e quindi con l’effetto del ricevimento da parte degli obbligazionisti di azioni o denaro). 

Il collocamento odierno consente, unitamente alle altre operazioni previste dal Capital Conservation Plan approvato in data 29 novembre 2018, di ristabilire i requisiti patrimoniali al 31 dicembre 2018 in termini di Total Srep Capital Requirement e di Overall Capital Requirement coerentemente a quanto richiesto dalla Bce con lettera del 14 settembre u.s. 

L’emissione si inserisce nel più ampio programma di rafforzamento patrimoniale della Banca deliberato dal Cda lo scorso 12 novembre e rappresenta la prima delle due operazioni, tra esse collegate, che vedranno l’iter concludersi con l’aumento di capitale da 400 milioni. 

com/cce 

 

(END) Dow Jones Newswires

November 30, 2018 12:19 ET (17:19 GMT)

Porta Vittoria, finisce l’iter giudiziario: via libera al conclusione progetto

affariitaliani.it 30.11.18

Il Tribunale ha assegnato la proprietà del complesso alla società Progetto Vittoria Real Estate S.p.A. Maran: “Oggi si chiude un capitolo buio per Milano”


Porta Vittoria, finisce l'iter giudiziario: via libera al conclusione progetto

Porta Vittoria volta definitivamente pagina. Si è conclusa la vicenda giudiziaria riguardante il progetto urbanistico avviato nel 2000 dall’imprenditore Danilo Coppola. Dopo il fallimento della sua società – Porta Vittoria S.p.a – l’area era stata affidata a tre Curatori Fallimentari, che lo scorso gennaio avevano individuato nella società Progetto Vittoria Real Estate S.p.A., riferibile a York Capital Management Europe (UK) Adivisors LLP, una valida proposta per portare a compimento il progetto immobiliare. Oggi il Tribunale di Milano ha formalizzato il passaggio di proprietà del complesso alla nuova società, dando così via libera al completamento di Porta Vittoria.

“Si conclude un capitolo buio per Milano – dichiara l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran -. Porta Vittoria ha rappresentato per molto tempo un vuoto urbano, un luogo di abbandono che finalmente potrà essere recuperato e reso fruibile in sicurezza. Siamo già in contatto con la nuova proprietà che ha avviato le bonifiche dell’area in cui nascerà il parco pubblico, auspichiamo che ora partano al più presto anche le altre opere”.

“Siamo onorati di avere l’opportunità di partecipare a questo progetto di riqualificazione e siamo pronti ad eseguire gli interventi previsti dal nostro piano – dichiara Federico Oliva, Direttore York Capital Management Europe (Uk) Advisors -. Milano è una città dinamica in cui crediamo fortemente, e riteniamo che il compimento del progetto avrà un impatto positivo sulla vivibilità generale del quartiere per i cittadini”.

Una volta realizzato il parco da 30mila metri quadrati nell’area tra viale Umbria, via Monte Ortigara e via Cervignano, l’operatore potrà avviare la commercializzazione di un primo lotto di residenze. L’intervento prevede inoltre la realizzazione un altro parco pubblico di 10mila metri quadrati a est di via Cervignano (su cui affacciano gli unici appartamenti già abitati) e la parte a est di viale Molise, dove è prevista la realizzazione di impianti sportivi. Questi interventi completeranno la parte di progetto già realizzata: oltre alla rete stradale, la parte residenziale, quasi interamente realizzata,  il supermercato Esselunga e il parcheggio.

Martedì 11 dicembre, alle 18 alla Palazzina Liberty, si terrà un’assemblea pubblica con l’assessore Maran e la nuova proprietà per informare il quartiere sull’iter di prosecuzione dei lavori.

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PORTA VITTORIA / NON SOLO COPPOLA, ORA IL VERTICE DI BANCO BPM

21 novembre 2018 di: MARIO AVENA lavocedellevoci.it 

Nei piani si sarebbe dovuto trattare di una grande opera di riqualificazione urbana: ed invece, il progetto per il rilancio dell’immensa area di Porta Vittoria, a Milano, è fallito già da tempo miseramente, con il crac dell’omonima società. Protagonista in negativo di tutta la vicenda uno dei “furbetti del quartierino” saliti alla ribalta delle cronache una dozzina d’anni fa, Danilo Coppola. Il quale, a febbraio scorso, s’è visto affibbiare una condanna a 7 anni di galera.
Ma adesso si registra un nuovo, clamoroso sviluppo di tutta la vicenda. Il tribunale di Milano, infatti, sta mettendo alle corde un pezzo da novanta del credito made in Italy, ossia Pier Francesco Saviotti, attuale presidente del Comitato esecutivo di Banco BPM ed ex amministratore delegato del Banco Popolare.
I pm Giordano Baggio Mauro Clerici – della sezione reati finanziari alla procura milanese – gli hanno infatti notificato un avviso di conclusione indagini per concorso in bancarotta, vale a dire per aver “fornito nel 2010 a Porta Vittoria, mediante un mutuo di 80 milioni poi rimborsato da Porta Vittoria al Banco Popolare a fine 2011 con l’accensione di un nuovo mutuo da 210 milioni, la provvista per acquistare da società lussemburghesi riconducibili a Coppola due partecipazioni per 45 e 25 milioni, quando invece queste partecipazioni erano di valore nullo o del tutto incongruo”.
Per altri personaggi (consulenti, avvocati, commercialisti) che hanno ruotato intorno all’affare, invece, si pronostica una richiesta di archiviazione.
 
Nella foto Danilo Coppola

Crac banche, l’arbitro Consob accoglie 854 ricorsi e fissa 36 milioni di rimborsi

notiziedabruzzo.it 30.11.18

Sono 854 i ricorsi accolti sui 976 arrivati (87,5%) con 36,1 milioni di rimborsi accordati su 44,8 richiesti (80,6%). E’ il bilancio definitivo dell’attivita’ svolta dall’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf) in merito alle controversie insorte tra i “risparmiatori traditi” delle banche ammesse, in base alla legge di conversione del decreto mille-proroghe (n. 108 del 21 settembre 2018), alla procedura di ristoro parziale e sulle quali l’Arbitro doveva pronunciarsi entro oggi.

Gli 854 risparmiatori, per i quali l’Acf ha riconosciuto irregolarita’ da parte degli intermediari nel collocamento degli strumenti finanziari – spiega la Consob in una nota – hanno diritto a un rimborso parziale pari al 30% dell’importo deciso dall’Arbitro e fino a un massimo di 100.000 euro a testa. Il fondo pubblico stanziato dalla legge risulta, quindi, con i suoi 25 milioni di dotazione, capiente a ristorare i risparmiatori che ne faranno richiesta per un ammontare complessivo pari al 30% di 36,1 milioni. In base alla norma di legge (art. 11, comma 1-bis, del decreto “mille-proroghe”) hanno diritto al ristoro i “risparmiatori traditi” delle due banche venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) e degli istituti in risoluzione da novembre 2015 (tra cui Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio di Chieti), che abbiano presentato ricorso all’Arbitro entro il 21 settembre scorso e che abbiano ottenuto entro oggi una pronuncia favorevole da parte dell’Acf. 

DE AGOSTINI / SEMPRE A CACCIA DI IMMOBILI, ORA COMPRA DALL’INPS

23 novembre 2018 di: MARIO AVENA lavocedellevoci.it



Inps a caccia di liquidità. Ha appena venduto la sua quota di partecipazione in Dea Capitale Real Estate sgr per 40 milioni di euro. Ad accaparrarsela il gruppo De Agostini, che così diventa proprietario quasi totale (94 per cento) della società, con un restante 6 per cento riconducibile a Carispezia.

Sembrano ormai lontani un secolo i tempi in cui la De Agostini era nota soltanto per i suoi atlanti geografici e la sua editoria specializzata.

Da molti anni ha iniziato un progressivo processo di diversificazione che l’ha portata ad essere uno dei principali attori sulla scena immobilar-finanziaria.

