Flassbeck – Il mercato dei capitali quale giudice e boia?

Di Carmenthesister – Novembre 30, 2018 vocidallestero.it

Su Makroskop una risposta dell’economista tedesco Heiner Flassbeck all’articolo di Hans Werner Sinn sulla  Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung e in particolare alla prima parte (qui tradotta da Vocidallagermania) in cui Sinn diffonde quella che Flassbeck definisce la “grande bugia tedesca”, e cioè che gli italiani si troverebbero ora in una difficile situazione per aver vissuto al di sopra dei propri mezzi, rispetto ai ragionevoli e sobri tedeschi. In reltà – dice Flassbeck – è soprattutto la Germania che rimanendo molto al di sotto degli standard di inflazione concordati ha alterato la dinamica del costo del lavoro a proprio favore con un chiaro dumping salariale. 

di Heiner Flassbeck, 22 novembre 2018

Traduzione per Vocidallestero di Beppe Vandai

Chi e cosa difende le nazioni dai mercati dei capitali? Ci vuole un “fratello di grandi dimensioni” o si può anche agire da soli? Perché l’essere membri dell’Eurozona non aiuta? 

A leggere le solite prese di posizione tedesche sul problema italiano e a considerare in particolare il ruolo dei mercati dei capitali mi tornano di nuovo alla mente vecchie questioni, risolte in realtà da tempo immemorabile. Questo soprattutto capitandomi di attraversare, come mi è accaduto la settimana scorsa, un Paese che ha temuto come nessun altro i mercati internazionali del capitali e che non aveva altra intenzione che di scansarli. Dopo la Seconda guerra mondiale l’Austria non si è mai esposta al rischio di venire giudicata e condannata dai mercati dei capitali. 

Immediatamente dopo la fine del sistema monetario di Bretton Woods il Paese agganciò lo scellino al marco tedesco e, fino all’entrata nell’Eurozona, non cambiò più la parità di 7 scellini per marco tedesco. In tal modo – ancoratosi stabilmente alla Germania – il Paese è letteralmente sparito dal radar dei mercati dei capitali, poiché sui mercati internazionali si credeva che l’Austria riuscisse a mantenere sempre le basi economiche necessarie al vincolo del cambio, ovvero la relativa stabilità del tasso di inflazione, cosa che, come sappiamo, significa mantenere la stessa stabilità nella dinamica del costo del lavoro per unità di prodotto. 

Allora nessuno pensava alla stabilità degli interessi di lungo periodo, poiché sembrava ovvio che un Paese che riuscisse senza grosse frizioni a legarsi al cambio di una grossa moneta, non avrebbe avuto nulla da temere sul fronte dei tassi d’interesse. Ma perché era così? Perché dei grandi Paesi erano protetti dal pericolo di trovarsi in balia dei mercati finanziari? Era solo una faccenda di dimensioni?

Basta solo la grandezza per essere protetti?

La grande taglia offre una protezione perché, quando si ha un’economia nazionale grande e relativamente chiusa, come ad esempio gli USA o il Giappone, si è poco dipendenti dalle importazioni e dalle esportazioni. Perciò, anche una svalutazione della propria moneta non rappresenta di solito un gran problema politico ed economico. Quanto agli USA va aggiunto il vantaggio di emettere una moneta usata tantissimo a livello internazionale. Poiché economie grandi e chiuse quasi non hanno bisogno di difendersi da svalutazioni, riescono a padroneggiare la situazione – anche nei confronti dei più ampi mercati dei capitali. 

Per piccole economie aperte le cose stanno diversamente – si vedono infatti esposte ad una asimmetria non facile da trattare. Sono quasi incapaci di affrontare delle svalutazioni ingiustificate, con gravi danni all’economia, poiché possiedono sempre riserve limitate di valute estere, con le quali poter tener duro, nel caso di un’eccessiva salutazione. 

Delle rivalutazioni ingiustificate – lo si è visto con la Svizzera – possono invece venir fermate anche dai Paesi più piccoli mediante interventi sul mercato delle valute, poiché intervengono con la propria moneta. Se non esiste più un rischio di svalutazione, come nel caso dell’Eurozona, allora i mercati dei capitali possono mettere sotto pressione un Paese solo vendendo i suoi titoli di stato. Ma qui non sussiste più l’asimmetria di cui abbiamo parlato. Qualsiasi sia stato il motivo per la “svendita“ operata dai mercati dei capitali, la banca centrale (del Paese attaccato, ndt) può compensare senza problemi gli effetti mediante il proprio intervento. Per questo motivo le piccole economie nazionali, in un’ unione monetaria, dovrebbero trovarsi in uno stato di protezione totale.

La grande bugia tedesca

Perché non funziona questo meccanismo nell’Eurozona? Perché è possibile minacciare l’Italia con i mercati dei capitali, sebbene certamente uno dei motivi della sua adesione all’Unione monetaria fu che, proprio con la propria adesione, sarebbe stato possibile sottrarsi alle imponderabilità del mercato dei capitali?

Invece di fornire a questo riguardo una seria risposta , in Germania si giunge a quella che posso chiamare la grande bugia. E nessuno l’ha diffusa più di Han-Werner Sinn, che pochi giorni fa l’ha potuta esporre in lungo e in largo sulla FAS (su Vocidallagermania la traduzione della prima parte dell’articolo, cui si riferisce Flassbeck, ndt). Una risposta seria sarebbe questa: le difficoltà sorgono sempre allorché i Paesi non si attengono alle intese a cui ogni accordo sui cambi fissi deve essere soggetto, cioè di non sforare né al di sopra né al di sotto del livello di inflazione concordato. E il rapporto è perfettamente simmetrico, poiché il sorgere di una deviazione nella competitività non dipende dal fatto che uno stia sopra o sotto (la linea di inflazione concordata, ndt). Eppure all’Italia viene rimproverato di aver vissuto al di sopra dello standard europeo (ovvero dell’obiettivo dell’inflazione programmata), senza dire che la Germania ha vissuto enormemente al di sotto dei propri mezzi.

COSTO DEL LAVORO PER UNITÀ DI PRODOTTO (nominale), A LIVELLO MACROECONOMICO, così calcolato: reddito lordo da lavoro dipendente in moneta nazionale ( euro) per dipendente, rapportato al PIL reale per occupato (inclusi cioè anche i lavoratori indipendenti).

Linea blu scura: Germania.

Linea grigia: obiettivo di inflazione concordata all’ 1,9%.

Linea verde: inflazione media in tutta l’Eurozona.

Lina azzurro tenue: Italia.

Linea arancione: l’Eurozona, Germania esclusa.

Questo è perfido e infinitamente stupido. Se la AfD agisce così, lo si può rubricare sotto la voce “propaganda politica”. Ma se così si comportano gli altri partiti o i cosiddetti scienziati, allora non è più scusabile. L’unica seria risposta alla domanda di cui sopra è che l’€Z viene messa alle strette da due lati e con ciò, sul lungo periodo, perde completamente la sua credibilità. Eppure, anche un’Unione monetaria non più credibile potrebbe respingere facilmente gli attacchi dei mercati, così come Mario Draghi ha fatto con il suo famoso “whatever it takes” (con qualunque mezzo, ndt). Però, un’Unione monetaria non più credibile – in cui il Paese che ha violato le regole sul lato del vivere-al-di-sotto-dei-propri-mezzi, ma respinge qualsiasi colpa e nel contempo incita gli altri ad agire, ma impedisce alla Banca centrale di agire – è perduta. Essa abbandona ogni Paese alle minacce e alle condanne dei mercati dei capitali, in realtà ridicole. 

Chi oggi è membro dell’Eurozona non solo non ha ottenuto quello che si aspettava, ma ha persino perduto qualcosa di essenziale, di fondamentale. Poiché la Germania condanna a priori senza la minima pietà gli altri Paesi, i mercati internazionali hanno facile gioco. A questo un membro dell’€Z non ha niente da contrapporre, perché non ha più nemmeno una banca centrale, visto che la BCE, in base alla lettura che ne fa la maggioranza, non può intervenire contro i mercati finanziari a favore dei Paesi membri. Ogni Paese è “in balia dei mercati” almeno quanto un piccolo Paese in via di sviluppo con un’economia aperta. 

Se i piccoli Paesi ora si beccano anche un “Fondo monetario europeo”, come proposto appena oggi al Parlamento tedesco da Olaf Scholz, allora niente più li differenzierà dagli indifesi Paesi del Terzo mondo, del cui destino ci lamentiamo da anni. Quando finalmente qualcuno si alzerà per chiarire a tutti, in modo inequivocabile, che non era questo l’obiettivo?

Debito, morte e impero degli Stati Uniti

zerohedge.com 1.12.18

Autore di Antonius Aquinas, ( annotato da Pater Tenebrarum [PT] )

Yosemite Sam si preoccupa per il debito federale

In un discorso che ha attirato poca attenzione, uno dei primi operativi del Deep State, il Consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, ha ammonito dell’enorme e crescente debito americano.

Operatore di Deep State John Bolton, alias Yosemite Sam [PT]

Parlando prima della Alexander Hamilton Society, Bolton ha avvertito che gli attuali livelli di debito degli Stati Uniti e gli obblighi pubblici rappresentano una “minaccia economica” per la sicurezza della nazione:

“È un dato di fatto che quando il tuo debito nazionale raggiunge il livello del nostro è che costituisce una minaccia economica per la società. E questo tipo di minaccia alla fine ha conseguenze per la sicurezza nazionale “.

Eccedenza / deficit federale annuale e debito federale totale. Le cose sono chiaramente diventate un po ‘fuori controllo negli ultimi anni. [PT]

La cosa più sorprendente del discorso di Bolton è stata la scarsa reazione da parte della stampa finanziaria, dei mercati stessi o dei commentatori politici. Mentre i mercati azionari sono stati nel bel mezzo di una svendita, non è stato dovuto (fino ad ora) ai disavanzi degli Stati Uniti, attualmente superiori a $ 1 trilione all’anno. Invece, la diapositiva è stata il risultato di timori per l’aumento dei tassi di interesse e le continue tensioni commerciali con la Cina.

L’interventismo è costoso

Mentre l’avvertimento di Bolton sul debito è egoistico, è accurato nel senso che l’impero USA, che in parte dirige, dipende in ultima analisi dalla forza dell’economia.

La “sicurezza nazionale” non è minacciata da una crisi del debito che significherebbe un dollaro compromesso, ma un tale evento limiterebbe ciò che gli Stati Uniti potrebbero fare a livello globale. La vera sicurezza nazionale è la difesa della patria e il controllo delle frontiere – non l’intervento all’estero.

