Mutuo Romani, la versione della ex moglie

il9marzo.it 17.8.18

La ex moglie di Giulio Romani ha fatto quel che il suo ex marito non ha voluto fare, cioè ci ha scritto dandoci la sua versione dei fatti sul mutuo oggetto dell’articolo della Verità e delle denunce annunciate dall’attuale segretario della First Cisl, anche contro di noi.

Se questa persona, di cui non pubblichiamo il nome per evidenti ragioni di riservatezza, si è sentita di dover intervenire è perché, lo ricordiamo, Giulio Romani l’ha tirata in ballo sostenendo che il mutuo a condizioni oggettivamente molto favorevoli è stato sottoscritto, a seguito della separazione, alle stesse condizioni di un precedente mutuo sottoscritto assiema alla allora sua moglie, che era dipendente della banca e godeva quindi di condizioni agevolate. Anzi, così sostiene Giulio secondo, se ne avesse avuto il tempo, per lui sarebbe stato più conveniente sottoscrivere un altro mutuo con la sua banca, che sarebbero state nettamente migliore per lui. 

Tirata in ballo da queste affermazioni, la ex moglie di Giulio Romani, che ringraziamo per avere scelto noi, ci fa avere la sua versione.Che in più punti non coincide con quella dell’ex marito

Noi, che non parteggiamo a priori per nessuno e non abbiamo alcun interesse se non quello alla verità, pubblichiamo questa lettera, come sempre abbiamo fatto con chi ci ha chiesto ospitalità. Senza bisogno di spendere soldi in avvocati. O di farli spendere alla First.

il9marzo.it

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Gentile amministratore de ‘Il 9 marzo’,

ho letto l’articolo del quotidiano “La Verità”, il conseguente comunicato da parte di Giulio Romani (mio ex marito) e il materiale che il vostro sito ha pubblicato sulla vicenda del mutuo da lui sottoscritto dopo la nostra separazione.

Poichè, a mia insaputa e con mia sorpresa, sono stata citata più volte come “causa” della necessità del Romani di sottoscrivere il secondo mutuo a quelle determinate condizioni su cui è sorta una polemica, sono a chiedere ospitalità sul sito per alcune precisazioni (che mi sarei volentieri risparmiata di dover fare), non volendo essere chiamata in causa in alcun modo in cose che non mi riguardano più ed essendo stata messa in una situazione per cui, restando in silenzio, mi troverei oggettivamente coinvolta in possibili strumentalizzazioni o in altre situazioni alle quali intendo comunque restare estranea.

In primo luogo, devo precisare che nessun giudice ha mai “imposto” al Romani l’accollo della posizione debitoria connessa al mutuo in conseguenza della separazione, come invece leggo che si afferma, per la semplice ragione che si è trattato di una separazione consensuale, definita sulla base di un accordo di cui il giudice ha infine preso atto.

Tanto meno può dirsi che, a causa della separazione, qualche decisione del Tribunale avrebbe imposto al Romani “tempi stretti” per la stipulazione del mutuo sostitutivo; mi lascia, anzi, più che perplessa leggere che il Romani non avrebbe avuto il tempo di sottoscrivere un mutuo a “condizioni nettamente più vantaggiose” con la banca di cui è dipendente in distacco sindacale. I fatti stanno in altro modo.

L’accordo privato di separazione consensuale risale all’aprile 2015 mentre il mutuo sostitutivo così come l’omologa di sentenza di separazione consensuale risalgono a luglio 2016.

In questi 15 mesi, il Romani avrebbe avuto il tempo di ottemperare a quanto consensualmente concordato in merito alla quietanza liberatoria scegliendo la soluzione che preferiva, compresa quella di rivolgersi alla Banca di cui è dipendente e che gli avrebbe potuto applicare, a quel che afferma, condizioni nettamente migliori. Non mi interessa sapere perché non lo ha fatto, o non lo ha potuto fare, ma trovo sgradevole e strumentale vedermi indicata come causa di questa situazione.

Inoltre, come risulta dall’allegato A del primo mutuo (che allego), che risale al 10 giugno 2014, il documento di sintesi parla di “Dipendenti Banca”; le originarie condizioni agevolate erano dunque a me riservate quale dipendente. Leggendo l’allegato A al mutuo Romani del 12 luglio 2016, pubblicato sul vostro sito, appare invece la sola dicitura “mutuo modulare contratto condizionato”.

Il tasso a “condizioni particolari dipendente” era pari al Mro della Bce che, come risulta sempre dall’allegato A, era pari allo +0,250% al 29/05/2014. Lo stesso allegato A riporta la dicitura “Tassi (applicati nel caso di decadenza delle condizioni agevolate)”, che nel caso di accollo di mutuo a non dipendenti o altro sarebbe stato Euribor a 1 mese base (360) pari allo +0,251% al 29/5/2014 + spread 2,80% = 3,05% . Se la strada seguita è stata un’altra è qualcosa che non mi riguarda e nella quale non voglio essere coinvolta, neppure indirettamente.

Per completezza, posso aggiungere che il primo mutuo, quello che era intestato ad entrambi, prevedeva ipoteca di primo grado, mentre leggo che l’ipoteca prevista dal mutuo Romani sarebbe di secondo grado. Come si vede, nel passaggio da un contratto all’altro c’è stato questo miglioramento, certamente non legato alla mia persona.

Le mie affermazioni si possono facilmente riscontrare sui documenti, la maggior parte dei quali può essere consultata da chiunque presso qualsiasi Conservatoria dei Registri Immobiliari.

Scrivo queste cose dopo aver preso conoscenza dei contenuti del secondo mutuo, concordato dal solo Romani, da quanto pubblicato sui giornali e sul sito “Il 9 marzo”. Prima non avevo mai ricevuto copia di detto contratto di mutuo essendovi del tutto estranea. E tale voglio restare.

Ringrazio per avermi dato la possibilità di chiarire di essere estranea alla situazione nella quale sono stata inopinatamente tirata in ballo e porgo i miei saluti.

Secondo articolo sul mutuo

Il9marzo.it 24.8.18

Oggi la Verità torna a scrivere del mutuo principesco di Giulio secondo, a pagina 13 con un articolo a firma di Ignazio Mangrano, Se non vi potete procurare l’articolo, poco male perché si tratta quasi per intero della ripresa dei contenuti della lettera della ex moglie di Romani che abbiamo già pubblicato, con una versione dei fatti che non coincide in più punti con quella dell’ex marito.

Per quello che capiamo, ci sembra di poter dire che l’articolo mandi un messaggio implicito: Giulio Romani minaccia denunce, ma stando così le cose ha poco da denunciare.

Noi aspettiamo di ricevere notizie dagli avvocati della First, anche se si lascia perplessi la scelta di usare dei servizi della federazione per una questione personale. E poi risponderemo.

Intanto, se vuole, Giulio secondo può ancora scriverci e noi siamo pronti a pubblicare quello che lui vorrà, anche in risposta a quanto dice l’ex moglie, perché il nostro invito non lo abbiamo revocato. E non lo revocheremo almeno finché  non ci sarà arrivata la sua denuncia.