Una delle tappe più significative è stato l’ingresso nell’arcipelago Fimit, inventato dal re dei fondi immobiliari, Massimo Caputi, una vita nel parastato (è stato al vertice di Sviluppo Italia, oggi Invitalia), amico storico di ‘O Ministro Paolo Cirino Pomicino e del suo ombra, il faccendiere Vincenzo Maria Greco. Oggi Caputi è tra i primattori sul fronte dei fondi immobiliari, in sella a Prelios e Feidos.

A condurre in porto l’operazione di acquisto è stata Dea Capital Partecipazioni. “Questa operazione si inquadra nella strategia di rafforzamento della nostra piattaforma di alternative assett management – sostiene l’amministratore delegato di Dea CapitalPaolo Ceretti – con un percorso di sviluppo che stiamo perseguendo sia in Italia, sia selettivamente all’estero, dove di recente abbiamo lanciato la prima iniziativa in Francia”.

L’altro vertice di Idea Fimit prima e ora di Dea Capital è Emanuele Caniggia, che oltre vent’anni fa esordì in campo immobiliare lavorando per Abaco Servizi.

3 cose che sono accadute poco prima che la crisi del 2008 stia accadendo di nuovo adesso

zerohedge.com 30.11.18

Scritto da Michael Snyder tramite il blog The Economic Collapse,

Il settore immobiliare, il petrolio e il numero di occupati ci dicono tutti la stessa cosa, e questa è davvero una brutta notizia per l’economia americana.   Sembra davvero che l’attività economica  stia iniziando a rallentare in modo significativo , ma proprio come nel 2008, quelli che gestiscono le cose non vogliono ammettere la realtà di ciò che stiamo affrontando. A quel tempo, il presidente della Fed Ben Bernanke ha insistito sul fatto che l’economia americana non stava andando in recessione, e in seguito abbiamo appreso che una recessione era già iniziata quando ha rilasciato questa dichiarazione. E come vedrete alla fine di questo articolo, l’ attuale presidente della Fed Jerome Powell afferma di essere “molto contento” di come sta andando l’economia americana, ma non dovrebbe essere così elettrizzato. 

Segni di guai sono dappertutto, e abbiamo appena ricevuto molte altre notizie preoccupanti.

Grazie agli aggressivi aumenti dei tassi da parte della Federal Reserve, il tasso medio su un mutuo a 30 anni è ora pari a circa il 4,8%.  Proprio come nel 2008, questo sta uccidendo il mercato immobiliare e ci ha sul precipizio di un altro crollo immobiliare.

E alcuni dei mercati che una volta erano i più caldi dell’intero paese stanno aprendo la china. Per esempio, guarda cosa sta succedendo  a Manhattan …

Nel terzo trimestre, il prezzo medio per una casa di Manhattan con una camera da letto era di $ 815.000, in calo del 4% rispetto allo stesso periodo del 2017. Il volume delle vendite è sceso del 12,7%.

Ovviamente le cose sono ancora peggiori nella fascia alta del mercato. Alcune case a Manhattan stanno vendendo per milioni di dollari in meno rispetto a quello per cui erano originariamente quotate.

Purtroppo, Manhattan è tutt’altro che sola. Le vendite di abitazioni in attesa sono scese in tutta la nazione. A ottobre, le vendite di case in attesa degli Stati Uniti sono diminuite del 4,6 per cento su base annua, e questo è stato  il decimo mese consecutivo  che abbiamo visto un calo …

La speranza era alta per un rimbalzo (dopo che le vendite di nuove case crollarono), ma questo fu precipitato mentre le vendite di case in sospeso crollarono del 2,6% su base mensile in ottobre (ben al di sotto dello 0,5% previsto di rimbalzo del MoM).

Inoltre, le vendite domestiche pendenti sono diminuite del 4,6% YoY – il decimo mese consecutivo di declini annuali …

Quando succede qualcosa per 10 mesi di seguito, penso che si possa tranquillamente affermare che una tendenza è iniziata.

Anche le vendite di nuove case  continuano a calare . In effetti, il mese scorso abbiamo assistito a un calo del 12% rispetto all’anno precedente per le vendite di nuove case unifamiliari  …

Le vendite di nuove case unifamiliari sono crollate del 12% in ottobre, rispetto a un anno fa, a un tasso annuale destagionalizzato di 544.000 case,  secondo le  stime del Census Bureau e del Department of Housing and Urban Development.

Con un inventario di nuove case in vendita a 336.000 (destagionalizzato), l’offerta al tasso corrente di vendita è aumentata a 7,4 mesi, dall’offerta di 6,5 mesi a settembre e dalla fornitura di 5,6 mesi di un anno fa.

Se tutto ciò sembra stranamente simile al 2008, è perché è stranamente simile a quello che è successo appena prima e durante l’ultima crisi finanziaria.

Fino ad ora, almeno gli ottimisti economici potevano indicare i numeri di occupazione come motivo di speranza, ma non più.

In effetti, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione  sono ora aumentate per tre settimane di seguito …

Il numero di domande di deposito degli americani per i sussidi di disoccupazione è aumentato fino a un massimo di sei mesi la scorsa settimana, il che potrebbe sollevare preoccupazioni riguardo al rallentamento del mercato del lavoro.

Le richieste iniziali per sussidi di disoccupazione statale sono aumentate di 10.000 a 234.000 destagionalizzati per la settimana conclusasi il 24 novembre, il livello più alto dalla metà di maggio, ha detto il Dipartimento del Lavoro giovedì. I reclami ora sono aumentati per tre settimane diritte.

Anche questo è simile a quello a cui abbiamo assistito nel 2008. Le richieste di sussidi di disoccupazione hanno iniziato a insinuarsi, e poi quando la crisi è scoppiata completamente c’è stata una valanga di perdite di posti di lavoro.

E proprio come 10 anni fa, stiamo iniziando a vedere un sacco di grandi corporazioni iniziare ad annunciare licenziamenti importanti.

General Motors ha fortemente sconvolto il presidente Trump quando ha annunciato che  stavano tagliando 14.000 posti di lavoro poco prima delle vacanze , ma GM è lontano dal solo. Per un elenco di alcune delle grandi aziende che hanno appena annunciato licenziamenti, si prega di consultare il mio precedente articolo dal titolo “Le perdite di lavoro negli Stati Uniti accelerano: qui ci sono 10 grandi aziende che stanno tagliando i lavori o licenziando i  lavoratori” .

Un terzo parallelo al 2008 è ciò che sta accadendo al prezzo del petrolio.

Nel 2008, il prezzo del petrolio è salito a un livello record prima di precipitare precipitosamente.

Bene, ora è successa una cosa simile. All’inizio di quest’anno il prezzo del petrolio è salito a 76 $ al barile, ma questa settimana è scivolato sotto l’importantissima  barriera da $ 50 …

La recente scivolata di Oil ha ridotto di oltre un terzo il suo prezzo. Il greggio è sceso di oltre l’1% giovedì a 49,41 dollari al barile. L’ultima volta che il petrolio ha chiuso sotto i $ 50 è stato il 4 ottobre 2017. A metà mattina il prezzo era risalito a oltre $ 51.

Le preoccupazioni per l’eccesso di offerta hanno mandato i prezzi del petrolio in una caduta libera: il greggio ha raggiunto un picco di quattro anni sopra i $ 76 al barile meno di due mesi fa.

Quando agli economisti viene chiesto perché il prezzo del petrolio sta calando, la risposta primaria che danno è perché l’attività economica globale si sta ammorbidendo.

E questo è sicuramente il caso.  In effetti, abbiamo appena appreso che la fiducia economica nell’eurozona è diminuita  per l’undicesimo mese consecutivo …

La fiducia economica della zona euro è scivolata per l’undicesimo mese consecutivo, frenando ulteriormente le aspettative che il blocco valutario si riprenderà da un  brusco rallentamento della crescita  e complicando i piani della Banca centrale europea per ridimensionare gli stimoli.