I mercanti di guerra come Bolton temono che una crisi del debito richiederebbe un declino del potere USA all’estero. L’America si sta rapidamente avvicinando a quello che è avvenuto con l’impero britannico dopo il suo folle coinvolgimento nelle due guerre mondiali e la sua creazione di uno stato di welfare nazionale che ha esaurito la nazione e portato allo spostamento della sterlina britannica come “valuta di riserva mondiale”.

Le guerre guidate dagli Stati Uniti in Medio Oriente sono state stimate da un recente studio della Brown University per avere un costo intorno ai 4 trilioni di dollari. Nonostante questo spreco di tesoro nazionale e candidato Trump definiscano la guerra in Iraq un “disastro”, come presidente, Trump ha aumentato la spesa per “difesa” per l’anno fiscale 2019 a $ 716 miliardi.

Basi militari statunitensi in tutto il mondo. Si noti che questi numeri fluttuano di anno in anno, e in una certa misura anche da fonte a fonte, ma questa mappa mostra un’approssimazione abbastanza credibile. [PT]

Nemici astuti e la prossima crisi

La perdita di denaro negli Stati Uniti e la creazione di debito sono stati senza dubbio notati da coloro che non fanno parte dell’Impero.  È probabilmente il motivo per cui il presidente russo Vladimir Putin è stato talmente esitante a intraprendere azioni serie contro le numerose provocazioni che gli Stati Uniti hanno preso in tutto il mondo e contro gli interessi russi direttamente.

L’astuto Putin probabilmente pensa che l’implosione dei mercati finanziari statunitensi finirà per limitare la capacità dell’America di fomentare il caos e il caos a livello internazionale.

Lo zar russo Vladimir Wily E. Putin incontra il feldmaresciallo Trump e il suo fidato sparatutto affilato YS e trova ancora il tempo per dire applausi a tutti … poi riflette chi dovrebbe essere decapitato, scambia lo spogliatoio parla con l’FM e più tardi si mette freddamente sul suo Travestimento del KGB, per non credere che si sia ammorbidito. [PT]

L’ultimo atto bellicoso dell’amministrazione Trump, progettato da – avete indovinato – John Bolton, è stato il ritiro dal trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (INF).

Il trattato, firmato nel 1987, fu un traguardo importante dell’Amministrazione Reagan che decise le tensioni tra le due superpotenze e mantenne un freno a un costoso accumulo di armi che nessuno dei due poteva permettersi.

Il prossimo rallentamento finanziario non farà altro che sminuire la crisi del 2008, la quale ha quasi fatto crollare l’intero sistema finanziario. Il prossimo sarà molto peggio e durerà molto più a lungo poiché nulla è stato risolto dalla prima crisi. L’unica cosa che è accaduta è stata la creazione di più debito, non solo negli Stati Uniti, ma da tutti gli stati nazione occidentali.

Nelle attuali condizioni ideologiche, un cambiamento nella politica estera degli Stati Uniti verso il non-intervento è improbabile. L’opinione pubblica è decisamente pro-militare dopo anni di indottrinamento e propaganda da parte della stampa, del governo, del mondo accademico e dei media.

Ci vorrà una caduta nel potere economico americano, in particolare nella perdita del dollaro come valuta di riserva mondiale, che alla fine farà crollare l’impero. Questo è ciò che hanno a che fare i neocon come John Bolton.

Giorno della resa dei conti

Sfortunatamente, fino a quel momento, gli Stati Uniti continueranno i loro modi furibondi. Il giorno della resa dei conti, tuttavia, sembra avvicinarsi rapidamente e invece di una sconfitta sul campo di battaglia, l’Impero USA collasserà sotto una montagna di debiti.

Un elenco completo di destinatari involontari della chiarezza morale fatta dagli Stati Uniti piove dai cieli dalla fine della seconda guerra mondiale. [PT]

Sarebbe più che appropriato che uno scenario del genere si svolga da sé e che inizierebbe così il necessario processo di punizione che può, almeno in un certo senso, compensare coloro che hanno sofferto e sono morti per la micidiale politica estera americana.

“BPVi, il processo” n. 1: Barbara Puschiasis ci aggiorna su costituzioni di parte civile ed Npl, anche Pierantonio Zanettin dall’opposizione conferma l’occasione dei fondi di ristoro

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) 1.12.18

Nelle aule sotterranee del tribunale di Vicenza in cui oggi, davanti al collegio giudicante, è partito il processo per il crac della Banca Popolare di Vicenza, organizzazione di buon livello e nessuna sorpresa neanche tra le file di legali che dovevano aggiornare le costituzioni di parte civile o presentarne di nuove. Ce lo ha detto, chiarendoci alcuni aspetti sull’utilità etica di questo passaggio accompagnata, però, da ridotte, se non nulle, aspettative di recupero monetario a parte alcune difese procedurali che si possono innescare per i debiti legati a operazioni di fatto baciate, l’avv. Barbara Puschiasis, tanto sorridente a livello comunicativo, quanto tagliente quando c’è da battagliare (anche col sottoscritto, ndr)

E sono proprio i crediti in sofferenza della Sga, purtroppo debiti per le vittime del doppio crac bancario veneto, al centro dell’intervento odierno per la puntata d’esordio (in esterni, quelle sul dibattimento da gennaio saranno in studio) della nostra rubrica “BPVi, il processo“, della combattiva presidentessa di Consumatori attivi, che, col suo braccio destro Barbara Venuti, è molto attiva in Friuli soprattutto per i risparmiatori che hanno puntato sulla BPVi per i quali supporta la cabina di regia voluta dal Mef per la via più concreta e più veloce per recuperare almeno una parte consistente dei propri risparmi, cioè i ristori regolati dall’articolo 38 del Capo III della legge di bilancio opportunamente emendato in base al lavoro delle associazioni che puntano a un risultato e non solo ad esibizioni estemporanee.

E sugli effetti positivi di questa legge, per la quale ha presentato alcuni emendamenti migliorativi, tra cui quello per l’azzeramento dei patti di quota lite sui ristori suddetti da noi suggeritogli, si è soffermato anche l’avv. vicentino Pierantonio Zanettin, deputato di Forza Italia e già membro del Csm, ora componente della commissione giustizia: “perdere l’occasione di ricevere almeno 1.5 miliardi di euro, lo dico dall’opposizione a questo governo, sarebbe una pura follia da parte dei risparmiatori soci delle due ex popolari venete, perché, finora, un’opportunità del genere non si era mai offerta in massa a chi, comunque, detiene azioni…!“.

BIFARINI: SQUADRISTI DELLO SPREAD, SE LI SMENTISCI TI OSCURANO

controinformazione.info 1.12.18

di  Ilaria Bifarini

Le élites europee e italiane vogliono mantenere lo status quo. Lo fanno per propagandare con il controllo dei media questo modello economico che risulta perdente, sminuendo e ridicolizzando ogni piano alternativo e anche chi la pensa in modo differente. Lo fanno fin nel dettaglio con un macchina del fango sistematica. Il piano del nuovo governo italiano non sembra così radicale? Infatti non lo è, ma occorre comunque ridicolizzarlo.

E’ un primo passo e una manovra che va in un’altra direzione rispetto alle precedenti. Ma la ridicolizzazione è architettata fin nei minimi particolari, cosa che fanno anche nei confronti delle persone (è stato fatto anche a me), anche se chi la esercita è minoritario nel paese. La maggioranza degli italiani non crede in queste ricette.

Dopo una recente serata a “Otto e mezzo”, su La7, sono stata bersagliata, intimidita, derisa da importanti giornalisti e potenti economisti. Una sorta di bullismo mediatico, così volgare da lasciarmi senza parole. Faccio un esempio su un comportamento che ritengo significativo. Il vicepresidente del Parlamento Europeo, David Sassoli (ex conduttore del Tg1 ed esponente del Pd) si è scomodato per me, bloccandomi su Twitter e taggando il contenuto di un suo tweet al Parlamento Europeo, dove dice che se mi invitano in tv gli italiani potrebbero precipitarsi a ritirare i loro soldi dalla banca. Non pensavo di essere così potente. Si vede che la verità non si può dire in Tv.

In televisione avevo detto che mettere in discussione l’Europa è necessario. Che l’austerity è una ricetta che non ha funzionato e non funziona. E’ un modello adottato su scala universale in modo acritico, e l’Europa ne è in questo momento la portatrice più avanzata. Tutti addossano alle politiche del governo l’aumento dello spread, ma accade principalmente perchè il quantitative easing di Draghi e della Bce è agli sgoccioli. Però questo nessuno lo spiega. Perché questi attacchi? Viviamo in una delle società più inique di sempre. Un ristrettissimo numero di persone detiene la maggioranza del potere nel mondo e in questo paese. La loro ricetta di gestione è questo fondamentalismo economico che è il neoliberismo, e anche se non funziona non lo si può mettere in discussione con delle critiche.

Chi ha in mano il potere detiene il controllo dei media che sembrano fare di tutto per mantenere lo status quo. Joseph Stiglitz, Premio Nobel per l’Economia nel 2002, spiega che le ricette di Banca Mondiale, Fondo Monetario Interneazionale, Wto e vari altri organismi sovranazionali producono spesso effetti devastanti nei paesi in cui vengono applicate. Ho moltissimi punti in comune con le teorie di Stiglitz, ma nel contesto maistream la comprensione di questi temi non è passata.

Ilaria Bifarini , Neoliberismo e manipolazione di massa

Con un martellamento a tappeto hanno convinto gli italiani che l’economia è sapere ogni giorno quali siano le oscillazioni dello spread e le dinamiche del debito. Ma questa non è economia. L’economia ha il compito di far star meglio le persone. I veri problemi dell’economia sono la mancanza di crescita e la disoccupazione. In Italia si dovrebbe anche iniziare a rivedere il meccanismo d’asta usato per il collocamento dei Btp. Il sistema di gestione del debito pubblico italiano va rivisto. La modalità del ‘prezzo marginale d’asta’ comporta che i titoli vengano assegnati al prezzo più basso offerto e quindi al tasso più alto. Ciò comporta un costo del debito pubblico elevatissimo. Basterebbe fare come in Germania, dove esiste un importante sistema di banche pubbliche che intervengono nelle aste dei titoli pubblici.

