COSÌ DICEVA PIERFRANCESCO SAVIOTTI NELL ANNO 2014 – “Banco Popolare: Saviotti, esposto a Consob contro Morgan Stanley”

Liberoquotidiano.it 6.1.14

Roma, 8 lug. (AdnKronos) – “Che in un momento di turbolenza come quello attuale, in un mercato che è soggetto ad una volatilità enorme, esca una casa importante come Morgan Stanley dicendo le stupidaggini che hanno detto creando il danno che hanno creato ci ha imposto una legittima difesa. Noi ci siamo rivolti ai nostri legali e abbiamo chiesto di fare un esposto alla Consob che sarà presentato tra oggi e lunedì”. Ad affermarlo, a margine dell’Assemblea dell’Abi, è l’ad di Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti in merito al report della banca d’affari.

“E’ inimmaginabile che qualcuno in un momento come questo -sottolinea Saviotti- possa scrive le cose che hanno scritto loro. Oltretutto anche se fossero vere non si dovrebbero scrivere. Sono interventi che sono configurabili al mio modesto parere come aggiotaggio”.

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COSÌ SUCCEDE OGGI IN BANCO BPM – ” Morgan Stanley irrompe in Banco BPM, partecipazione potenziale del 7,5%

finanzaonline.com 9.11.18

New entry di spicco nel capitale di Banco BPM. La banca statunitense Morgan Stanley risulta detenere una partecipazione potenziale, detenuta indirettamente, pari al 7,557%. La novità emerge dalle comunicazioni  Consob sulle partecipazioni rilevanti. Morgan Stanley detiene lo 0,169% come diritti di voto legati ad azioni e il 6,707% come partecipazione potenziale.

Operazione datata 1 novembre

La partecipazione detenuta tramite le società controllate Morgan Stanley & Co. International Plc, Morgan Stanley & Co. Llc. e Morgan Stanley Smith Barney LLC. Tale quota è rappresentata da azioni oggetto di contratti di prestito titoli con possibilità di rientro non prestabilita a discrezione del prestatore, che non prevedono data di scadenza. Lo 0,516% è invece rappresentato da posizioni lunghe con regolamento fisico in contanti o azioni; di quest’ultima quota lo 0,165% sono contratti di “opzione put” esercitabili il 21/12/2018, mentre il restante 0.515% sono contratti di “opzione put” esercitabili il 21/06/2019.

Il tal modo Morgan Stanley risulta virtualmente il maggior azionista della banca sopravanzando Invesco che detiene poco più del 5%.

Il titolo Banco Bpm , che nel corso della seduta era arrivato a cedere oltre il 4%, ha recuperato sul finale e ha chiuso in calo dello 0,83% a 1,8296 euro. Da inizio anno il titolo dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna risulta tra i peggiori dell’intero Ftse Mib con un calo nell’ordine del 32%. 

Istituto impegnato in processo derisking

Banco BPM ha archiviato i primi 9 mesi dell’anno con un utile netto di 525 milioni di euro frutto anche della plusvalenze per 313,6 milioni frutto della cessione delle attività di banca depositaria e di Anima nel corso del primo semestre. Nel terzo trimestre l’utile si è attestato a 172 milioni di euro, 5% sopra le stime di consensus.

La banca guidata da Giuseppe Castagna sta accelerando sul piano di derisking. In tal senso è stato avviato il progetto “ACE” individuando alcune potenziali controparti (rappresentate dalla cordata DoBank, Fortress e Spaxs, da quella costituita da Credito Fondiario ed Elliot e da quella costituita da Christofferson Robb & Company Davidson Kempner e Prelios) che stanno completando le proprie attività di due diligence sui portafogli dei crediti deteriorati. La Banca valuterà le offerte che le suddette controparti presenteranno, con l’obiettivo di realizzare una significativa cessione per un importo superiore a € 3,5 miliardi e fino ad un massimo di € 8,6 miliardi;contestualmente si valuterà anche l’eventuale inclusione della piattaforma di servicing.

Nei primi 9 mesi dell’anno l’ammontare dei NPL è sceso di 6,9 miliardi con calo degli stock esistenti di 11,5 mld dalla data di efficacia della fusione tra Banco Popolare e Bpm. I crediti deteriorati netti sono scesi di € 3,9 miliardi rispetto a fine 2017, con un’incidenza sul totale degli impieghi in flessione dal 12,1% (fine 2017) all’8,5%.