Inoltre, abbiamo appena saputo che le economie svizzere e svedesi hanno avuto  una crescita negativa  nel terzo trimestre.

Le notizie economiche sono negative, e sembra innegabile che sia iniziata una crisi economica globale.

Ma l’attuale presidente della Fed Jerome Powell insiste che è  “molto felice per lo stato dell’economia” …

Jerome H. Powell, presidente della Federal Reserve, ha anche preso una linea ottimistica, dichiarando di recente in Texas di essere “molto felice per lo stato dell’economia”.

È semplicemente fantastico. Può essere felice come vuole, e può continuare ad alzare i tassi di interesse mentre infila la testa nella sabbia, ma nulla cambierà la realtà economica.

Ogni singolo ciclo di crescita dei tassi della Fed è finito in un crollo del mercato e / o in una recessione, e questa volta non sarà diverso.

La Federal Reserve ha creato il “boom” di cui siamo stati testimoni negli ultimi anni, ma dobbiamo anche ritenerli responsabili del “busto” che sta per accadere.

Fed Wonders Come Goldman ha eluso i propri controlli di conformità per vincere le offerte 1MDB

zerohedge.com 30.11.18

Come abbiamo più volte documentato in queste pagine, il rapporto di Goldman Sachs con la Federal Reserve non è limitato a quello tra un regolatore e un regolato. In effetti, per decenni, Goldman Sachs, più di ogni altra banca, ha goduto di un’influenza sulla Federal Reserve e in particolare sulla Fed di New York, la “prima tra uguali” del sistema della Federal Reserve, che ribalta la saggezza convenzionale sulla sua testa : Per dirla in breve, è stato Goldman a dettare le regole alla Fed, non il contrario.

Goldman

Tutti i dubbi possono familiarizzare con la storia di Carmen Segarra, che – a rischio personale per qualsiasi futura carriera nel settore bancario o governativo – è venuta avanti diversi anni fa con una serie di registrazioni segrete ha rivelato la pervasività della “cattura normativa” a New York Fed, che comprendeva prove del fatto che i suoi superiori hanno ripetutamente spazzato via la sua insistenza sul fatto che il rating regolamentare di Goldman fosse declassato a causa della natura “conflittuale” di alcune delle sue offerte(nota: Segarra stava facendo le sue registrazioni esporre la riluttanza della banca centrale a sfidare Goldman nello stesso periodo in cui il leggendario “Vampire Squid” stava sottoscrivendo i 6 miliardi di dollari in obbligazioni 1MDB, nonostante le prove che la banca ignorasse gli avvertimenti del proprio dipartimento di conformità sull’affare ). E non dimentichiamo l’incidente che si è svolto cinque anni fa, in cui un banchiere junior Goldman ha ricevuto informazioni privilegiate direttamente da una “fonte” all’interno della Fed di New York – offrendo prove indiscusse di collusione tra le due organizzazioni. Quel banchiere, benché licenziato da Goldman, fu poi licenziato con uno schiaffo al polso. 

Ciò rende la “fuga” della scorsa settimana che la Fed ha chiesto a Goldman di rafforzare la supervisione dei suoi comitati di investimento per meglio proteggersi dai conflitti di interesse come self-serving. Questo perché la Fed di New York lo sa, fintanto che i riflettori del DOJ si soffermano sulla negligenza di Goldman, è solo una questione di tempo prima che il regolatore stesso venga sottoposto a controllo.

Ma la tacita campagna della Fed per mostrare al pubblico ( e, cosa ancora più importante, certi scettici della Fed a Washington ) che sta “facendo qualcosa” per cambiare questa tossica cultura della complicità prima che Goldman aiuti un’altra banda di plutocrati a sottrarre miliardi di dollari in denaro pubblico è proseguito giovedì, quando Bloomberg ha pubblicato un rapporto “trapelato” in cui si afferma che la Fed sta aumentando le indagini su come Goldman è riuscita a eludere sia i controlli interni di conformità, sia i controlli della Fed, perseguendo l’accordo 1MDB (anche se immaginiamo il l’approvazione dell’amministratore delegato di Goldman ha avuto qualcosa a che fare con questo).

La Federal Reserve sta accelerando le indagini su come i dirigenti di Goldman Sachs Group Inc. hanno schivato i controlli interni della banca mentre aiutavano le autorità malesi a raccogliere miliardi di dollari che in seguito sono scomparsi, secondo quanto riferito dalla gente in merito alla questione.

La sonda esamina le azioni della banca d’investimento di New York e di singoli individui e ha guadagnato slancio nelle ultime settimane, ha detto la gente, chiedendo di non essere identificata perché la richiesta è riservata. La Fed non ha i poteri di un procuratore penale, ma può e spesso sanziona le persone coinvolte negli scandali bancari.

La FED ha già intervistato i dipendenti attuali e precedenti presso l’azienda, facendo leva sulla facilità con cui si mettono in cortocircuito i sistemi di compliance, hanno detto le persone. Nelle ultime settimane, i rappresentanti di Goldman Sachs si sono incontrati con la Fed e hanno difeso i controlli della banca, secondo una persona con conoscenza della questione.

Come regolatore principale di Goldman Sachs, la Fed ha ampia autorità per penalizzare la banca o imporre altri cambiamenti. All’inizio di quest’anno, ha limitato le dimensioni di Wells Fargo & Co. fino a che il creditore non ha retto i controlli interni.

“È politica della Federal Reserve non confermare o negare l’esistenza di indagini”, ha detto la banca centrale in una dichiarazione inviata per posta elettronica. “Riferiamo le violazioni criminali al Dipartimento di giustizia, se necessario, ed esercitiamo le nostre autorità di controllo, sicurezza e solidità se i fatti sono garantiti”.

Se la Fed di New York è stata così confusa dalla capacità di Goldman di sottrarsi alla sorveglianza, non dovrebbe guardare oltre il fatto che gli ex Goldmanite hanno gestito il sistema finanziario americano per un decennio. L’ex governatore della NY di New York, Bill Dudley, lavorava alla Goldman. Anche il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha lavorato lì, e l’ex consigliere economico Trump Gary Cohn una volta ha aiutato a gestire la banca. Ma la cosa più importante è che molti impiegati della banca centrale desiderano avere l’opportunità di attraversare la “porta girevole” che porta dalla stasi del governo alle masse incalcolabili del settore privato.

Hai bisogno di ulteriori prove che l’1MDB sia il risultato di un problema sistemico? Non guardare oltre Tim Leissner, l’ex capo dell’operazione di Goldman nel sud-est asiatico che recentemente si è dichiarato colpevole di accanirsi consapevolmente riciclaggio di denaro e violazioni della Foreign Corrupt Practices Act, ha affermato nel suo accordo di accusa che le sue azioni erano il risultato di una “cultura della corruzione” “Goldman.

In una dichiarazione alla corte, Leissner ha detto che il suo comportamento era “molto in linea con la sua cultura di Goldman Sachs per nascondere i fatti di certi dipendenti legali e di conformità”. Il Dipartimento di Giustizia ha anche affermato in alcuni documenti che la cultura aziendale di Goldman Sachs, in particolare nel Sud-Est asiatico, ha privilegiato le operazioni di compravendita prima del corretto funzionamento delle sue funzioni di conformità.

Tuttavia, i depositi di DOJ hanno detto che i singoli banchieri eludono consapevolmente i controlli che la banca aveva in essere e nascondono alcuni dettagli sull’accordo per impedire ai responsabili della conformità di cercare di bloccare il coinvolgimento dell’impresa nelle transazioni.