Come si esce da questa fase critica per i mercati? E’ questo continuo stato di tensione che ha effetti deleteri sui mercati. Dovrebbe cambiare l’approccio europeo. I mercati speculano sulle aspettative. La Bce dovrebbe preservare la stabilità dei mercati con politiche monetarie ad hoc.

Da noi la classe politica ha tradito gli italiani con privatizzazioni che non vi dovevano essere, o entrando nell’unione monetaria Ue senza che vi fossero le condizioni. In Francia si scende in strada per rivendicare istanze popolari che qui ogni giorno si disprezzano come populismo. Ma è normale, parliamo dei sistemi di privilegi che una casta vuole continuare a mantenere. Il vero problema è questa ideologia delle élites che costringe ampie masse europee all’austerity e alla povertà. Ora, con arroganza aristrocratica, chi detiene le redini di questo tipo di società vuole ancora preservare i propri privilegi.

Come si crea la crescita? Con investimenti pubblici produttivi: grandi investimenti e opere che creino lavoro. Con questi interventi ci occuperemmo dello stato di salute del nostro territorio – che abbiamo visto in che condizione è, vedasi il ponte di Genova e tutti i disastri che sono capitati anche ultimamente – e metteremmo in moto un circolo viruoso che procura crescita e benessere. Resta questo lo scopo dell’economia, non l’informazione giornaliera sullo spread. Lo Stato non può continuare a chiedere al cittadino più di quanto dà.
(Ilaria Bifarini, dichiarazioni rilasciate ad Antonio Amorosi per l’intervista apparsa su “Affari Italiani” il 21 novembre 2018, ripresa dal blog della Bifarini).

Da Dallas alle Torri Gemelle: i Bush e la svastica di famiglia

luogocomune.net 1.12.18 di Massimo Mazzucco

bush

Se c’è un motivo per cui insistiamo sull’importanza dell’omicidio Kennedy, dopo oltre 50 anni dall’evento, non è certo per “cospirazionismo congenito”, ma per un fatto molto più semplice e tangibile: la stessa persona che era a Dallas il 22 Novembre 1963 dormì alla Casa Bianca il 10 Settembre 2001.

E ciò per sua stessa ammissione, in ambedue i casi. Anzi, nel primo George H. Bush, padre-padrone del Nuovo Ordine Mondiale – oltre che del presidente, George W. Bush – si premurò di informare direttamente l’FBI della sua presenza a Dallas quel giorno, proprio nelle ore in cui il corteo di Kennedy si presentava all’appuntamento con la storia in Dealey Plaza.

Nelle stesse ore Richard Nixon, presente a Dallas da tre giorni “per motivi personali” – peraltro mai accertati – ripartiva alla volta di New York, dove avrebbe appreso dell’avvenuto omicidio di John Kennedy.

Sarebbe diventato l’unico uomo al mondo a non ricordarsi del momento esatto in cui apprese la notizia, fornendone negli anni ben tre versioni differenti: all’aeroporto, durante il tragitto in taxi, sotto il portone di casa.

Diventano così tre, contando anche Johnson che lo sarebbe diventato quel pomeriggio, i futuri presidenti che erano a Dallas quel giorno. Un curioso crocevia della storia, se non altro.

Ma la persona più importante di tutte, in questa vicenda, è sicuramente Prescott Bush, padre del Bush che era a Dallas quel giorno, e nonno dell’ex presidente.

Nella foto, le tre generazioni, fotografate insieme negli anni ’40. A sinistra Barbara e George H. Bush (“Bush padre”), che tiene in braccio George W. (l’attuale presidente). A destra i suoi genitori, Serena e Prescott Bush, il “patriarca” di famiglia.

Prescott Bush e il nazismo

Oltre che ad aver avuto un ruolo determinante, dietro le quinte, in tutta la politica americana del dopoguerra, Prescott Bush è risultato esser stato implicato nei pesanti finanziamenti illeciti che contribuirono all’ascesa di Hitler al potere.

Eccone la vicenda dettagliata, che merita di essere conosciuta per meglio inquadrare la potenza di una dinastia che ancora oggi regna indisturbata sugli Stati Uniti d’America.

La svastica di famiglia – la storia nascosta di Prescott, George Herbert Walker. Il nonno materno di Prescott, George Herbert Walker, aveva fondato a St.Louis, nel 1900, la società finanziaria G. H. Walker and Company.

Tale fu il suo successo, che nel 1920 la società si trasferiva con tutti gli onori nella prestigiosa Wall Street di New York. Nel 1924 George Walker conobbe l’industriale tedesco Fritz Tyssen, uno dei maggiori finanziatori del nascente partito nazista.

In poco tempo Walker divenne a sua volta il tramite di finanziamenti sempre più voluminosi che dall’America finivano direttamente nelle casse di Hitler.

Averill Harriman

Un’altra compagnia che investiva denaro americano in Germania era la Sullivan & Cromwell di un certo Allen Dulles, che ritroveremo trent’anni dopo alla guida della CIA, ed una terza, la più importante di tutte, era la Harriman & Associates di un certo Averill Harriman, un personaggio con forti legami col paritito nazista tedesco, che in seguito sarebbe divenuto ambasciatore USA a mosca, e poi ministro del Commercio, sotto Truman.

Nel 1931 Harriman scelse George Walker alla guida della Union Banking Corporation, la banca che gli serviva da tramite per i suoi traffici monetari con la Germania, e a sua volta, nel 1934, George Walker fece assumere il nipote Prescott come vice presidente della Harriman & Associates, accanto al suo boss.

Nel 1936 Harriman fondò la Brown Brothers Harriman, ne assunse alla guida legale Allen Dulles, del quale assorbiva nel frattempo la Sullivan & Cromwell.

Rockfeller

Nel 1937 Harriman entro in società con i Rockefeller, dando origine alla Brown Brothers Harriman-Schroeder Rock. Già a quel tempo, Rockefeller significava Standard Oil.

Come delfino di Harriman, Prescott Bush si era intanto venuto a trovare, prima della guerra, anche nel consiglio di amministrazione della Union Banking.

Ma nel 1942 – a guerra scoppiata – la banca si vide congelare dall’FBI di Edgar J. Hoover tutti i beni, in seguito ad una legge che imponeva di interrompere ogni possibile relazione finanziaria con in paesi nemici.

Ma Prescott, con l’aiuto di Dulles, seppe congegnare un meccanismo finanziario che permise alla maggior parte dei capitali di sfuggire al congelamento, dirottandoli semplicemente in operazioni molto meno vistose, ma altrettanto lucrative.

Per Prescott fu il trionfo, e per Dulles la garanzia di un futuro senza più limiti alle sue ambizioni. Naturalmente Hoover non era stato troppo rigoroso nell’indagare sulla Union Bank di Harriman, e molto probabilmente nacque proprio in quei giorni una reciproca simpatia fra i tre “ragazzi”, che avrebbe poi condizionato la storia per molti decenni a venire.

Richard Nixon, creazione di Prescott

Nel dopoguerra Richard Nixon era divenuto il pupillo di Prescott – altri direbbero il suo pupazzo – che aveva finanziato la sua elezione al parlamento, dopo averlo prelevato dai ranghi dell’FBI.

Risale a questi anni un possibile collegamento fra Nixon e Jack Ruby, l’assassino di Oswald a Dallas, sul quale torneremo in seguito.

“Nonno Bush” aveva poi piazzato Nixon accanto ad Eisenhower, alla vice-presidenza, facendogli sposare la nipotina dell’ex-generale. Nixon era quindi diventato il candidato naturale alla presidenza, nel 1960, allo scadere del mandato di Eisenhower, ma aveva perso a sorpresa contro lo sconosciuto Kennedy.

Con l’assassinio di Dealey Plaza, tre anni dopo, si riapriva per Nixon, e quindi per Prescott Bush, la strada della Casa Bianca.

Il giorno seguente infatti – come poi raccontò uno dei suoi più stretti collaboratori – si svolse a casa di Nixon una riunione segreta, nella quale vennero discusse le strategie per rientrare sulla scena politica, dopo la bruciante sconfitta del 1960.

Cuba era diventata nel frattempo una dolorosa spina nel fianco, dopo il fallimento dell’invasione della “Baia dei Porci”, che i repubblicani imputavano interamente a Kennedy.

Ma il progetto originale, del ’59, era dello stesso Nixon, il quale evidentemente “se lo era preparato” per ritrovarselo fresco sul tavolo, una volta divenuto presidente.

(Nella foto accanto, Prescott Bush siede accanto ad Eisenhower).

Howard Hunt, uomo della Cia

Lo aveva elaborato subito dopo la rivoluzione castrista, collaborando con un certo Howard Hunt della Cia, uomo di Allen Dulles (il direttore CIA in quel periodo) sin dagli anni ’30.

La differenza era che il piano Hunt-Nixon-Dulles prevedeva che al momento giusto l’America avrebbe concesso il supporto militare richiesto dagli “invasori” di Cuba, mentre Kennedy “al momento giusto” si rifiutò di concederlo.

Questo causò una crisi insanabile all’interno dell’amministrazione, con la frattura definitiva fra la CIA e Kennedy, che si permise addirittura di licenziare Dulles.

(John Kennedy appunta una medaglia al petto di Allen Dulles, direttore dell CIA, prima che il loro rapporto si incrinasse definitivamente).

Meno di due anni dopo, Allen Dulles sedeva accanto al giudice Warren, nella famigerata commissione che prendeva il suo nome, e che riusciva in qualche modo ad insabbiare le indagini sull’omicidio più famoso della storia. (2)

Curiosamente, anche Howard Hunt si trovava a Dallas il giorno dell’attentato. Nonostante in seguito abbia tentato di negarlo, fu inchiodato in proposito dalla testimonianza dei suoi stessi figli. Il crocevia texano si fa sempre più fitto.

Da Dallas in poi

Nel ’64 però Nixon scelse, saggiamente, di non candidarsi, poichè la popolarità di Johnson – succeduto a Kennedy dopo Dallas – in quel momento era alle stelle.

Johnson infatti stracciò letteralmente il candidato repubblicano Barry Goldwater. Nixon sarebbe rientrato alla Casa Bianca solo nel ’68, dopo la morte del nuovo candidato democratico, Robert Kennedy, anch’egli assassinato in circostanze mai chiarite, ma di certo non da Shiran Shiran solamente (3).

Una volta che Nixon fu presidente, Howard Hunt fece uno strepitoso balzo di carriera, passando da semplice agente CIA a capo dei Servizi Segreti della Casa Bianca.

