Mario Draghi non è più il capo politico ufficioso dell’Italia che detta legge alle istituzioni italiane

Clairemont Ferrand silenziefalsita.it 19.11.18

draghi

Mario Draghi è abituato ad andare nei panfili, nelle dimore lussuose. 

Purtroppo per l’Italia, discusse delle privatizzazioni italiane incipienti nel panfilo Britannia e lì prese accordi che pesarono sul futuro dell’Italia e che segnarono l’inizio del nostro impoverimento. 

Le nostre migliori aziende nazionali, i nostri gioielli più pregiati andarono in pasto a orde di lupi famelici che le divorarono e ne fecero brandelli. Il capitolo delle privatizzazioni delle migliori aziende italiane è un fatto gravissimo che grida vendetta. 

Su questo sì, che il parlamento dovrebbe promuovere la creazione di una commissione di inchiesta che faccia luce completa su uno dei peggiori misfatti della storia italiana.

Solo per citarne una che in questi giorni è sotto l’occhio del ciclone, la TIM, quando era ancora proprietà dello Stato era la terza compagnia telefonica più grande del mondo. Ora francesi e americani si stanno facendo la guerra per spartirsi gli ultimi brandelli rimasti dell’azienda. 

A noi è consentito solo assistere da spettatori impotenti a una guerra tra stranieri sul suolo italiano per spartirsi quello che resta di un enorme patrimonio nazionale.

Dov’era Draghi quando succedeva questo misfatto? Era fuori dell’Italia? No, è stato protagonista della cosiddetta stagione delle privatizzazioni.

Lui, definito dai media del regime ‘protettore e scudo dell’Italia’.

Un bel protettore abbiamo avuto a Francoforte. Uno che imponeva per lettera pubblica al Presidente della Repubblica Italiana, al Governo italiano e al Parlamento italiano il contenuto delle leggi da approvare ed entro quando approvarle.

Ma non è stato così assertivo, o almeno un tantino previdente nell’evitare il disastro del Monte dei Paschi di Siena costato ai cittadini italiani oltre 20 miliardi di euro: il doppio delle somme previste per Reddito di Cittadinanza e innalzamento delle pensioni minime, oggi a 600 euro al mese, tanto quanto Draghi spende per una sola cena.

Ma con quale faccia tosta osa opporsi a queste misure indispensabili per alleviare il disagio dei più disagiati del nostro popolo, del suo popolo?

Si dia pace però Mario Draghi! Lui che ha studiato con profitto dai Gesuiti, accolga uno degli insegnamenti più noti del fondatore dei Gesuiti, lo spagnolo S. Ignazio di Loyola: quello di fare un approfondito esame di coscienza. Tra poco avrà tutto il tempo necessario per farlo bene con suo grande beneficio. Per lui è il momento di assoluto silenzio, sempre memore dell’insegnamento ignaziano. 

Se invece non accoglie questo nostro suggerimento non richiesto, osiamo proporne un altro: vada in giro per il mondo a fare il conferenziere, magari si troverà in compagnia di tanti ex leader globali con i quali aveva ottimi rapporti, ci sarà anche un ex leaderino provinciale, un certo ‘Bomba’ da Firenze. 

Tra poco alla comitiva si aggiungerà la Merkel e non tarderà ad arrivare Macron, detto Micron. 

Dr. Draghi in Italia, in Italia, come saprà, ora c’è un governo nella pienezza dei suoi poteri che intende affermare – prima ancora della sovranità dell’Italia che dovrebbe essere scontata, ma purtroppo non lo è – la sua dignità e chiedere e ottenere il rispetto che le è dovuto.

Dr. Draghi, cerchi di sdebitarsi con il Suo Paese, facendo un servizio di umile basso profilo. 

Non si presti più ad aggredire il legittimo governo del Suo Paese, anche se non ne condivide le politiche. Il Governo Conte ne risponderà al Paese che lo ha democraticamente scelto. 

Non a Lei, che è uno dei tanti cittadini italiani. Per il resto non si preoccupi di quello che potrà succedere all’Italia senza la sua guida, informale ma reale ed effettiva.

È nelle mani di chi ha scelto il popolo italiano, come detta la Carta fondamentale del Suo e nostro Paese e di cui Lei, con Napolitano e con i governi che lui ha voluto senza passare per elezioni, avete fatto carta straccia.

Quei tempi sono definitivamente passati.

Ora la difesa della Costituzione è in buone e sicure mani.

Il baluardo è il popolo a 5 Stelle.