Mentre siamo sicuri che la gente della Malesia apprezzerà il finto “oltraggio” del CEO Goldman di Goldman sul comportamento di Goldman, i tentativi della banca di dipingere Leissner come un falso impiegato sono stati seriamente minati dai rapporti sul coinvolgimento della sua leadership senior nell’affare. Dato che 1MDB è solo l’ultimo di una lunga serie di regolatori di Goldman, ha permesso di ignorare il benessere del suo cliente e, beh, chiunque non sia Goldman. Ma forse questa volta, la reazione pubblica contro la banca, e la decisione di almeno due clienti di alto profilo di citare in giudizio oltre 1MDB, costringeranno Goldman a riconsiderare tale pensiero “a breve termine” mettendo a repentaglio l’unica cosa che conta per Goldman: Il suo libro dei clienti.

Ecco perché GE sta crollando di nuovo

zerohedge.com 30.11.18

Era appena lunedì scorso quando GE riprese il suo tuffo dopo una provvisoria stabilizzazione, in seguito a un rapporto di ricerca che metteva in dubbio il valore della buona volontà di GE Capital in seguito al recente fallimento di una società di leasing di elicotteri.

E, in una simmetria deliziosa (se non per i pochi tori rimanenti), GE sta chiudendo la settimana allo stesso modo in cui è iniziata, con il crollo delle scorte dopo che due analisti hanno sollevato più bandiere rosse intorno alla liquidità della compagnia, mentre un rapporto diceva ex dipendenti di GE erano stati interrogati dagli investigatori federali sulla sua preoccupante attività assicurativa.

Sul lato vendite, l’analista di Deutsche Bank Nicole DeBlase ha tagliato il suo obiettivo di prezzo sul titolo di oltre un terzo, da $ 11 a $ 7, rispetto alle continue domande sulle prospettive di liquidità del conglomerato industriale (e delle banche ombra). Secondo Bloomberg, nel modello di DeBlase, GE sarà probabilmente in grado di costruire il bilancio l’anno prossimo con il flusso di cassa dalle sue unità industriali a circa 34 centesimi per azione, supponendo che le difficoltà economiche non peggioreranno nei prossimi tre anni e il debito arriverà. giù, lei disse. Tuttavia, lo scenario supporta un obiettivo di prezzo inferiore sul titolo, con un nuovo obiettivo di prezzo di $ 7,00 (in calo da $ 11,00). Il “caso al ribasso” ribassista presuppone che gli utili delle unità di potenza continuino a diminuire e le altre unità di business di GE siano colpite da una modesta flessione. DeBlase vede le unità industriali di fronte a un incasso di cassa di circa 21 centesimi per azione l’anno prossimo. Tuttavia, a differenza di alcuni dei suoi colleghi ancora più ribassisti, non vede la compagnia di fronte a una crisi di liquidità, “anche in questo scenario drastico”.

E a proposito dei suoi colleghi ribassisti, la nemesi di GE – l’analista JPM Stephen Tusa – che è stata a lungo la voce GE più ribassista su Wall Street, ha detto il commento del socio di GE Safran “ha sostenuto la sua opinione che la crescita dei profitti e dei flussi di cassa nel segmento dell’aviazione sarebbe sotto le aspettative di consenso. “

Aggiungendo ferite a insultare le vendite, anche su Friday Morning, il Wall Street Journal ha riferito che gli investigatori federali stanno mettendo in discussione ex dipendenti della General Electric sui dettagli di un business assicurativo legacy che ha portato a problemi contabili nel conglomerato l’anno scorso, e se il business non è riuscito a riconoscere internamente il peggioramento dei risultati nel corso degli anni. I dipendenti hanno anche affermato di essere stati intervistati da avvocati del governo.

Le azioni sono scese del 3,7% negli scambi pre-mercato a New York, scivolando più in profondità nel territorio a 7 mani e avvicinandosi ai minimi di crisi finanziaria di $ 6,66.

Intesa Sanpaolo: completa cessione quota in Sec Servizi ad Accenture

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il Gruppo Intesa Sanpaolo e Accenture hanno concluso l’accordo per la cessione ad Accenture della quota dell’80,8% che il gruppo bancario deteneva in Sec Servizi Spa, società che fornisce servizi tecnologici e applicazioni software a istituti bancari. Accenture acquisirà inoltre anche le quote restanti di Sec Servizi Spa attualmente in mano ad altri azionisti. 

Con l’acquisizione del know-how e degli asset tecnologici e operativi di Sec Servizi, informa una nota, Accenture sarà in grado di creare una piattaforma avanzata e innovativa dedicata al settore bancario, per supportare le banche nella transizione verso il digitale. Questa operazione consentirà ad Accenture di affermarsi come leader nei servizi innovativi per il settore in Italia, servendo l’attuale base clienti di Sec Servizi, che include tra gli altri Intesa Sanpaolo. 

Intesa Sanpaolo ha acquisito Sec Servizi nel 2017 nell’ambito dell’operazione che ha comportato l’acquisizione di determinate attività, passività e rapporti giuridici da Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, entrambe in liquidazione coatta amministrativa. 

com/fch 

 

(END) Dow Jones Newswires

November 30, 2018 11:09 ET (16:09 GMT)

Consob: 854 ricorsi accolti da Acf, 36,1 mln rimborsi accordati

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

854 ricorsi accolti su 976 (87,5%) e 36,1 milioni di 

rimborsi accordati su 44,8 richiesti (80,6%): è questo il bilancio 

definitivo dell’attività svolta dall’Arbitro per le controversie 

finanziarie (Acf) in merito alle controversie insorte tra i “risparmiatori 

traditi” delle banche ammesse, in base alla legge di conversione del 

decreto “mille-proroghe” (n. 108 del 21 settembre 2018), alla procedura di 

ristoro parziale e sulle quali l’Arbitro doveva pronunciarsi entro oggi. 

Gli 854 risparmiatori, per i quali l’Acf ha riconosciuto irregolarità da 

parte degli intermediari nel collocamento degli strumenti finanziari, 

hanno diritto ad un rimborso parziale pari al 30% dell’importo deciso 

dall’Arbitro e fino a un massimo di 100.000 euro a testa. 

Il fondo pubblico stanziato dalla legge risulta, quindi, con i suoi 25 

milioni di dotazione, capiente a ristorare i risparmiatori che ne faranno 

richiesta per un ammontare complessivo pari al 30% di 36,1 milioni. 

In base alla norma di legge (art. 11, comma 1-bis, del decreto 

“mille-proroghe”) hanno diritto al ristoro i “risparmiatori traditi” delle 

due banche venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) e degli 

istituti in risoluzione da novembre 2015 (tra cui Banca Popolare 

dell’Etruria e del Lazio, Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di 

Ferrara, Cassa di Risparmio di Chieti), che abbiano presentato ricorso 

all’Arbitro entro il 21 settembre scorso e che abbiano ottenuto entro 

oggi, 30 novembre , una pronuncia favorevole da parte dell’Acf. 

com/fch 

 

(END) Dow Jones Newswires

November 30, 2018 08:18 ET (13:18 GMT)

B.Carige: spunta Attestor, si aprono grandi giochi (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Spunta anche Attestor Capital nell’operazione di rafforzamento patrimoniale varata ieri dal cda di B.Carige con l’emissione di un prestito subordinato Tier2 da 400 mln, di cui 320 riservati allo schema volontario. 

Lo scrive Il Messaggero spiegando che il fondo si sarebbe fatto avanti con l’advisor Ubs per sottoscrivere una quota dei residui 80 mln del bond riservati agli attuali soci e a investitori istituzionali. 

vs 

 

(END) Dow Jones Newswires

November 30, 2018 03:45 ET (08:45 GMT)

‘No Deal’ Brexit: Bad For Britain, Catastrophic For EU

zerohedge.com 30.11.18

Scritto da Alasdair Macleod tramite GoldMoney.com,

L’accordo è stato concordato, fatta salva il Parlamento. La signora May ora ha il compito in salita di vendere l’affare ai parlamentari. La stragrande maggioranza che ha espresso un’opinione che include sia i remainers che i brexiteers lo ha condannato. Come ha fatto il presidente Trump. Lei pregherà per non allontanarsi da lui al G20 di Buenos Aires.