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Banco Bpm, Saviotti presidente del comitato esecutivo

Il Consiglio di Amministrazione del neonato Banco Bpm si è riunito ieri per deliberare, fra l’altro, in merito alla composizione dei comitati previsti dallo Statuto sociale. Le nomine più attese erano senz’altro quelle di Pier Francesco Saviotti e di Giuseppe Castagna, che sono diventati rispettivamente presidente e vicepresidente del comitato Esecutivo. 

Di seguito pubblichiamo l’elenco completo dei nuovi comitati diffuso con una nota dall’istituto di credito.

Comitato Esecutivo: Pier Francesco Saviotti (Presidente), Giuseppe Castagna (Vice Presidente), Mauro Paoloni, Guido Castellotti, Maurizio Comoli e Piero Lonardi.

Comitato Controllo Interno e Rischi: Mario Anolli (Presidente), Costanza Torricelli (Vice Presidente), Carlo Frascarolo e Rita Laura D’Ecclesia.

Comitato Nomine: Carlo Frascarolo (Presidente), Giulio Pedrollo (Vice Presidente), Michele Cerqua e Cristina Galeotti.

Comitato Remunerazioni: Fabio Ravanelli (Presidente), Emanuela Soffientini (Vice Presidente), Paola Galbiati e Cristina Zucchetti. 

Comitato Parti Correlate: Cristina Zucchetti (Presidente), Mario Anolli (Vice Presidente), Marisa Golo e Costanza Torricelli.

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Fallimento Coppola Saviotti è indagato

Repubblica.it 2017-10-7

MILANO.

Pier Francesco Saviotti, nella sua qualità di ex amministratore delegato del Banco Popolare, è stato sottoposto a indagini nell’ambito del fallimento di Porta Vittoria. Sull’area milanese, che un tempo era controllata dall’immobiliarista Danilo Coppola, entro fine ottobre potrebbe partire l’asta fallimentare. Ma già da qualche mese Saviotti, nella sua funzione precedente di numero uno della banca, è stato indagato con l’ipotesi di aver contribuito al fallimento di Porta Vittoria mediante azioni dolose, in concorso con altri soggetti. Alla base delle indagini della Procura di Milano potrebbe esserci proprio una denuncia di Coppola, ma il passaggio non è chiaro; di sicuro nei mesi scorsi l’immobiliarista aveva gridato al complotto per essere stato espropriato dei suoi beni. Su Porta Vittoria, gravata da debiti per circa 400 milioni, un paio di anni fa era stato proprio il Banco Popolare a chiedere il fallimento. E da allora tra il principale finanziatore del gruppo Coppola e l’ultimo dei furbetti del quartierino erano cominciate a volare le carte bollate e le accuse. Ora il Banco si trova a doversi difendere dalla tesi di aver svolto un’attività di direzione e coordinamento su Porta Vittoria Spa, dopo il finanziamento per circa 210 milioni erogato intorno al 2010; l’avrebbe quindi portata al fallimento, abusando della sua posizione di forza.

La vicenda – Saviotti è già stato sentito dai magistrati, ma non ha ricevuto alcun avviso di garanzia – ha già avuto uno strascico sul Banco Bpm (la nuova banca in cui è confluito Banco Popolare), in cui Saviotti è consigliere e presidente del comitato esecutivo. Nell’ultima semestrale infatti si legge che proprio in base all’ipotesi di attività di direzione e coordinamento, i crediti vantati dalla banca nei confronti di Porta Vittoria (saliti a 219,5 milioni) sono stati retrocessi dai commissari liquidatori tra i crediti chirografari. In coda insomma ai creditori privilegiati, nonostante su quell’esposizione ci sia una garanzia ipotecaria. La banca ha impugnato lo stato passivo, ora sarà il Tribunale a stabilire se ha ragione il Banco o il giudice delegato Amina Simonetti, che ha accolto la richiesta dei curatori di Porta Vittoria di postergare il credito di Banco Bpm (circa la metà dell’intera esposizione debitoria della società fallita).

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Pier Francesco Saviotti è stato ad del Banco Popolare

Vittoria Puledda

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O PRIMA O POI I NODI ARRIVANO AL PETTINE !