Contemporaneamente George H. Bush (“Bush padre”, il figlio di Prescott) veniva nominato da Nixon ambasciatore alle Nazioni Unite.

Ormai le redini del comando, in famiglia, erano passate a George H. Bush. Prescott però moriva, nel 1972, e non potè vedere il figlio diventare direttore della CIA nel 1976, poi vice-presidente sotto Reagan (1980-1988), ed infine presidente egli stesso, dal 1988 al 1992.

Non vide nemmeno, peraltro, la sconfitta del figlio nel 1992, che perdeva inaspettatamente la sua rielezione contro uno sconosciuto Bill Clinton.

La storia sembrava ripetersi, e fu questa volta George H. Bush a dover attendere la controversa decisione della Corte Suprema, nel 2000, per poter piazzare il figlio – l’attuale presidente – fra le mura tanto amate.

11 settembre 2001

Talmente amate, parrebbe, che il 10 di Settembre del 2001, nonostante il figlio si trovasse in Florida, decise di fermarsi a dormire alla Casa Bianca, sulla via del ritorno da New York al Texas.

Lo ha raccontato egli stesso in televisione, più di una volta. Sarebbe ripartito molto presto all’alba, venendo così a trovarsi già vicino a casa, al momento del blocco completo dei voli che seguì gli attentati dell’11 Settembre.

La sera del 10, a fare gli onori di casa, c’era Dick Cheney, l’uomo che lo stesso Bush aveva messo accanto al figlio, come vice-presidente, un anno prima.

Cheney era anche l’uomo che, in assenza del presidente in carica, avrebbe saldamente preso in mano la situazione durante gli attacchi terroristici, arrivando anche a far deviare, tramite i servizi segreti, i due caccia che si stavano finalmente dirigendo verso l’aereo diretto sul Pentagono, e mandandoli invece su un bersaglio fasullo.

Che cosa abbia fatto George H. Bush a Dallas nel lontano 1963, e che cosa abbia fatto – o di cosa abbia parlato con Cheney – la notte del 10 Settembre 2001, alla Casa Bianca, non lo sapremo probabilmente mai.

Noi abbiamo riportato finora solo dei fatti accertati. A ciascuno trarre le proprie conclusioni.

Ecco il documento FBI che informa della strana telefonata che fece Bush ad un agente locale, il 22 Novembre 1963.

(Traduzione)

DATA: 22 NOVEMBRE 1963
DA: AGENTE GRAHAM W. KITCHEL
CONTENUTO: PERSONA SCONOSCIUTA. 
ASSASSINIO DEL PRESIDENTE KENNEDY.

Alle ore 1:45 pm il Signor George H.W. Bush, presidente della società petrolifera Zapata Drilling Company, di Houston, Texas, residente a Briar 5255, di Houston, ha fornito per telefono allo sottoscritto le seguenti informazioni, in intercomunale da Tyler, nel Texas.

Bush ha detto che voleva dare in via confidenziale delle informazioni su una voce che ha sentito girare nelle settimane scorse, da persone e in data imprecisate. Ha detto che un certo James Parrott andava parlando di uccidere il Presidente quando verrà a Houston.

Bush ha detto che Parrott è forse uno studente dell’università di Houston, ed è un attivista politico in questa zona. Ha detto che pensava che signor la Signora Fanley, telefono SU 2-5239, o Arlene Smith, telefono JA 9-9194, della direzione del partito repubbicano della contea di Harris avrebbero potuto fornire maggiori informazioni sull’identità di Parrott.

Bush ha dichiarato di essere in partenza per Dallas, Texas, dove avrebbe alloggiato allo Sheraton-Dallas, per tornare a casa sua il 23 Novembre 1963 [il giorno seguente, N.d.T.]. Il suo numero telefonico di ufficio è CA 2-0395.

Segue sigla

Tutte coincidenze?

Curioso: mentre Kennedy sta morendo all’ospedale di Dallas, Bush – allora privato cittadino, e presidente di una delle tante compagnie petrolifere di proprietà di famiglia – parte per la stessa città, e si premura di farlo sapere all’FBI.

Sembra inoltre di leggere fra le righe una strana voglia da parte sua di “farsi trovare” a tutti costi dalla stessa FBI, a Dallas quella sera.

Ancora più curioso è che Bush utilizzi, come scusa per rendere nota la sua presenza in città, proprio la “voce di possibile attentato al Presidente Kennedy, quando verrà a Huston”, visto che a Houston Kennedy c’era già stato.

Di certo si può supporre una cosa: se Bush quella sera è stato contattato dall’FBI – come appare probabile – avrà sicuramente avuto da loro più informazioni sull’attentato appena avvenuto, di quante ne possa mai aver date sul suo fantomatico “James Parrott”.

Curioso infine che l’ora in cui fu ricevuta la telefonata (13.45) corrisponda al momento in cui la notizia della morte di Kennedy, avvenuta intorno alle 13, iniziava a rimbalzare in tutte le agenzie del mondo.

Giusto per assicurarsi un “alibi” fuori città, nel caso estremo, ma anche giusto in tempo per saltare in macchina e raggiungere lo Sheraton di Dallas, dove potersi “rendere reperibile in serata.”

Il documento dell’FBI

Può darsi. Ma che dire allora di questo documento, dal quale risulta che Jack Ruby – l’uomo su cui fece perno l’intera organizzazione dell’omicidio di Dallas, e che pensò poi a liberarsi fisicamente di Oswald, prima che potesse parlare – lavorava per Nixon già dal lontano 1947? Si tratta di un documento dell’FBI, desecretato qualche anno fa.

“Giuro con questa dichiarazione che un certo Jacob Rubinstein di Chicago, potenziale testimone davanti al Comitato per le Attività Antiamericane [Commissione McCarthy], lavora come informatore per l’ufficio del deputato repubblicano della California, Richard M. Nixon. Si richiede di non interrogarlo pubblicamente nelle udienze sopra menzionate.”

Giurato oggi 14 Novembre 1947
Segue firma
Assistente d’Ufficio

E’ noto che in quel periodo Ruby lavorasse per la mafia di Chicago, e il documento sembra quindi fornire l’anello mancante per il collegamento fra mondo “pulito” e mondo “sporco, che fu assolutamente necessario per organizzare a Dallas un attentato che desse le massime garanzie di riuscita.

Quella che segue è una scaletta riassuntiva, che colloca nel tempo i movimenti principali dei maggiori personaggi citati in questa scheda.

Il mondo è davvero piccolo, a volte, non trovate? Fonte: luogocomune.net – Titolo originale: Da Dallas alle Torri Gemelle: i Bush e la svastica di famiglia

PANTANI / SILENZIO TOTALE SUL GIRO DEL ’99 TAROCCATO DALLA CAMORRA

27 novembre 2018 di: MARIO AVENA lavocedellevoci.it

Che fine ha fatto il fascicolo giudiziario su Marco Pantani e il Giro d’Italia del 1999 comprato dalla camorra? Due anni e mezzo fa il legale della famiglia, Antonio De Renzis, chiese alla Procura di Napoli la riapertura dell’inchiesta, allegando una ponderosa documentazione sul ruolo giocato dalla malavita organizzata nel taroccare – attraverso un vorticoso giro di scommesse – quel Giro in cui “Pantani non doveva arrivare a Milano”.

Si è rivolto alla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, De Renzis, dopo l’archiviazione decisa dalla procura di Forlì, che pur avendo acquisito una gran mole di prove in grado di certificare il condizionamento dei clan, le pressioni sull’equipe medica a Madonna di Campiglio e aver raccolto le testimonianze di sportivi, addetti ai lavori e soprattutto di alcuni ‘collaboratori di giustizia’, sostenne che non però non si potevano provare quelle manovre intimidatrici, pur così evidenti. Alla procura di Forlì, infatti, non sanno quasi niente di camorra e dei suoi metodi, pur se da anni è penetrata nel tessuto economico e produttivo.

Tant’è. Archiviazione. Come è successo per il secondo filone d’inchiesta, quello della morte di Marco al residence Le Rose di Rimini. Un chiaro omicidio, con tutti i segni e le tracce ben evidenti che solo alla procura di Forlì non hanno visto. Rituale, è arrivata poi la pietra tombale della sentenza di Cassazione. Suicidio, pur se il suo corpo presentava (proprio come nel caso di David Rossi) molte ferite, segni di trascinamento… e altre cento anomalie, documentate in un ampio dossier dall’avvocato De Renzis.

Il quale, appunto, ad agosto 2016, ha inoltrato alla Dda di Napoli la richiesta di riaprire le indagini su quel maledetto Giro, del quale per primo parlò Renato Vallanzasca in carcere, raccogliendo le confidenze di un camorrista recluso. Da qui il via alle indagini che hanno portato alle verbalizzazioni bollenti di vari pentiti di camorra i quali hanno fornito ragguagli sulle mani della malavita organizzata per taroccare il Giro.

Riteneva, De Renzis, che la Dda di Napoli fosse il luogo più adatto dove poter effettuare ulteriori indagini e caso mai incrociarle con altre, tenuto conto della vasta esperienza accumulata dalla Dda in tanti anni di lavoro. Il fascicolo è stato assegnato al pm Antonella Serio.

E invece? Dopo due anni e mezzo il silenzio più totale. Nessuna notizia. Nel frattempo a quanto pare per la difesa della famiglia Pantani è subentrato un nuovo legale, Sabrina Rondinelli, che contattata per aver conferma circa la nomina e le novità sul caso, si chiude a riccio e sostiene di non voler parlare con i giornalisti.

Cosa ha fatto in questi mesi la Rondinella per smuovere le acque? E’ mai venuta a Napoli, dalla sua Sicilia, per parlare con i magistrati? Perchè alimenta questo buio totale e questo silenzio che fa tanto rumore?

Gli arresti di massa a Parigi come proteste “Vest giallo” entrano in Violenta terza settimana, diffuse in Belgio

zerohedge.com 1.12.18

La polizia francese ha lanciato gas lacrimogeni dopo che migliaia di attivisti della “maglia gialla” si sono radunati negli Champs Élysées per una terza settimana di proteste contro il presidente Emmanuel Macron e il suo governo. Sono stati effettuati oltre 122 arresti. 

Cantando “Sulla strada per le dimissioni di Macron”, i manifestanti sono stati colpiti con gas lacrimogeni mentre la polizia antisommossa ha lottato per contenere la violenza di sabato, che ha visto incendiare le auto, dipingere proiettili su ufficiali e diverse ferite. I manifestanti hanno tentato di violare le barricate che bloccano il percorso verso il palazzo presidenziale sabato mattina; “accendere fuochi, lanciare sassi e spruzzare agenti di polizia con vividi colori gialli”.