Il voto è previsto per l’11 dicembre, dopo un dibattito di cinque giorni. La tattica del governo è di fare affidamento sul fatto che l’accordo di Mrs May sia l’unico disponibile, l’alternativa è il presunto abisso di un no-deal. Il rischio di questa strategia è che i Brexiteers espongono la scelta come falsa e che la signora May dovrebbe tornare a Bruxelles e rinegoziare. L’UE è pronta a ribadire che non accetteranno altri accordi per interrompere questa opzione.

Il Tesoro e la Banca d’Inghilterra hanno riallineato i loro modelli economici e finanziari per prevedere la massima interruzione nel caso in cui il Parlamento non riuscisse a sostenere l’accordo di Mrs May. Tuttavia, nel Common Commons, il Tesoro si è ritirato dalla sua responsabilità per le sue previsioni post Brexit, affermando che si basava su analisi che coinvolgevano un’ampia gamma di dipartimenti governativi. Uno è lasciato a chiedersi perché il Segretario del Tesoro non sia stato in grado di dargli il suo pieno sostegno.

La Banca d’Inghilterra è stata meno delicata nel suo approccio, sostenendo che siamo tutti condannati. Il risultato dopo solo un giorno di messa in onda delle sue previsioni è una perdita di credibilità pubblica per la Banca e in particolare per Mark Carney, il suo Governatore.

I terrificanti si estendono a un miscuglio di affermazioni su molte cose vitali per la vita e l’occupazione, messe insieme dai quangos del governo. Carenza di medicinali, interruzione dei trasporti, prodotti chimici per la depurazione delle acque e molti altri sono documentati in ottanta diversi documenti ufficiali. L’inganno consiste nell’assumere che queste forniture siano fornite a livello intergovernativo, e non da aziende che cercano profitto, che farebbero sicuramente tutto il possibile per assicurarsi le vendite continue. Ci si aspetta che il porto di Calais si tagli il naso nonostante il suo volto e distolga il traffico.

Questa linea di propaganda sembra essere una linea di attacco irresistibile per il governo, abituata a spaventare il popoloso in una linea d’azione privilegiata. Questo nonostante il fallimento di questa tattica in vista del referendum sulla Brexit, quando il pubblico ha deciso che era un ratto puzzolente.

Qual è l’accordo, e perché il trambusto?

La Gran Bretagna lascia l’UE il 29 marzo del prossimo anno e in base al piano della signora May entra in un periodo di attuazione quando non vi è alcun cambiamento negli attuali accordi commerciali, almeno fino al 1 ° gennaio 2020.Successivamente, se l’accordo commerciale non è in atto (altamente improbabile – ci vogliono anni per convincere l’UE ad accettare accordi commerciali), la Gran Bretagna può o estendere il periodo di attuazione per un certo periodo, o il blocco di sicurezza sul confine irlandese sarà implementato.

Il backstop garantisce che il confine irlandese rimarrà aperto agli scambi dell’UE, come lo è oggi, fino a quando un accordo commerciale non sarà finalmente concordato e attuato. Fino a quel momento, o l’intero Regno Unito continua ad essere nell’unione doganale, o l’Irlanda del Nord rimane in essa, mettendo effettivamente una frontiera sul Mare d’Irlanda. Il backstop, se implementato, può essere disattivato solo “quando abbiamo adempiuto ai nostri impegni sul confine irlandese”.

L’accordo afferma che sia l’UE che il Regno Unito faranno del proprio meglio per raggiungere un accordo commerciale. Ma dato che può essere bloccato da paesi membri dell’UE che non sono parte dell’accordo, questa rassicurazione deve essere senza valore. Anche prima che l’inchiostro fosse asciutto, la Spagna costrinse le concessioni a Gibilterra e il presidente Macron di Francia chiarì che la Francia avrebbe negato il suo consenso a un accordo commerciale se ai pescherecci francesi fossero negati i diritti di pesca nelle acque britanniche.

Il problema con l’accordo è che, non acconsentendo, gli stati membri dell’UE possono garantire, nelle parole di Boris Johnson, che la Gran Bretagna rimane uno stato vassallo. Peggio ancora, con questo accordo è uno stato di zombi, un prigioniero che cammina morto dell’unione doganale.

Anche ai rimanenti non piace, perché è chiaro come un pugnale che la Gran Bretagna si trova in una posizione molto peggiore di questo accordo rispetto a quella che sarebbe rimasta nell’Unione europea. È incatenato all’unione doganale senza alcuna influenza sui regolamenti imposti su di esso. Di conseguenza, i restanti di tutte le parti sono uniti nella richiesta di un secondo referendum, che sperano invertirà il primo, consentendo alla Gran Bretagna di rimanere come membro a pieno titolo dell’UE. Ma concedere un secondo referendum sarebbe senza precedenti e anche un’ammissione di fallimento da parte del governo. Inoltre, occorrerebbero mesi per passare attraverso il Parlamento, tempo che non ha. Senza un’alternativa pratica, molti eminenti personalità restanti dovrebbero votare contro l’accordo.

Per i Brexiteers, è già un’ammissione di fallimento, in particolare dal momento che il Primo Ministro ha sempre rifiutato di considerare un Piano B. La Gran Bretagna ha accettato incondizionatamente di pagare 39 miliardi di sterline inglesi come il divorzio e continuerà a pagare a Bruxelles il tributo annuale di circa £ 9 miliardi fino a quando le nuove condizioni commerciali saranno concordate e implementate (che potrebbero mai essere). Mentre l’accordo limita in genere i poteri della Corte di Giustizia europea per giudicare il commercio e le questioni connesse, significa che la Gran Bretagna non ha il controllo sulle future disposizioni commerciali durante i periodi di attuazione e di fermo, e sarà impossibile per la Gran Bretagna stringere i propri accordi commerciali fino a quando quel tempo è passato. Da qui le dichiarazioni del Presidente Trump.

Abbiamo conferma che è l’Hotel California: puoi controllare ma non andartene mai. L’accordo è così impopolare che già i media dicono che non passerà mai attraverso il Parlamento. Il  Daily Telegraph ha aggregato varie fonti di informazione per stimare che 221 deputati voteranno per esso e 418 contro. Ma molto può cambiare in due settimane.

Vediamolo dal punto di vista di Downing Street, per cercare di capire la strategia del governo. 96 deputati conservatori hanno dichiarato che voteranno contro, da un partito parlamentare di 314 (escluso Speaker Bercow). Il Partito Democratico Unionista, con dieci parlamentari che forniscono i conservatori con la loro maggioranza scomposta, ha anche promesso di votare contro. Il partito laburista con 257 deputati ha dichiarato che voterà contro, ma ci sono forse 60 ribelli laburisti. Il partito nazionale scozzese ha 35 deputati, che voteranno anche contro di esso. I liberaldemocratici, con 12 sono probabilmente contrari, ma potrebbero non essere uniti sulla minaccia di un accordo.

Ciò lascerebbe 216 i conservatori che probabilmente sostengono il governo (compresi 94 ministri), forse 240 dopo che le fruste hanno svolto il loro lavoro. Sono richiesti 74 parlamentari delle altre parti, di cui almeno 60 devono essere parlamentari laburisti. Vale la pena ricordare che 64 parlamentari laburisti hanno sfidato la frusta laburista per un emendamento presentato per rimanere nell’unione doganale lo scorso dicembre, vicino al numero di parlamentari laburisti tenuti a ribellarsi questa volta perché la signora May vincesse il voto. E questo presuppone che Labour non si persuada ad astenersi, il che garantirebbe a Mrs May il superamento di un margine confortevole.

Chiaramente, la chiave del successo sono le intenzioni laburiste, motivo per cui Downing Street sta coronando i loro parlamentari. Tuttavia, due settimane prima del voto, si parla di una pesante sconfitta per gli sguardi del governo, sulla probabile valutazione di Downing Street, ampia del marchio.

