Ecco come Intesa Sanpaolo e Unicredit salveranno Carige

startmag.it 13.11.18

Tutti i dettagli su come Intesa Sanpaolo e Unicredit attraverso il Fondo interbancario salveranno Banca Carige. 

Paracadute sistemico, privato, per Banca Carige.

COME SI MUOVERANNO INTESA SANPAOLO E UNICREDIT PER CARIGE

A Carige sarà garantito l’afflusso di quei capitali necessari alla sua sopravvivenza che la banca non è in grado di reperire da sola sul mercato. In azione ci sarà il Fondo interbancario alimentato grazie alle risorse delle grandi banche come Intesa Sanpaolo e Unicredit. Non ancora chiara, invece, la posizione di Banco Bpm e Ubi Banca.

ECCO QUANTO SBORSERANNO INTESA SANPAOLO E UNICREDIT

Se l’esborso finale sarà il massimo previsto, Intesa Sanpaolo (che vale circa il 23% delle masse protette) dovrebbe sottoscrivere pro-quota circa 70 milioni del bond, UniCredit (18%) circa 58.

CHE COSA PREVEDE IL PIANO DI BANCA CARIGE

La manovra messa a punto dall’amministratore delegato Fabio Innocenzi e dal presidente Pietro Modiano – che si discosta rispetto a quella annunciata prima e dopo l’ultima assemblea – prevede un rafforzamento di 400 milioni, il doppio di quello di cui si è discusso nei mesi scorsi, in cui la parte del leone la fara’ lo Schema Volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd).

PERCHE’ I COSTI DI CARIGE SONO LIEVITATI

A far lievitare i costi dell’intervento sono stati gli esiti di una ispezione della Bce sul portafoglio crediti. Carige ha risposto con 219 milioni di ulteriori rettifiche che hanno portato i conti dei primi nove mesi in rosso per 190 milioni.

TUTTI I DETTAGLI SUL PIANO DI MODIANO E INNOCENZI

Il piano di Carige, seguito passo passo da Bankitalia e dal governo, prevede un bond subordinato da 320 milioni che verra’ sottoscritto dallo Schema Volontario. L’emissione salirà a 400 milioni se i grandi soci sottoscriveranno una ulteriore tranche da 80 milioni a loro destinata.

DOSSIER BOND

Carige estinguerà il bond all’inizio del 2019 con un aumento da 400 milioni, su cui l’assemblea voterà il 21 dicembre. In caso di inoptato sarà il Fidt a sottoscrivere le azioni convertendo il bond.

LA CONVERSIONE

La conversione è invece prevista in automatico per la tranche ai soci. All’esito della manovra Carige tornerà pienamente in linea con i requisiti chiesti dalla Bce (cet1 al 13,5% e tcr al 13,6%).

LA TEMPISTICA

Da domani, 14 novembre, inizierà il sondaggio tra le banche aderenti che dovranno dare il loro avvallo in occasione dell’assemblea fissata per il 30 novembre.

I TERMINI

Per passare, la proposta dovrà essere autorizzata dal 50% degli aderenti allo schema volontario, mentre servirà l’ok del 90% del capitale rappresentato.

CHE COSA HANNO DECISO INTESA SANPAOLO E UNICREDIT

Intesa Sanpaolo ha già fatto sapere di essere della partita («Non faremo mancare il nostro sostegno», ha detto ieri il ceo Carlo Messina), stessa disponibilità è arrivata anche da parte di UniCredit guidata da Jean-Pierre Mustier.

LE POSIZIONI DI BANCO BPM E UBI BANCA

“Qualche dubbio invece in casa Banco Bpm, da cui arriva un “no comment”, così nessun commento giunge da Ubi, mentre Mps deve valutare l’opportunità anche alla luce degli impegni presi con l’Europa in termini di investimenti su altri soggetti”, ha scritto oggi il Sole 24 Ore.

CHE COSA DICONO BPER E CREVAL

Per il ceo di Bper, Alessandro Vandelli, “sarebbe bello che tutti facessero la loro parte” mentre più cauto è l’ad di Creval, Mauro Selvetti, che dice “valuteremo”. Il comitato di gestione del Fitd, che ha accolto la richiesta di intervento, ha convocato per il 30 novembre l’assemblea che dovrà approvarla.

CHE COSA SI DICE TRA LE BANCHE

Fuori dai giochi si chiama invece Credem, che già non aveva partecipato al round per il salvataggio delle tre Casse. Se l’esborso finale sarà il massimo previsto, Intesa Sanpaolo (che vale circa il 23% delle masse protette) dovrebbe sottoscrivere pro-quota circa 70 milioni del bond, UniCredit (18%) circa 58.

CHE COSA NON FARA’ MALACALZA

Salta un giro il primo azionista Malacalza Investimenti, nonostante l’impegno a sostenere la banca espresso recentemente. “Di fronte alle scadenze che davamo all’investitore ha detto ‘per favore no’. Ma senza che questo corrisponda a un disimpegno”, ha spiegato Modiano. “Siamo contenti dell’azione di risanamento” e “ci auguriamo che la banca si concentri sul supporto al territorio” ha detto Mattia Malcalza, la cui famiglia ha investito oltre 400 milioni in Carige, la gran parte dei quali ‘evaporati’ in Borsa.

LA POSIZIONE DI MINCIONE

Dovrebbe invece esserci il finanziere Raffaele Mincione, il cui “impegno irrevocabile” è però condizionato a una “adeguata remunerazione” del bond mentre non si è impegnato l’altro socio forte, Gabriele Volpi.

LE PAROLE DI MODIANO E INNOCENZI

“Abbiamo una banca pulita” ha assicurato Modiano, mentre Innocenzi ha parlato di “giornata importante” per Carige, messa “in sicurezza” con “un’operazione più ampia di quella ipotizzata inizialmente” per dare “un segnale forte” al mercato. “Piena soddisfazione” anche dal governo.

Lo scudo del Fitd “garantisce il rispetto dei requisiti patrimoniali, pone le condizioni per il rapido completamento del previsto aumento di capitale e assicura al nuovo management le condizioni per idonee strategie industriali, inclusa la valutazione di possibili aggregazioni” ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.