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Riot police fire tear gas and stun grenades at “yellow vest” protesters in Paris.

It’s the third weekend of mall demonstrations which began against rising fuel prices.

Follow the latest from France and the rest of the world here: http://po.st/BLrGHt 

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Guarda in diretta: 

I manifestanti sono stati colpiti con un cannone ad acqua per la seconda settimana consecutiva: View image on Twitter

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J’ai été blessé par un tir de la police

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Originariamente formati per protestare contro l’aumento dei prezzi del carburante, i manifestanti della “maglia gialla” si sono evoluti in una più ampia manifestazione contro il governo del presidente Emmanuel Macron nelle ultime settimane. Dopo che il ministro degli interni francese Christophe Castaner inizialmente ha accusato l ‘”estrema destra” per le proteste, il ministero degli interni ha ora affermato che i partecipanti sono “manifestanti di estrema destra e di estrema sinistra”, secondo  The Guardian . 

Le  proteste di gilet jaunes (giubbotti gialli) stanno ponendo una delle sfide più sostenute finora alla leadership di Emmanuel Macron. Centinaia di migliaia di manifestanti hanno barricato strade e blocchi di carburante e depositi di carburanti in tutta la  Francia  nelle ultime due settimane, lamentando che la politica fiscale di Macron per la società è stata ingiusta e che i lavoratori a basso reddito non sono riusciti a sbarcare il lunario.

Gli automobilisti inizialmente hanno dimostrato contro l’aumento delle tasse sul carburante  due settimane fa , ma i manifestanti, che non hanno leader e si sono ampiamente organizzati online, ora hanno richieste molto più ampie e ulteriori azioni sono state seguite. – The Guardian

Ci sono state affermazioni che “gruppi più radicali” si sono infiltrati nel movimento di base, mentre Castaner ha twittato che “1.500 disturbatori” avevano superato quello che era iniziato come “200 manifestanti pacifici”. Le risposte al suo tweet suggeriscono che le persone non lo comprano …

200 manifestants pacifiques sur les Champs-Élysées.
1500 perturbateurs à l’extérieur du périmètre venus pour en découdre.
Nos forces de l’ordre répondent présent et repoussent les casseurs : déjà 39 interpellations. #1erDécembre

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Due persone sono state uccise in incidenti stradali e centinaia di feriti da quando i disordini sono iniziati il ​​17 novembre. 

Nel frattempo  le proteste si sono diffuse a Bruxelles, in Belgio, dove gli attivisti di Yellow Vest hanno  bruciato i furgoni della polizia dopo che la polizia ha sparato un cannone ad acqua alla folla. 

Embedded video

‘Yellow Vest’ protest hits Brussels
Details: https://on.rt.com/9jjq 

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VIDEO: Protesters in Belgium burned police vans after officers fired water cannon to disperse violent members of the “yellow vest” movement which spilled over from France

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[In videos] – Protesters wearing the ‘Yellow Vest’ clash with police as they gather against high taxes and costs of living on November 30, 2018, in Brussels, Belgium.

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https://twitter.com/AFP/status/1068627313426919424

https://twitter.com/anadoluagency/status/1068546242836353024

Sacchi di denaro contante, legge marziale e tutti i sorrisi: telefonata “costruttiva” della FISM con il presidente dell’Ucraina

zerohedge.com 1.12.18

Divertente come funziona … La stessa settimana il presidente ucraino Petro Poroshenko ha imposto la legge marziale su gran parte del paese, il Fondo Monetario Internazionale gli ha assicurato che i parametri chiave del bilancio 2019 erano sulla buona strada per un proposto programma di aiuti di 3,9 miliardi di dollari approvato per durare mese che è progettato per aiutare il paese a mantenere la stabilità finanziaria e la fiducia degli investitori soprattutto in vista di un periodo di elezioni incerto il prossimo anno.

L’amministratore delegato della FISM Christine Lagarde si è personalmente assicurato in una telefonata con Poroshenko mercoledì   lo stesso giorno in cui il presidente ucraino ha firmato la nuova legge marziale in vigore . Secondo l’agenzia di stampa indipendente  ucraina Unian :

È stato particolarmente sottolineato che l’introduzione della legge marziale non influenza l’interazione con il FMI .

Prima foto di archivio dell’amministratore delegato dell’FMI Christine Lagarde e del presidente ucraino Petro Poroshenko, via Reuters

Il servizio stampa di Poroshenko ha detto in un seguito di una conversazione telefonica con Lagarde: “Il Capo dello Stato ha informato Madame Lagarde dell’adozione e dei parametri chiave del bilancio statale dell’Ucraina per l’anno 2019. Madame Lagarde ha osservato che, secondo la Le stime preliminari del FMI, gli indicatori chiave del bilancio statale dell’Ucraina sono in linea con i parametri concordati con il Fondo . “

Lagarde ha definito la conversazione “costruttiva” secondo Reuters . Una dichiarazione ufficiale rilasciata da Lagarde dopo la telefonata del mercoledì diceva : 

Il presidente mi ha informato sui parametri chiave del bilancio 2019, che è stato recentemente approvato dal parlamento ed è attualmente all’esame del personale dell’FMI. La valutazione preliminare è soddisfacente e il processo dovrebbe essere completato a breve.

Il nuovo accordo siglato in ottobre durerà 14 mesi e sostituirà un precedente programma di aiuti di 17,5 miliardi di dollari dal 2015 che ha cercato di sostenere l’economia malconcia della guerra in Ucraina. È soggetto all’approvazione dell’Ucraina di un bilancio del 2019 che soddisfi i requisiti del FMI, con l’approvazione definitiva prevista dal comitato esecutivo dell’FMI per arrivare più tardi nello stesso anno. 

Secondo un  commento di Unian sulla telefonata di Kiev  : “La signora Lagarde ha anche confermato la volontà del FMI di continuare la buona cooperazione con l’Ucraina e di sostenere il paese nell’attuazione delle sue riforme”, secondo il rapporto. 

IMF has a funny way of always turning up with sacks of cash & photo op smiles whenever pro-western strongmen declare martial law  https://economics.unian.info/10356618-ukraine-s-president-imf-endorses-key-indicators-of-2019-budget-for-further-cooperation.html …

It was particularly underlined that the introduction of the martial law does not influence the interaction with the IMF.

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Venerdì, appena due giorni dopo la telefonata “costruttiva” con Poroshenko, il presidente ucraino ha annunciato che a tutti i maschi russi tra i 16 ei 60 anni sarebbe vietato entrare in Ucraina come parte dell’attuazione di 30 giorni di legge marziale in dieci province. 

La legge marziale è in vigore fino al 26 dicembre, dopo che la Marina russa ha sequestrato tre navi ucraine e 24 marinai nel Mar Nero la scorsa domenica, mentre l’equipaggio è accusato di “manovre pericolose” nell’acqua territoriale russa.

Tutto ciò che resta da dire è riassunto nell’osservazione del giornalista Mark Ames, che ha giustamente osservato : “Il FMI ha un modo divertente di presentarsi sempre con sacchi di denaro e sorrisi da foto quando gli uomini forti pro-occidentali dichiarano la legge marziale”.

George HW Bush, 41 ° Presidente degli Stati Uniti morto a 94 anni: il guerriero della Guerra Fredda, che ha trascorso una vita in un alto ufficio pubblico e ha governato una dinastia politica americana, scompare in Texas otto mesi dopo la sua amata moglie Barbara

Di KEITH GRIFFITH PER DAILYMAIL.COM e ASSOCIATED PRESS

PUBBLICATA: 04:54 GMT, 1 dicembre 2018 | AGGIORNATO: 11:00 GMT, 1 dicembre 2018

  • George Herbert Walker Bush, 41 ° presidente dell’America, è morto venerdì sera nella sua casa di Houston
  • Era stato ricoverato in ospedale qualche giorno prima con bassa pressione sanguigna e diverse volte in precedenza per polmonite
  • La sua morte arriva a meno di otto mesi dalla moglie di 73 anni che Barbara passa ad aprile
  • I tributi si sono riversati dagli ex presidenti Clinton, Obama e George W. Bush, il figlio maggiore di Bush
  • L’eroe della seconda guerra mondiale Bush ha presieduto gli ultimi giorni della Guerra Fredda e lo scioglimento dell’Unione Sovietica
  • Figlio di un senatore e padre di un presidente, Bush era l’uomo con il curriculum politico d’oro 
  • La Guerra del Golfo del 1991 ha alimentato la sua popolarità, ma era ossessionato dalla sua osservazione: “Leggete le mie labbra. Nessuna nuova tassa ‘
  • Bush Snr fu sconfitto da Bill Clinton nel 1992, ma sarebbe vissuto per vedere il suo primogenito George W. essere eletto due volte 

George Herbert Walker Bush, 41 ° presidente dell’America, è morto all’età di 94 anni.

L’eroe della Seconda Guerra Mondiale è morto venerdì alle 10.10 pm CT nella sua casa di Houston, in Texas, e il suo ufficio ha confermato in un comunicato.

La dichiarazione non specificava la causa della morte, ma Bush aveva una forma di malattia di Parkinson ed era stata ricoverata diverse volte per polmonite e altre infezioni negli ultimi anni. Alcuni giorni prima della sua morte, Bush sarebbe stato trattato per la pressione bassa.

Bush Snr, che ha presieduto gli ultimi giorni della Guerra Fredda e lo scioglimento dell’Unione Sovietica, è morto meno di otto mesi dopo che la sua amata moglie di 70 anni, Barbara, è morta.

Il figlio maggiore George W. Bush, 43 ° presidente, ha reso omaggio a suo padre e al capo della loro dinastia politica a nome dei suoi fratelli, dicendo: “Jeb, Neil, Marvin, Doro e io siamo rattristati nell’annunciare che dopo 94 notevoli anni, il nostro caro papà è morto.

“George HW Bush era un uomo di altissimo carattere e il miglior papà che un figlio o una figlia potessero chiedere. L’intera famiglia Bush è profondamente grata per la vita e l’amore di 41, per la compassione di coloro che hanno curato e pregato papà e per le condoglianze dei nostri amici e concittadini, “ha aggiunto il giovane Bush.