Tutto ciò presuppone che Labour resisterà alla tentazione di rovesciare la signora May e creare il caos per i Tories. Questa è una grande ipotesi, perché è sicuramente nell’interesse del Labour sconfiggere il governo per vedere quali opportunità potrebbero sorgere. Di conseguenza, mentre la valutazione di Downing Street potrebbe rivelarsi troppo ottimistica, il campo Brexit non può permettersi di essere compiacente.

Tattiche del Brexiteer

I Brexiteers si concentreranno sul radunare il maggior sostegno possibile per respingere l’accordo proposto. Hanno già dieci membri del DUP a fianco e 96 conservatori che hanno detto che voteranno contro. Devono lavorare sugli altri 218 parlamentari conservatori, di cui 94 sono ministri, lasciando un pool di 124 voti possibili.

Sarebbe di grande aiuto il loro caso se molti ministri sostenitori della Brexit si dimettessero dal governo prima del voto, quindi è probabile che siano incoraggiati privatamente a farlo. Ciò gioverà alla causa Brexit minando fatalmente l’affermazione del governo secondo cui l’accordo è nello spirito della Brexit.

I Brexiteers dovranno anche costruire alleanze tra partiti. Soprattutto, devono escogitare una strategia alternativa accettabile sia per i Brexiteers che per i Remainer per costringere il governo a tornare a Bruxelles per condizioni migliori, nonostante Bruxelles affermi che l’unica alternativa non è un accordo.

Per ottenere il necessario sostegno parlamentare, è probabile che i Brexiteers si concentrino sulla questione meno controversa, essendo il mancato raggiungimento della totale sovranità parlamentare nel progetto di accordo. Persino Jeremy Corbin e altri all’estrema sinistra del partito laburista possono essere d’accordo, perché vogliono essere liberi da tutti i regolamenti di Bruxelles in modo che possano nazionalizzare e sovvenzionare le industrie sindacalizzate.

La sovranità è l’unica questione che il governo non può argomentare in modo convincente, ed è per questo che devia il problema a prendere il controllo dell’immigrazione. Gli effetti economici, che sono un problema di transizione, sono meno importanti per il quadro generale, ma sono più immediati per l’elettorato. Per queste ragioni il governo si sta concentrando sugli effetti economici, promuovendo problemi ipotetici che catturano i titoli e distolgono l’attenzione dalla questione della sovranità.

Lo scopo delle mezze verità e del vero inganno è enorme e viene sfruttato dal governo e dagli analisti presumibilmente indipendenti. Negli ultimi giorni, ci è stato detto che lo stoccaggio di cibo ha lasciato Amazon a corto di spazio nel magazzino. Ciò fa seguito alle precedenti affermazioni della ricerca della Barclays Bank secondo cui le tariffe aggiuntive sulle importazioni di alimenti e bevande potrebbero costare 9,3 miliardi di sterline l’anno, portando a prezzi alimentari più elevati.

Ciò deve presupporre che il Cancelliere imponga tariffe di importazione trump, simili a quelle dei prodotti alimentari, rispetto a quelle che sono state abbandonate su una Brexit senza accordo. Si potrebbe supporre che la sterlina crollerà (ne abbiamo già sentito parlare prima), ma ignora la possibilità che l’euro cadrà ancora di più. Queste storie spaventose sono facili da contrastare e non dovrebbero essere credute, ma i media hanno sempre più probabilità di prendere come verità evangelica le informazioni alimentate ad esso da briefing di governo di fondo, mentre mettono in discussione argomenti ragionati dai Brexiteers con relativo scetticismo.

Il futuro di Mrs May

I resoconti della stampa suggeriscono che Downing Street crede che se il voto non viene passato, la signora May potrebbe probabilmente sopravvivere se viene respinta con meno di cento voti. Più di quello, e lei è brindisi.

Questo è probabilmente troppo semplicistico e ignora il fatto che David Cameron si è immediatamente dimesso quando ha perso il referendum sulla Brexit, indipendentemente dai margini. Si basa anche sui dieci deputati del DUP che continuano a darle la maggioranza, che hanno già ritirato. Se si affida ai voti laburisti, non avendo ottenuto un sostegno sufficiente dal proprio partito (che Downing Street sta già facendo), verrà espulsa qualunque sia l’esito. Per il momento, tutti sono molto educati, dicendo che ha qualità ammirevoli di perseveranza e determinazione contro ogni previsione. E non amiamo tutti un combattente. Questo può rapidamente essere eletto, prepotente e deliberatamente fuorviante.

Agisci troppo presto, e i parlamentari che desiderano abbandonarla saranno accusati di slealtà e nuda ambizione. Inoltre, i Brexiteers non hanno il controllo dell’agenda. Per questi motivi, i candidati rivali per la leadership rimangono nell’ombra. Ma guarderanno per questo cambiamento di enfasi, che probabilmente arriverà sulla scia del voto dei Comuni, se non prima.

L’unico modo in cui la signora May può salvare se stessa e l’integrità del partito conservatore è di cancellare il dibattito e dire a Bruxelles che semplicemente non si laverà. Deve ricordare loro le conseguenze del rifiuto delle richieste di David Cameron e dire loro che dovranno elaborare termini migliori, altrimenti non è un accordo.

Lo farà lei? Vedremo. Ha una certa influenza, se riesce a capirlo. Bruxelles è sballata e ha bisogno di soldi urgentemente. Gli effetti a catena di un mancato accordo potrebbero essere imprevedibili per il Regno Unito, ma, e questo è il punto che pochi hanno preso in considerazione, sarebbe catastrofico per l’UE.

Svizzera: “Stretta adesione all’UE”

zerohedge.com 30.11.18

Scritto da Soeren Kern tramite The Gatestone Institute,

Gli elettori svizzeri hanno respinto clamorosamente un referendum per chiedere alla Costituzione svizzera di avere la precedenza sui trattati e sulle leggi internazionali.

I due terzi (66,2%) degli elettori del 25 novembre referendum  opposti  l’iniziativa “autodeterminazione”, presentati dalla euroscettico Partito svizzero del Popolo ( Schweizerische Volkspartei , SVP), il più grande partito nel parlamento svizzero.

I leader della SVP avevano sostenuto che la nuova legge era necessaria per salvaguardare la sovranità nazionale da ulteriori invasioni da parte di organizzazioni sovranazionali come l’Unione europea e le Nazioni Unite.

Il governo svizzero ha ribattuto che la proposta comprometterebbe la stabilità economica della Svizzera in quanto richiederebbe a Berna di modificare gli accordi bilaterali esistenti con l’UE, il principale partner commerciale del paese, per renderli conformi alla Costituzione svizzera.

La sconfitta della proposta anticipa le decisioni in sospeso del governo svizzero sull’opportunità di firmare un “accordo quadro” di ampia portata a livello europeo e un controverso ” patto di migrazione ” delle Nazioni Unite .

La Svizzera non è un membro dell’UE, ma ha  ottenuto l’accesso  al mercato unico europeo firmando una serie di accordi bilaterali in cui la Svizzera ha distribuito ampie fette della sua sovranità nazionale, compreso il controllo dei confini e l’immigrazione. In tutto, la Svizzera ha più di 120  accordi bilaterali  che regolano le sue relazioni con l’Unione europea.

L’UE sta ora  premendo la  Svizzera per firmare un “accordo quadro” globale che richiederebbe a Berna di cedere ancora più sovranità a Bruxelles. L’UE, ad esempio, vuole che la Svizzera si assoggetta alla giurisdizione della Corte di giustizia europea (CGE). Se la Svizzera dovesse soddisfare la domanda, la Corte di giustizia dell’Unione europea supererebbe la Corte suprema svizzera come arbitro finale delle controversie legali nel paese.

L’UE ha ora aumentato la pressione ricorrendo al ricatto: Bruxelles sta facendo il suo continuo riconoscimento della SIX Swiss Exchange della Svizzera, la quarta più grande del mercato azionario in Europa,  contingente  sull’accettazione svizzera dell’accordo quadro. L’attuale accordo di borsa della Svizzera con l’UE scade alla fine di dicembre; il mancato rinnovo  priverebbe  lo scambio svizzero di attività con sede nell’UE che genera più della metà del suo volume.

