B.Carige: banche verso l’adesione al piano (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

La situazione di Carige rischiava di peggiorare in modo significativo per la chiusura dei mercati del debito (legata all’aumento dello spread) in una fase in cui la banca aveva necessità di emettere un bond per rispettare i requisiti minimi fissati dalla Bce. 

Una crisi, scrive MF, sarebbe costata al settore italiano fino a 9,4 miliardi soltanto in termini di rimborso dei depositi protetti, cioè quelli sotto 100 mila euro. Un intervento lampo messo a punto nel fine settimana, con la regia del Mef e della Banca d’Italia, ha messo di nuovo in sicurezza l’istituto. Ci sono ancora due condizioni da rispettare perché la manovra dello Schema Volontario del Fitd (Fondo interbancario di tutela dei depositi) sia definitivamente varata, ma c’è ottimismo sul fatto che entrambe possano essere rispettate il 30 novembre nell’assemblea delle banche aderenti allo Schema Volontario: è necessario il voto favorevole il almeno il 50% di istituti consorziati al Fitd, che rappresentino almeno il 90% dei depositi protetti. 

Secondo i dati a fine 2017, aderiscono allo Schema presieduto da Salvatore Maccarone 146 banche, che costituiscono il 96% dei depositi protetti e l’84% delle banche consorziate al Fitd (tra le maggiori non ci sono Credem e Banco di Desio). Il braccio volontario ha di proposito uno statuto che richiede ampie maggioranze per far partire gli interventi. Nel mondo bancario si ritiene però che le soglie previste saranno raggiunte: in questa direzione va anche l’ok di ieri del consiglio di gestione dello Schema Volontario, composto dai rappresentanti delle principali banche. Alla fine dovrebbe prevalere la convenienza degli istituti per il minor onere, nonostante le banche sane siano sempre più irritate per le perdite dovute a difficoltà altrui. L’assemblea dello Schema è stata fissata a fine novembre per dar tempo di ottenere le autorizzazioni nei consigli. La sottoscrizione del bond per 320 milioni sarà il tampone che consentirà a Carige di rispettare il requisito Bce: così sarà tolto un rischio per la stabilità del settore. Mincione dovrebbe mettere altri 20 milioni per il subordinato, mentre al momento non c’è un impegno sul bond della famiglia Malacalza, che però con ogni probabilità parteciperà all’aumento di capitale. 

red/lab 

 

(END) Dow Jones Newswires

November 13, 2018 02:09 ET (07:09 GMT)