George HW Bush, 41 ° presidente dell'America, è morto venerdì nella sua casa di Houston, all'età di 94 anni. È stato visto sopra nel 2013

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George HW Bush, 41 ° presidente dell’America, è morto venerdì nella sua casa di Houston, all’età di 94 anni. È stato visto sopra nel 2013

Bush abbraccia l'ex first lady Barbara Bush nel 2006, dopo averlo presentato ad un pranzo per la festa della mamma a Dallas

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Bush abbraccia l’ex first lady Barbara Bush nel 2006, dopo averlo presentato ad un pranzo per la festa della mamma a Dallas

George W. Bush e suo padre L'ex presidente George HW Bush saluta la folla prima che i Texas Rangers ospitano i San Francisco Giants in Game Four delle World Series 2010

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George W. Bush e suo padre L’ex presidente George HW Bush saluta la folla prima che i Texas Rangers ospitano i San Francisco Giants in Game Four delle World Series 2010

Bush dà il suo discorso di accettazione per la nomina persecutiva alla Convention nazionale repubblicana a New Orleans, in Louisiana, il 18 agosto 1988

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Bush dà il suo discorso di accettazione per la nomina persecutiva alla Convention nazionale repubblicana a New Orleans, in Louisiana, il 18 agosto 1988L’ex presidente George HW Bush muore all’età di 94 anni

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Brent Scowcroft, il consigliere per la sicurezza nazionale durante la presidenza di Bush, ha dichiarato: “Il mondo ha perso un grande leader; questo paese ha perso uno dei suoi migliori; e ho perso uno dei miei più cari amici. Sono affranto.’

Il presidente Donald Trump e la First Lady Melania hanno anche reso omaggio a Bush in una dichiarazione.

‘Attraverso la sua autenticità essenziale, l’arguzia disarmante e l’incrollabile impegno nei confronti della fede, della famiglia e del paese, il presidente Bush ha ispirato generazioni dei suoi compatrioti americani al servizio pubblico – essere, con le sue parole,’ mille punti luce ‘illuminando la grandezza, la speranza e l’opportunità dell’America nel mondo “, ha affermato la dichiarazione.

“Il suo esempio sopravvive e continuerà a stimolare i futuri americani a perseguire una causa più grande”.

Anche altri ex presidenti hanno espresso le condoglianze per la morte di Bush.

Bill Clinton, che sconfisse Bush nelle elezioni del 1992, disse in una dichiarazione: “Sarò per sempre grato per l’amicizia che abbiamo formato. Dal momento in cui l’ho conosciuto come un giovane governatore invitato a casa sua a Kennebunkport, sono rimasto colpito dalla gentilezza dimostrata al Chelsea, dalla sua innata e genuina decenza e dalla sua devozione a Barbara, ai suoi figli e alla loro crescente covata. ‘

“Pochi americani sono stati o saranno in grado di eguagliare il primato del servizio di Bush negli Stati Uniti e la gioia che ha preso ogni giorno da esso; dal suo servizio militare nella seconda guerra mondiale, al suo lavoro al Congresso, alle Nazioni Unite, alla Cina, alla Central Intelligence Agency, alla Vice Presidenza e alla Presidenza, dove ha lavorato per spostare il mondo post Guerra fredda verso una maggiore unità, pace e libertà “, ha aggiunto Clinton.

Barack Obama ha dichiarato in una dichiarazione: “L’America ha perso un patriota e un umile servitore in George Herbert Walker Bush”.

‘Mentre i nostri cuori sono pesanti oggi, sono anche pieni di gratitudine. I nostri pensieri sono con tutta la famiglia Bush stasera – e tutti quelli che sono stati ispirati dall’esempio di George e Barbara “, ha aggiunto.

Figlio di un senatore e padre di un presidente, Bush era l’uomo con il curriculum d’oro che si ergeva tra i ranghi politici: dal deputato all’ambasciatore delle Nazioni Unite, presidente del Partito repubblicano all’inviato in Cina, direttore della CIA a vicepresidente a due estremamente popolare Ronald Reagan. 

La Guerra del Golfo del 1991 ha alimentato la sua popolarità. Ma Bush riconoscerebbe di aver avuto difficoltà a articolare “la visione”, e fu perseguitato dalla sua decisione di rompere un severo e solenne voto fatto agli elettori: “Leggi le mie labbra. Nessuna nuova tassa. ‘

Ha perso la sua offerta per la rielezione a Bill Clinton in una campagna in cui l’uomo d’affari H. Ross Perot ha preso quasi il 19 per cento dei voti come candidato indipendente. Ciononostante, visse per vedere suo figlio, George W., eletto per due volte alla presidenza – solo i secondi amministratori delegati di padre e figlio, seguendo John Adams e John Quincy Adams.

George H. Bush, Naval Aviator Cadet, è stato visto all'inizio del 1943

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Il pilota della Marina statunitense George Bush siede nella cabina di pilotaggio di un aereo da caccia Avenger, c.  1943-1945

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Bush è visto come un cadetto aviatore della Marina nel 1943 e proprio come un giovane pilota della Marina

Il pilota della Marina George HW Bush siede nella cabina di pilotaggio di un VT-51 Avenger nel 1944

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Il pilota della Marina George HW Bush siede nella cabina di pilotaggio di un VT-51 Avenger nel 1944

Una volta fuori sede, Bush si accontentò di rimanere ai margini, tranne che per un discorso occasionale o un’apparizione a pagamento e visite all’estero. Ha appoggiato Clinton sull’accordo di libero scambio nordamericano, che ha avuto la sua genesi durante la sua presidenza. Ha visitato il Medio Oriente, dove è stato venerato per la sua difesa del Kuwait. E tornò in Cina, dove fu accolto come “vecchio amico” dai suoi giorni come ambasciatore degli Stati Uniti.

In seguito ha collaborato con Clinton per raccogliere decine di milioni di dollari per le vittime di uno tsunami del 2004 nell’Oceano Indiano e l’uragano Katrina, che ha inondato New Orleans e la costa del Golfo nel 2005. Durante i loro viaggi ad ampio raggio, la strana coppia politica si è avvicinata .

“Chi avrebbe pensato che avrei lavorato con Bill Clinton, tra tutte le persone?” Bush ha scherzato nell’ottobre 2005.

Nella sua post-presidenza, la popolarità di Bush rimbalzò con la crescita della sua reputazione di leader fondamentalmente decente e ben intenzionato che, sebbene non fosse un oratore commovente o un visionario onirico, era un risoluto umanitario. Funzionari eletti e celebrità di entrambe le parti hanno espresso pubblicamente il loro affetto.

Dopo che l’Iraq invase il Kuwait nell’agosto del 1990, Bush iniziò rapidamente a costruire una coalizione militare internazionale che includeva altri stati arabi. Dopo aver liberato il Kuwait, ha respinto i suggerimenti secondo cui gli Stati Uniti portano l’offensiva a Baghdad, scegliendo di porre fine alle ostilità a sole 100 ore dall’avvio della guerra di terra.

“Non era questo il nostro obiettivo”, ha dichiarato all’Associated Press nel 2011 dal suo ufficio a pochi isolati dalla sua casa di Houston. “La cosa buona è che c’è stata una perdita di vite umane molto inferiore a quella che era stata prevista e in effetti di quanto avremmo potuto temere.”

Come primo baseman e capitano della sua squadra di baseball alla Yale University, Bush ha giocato nel primo World College Series nel 1947

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Come primo baseman e capitano della sua squadra di baseball alla Yale University, Bush ha giocato nel primo World College Series nel 1947

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Come primo baseman e capitano della sua squadra di baseball alla Yale University, Bush ha giocato nel primo World College Series nel 1947

Il tenente della Marina George Bush e Barbara Pierce si sposano nella First Presbyterian Church a Rye, New York, il 6 gennaio 1945

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Il tenente della Marina George Bush e Barbara Pierce si sposano nella First Presbyterian Church a Rye, New York, il 6 gennaio 1945

Bush e la sua sposa Barbara vengono visti al loro matrimonio nel 1945 a Rye, New York

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Bush e la sua sposa Barbara vengono visti al loro matrimonio nel 1945 a Rye, New York

George HW Bush con sua moglie, Barbara, ei loro figli Pauline e George W. a cavallo nel cortile delle loro Midlands, ranch del Texas

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George HW Bush con sua moglie, Barbara, ei loro figli Pauline e George W. a cavallo nel cortile delle loro Midlands, ranch del Texas

Ma la decisiva sconfitta militare non ha portato alla caduta del regime, come molti nell’amministrazione avevano sperato.

“Ho sbagliato i calcoli”, ha riconosciuto Bush. La sua eredità fu perseguitata per anni dai dubbi sulla decisione di non rimuovere Saddam Hussein. Il leader iracheno fu alla fine spodestato nel 2003, nella guerra guidata dal figlio di Bush che fu seguita da una lunga insanguinata insurrezione.

George HW Bush è entrato alla Casa Bianca nel 1989 con la reputazione di uomo dall’indecisione e dai punti di vista indeterminati. Un newsmagazine ha suggerito che era un “wimp”.

Ma il suo approccio alla presidenza durissimo e duro con il lavoro ha ottenuto un’ampia approvazione pubblica. Ha tenuto più conferenze stampa nella maggior parte dei mesi di quanto Reagan abbia fatto nella maggior parte degli anni.

La crisi irachena del 1990-91 ha messo in luce tutte le abilità che Bush aveva affinato in un quarto di secolo di politica e servizio pubblico.

Dopo aver vinto il sostegno delle Nazioni Unite e il via libera da un riluttante Congresso, Bush ha scatenato una guerra aerea punitiva contro l’Iraq e un juggernaut di cinque giorni che ha mandato le forze irachene a barcollare in disordine a Baghdad. 

Si crogiolò nella più grande effusione di patriottismo e orgoglio per l’esercito americano dalla seconda guerra mondiale, e il suo grado di approvazione raggiunse il 90%.

Le altre battaglie che ha combattuto come presidente, tra cui una guerra alla droga e una crociata per rendere i bambini americani i migliori istruiti del mondo, non sono stati così decisivamente vinti.