I leader svizzeri hanno affermato di dubitare che qualsiasi trattato proposto possa ottenere il sostegno del parlamento o degli elettori in un referendum sotto il sistema svizzero di democrazia diretta.

Bloomberg News ha  incapsulato  il dilemma della Svizzera:

“Il governo svizzero ora affronta la prospettiva di scegliere tra due mali: accettare l’accordo quadro dell’UE solo per vederlo silurato dagli elettori in un referendum , o per rinnegare il trattato e rischiare rappresaglie da Bruxelles che danneggiano l’economia ” .

Un punto chiave di contenzioso nelle relazioni Svizzera-UE ruota attorno a una disputa di lunga data sull’accordo “UE sulla libera circolazione delle persone “. L ‘ accordo, firmato dalla Svizzera   nel giugno 1999, consente ai cittadini dell’UE di vivere e lavorare in Svizzera, e viceversa. L’accordo originale applicato a 15 Stati membri dell’UE, ma con l’allargamento dell’Unione europea nel 2004, 2007 e 2013, l’accordo si applica ora a 28 Stati membri dell’UE, compresi i paesi più poveri dell’Europa orientale.

Nel tentativo di frenare la crescente quantità di reati associati all’immigrazione, gli elettori svizzeri nel novembre 2010 hanno  approvato  un referendum per deportare gli stranieri che commettono gravi crimini in Svizzera.

L’UE ha avvertito che il fatto di espellere cittadini UE per qualsiasi motivo costituirebbe una violazione degli obblighi del trattato della Svizzera relativi alla libera circolazione delle persone . Il parlamento svizzero, cercando di evitare rappresaglie economiche, alla fine  approvò  una legge annacquata che mirava a riconciliare la volontà degli elettori svizzeri con gli obblighi della Svizzera in base al diritto comunitario.

Il deputato SVP Adrian Amstutz ha  affermato  che nel suo zelo per compiacere l’UE, la nuova legge sulla deportazione del parlamento svizzero si rivelerebbe priva di valore nella pratica:

“Secondo l’attuazione del parlamento della legge per l’iniziativa di espulsione, i tribunali avrebbero la possibilità di mettere da parte una deportazione – anche nel caso dei reati più gravi – attraverso la clausola di difficoltà. di questa opzione. Di conseguenza, quasi nessun criminale straniero verrebbe espulso “.

Nel febbraio 2014, gli elettori svizzeri hanno  approvato  un referendum per reintrodurre le quote di immigrazione dai paesi dell’UE. I fautori delle quote hanno sostenuto che i lavoratori stranieri stavano abbassando i salari e aumentando la domanda di alloggi, sanità, istruzione e trasporti.

L’UE ha  avvertito  che qualsiasi restrizione all’accesso al mercato del lavoro svizzero violerebbe l’accordo sulla libertà di circolazione delle persone e  minacciato “gravi conseguenze”. Il parlamento svizzero si è di nuovo arreso alle pressioni dell’UE, questa volta superando le restrizioni irrigidite sull’immigrazione.

Un altro punto di infiammabilità nelle relazioni bilaterali riguarda la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Nel novembre 2014, la CEDU ha  proibito alla  Svizzera di inviare i richiedenti asilo afghani in Italia. Sebbene le autorità italiane abbiano accettato di riprenderli, la Corte  europea dei diritti dell’uomo ha  stabilito che fare ciò violerebbe l’articolo 3 della Convenzione europea sui diritti umani (divieto di trattamenti inumani e degradanti) a causa del sovraffollamento e delle cattive condizioni nelle strutture italiane di asilo.

Il leader del SVP Christoph Blocher ha  criticato  la CEDU per aver ignorato il principio di  sussidiarietà , secondo cui le decisioni dovrebbero essere prese, se possibile, a livello locale:

“Non ci fidiamo dei giudici federali per decidere sulle questioni dei diritti umani? Abbiamo inserito questi principi nella nostra Costituzione ben prima della CEDU Il problema con la convenzione è che decide cose molto lontane. non preoccuparmi dei giudici “.

Martin Schubarth, ex giudice federale svizzero, ha  fatto eco a  tali preoccupazioni:

“È inaccettabile che un piccolo gruppo di giudici [CEDU], che in genere non dispongono delle conoscenze specialistiche dell’autorità legislativa [svizzera], gestiscano le questioni in modo antidemocratico invece dell’autorità [svizzera] stessa”.

Nel febbraio 2018, la televisione pubblica svizzera SRF ha  riferito  che la Commissione europea aveva presentato al governo svizzero una “lista di sinistri” di 19 pagine sulle violazioni svizzere del diritto dell’UE.

Le continue dispute della Svizzera con l’UE e la concomitante erosione della sovranità svizzera hanno spinto l’SVP a sponsorizzare il referendum per garantire la precedenza del diritto svizzero.

Lo sponsor dell’iniziativa, il deputato dell’SVP Hans-Ueli Vogt, ha  espresso  sorpresa per l’entità della sconfitta – una rara battuta d’arresto per l’SVP, uno dei partiti anti-UE di maggior successo in Europa – ma ha detto che continuerà a combattere ” strisciante adesione all’UE “.

La misura è stata contrastata da una coalizione di gruppi imprenditoriali svizzeri, che ha  sostenuto in modo convincente  che il referendum era una questione di economia e accesso ai mercati internazionali per il paese dipendente dall’esportazione. “In definitiva, si tratta di mantenere la prosperità in Svizzera e di mantenere le aziende e l’occupazione qui”, ha  detto  Monika Rühl, direttrice del gruppo economico Economiesuisse.

Alcuni giornali svizzeri hanno descritto il risultato del referendum come un “fiasco” e una “battuta d’arresto” per l’SVP. Altri erano più cauti. “L’obiettivo dell’iniziativa era molto legittimo: riguardava la sovranità nazionale e il suo rapporto con il diritto internazionale in un mondo globalizzato”, ha  osservato  La Liberté , un giornale con sede a Friborgo. L’Express di  Ginevra ha  aggiunto :

“L’SVP ha subito una sconfitta perché non è riuscita a mobilitarsi ea convincere oltre la sua base: gli elettori volevano una valutazione pragmatica tra diritto internazionale e diritto nazionale, a seconda della situazione, l’una o l’altra dovrebbe applicarsi. , d’altra parte, non è condiviso dalla maggioranza. “

La Tribune de Genève ha  scritto : “Ciò che gli svizzeri hanno sostenuto questa domenica è un approccio pragmatico, negoziato e frammentario ai nostri interessi nazionali: il voto non è in alcun modo una dichiarazione d’amore a un’Unione europea in crisi”.

Il Partito popolare svizzero ha  affermato  che, nonostante la perdita, il referendum “ha portato un dibattito benvenuto e soffocato sul rapporto tra diritto svizzero e diritto internazionale e l’importanza della democrazia diretta”. L’SVP ha  aggiunto che la sua lotta per l’autodeterminazione svizzera continuerà:

“Innanzi tutto, l’SVP chiede alla Svizzera di non aderire al patto di migrazione delle Nazioni Unite, contando sulle promesse dei rappresentanti degli altri partiti, che per lo meno è presentata al parlamento con l’obiettivo di organizzare un referendum sul la questione, in modo che gli elettori svizzeri possano dire la loro su un patto così ampio.

“In secondo luogo, l’SVP respinge una presentazione unilaterale alle istituzioni dell’UE, mirante a stabilire un collegamento istituzionale della Svizzera con l’apparato UE, con una dinamica acquisizione della UE e, in ultima analisi, la subordinazione della Svizzera alla Corte di giustizia dell’UE. l’adozione dinamica della legislazione dell’UE sarebbe un’altra massiccia erosione della nostra democrazia diretta “.

