Il bluff della canapa light in 5 minuti diventa droga

Andrea Bertagni Caffe.ch 11.11.18

Bastano un kit in vendita nei canapai e pochi passaggi
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Si compra, si trasforma e si fuma. Sballandosi. Perché di light non ha più niente. È la cannabis regolarmente venduta nei canapai ticinesi. Con un tenore di Thc, o meglio di tetraidrocannabinolo (il principio attivo), inferiore all’1%, il cui consumo è consentito. Fino a quando non supera il valore autorizzato. Perché dopo diventa erba stupefacente. Ed è quello che succede trasformandola. Come? Con un kit messo in vendita negli stessi canapai. 
Bastano una bustina di erba, un estrattore e una bomboletta di gas butano. Estrattore e bomboletta sono negli scaffali, accanto alla cannabis. Si chiede, si ottiene, si paga. E il gioco è fatto. Anche perché non c’è niente di illegale. Fino a quando non si trasforma la marijuana, beninteso. Tanto che dopo, i valori di Thc inferiori all’1% dichiarati sulla confezione, salgono vertiginosamente, rendendo di fatto la cannabis legale una droga. 
Le analisi compiute dal laboratorio Tibio di Comano sul campione ottenuto dal Caffè con la canapa light mostrano un valore di Thc del 6.69% con un margine d’errore del 20%. Il che significa che il valore di Thc misurato oscilla tra il 5.35 e l’8%. 
Un segreto di pulcinella custodito fino a oggi gelosamente dai consumatori. Che sul mercato legale hanno a disposizione tutti gli strumenti per la trasformazione. Senza andare troppo lontano, dato che sono venduti, come detto, dai canapai. Che si prodigano, dispensando consigli e istruzioni. Da bravi venditori. 
Tanto più che non servono chissà quanti soldi. Un estrattore economico può costare anche solo 20 franchi. Una bottiglietta di butano ancora meno: 5 franchi. È però vero che ci sono estrattori molto meno a buon mercato, dove la spesa può arrivare a 200 franchi. Tanto dipende da quanta sostanza si vuole “lavorare”. 
Per alcune decine di grammi di canapa basta anche un piccolo estrattore. Tascabile. Che non è altro che un tubo di plastica forato su entrambi i lati. 
La metamorfosi è di una semplicità disarmante. Non servono capacità o competenze particolari. Anche perché esistono vari esempi su Internet. Con decine di video esplicativi. 
L’operazione dura al massimo cinque minuti. Il composto resinoso che si ottiene dall’erba può essere mescolato al tabacco e fumato. Come una “canna”. Perché non è più light. Ma strong. Con valori di Thc ben superiori al limite consentito dalla legge. 
I quantitativi di sostanza stupefacente ottenuti con la trasformazione sono molto più bassi rispetto a quanto si è lavorato. Detto altrimenti, dal punto di vista economico l’operazione non rende. Ecco perché chi consuma abitualmente marijuana preferisce rifornirsi sul mercato nero che comprare il kit di trasformazione nei negozi. A differenza dell’originale, il prodotto che si ottiene è però “drogante”. E quindi fuorilegge.
La questione però non cambia. Oggi in Ticino è possibile comprare tre prodotti legali (estrattore, gas butano e canapa light), “mescolarli” tra loro e generare un quarto che di legale ha ben poco. 
In Italia, dove l’erba a bassissimo contenuto di Thc è venduta come in Svizzera, la metamorfosi illegale dalla cannabis leggera non è passata inosservata. Tanto che qualcuno ha parlato di bluff. Come il medico Giovanni Serpelloni, già a capo del Dipartimento politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri dal 2008 al 2014. Che ha coordinato la sperimentazione negli Istituti di medicina legale delle università di Verona, Parma e Ferrara. Dopo avere acquistato foglie e infiorescenze, Serpelloni e i tecnici sono passati alla prova pratica, scoprendo che è sufficiente “lavorare” dai 20 ai 30 grammi di prodotto legale per ottenere il quantitativo sufficiente a produrre una “dose drogante”. 
In Svizzera e in Ticino nessuno si è ancora occupato dei derivati stupefacenti della cannabis light. 
Per il momento nel nostro cantone si assiste alla trasformazione delle superfici agricole, normalmente destinate a pomodori e zucchine, a coltivazioni di piantine di canapa. Attualmente sono circa una trentina le piantagioni sparse sul territorio cantonale, soprattutto sul Piano di Magadino. Piantagioni che in molti contestano per gli odori sprigionati dalle piante. Anche perché in alcuni casi sono a ridosso di scuole o abitazioni. Decine di migliaia di metri quadri e serre votate al nuovo oro. Di colore verde.

abertagni@caffe.ch