Bush è stato visto all'inizio della sua carriera politica negli anni '60, quando era un membro del Congresso del Texas

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Bush è stato visto all’inizio della sua carriera politica negli anni ’60, quando era un membro del Congresso del Texas

George HW Bush e una donna non identificata sbirciano in una partizione con un poster di Ronald Reagan, uno dei suoi avversari per la nomination presidenziale del partito repubblicano, nel 1980

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George HW Bush e una donna non identificata sbirciano in una partizione con un poster di Ronald Reagan, uno dei suoi avversari per la nomination presidenziale del partito repubblicano, nel 1980

Il candidato presidenziale repubblicano Ronald Reagan e il candidato alla vicepresidenza George Bush e le loro mogli salutano mentre lasciano Detroit due giorni dopo la Convention nazionale repubblicana del 1980 

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Il candidato presidenziale repubblicano Ronald Reagan e il candidato alla vicepresidenza George Bush e le loro mogli salutano mentre lasciano Detroit due giorni dopo la Convention nazionale repubblicana del 1980 

Ritratto della famiglia Bush seduto di fronte alla loro casa a Kennebunkport, nel Maine nel 1986

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Ritratto della famiglia Bush seduto di fronte alla loro casa a Kennebunkport, nel Maine nel 1986

Il presidente Ronald Reagan e il vicepresidente George Bush, accompagnati dalle mogli Nancy e Barbara, si uniscono per mano dopo che Reagan appoggia la corsa di Bush per la presidenza durante la Cena del Presidente a Washington l'11 maggio 1988

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Il presidente Ronald Reagan e il vicepresidente George Bush, accompagnati dalle mogli Nancy e Barbara, si uniscono per mano dopo che Reagan appoggia la corsa di Bush per la presidenza durante la Cena del Presidente a Washington l’11 maggio 1988

Andò in ufficio promettendo di rendere gli Stati Uniti una nazione “più gentile, gentile” e invitando gli americani a fare volontariato per le loro buone cause – uno sforzo che disse avrebbe creato “mille punti luce”.

E ‘stata la violazione di Bush di un diverso impegno, la promessa di non nuova tassa, che ha contribuito ad affondare la sua offerta per un secondo mandato. Ha abbandonato l’idea nel suo secondo anno, tagliando un accordo di riduzione del deficit che ha irritato molti repubblicani del Congresso e contribuito alle perdite del GOP nelle elezioni di metà mandato del 1990.

Un appassionato uomo d’affari che prese a modello Theodore Roosevelt, Bush cercò di salvaguardare l’ambiente e firmò i primi miglioramenti al Clean Air Act in più di un decennio. È stato l’attivismo con un cast repubblicano, che consente agli inquinatori di comprare crediti esterni per gli altri e dare flessibilità all’industria su come raggiungere obiettivi più difficili sullo smog.

Ha anche firmato il punto di riferimento Americans with Disabilities Act per vietare la discriminazione sul posto di lavoro contro le persone con disabilità e richiedere un migliore accesso ai luoghi pubblici e ai trasporti.

Bush non riuscì a contenere il deficit, che era triplicato a $ 3 trilioni sotto Reagan e galoppava oltre 300 miliardi di dollari all’anno sotto Bush, che ha messo il dito nel discorso di inaugurazione: “Abbiamo più volontà del portafoglio”.

Il politico americano George HW Bush presta giuramento mentre presta giuramento come 41 ° presidente degli Stati Uniti dal capo della giustizia William Rehnquist al Campidoglio degli Stati Uniti nel 1989

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Il politico americano George HW Bush presta giuramento mentre presta giuramento come 41 ° presidente degli Stati Uniti dal capo della giustizia William Rehnquist al Campidoglio degli Stati Uniti nel 1989

Bush e First Lady Barbara Bush percorrono la Pennsylvania Avenue durante la parata inaugurale dopo la sua inaugurazione

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Bush e First Lady Barbara Bush percorrono la Pennsylvania Avenue durante la parata inaugurale dopo la sua inaugurazione

Il presidente Bush è visto in piedi nell'ufficio ovale della Casa Bianca, forse prima di tenere un discorso sull'Iraq e sulla crisi del Golfo

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Il presidente Bush è visto in piedi nell’ufficio ovale della Casa Bianca, forse prima di tenere un discorso sull’Iraq e sulla crisi del Golfo

Sette anni di crescita economica si sono conclusi a metà del 1990, proprio quando la crisi del Golfo ha cominciato a svolgersi. Bush ha insistito sul fatto che la recessione sarebbe stata “breve e superficiale” e che i legislatori non hanno neanche tentato di approvare una proposta di lavoro o altre misure di sostegno.

I veri interessi di Bush si trovano altrove, al di fuori del regno delle orribili politiche interne. “Adoro affrontare i problemi degli affari esteri”, ha detto a un bambino che gli ha chiesto cosa gli piacesse di più nell’essere presidente.

Ha operato a volte come un Dipartimento di Stato da un uomo, al telefono all’alba con i suoi colleghi – Mikhail Gorbaciov dell’Unione Sovietica, Francois Mitterrand di Francia, tedesco Helmut Kohl.

Il comunismo cominciò a sgretolarsi sul suo orologio, con il Muro di Berlino che scendeva, il Patto di Varsavia che si disintegrava e i satelliti sovietici che cadevano dall’orbita.

Ha conquistato la leadership dell’alleanza NATO con una proposta coraggiosa e alla fine riuscita di profonde truppe e tagli di carri armati in Europa. Folle enormi lo hanno incoraggiato in un tour trionfale attraverso la Polonia e l’Ungheria.

L’invasione di Panama da parte di Bush nel dicembre 1989 fu un precursore militare della Guerra del Golfo: una rapida operazione con una forza americana straordinariamente superiore. Ma a Panama, le truppe hanno sequestrato il dittatore Manuel Noriega e lo hanno riportato negli Stati Uniti in catene per processare le accuse di traffico di droga.

Bush incontra i suoi consiglieri militari al Pentagono per discutere della crisi del Golfo, a Washington il 15 agosto 1990

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Bush incontra i suoi consiglieri militari al Pentagono per discutere della crisi del Golfo, a Washington il 15 agosto 1990

Bush è circondato dal personale militare americano mentre saluta le truppe nella città saudita orientale di Dhahran nel 1990

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Bush è circondato dal personale militare americano mentre saluta le truppe nella città saudita orientale di Dhahran nel 1990

Bush si rivolge al personale militare statunitense proveniente da diversi rami delle Forze armate statunitensi dopo essere arrivato per celebrare la festa del Giorno del Ringraziamento, in una base aerea nella città dell'Arabia Saudita orientale di Dhahran il 22 novembre 1990

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Bush si rivolge al personale militare statunitense proveniente da diversi rami delle Forze armate statunitensi dopo essere arrivato per celebrare la festa del Giorno del Ringraziamento, in una base aerea nella città dell’Arabia Saudita orientale di Dhahran il 22 novembre 1990

Bush saluta i marines americani ei membri della settima brigata corazzata britannica mentre concludono una visita del Giorno del ringraziamento con le truppe nel deserto saudita, il 22 novembre 1990

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Bush saluta i marines americani ei membri della settima brigata corazzata britannica mentre concludono una visita del Giorno del ringraziamento con le truppe nel deserto saudita, il 22 novembre 1990

Alcuni mesi dopo la Guerra del Golfo, Washington fu assorbita da un diverso tipo di confronto su uno dei candidati di Bush alla Corte Suprema. 

Clarence Thomas, un giudice della Corte d’appello federale poco conosciuto, è stato accusato di molestie sessuali da un’ex collega di nome Anita Hill. Le sue udienze di conferma sono esplose in uno spettacolo nazionale, scatenando un intenso dibattito sulla razza, sul genere e sul posto di lavoro moderno. Thomas è stato infine confermato.

Nei giorni finali della campagna del 1992, Bush ha combattuto l’impressione di essere distante e disconnesso, e sembrava lottare contro la giovane, più empatica Clinton.

Durante una visita elettorale a una convenzione di droghieri, Bush ha riferito di aver espresso stupore quando ha mostrato uno scanner per il pagamento elettronico. I critici hanno colto l’occasione, dicendo che indicava che il presidente si era disconnesso dagli elettori.

Più tardi, durante un dibattito in stile municipio, si fermò a guardare il suo orologio da polso: uno sguardo apparentemente innocente che divenne carico di un significato più profondo perché sembrava rafforzare l’idea di un incumbent annoiato e impaziente.

Nello stesso dibattito, Bush fu confuso dalla domanda di una donna sul fatto che il deficit lo avesse colpito personalmente. Clinton, con apparente facilità, lasciò il suo posto, si diresse verso il bordo del palco per rivolgersi alla donna e offrì una risposta comprensiva.

Si vede Bush che tiene in mano un cucciolo di cuccioli di Millie, sminuito tra le mani, sul prato della Casa Bianca

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Si vede Bush che tiene in mano un cucciolo di cuccioli di Millie, sminuito tra le mani, sul prato della Casa Bianca

Il leader sudafricano anti-apartheid e membro del Congresso Nazionale Africano (ANC) Nelson Mandela (L) saluta i media e i fan dopo aver concluso la sua dichiarazione congiunta con l'ex presidente degli Stati Uniti George Bush (R) sulla White House South Lawn nel 1990

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Il leader sudafricano anti-apartheid e membro del Congresso Nazionale Africano (ANC) Nelson Mandela (L) saluta i media e i fan dopo aver concluso la sua dichiarazione congiunta con l’ex presidente degli Stati Uniti George Bush (R) sulla White House South Lawn nel 1990

Il presidente americano George HW Bush e il presidente sovietico Mikhail Gorbaciov si stringono la mano di fronte alle bandiere USA e sovietiche al termine di una conferenza stampa a Mosca il 31 luglio 1991

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Il presidente americano George HW Bush e il presidente sovietico Mikhail Gorbaciov si stringono la mano di fronte alle bandiere USA e sovietiche al termine di una conferenza stampa a Mosca il 31 luglio 1991

Il presidente George Bush gesticola mentre si trova accanto all'ex presidente Gerald Ford durante una manifestazione della campagna per la sua seconda campagna presidenziale al Gerald Ford Museum, 29 ottobre 1992

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Il presidente George Bush gesticola mentre si trova accanto all’ex presidente Gerald Ford durante una manifestazione della campagna per la sua seconda campagna presidenziale al Gerald Ford Museum, 29 ottobre 1992

Bush ha detto che il dolore di perdere nel 1992 è stato facilitato dalla calda accoglienza ricevuta dopo aver lasciato l’ufficio.

“Ho perso nel ’92 perché la gente pensava ancora che l’economia fosse nel serbatoio, che non ero in contatto e non lo capivo”, ha detto in un’intervista di AP poco prima della dedica della sua biblioteca presidenziale nel 1997. ” L’economia non era nel serbatoio, e non ero fuori dal mondo, ma ho perso. Non potevo superare questa tonalità e piangere per “cambiare, cambiare, cambiare” e “L’economia è orribile, ancora in recessione”. 