Economia: Sileoni da’ l’altola’ ai banchieri (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

“Questo Consiglio nazionale servirà a noi della Fabi per ascoltare gli interventi di tutti i nostri delegati nazionali ai quali chiediamo suggerimenti, consigli e indicazioni. Dobbiamo fare quadrato. Ma intanto mando un messaggio chiaro ai banchieri: se si mostreranno irresponsabili, creeremo problemi nelle aziende. Le banche e i bancari hanno ricevuto aiuti pubblici, ma gli stessi delle altre categorie: il settore va difeso anche dalle bugie”. Lunedì 3 dicembre si aprirà a Milano il 124* Consiglio nazionale della Fabi e il segretario generale Lando Maria Sileoni torna a illustrare i temi che saranno affrontati, anche in vista del negoziato per il rinnovo del contratto di lavoro dei bancari, in scadenza a dicembre. 

Domanda. Dall’altra parte del tavolo delle trattative c’è l’Abi. Segretario Sileoni, sta studiando la controparte? 

R. All’interno del comitato di presidenza e del comitato esecutivo di Abi convivono diverse anime. I falchi sono sempre gli stessi e a ogni rinnovo del contratto nazionale alzano la voce. Nelle loro aziende hanno un rapporto col sindacato molto più morbido; quando si ritrovano a Roma negli organismi Abi, assumono una posizione integralista e intransigente. E sinceramente a me incomprensibile. Al primo atteggiamento irresponsabile ci costringeranno a creare problemi nelle loro aziende: questo deve essere chiaro. 

D. Le forze politiche attaccano spesso il settore bancario e qualcuno nella maggioranza sostiene che finora ci sono stati troppi aiuti pubblici. 

R. È una clamorosa fake news, il settore va difeso anche dalle bugie: da 17 anni le banche a colpi di 200 milioni l’anno finanziano la Naspi, l’indennità di disoccupazione, per altre categorie di lavoratori senza aver mai usufruito di alcun ritorno economico. A oggi sono 3,8 miliardi. Il governo Gentiloni per il triennio 2017-2019 ha garantito al nostro ammortizzatore sociale, il Fondo esuberi, 547 milioni per gestire 20 mila prepensionamenti. Di questi 547 milioni, 40 sono andati al credito cooperativo e un’altra somma piuttosto consistente sarà usata da Ferrovie per i prepensionamenti. Inoltre lo Stato è giustamente intervenuto per finanziare la cassintegrazione ordinaria e straordinaria oltre che la mobilità lunga, è intervenuto per gli esuberi di Ilva, Alitalia e altre situazioni di crisi. Affermare pubblicamente, come ha fatto recentemente qualche politico, che solo i bancari hanno ricevuto finanziamenti dallo Stato per i loro esuberi è una balla colossale. 

D. Non c’è solo il contratto Abi, che riguarda quasi 300 mila lavoratori, ma anche quello di 37 mila addetti delle bcc. 

R. Con la riforma si è avviata una metamorfosi industriale del credito cooperativo che impone relazioni industriali innovative adeguate ai nuovi modelli organizzativi. La nascita delle holding potrebbe portare ad alcuni esuberi. Vedremo di che si tratta dai piani industriali e in ogni caso le situazioni andranno verificate gruppo per gruppo. Col nuovo contratto, che dovrà essere condiviso e sostenibile, dobbiamo dare risposte concrete nell’immediato, ma accompagnati da aumenti retributivi. Ciò che oggi manca alle organizzazioni sindacali è un’analisi generale di controparte sulle dinamiche attuali e future del sistema, progetti industriali da cui sia possibile determinare con efficacia tutti gli strumenti utili alla definizione di un percorso di rinnovo contrattuale sostenibile, credibile e lungimirante. 

D. Nelle trattative potrebbe essere centrale il fintech, che corre il rischio di erodere l’occupazione nel settore bancario. 

R. Il fintech è un falso problema. Anzi, se affrontato in maniera intelligente può far nascere altre attività e altri mestieri, con un aumento dell’occupazione. Quindi non toglie, ma aggiunge. Tuttavia registro una confusione di fondo enorme tra chi gestisce le banche. Secondo noi, i banchieri vogliono applicare il fintech per velocizzare certi servizi, ma non vogliono utilizzare le nuove tecnologie perché preferiscono mantenere potere contrattuale nell’erogazione del credito. 

D. Altra questione-chiave è quella delle pressioni commerciali: allo sportello si vende di tutto . 

R. Un risultato lo avevamo raggiunto: a febbraio 2017 abbiamo sottoscritto con l’Abi del presidente Patuelli un accordo per affrontare e risolvere la questione. Il problema è nei gruppi che ignorano quell’accordo. Il 12 dicembre è previsto un incontro proprio con l’Abi che deve dirci chiaramente se è in grado di farsi rispettare o se quell’accordo è carta straccia. I banchieri lo sanno: deve finire l’obbligo per i dipendenti di vendere prodotti finanziari rischiosi, come le azioni o certe obbligazioni. E deve migliorare l’educazione finanziaria, che va fatta soprattutto nelle scuole. 

D. C’è chi ha proposto la mobilitazione del settore in caso di mancata applicazione dell’accordo. Che ne pensa? 

R. Siamo pronti a tutto. Ritengo però che Patuelli sia stato il miglior presidente della storia dell’Abi per alcuni motivi fondamentali. Per la sua spiccata sensibilità sociale, per aver reso finalmente indipendente l’Associazione da politica e burocrazia, per aver garantito stabilità al settore. E poi perché si è battuto con proposte intelligenti e autorevoli sia a Bruxelles, quando ha detto che all’Italia serve un commissario economico, sia a Roma, quando ha suggerito di rendere noti i nomi dei peggiori pagatori delle banche. 

red 

 

(END) Dow Jones Newswires

November 30, 2018 02:40 ET (07:40 GMT)

Reddito cittadinanza: spunta ipotesi importo medio 500 euro (Sole)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Cinquecento euro. È questo, scrive Il Sole 24 ore, l’importo medio mensile di reddito e pensione di cittadinanza stimato dai consulenti del ministero del Lavoro. Una cifra che tuttavia è destinata a fare i conti con il fondo in manovra: 9 miliardi totali, di cui 7,1 per il reddito, uno per le pensioni e uno perla riforma dei centri per l’impiego. Si tratta dunque di capire come l’importo medio sia conciliabile con la platea potenziale calcolata finora in 5 milioni di persone. A maggior ragione se si detraggono i 2,25 miliardi di potenziale risparmio determinato dalla partenza dell’assegno dal 1* aprile. 

Il ministero guidato da Luigi Di Maio assicura comunque di aver trasmesso all’Economia la prima bozza del decreto legge dedicato: circa venti articoli, sui quali i tecnici della Ragioneria generale dovranno dire la loro. Tra le novità dell’ultim’ora c’è la previsione di sei mensilità, sotto forma di sgravio, alle imprese che assumono non solo donne, ma anche disoccupati di lungo periodo (oltre i 24 mesi). 

Confermate le tre mensilità per tutte le altre assunzioni di beneficiari e le 100 ore di formazione gratis. Resta la griglia dei requisiti base per l’accesso (Isee fino a 9.360 euro) e dei criteri per l’integrazione al reddito fino al tetto di 9.360 euro annui: fino a 30mila euro di capitale immobiliare oltre alla prima casa, patrimonio mobiliare entro i 10mila euro per famiglie con più figli. 

Maggiorato, anche questa è una novità, di 5mila euro per i disabili. La quota affitto di 300 euro va aggiunta, nel limite di 780 euro per un single, o tolta, se la casa è di proprietà. I coefficienti per stabilire di quanto cresce l’assegno in base al numero dei componenti del nucleo familiare sono fissati a 0,2 in più per ogni adulto e 0,4 in più per ogni minore. Nell’ipotesi estrema di una famiglia di due disoccupati in affitto con quattro figli l’assegno arriverebbe alla cifra record di 18mila euro annui. 

vs 

 

(END) Dow Jones Newswires

November 30, 2018 02:24 ET (07:24 GMT)