Ray Dalio sull’economia mondiale chiama lo short

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«Ahò, divertiamoci che è sabato!» Non so se si dice ancora così, ma ai bei tempi questo era il mantra di noi cioffani a fine settimana.

Bene, allora visto che è sabato e che siamo tra “cioffani”, propongo l’analisi di Ray Dalio, il fondatore di Bridgewater Associates, che, per chi ancora non lo sapesse, è la più grande azienda di hedge fund del mondo.

DIVERTIAMOCI!

Su micidial le analisi di Ray Dalio non sono mai mancate – abbiamo persino dedicato un’intera serie al suo velebre video sul funzionamento della macchina economica – e spesso le sintesi che abbiamo proposto sono state copiancollate da altri e più blasonati siti (ovviamente senza chiedercelo). Meglio così, vuol dire che abbiamo individuato il trader più credibile sul mercato mondiale.

Giovedì scorso, il magnate americano ha avvertito gli investitori che il prossimo mercato ribassista potrebbe essere molto doloroso dal momento che la gran parte degli investitori retail non è preparato a questa evenienza.

“Il mondo finanziario in generale sta tirando la carretta da molto tempo”, ha detto Dalio in una discussione al Greenwich Economic Forum nel Connecticut. “Quando c’è una recessione, non penso che ci sia molto da proteggere per gli investitori”.

Dalio non ha individuato i tempi di una brusca flessione o l’inizio di un mercato ribassista, ma ha aggiunto: 

“Ogni investitore dovrebbe avere un mix di asset strategico, ovvero dovrebbe aver costruito un  portafoglio neutrale in un periodo complessivo, e poi capire in esso qual è l’elemento che farà vincere o perdere, e ciò vale in particolare quando arriverà il prossimo mercato orso”.

Le azioni di Borsa si trovano nel mercato rialzista più lungo dalla seconda guerra mondiale.  Considerando il punto più basso della crisi finanziaria, l’indice S&P500 è più che triplicato. Il balzo del mercato in quel periodo è stato favorito dai tassi di interesse storicamente più bassi della Federal Reserve.

Questi bassi tassi hanno creato l’incentivo “a prendere in prestito denaro e comprare azioni”, ha detto Dalio. “Questo è ciò che ha fatto salire il mercato”.

Tuttavia, la Fed è attualmente in procinto di aumentare i tassi. La banca centrale ha aumentato i tassi tre volte quest’anno e si prevede un’escursione di nuovo a dicembre.

I commenti di Dalio arrivano proprio nel momento in cui aumenta la volatilità nel mercato azionario statunitense. L’S&P500 è caduto in una correzione in ottobre, prima di rimbalzare. Le recenti forti scosse giungono quando gli investitori si preoccupano dei più alti tassi di interesse e del commercio globale, nonché di un possibile rallentamento dell’economia globale.

“Devi differenziare – dice Dalio nella sau analisi –  senza che molta beta sia integrata nel portafoglio. Quella sarà l’occasione per distinguere coloro che sono stati in grado di estrarre alfa e quelli che non lo sono stati.”

Semplificando, secondo il gestore americano, dobbiamo verificare quali e quanti titoli abbiamo in portafoglio che si muovono in modo simile al mercato (beta è un valore in finanza che rappresenta il comportamento di un titolo o di un portafoglio in relazione alla volatilità del suo indice ai riferimento o in parole più semplici, la variazione di un titolo rispetto alla variazione del mercato. Per definizione il mercato ha un Beta pari a 1. Gli etf, ad esempio, seguono l’andamento del mercato con beta pari a 1 (semplifico, mi perdoneranno gli addetti ai lavori).

Secondo Dalio, in questa fase è necessario alleggerire le proprie posizioni su titoli finanziari che replicano o tendono a replicare gli indici mondiali  e valorizzare invece quegli investimenti, o prodotti finanziari che storicamente esprimono attitudine a cambiare di valore indipendentemente dall’andamento del mercato generale.

Ma qui ora non ci interessa esaltare o deprimere le nostre capacità di individuare gli “alfa” ed i “beta”. Ray Dalio con questa analisi mostra di essere pessimista sull’andamento delle borse. Ed è uno che non solo se ne intende, ma che addirittura condiziona il mercato, dato il grande peso dei suoi fondi speculativi.