Carige, dopo il piano di salvataggio il titolo non riesce a fare prezzo in Borsa. Calo teorico del 48%

il secolo XIX.it 13.11.18

Toti: «Sono sicuro che Carige ce la farà»

Il presidente della Regione Toti parla di Carige dopo la mattinata in Borsa: «Che non viva un momento non facile è noto a tutti ma siamo certi che Carige ce la possa fare e ce la farà»

Genova – Non c’è pace per Carige: l’istituto ligure, che ieri ha annunciato i conti dei nove mesi, chiusi con quasi 190 milioni di rosso dopo rettifiche sui crediti per oltre 200 milioni, e un rafforzamento patrimoniale da 400 milioni, oggi ha di fatto dimezzato la propria capitalizzazione. Se fino a venerdì scorso la banca valeva poco più di 200 milioni a Piazza Affari, il titolo per tutta la giornata odierna non è riuscito a fare prezzo e ha chiuso con un tonfo del 48,6%,portando la capitalizzazione a poco più di 100 milioni. Appena lo scorso anno Carige aveva realizzato un aumento di capitale da circa 400 milioni, di cui di fatto ha già bruciato il 75%, con una perdita borsistica che in un anno ha raggiunto l’88%. 
Il cda della banca, che emetterà prossimamente un bond subordinato su cui si aprirà il paracadute dello Schema volontario del Fondo interbancario di tutela depositi in attesa dell’aumento vero e proprio, si riunirà giovedì: fra le delibere sul tavolo anche quella dell’accorpamento delle azioni, con un rapporto che verosimilmente sarà di 1000 a 1: il titolo Carige oggi vale 0,0019 euro e passerà così a 1,9 euro per azione. Da domani 14 novembre e fino a un successivo provvedimento, per decisione di Borsa Italiana, sulle azioni ordinarie non sarà consentita l’immissione di ordini senza limite di prezzo.

Toti: «Sicuri che la banca ce la farà» 
«Che Carige viva un momento non facile è noto a tutti, che Carige ce la possa fare e ce la farà, ne siamo ampiamente convinti. Siamo sicuri che la fiducia dei liguri nella banca non manca e non mancherà». Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti a margine del salone `OrientaMenti´.«Siamo fiduciosi che gli azionisti di controllo e il nuovo management sappiano trovare accordi larghi per rilanciare una banca fondamentale per il nostro territorio, – dichiara Toti -. Troppo spesso parliamo del credito per la lontananza dei grandi istituti dal mondo delle piccole e medie imprese, banche della dimensione e del radicamento di Carige sono fondamentali per il nostro sistema Paese, come le landerbank salvate con maggiore lungimiranza dagli amici d’ Oltralpe. Noi tifiamo Carige, noi tifiamo sulla ragionevolezza, la capacità e la buona volontà del management di saper trovare accordi che superino anche gli scontri avvenuti nell’ultima assemblea dei soci, per mettere insieme tutti gli azionisti e il sostegno di una grande e generosa Regione per dare ai liguri una banca di cui possano fidarsi». 

Bonomi (Assolombarda): «Salvataggio per evitare l’effetto domino» 
La vicenda di Carige «preoccupa assolutamente. È un salvataggio che va fatto per non avere un effetto domino nel sistema». Lo dice, a margine degli Stati Generali del Credito, il presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi che aggiunge: «salvataggio si, nazionalizzazione no». 

Patuelli (Abi): «Speriamo nell’aumento di capitale» 
Su Carige l’auspicio è che ci sia «successo pieno» per l’aumento di capitale, anche per avere in pochi mesi il rimborso del prestito dello Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. A dirlo il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, parlando in Assolombarda. «È una mattina complessa, perché questa volta abbiamo avuto tra capo e collo la necessità di prevenire una crisi, con un intervento del Ramo Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che questa volta parte non a fondo perduto. È un prestito subordinato che confidiamo vivamente possa essere in pochi mesi rimborsato integralmente alle banche che lo sottoscriveranno a seguito del successo pieno che ci auguriamo per l’aumento di capitale deciso e aperto al pubblico per Carige», ha detto.

Boccia (Confindustria): «Non vedo un effetto contagio» 
Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, non teme un «effetto contagio» dopo il bond emesso da Carige nell’ambito del piano di rafforzamento. «Evitiamo generalizzazioni, valutiamo le singole operazioni per quello che sono», sottolinea intervenendo agli Stati Generali del Credito. «Evitiamo generalizzazioni categoriali che non servono a nessuno. Le banche in questo paese hanno usato pochissimo, anzi nulla, rispetto ad altri paesi il Fondo per il salvataggio», evidenzia Boccia invitando a stare «molto attenti perché l’incremento dello spread e l’attacco alle banche può comportare un elemento di credit crunch che poi arriva a dare problema all’ economia reale».