Le valige di Giulio secondo

il9marzo.it 22.11.18

Lunedì scorso la Verità (che non è la verità in senso assoluto, ma è solo un quotidiano dal nome altisonante) ha dato due notizie sulla First: la prima è che questa federazione è in affari nel ramo delle assicurazioni attraverso le società marcate Aletheia, e la seconda è che il regno di Giulio secondo  come segretario generale sarebbe arrivato agli ultimi giorni.

Noi non siamo la verità, né la possediamo; ma per i nostri lettori nessuna delle due notizie è una sorpresa. 

Che la First abbia esplicitamente e pubbicamente scelto la via della gestione di servizi lucrativi attraverso le società targate Aletheia (quindi, aggiungiamo noi, su mandato di Via Po 21) lo abbiamo scritto già due anni fa, completando poi questa considerazione con analisi sulla struttura del gruppo e delle sue attività (qui potete leggere una puntata, e qui un’altra, sempre di due anni fa). E nessun avvocato della First, interessato o meno alle società Aletheia, ci ha scritto per chiedere smentite né ci sono arrivate querele entro i 90 giorni previsti dalla legge (a proposito, aspettiamo ancora notizie su quella annunciata alla stampa quest’estate sul mutuo di Giulio secondo …).

Nulla di nuovo, quindi, abbiamo letto sul giornale dal nome altisonante sul conto della First e della holding dal nome altrettanto altisonante (Aletheia in greco antico vuol dire egualmente “verità”: praticamente è in corso un derby fra due verità contrapposte…).

Consigliamo comunque la lettura dell’articolo, che è aggiornato e chiaro nel dare un quadro sintetico ed efficace. Ad esempio sull’attività a scopo di lucro svolta da società nel campo assicurativo, in particolare con le polizze professionali che tutelano i cassieri da possibili errori, oltre naturalmente ai classici settori della sanità e della previdenza.

Scrive il quotidiano, dal nome altisonante quanto quello della holding della Cisl, che “al lavoratore che si iscrive al sindacato vengono parallelamente proposti contratti di assicurazione, infiocchettandoli con convenzioni appetitose. Per ciascun prodotto sottoscritto e venduto, si incamera una commissione”. Il che assomiglia a quando, prima della nascita della Cisl, c’erano militanti cattolici che ai lavoratori proponevano tre tessere assieme: quella del sindacato bianco, quella delle Acli e quella della Dc. Con la grande differenza che allora le motivazioni erano politiche e per qualcuno addirittura ideali, non economiche come oggi.

Le cinque società di cui parla l’articolo sono note ai nostri lettori, ma riportiamo comunque il passaggio a favore di chi ci segue da poco: “al vertice della galassia c’è Aletheia holding srl, detenuta al 100% proprio dalla First Cisl”; ci sono poi “tre srl (società a responsabilità limitata) e una spa (società per azioni)”. Il che vuol dire cinque consigli di amministrazione, nei quali “figurano professionisti ed esponenti sindacali, anche nazionali, tutti collegati, direttamente o indirettamente, alla First”. 

“In cima alla lista – prosegue l’articolo . c’è la srl Aletheia assicurazioni: il 90% delle quote è in pancia alla holding”, mentre il 10% in partenza era di un avvocato siciliano del Foro di Roma (lo stesso che nel 2015 ci scrisse minacciando querele per diffamazione in relazione a cose che non avevamo ancora scritto. E si prese la risposta che meritavano lui e i suoi mandanti: il dottor Sbarra dell’Anas e nostra signora delle poste Anna Maria “lacislèunacasadivetro” Furlan).

Questa società, scrive il giornale “ha il mandato di vendita più importante, visto che ha un accordo per piazzare ai lavoratori iscritti al sindacato i prodotti delle Generali”.

C’è poi Aletheia srl, che, riferisce l’articolista, “si divide il business” con il “gruppo Favaretto (a cui fanno capo ben 17 imprese), che in Italia è secondo in classifica, proprio dietro il Leone di Trieste, per la raccolta premi con 280 milioni di euro. Al gruppo Favaretto – si spiega nell’articolo – ci si arriva con una catena di partecipazioni non breve: il 51% di Aletheia srl è della holding, mentre il 49% è di Pianeta welfare. Si tratta di una srl, quest’ultima, il cui 100% è in mano alla spa Rbhold che al 50% è di Favaretto (l’altra metà, invece, è di una persona fisica). Attraverso Aletheia srl, il gruppo Favaretto è collegato anche a un’altra impresa, Aletheia spa (51% Aletheia srl). E poi c’è la srl Aletheia insurance (100% Aletheia holding) che opera nell’intermediazione con tutte le altre compagnie assicurative”.

Insomma, aggiungiamo noi, c’è un grande gruppo del settore assicurativo che è contemporeamente controparte datoriale e socio in affari della First.

Ci fermiamo qua nel riferire l’articolo, anche per non urtare la sensibilità del quotidiano dal nome altisonante (la verità, nel senso del giornale, è un prodotto che si vende; e i padroni della verità, sempre nello stesso senso, non vogliono vedere in rete gratis i loro prodotti). Chi è interessato a sapere gli intrecci dei nomi nei consigli di amministrazione, con questioni etiche rilevanti per chi è della Cisl e ricopre posti in più consigli, o vuol capire come vanno gli affari (non molto bene, in effetti) e le spese dei servizi (che invece sarebbero in crescita) può procurarsi l’articolo, o farselo raccontare da chi l’ha letto.

A noi interessa l’altra notizia, anch’essa non nuova, riportata nell’articolo: e cioè che il regno di Giulio secondo volge al termine. E non per scadenza naturale del mandato. Forse perché perché la sua gestione un po’ troppo principesca sta diventando un problema, dentro alla First, con le altre organizzazioni e forse anche con le controparti nonostante i buoni rapporti che Giulio secondo aveva costruito in questi anni.

Dove andrà in esilio Giulio secondo? Una possibilità, che gli salverebbe la faccia sotto le specie di un’apparente promozione, sarebbe il passaggio alla segreteria confederale. Dove i segretari confederali cambiano continuamente, in modo che non contino nulla, quindi qualche posto si apre sempre. Se così non dovesse essere, sarà la signora Anna Maria a dover piazzare il suo pupillo in qualche incarico apparentemente prestigioso, ma fuori dal vertice dell’organizzazione. Cosa che non sarà facile, visto che lei deve risolvere lo stesso problema per sé stessa.

In ogni caso, una cosa è certa: le valige di Giulio secondo in partenza per l’esilio non saranno quelle di cartone degli emigranti di una volta. In un modo o nell’altro, riuscirà a cadere in piedi.