Bush e sua moglie Barbara, reagiscono quando il loro figlio salirà sul palco per accettare la nomination presidenziale repubblicana nel 2000

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Bush e sua moglie Barbara, reagiscono quando il loro figlio salirà sul palco per accettare la nomination presidenziale repubblicana nel 2000

George Herbert Walker Bush è nato il 12 giugno 1924 a Milton, nel Massachusetts, nell’élite del New England, un mondo di scuole, palazzi e domestici apparentemente non toccati dalla Grande Depressione.

Suo padre, Prescott Bush, figlio di un magnate dell’acciaio dell’Ohio, fece la sua fortuna come banchiere di investimenti e in seguito servì per dieci anni come senatore del Connecticut.

George HW Bush si arruolò in Marina per il suo diciottesimo compleanno nel 1942, appena uscito dalla scuola di preparazione. Tornò a casa per sposare la sua amata diciannovenne, Barbara Pierce, figlia dell’editore della rivista McCall, nel gennaio del 1945. Erano la coppia presidenziale più lunga sposata nella storia degli Stati Uniti. Morì il 17 aprile 2018.

Lean e atletico a 6 piedi 2, Bush divenne un eroe di guerra mentre era ancora un adolescente. Uno dei più giovani piloti della Marina, ha volato 58 missioni dal vettore USS San Jacinto.

Il presidente George W. Bush siede per la prima volta alla sua scrivania nell'ufficio ovale il giorno dell'inaugurazione mentre il padre, l'ex presidente George HW Bush, guarda il 20 gennaio 2001

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Il presidente George W. Bush siede per la prima volta alla sua scrivania nell’ufficio ovale il giorno dell’inaugurazione mentre il padre, l’ex presidente George HW Bush, guarda il 20 gennaio 2001

L'ex presidente George HW Bush cammina sulla passerella mentre arriva per la cerimonia di battesimo dell'US George HW Bush al cantiere di Northrop-Grumman a Newport News, Virginia, 7 ottobre 2006

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L’ex presidente George HW Bush cammina sulla passerella mentre arriva per la cerimonia di battesimo dell’US George HW Bush al cantiere di Northrop-Grumman a Newport News, Virginia, 7 ottobre 2006

Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush saluta mentre esce dall'Oval con il padre, l'ex presidente George HW Bush, dopo che Bush ha firmato l'ADA Amendments Act del 2008 alla Casa Bianca a Washington, DC

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Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush saluta mentre esce dall’Oval con il padre, l’ex presidente George HW Bush, dopo che Bush ha firmato l’ADA Amendments Act del 2008 alla Casa Bianca a Washington, DC

Dovette abbandonare un aereo nel Pacifico e fu abbattuto il 2 settembre 1944, mentre completava un bombardamento contro una torre radiofonica giapponese. Un sottomarino americano ha salvato Bush. I suoi due compagni di squadra sono morti. Ha ricevuto la Distinguished Flying Cross per il coraggio.

Dopo la guerra, Bush impiegò solo 2 anni e mezzo per diplomarsi a Yale, per poi dirigersi a ovest nel 1948 nei campi petroliferi del Texas occidentale. Bush e soci aiutarono a fondare Zapata Petroleum Corp. nel 1953. Sei anni dopo, si trasferì a Houston e divenne attivo nel Partito Repubblicano.

In politica, ha mostrato lo stesso impegno che ha mostrato negli affari, facendo avanzare la sua carriera attraverso lealtà e sottomissione.

È stato eletto per la prima volta al Congresso nel 1966 e ha scontato due mandati. Il presidente Richard Nixon lo nominò ambasciatore presso le Nazioni Unite e, dopo le elezioni del 1972, lo nominò presidente del Comitato nazionale repubblicano. Bush ha lottato per tenere insieme il partito mentre Watergate ha distrutto la presidenza Nixon, poi è diventato ambasciatore in Cina e capo della CIA nell’amministrazione Ford.

Bush fece la sua prima offerta per presidente nel 1980 e vinse i caucus dell’Iowa, ma Reagan vinse la nomination.

Nella corsa presidenziale del 1988, Bush trascinava il candidato democratico, il governatore del Massachusetts Michael Dukakis, di ben 17 punti quell’estate. Ha fatto ben poco per aiutare se stesso scegliendo Dan Quayle, un senatore junior leggermente guardato dall’Indiana, come compagno di corsa.

L'ex presidente degli Stati Uniti George Bush e sua moglie Barbara Bush si vedono baciarsi su un gigantesco schermo elettronico in campo centrale che mostra la "Kiss Cam" durante la metà del sesto inning in Game 4 tra Houston Astros e St. Louis Cardinals nel National Serie di campionato della lega a Houston, il 16 ottobre 2005 del Texas

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L’ex presidente degli Stati Uniti George Bush e sua moglie Barbara Bush si vedono baciarsi su un gigantesco schermo elettronico nel centro del campo mostrando la “Kiss Cam” durante la metà del sesto inning in Game 4 tra gli Houston Astros ei St. Louis Cardinals nel National Serie di campionato della lega a Houston, il 16 ottobre 2005 del Texas

L'ex presidente George HW Bush cade liberamente con il membro del team di paracadutisti dell'esercito d'oro dei cavalieri.  Prima classe Mike Elliott, mentre fa un ingresso drammatico al suo museo presidenziale durante una cerimonia di ridedicazione a College Station, nel Texas nel 2007

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L’ex presidente George HW Bush cade liberamente con il membro del team di paracadutisti dell’esercito d’oro dei cavalieri. Prima classe Mike Elliott, mentre fa un ingresso drammatico al suo museo presidenziale durante una cerimonia di ridedicazione a College Station, nel Texas nel 2007

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama assegna la Medaglia della libertà all'ex presidente degli Stati Uniti George HW Bush durante una cerimonia alla Casa Bianca a Washington il 15 febbraio 2011

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Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama assegna la Medaglia della libertà all’ex presidente degli Stati Uniti George HW Bush durante una cerimonia alla Casa Bianca a Washington il 15 febbraio 2011

George W. Bush e George HW Bush arrivano al servizio funebre per l'ex first lady Barbara Bush, a Houston ad aprile

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George W. Bush e George HW Bush arrivano al servizio funebre per l’ex first lady Barbara Bush, a Houston ad aprile

L'ex first lady Laura Bush, l'ex presidente George W. Bush, l'ex presidente Bill Clinton, l'ex segretario di stato e first lady Hilary Clinton, l'ex presidente Barack Obama, l'ex presidente George HW Bush, l'ex first lady Michelle Obama e l'attuale first lady Melania Trump posa per una foto di gruppo alla cerimonia funebre per la defunta first lady Barbara Bush nella chiesa episcopale di St. Martin il 21 aprile 2018 a Houston, in Texas

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L’ex first lady Laura Bush, l’ex presidente George W. Bush, l’ex presidente Bill Clinton, l’ex segretario di stato e first lady Hilary Clinton, l’ex presidente Barack Obama, l’ex presidente George HW Bush, l’ex first lady Michelle Obama e l’attuale first lady Melania Trump posa per una foto di gruppo alla cerimonia funebre per la defunta first lady Barbara Bush nella chiesa episcopale di St. Martin il 21 aprile 2018 a Houston, in Texas

Barbara Bush è stata sepolta in questo appezzamento sulla base della Biblioteca Bush della Texas A & M University a College Station, in Texas, e George HW Bush sarà sepolto accanto a lei 

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Barbara Bush è stata sepolta in questo appezzamento sulla base della Biblioteca Bush della Texas A & M University a College Station, in Texas, e George HW Bush sarà sepolto accanto a lei 

Il sigillo presidenziale è visto appena dentro il cancello di ferro all'ingresso della futura tomba di George HW Bush

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Il sigillo presidenziale è visto appena dentro il cancello di ferro all’ingresso della futura tomba di George HW Bush

Ma Bush divenne presto un aggressore, sottolineando temi patriottici e agitando il Dukakis come un liberale sfacciato. Trasportò 40 stati, diventando il primo vice presidente seduto ad essere eletto presidente da Martin Van Buren nel 1836.

Si insediò con l’umiltà che era il suo segno distintivo.

“Alcuni vedono la leadership come un dramma altissimo, e il suono delle trombe che chiamano, ea volte è così”, ha detto durante la sua inaugurazione. ‘Ma vedo la storia come un libro con molte pagine, e ogni giorno riempiamo una pagina con atti di speranza e significato. La nuova brezza soffia, una pagina si trasforma, la storia si svolge “.

Bush si avvicinò alla vecchiaia con gusto, celebrando il 75 ° e l’80 ° compleanno con il paracadutismo su College Station, nel Texas, sede della sua biblioteca presidenziale. Lo ha fatto di nuovo nel suo 85 ° compleanno nel 2009, paracadutando vicino alla sua casa di fronte all’oceano a Kennebunkport, nel Maine. Ha usato la sua biblioteca presidenziale presso la Texas A & M University come base per mantenersi attivi nella vita civile.

Divenne il patriarca di una delle famiglie politiche più importanti della nazione. Oltre a diventare presidente George W., un altro figlio, Jeb, è stato eletto governatore della Florida nel 1998 e ha fatto una corsa infruttuosa per la nomina presidenziale del GOP nel 2016.

Bush è sopravvissuto da cinque figli e dai loro coniugi, 17 nipoti, otto pronipoti e due fratelli.

E ‘stato preceduto nella morte dalla moglie di 73 anni, Barbara, il suo secondo figlio Pauline Robinson’ Robin ‘Bush, e dai suoi fratelli Prescott e William’ Bucky ‘Bush.  

George HW Bush e sua moglie Barbara salutano i sostenitori a Houston, in Texas, dopo aver vinto le elezioni presidenziali del 1988

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George HW Bush e sua moglie Barbara salutano i sostenitori a Houston, in Texas, dopo aver vinto le elezioni presidenziali del 1988

Cose da sapere su George HW Bush 

George HW Bush era in gran parte noto per il suo lavoro negli uffici pubblici, dai tempi in cui era membro del Congresso del Texas e direttore della CIA ai suoi anni alla Casa Bianca come presidente e vicepresidente di Ronald Reagan. 

Ma l’eroe e il bisnonno della Seconda Guerra Mondiale erano anche un avido paracadutista, interpretato nella prima World Series di College e il più longevo presidente della storia degli Stati Uniti.

Ecco uno sguardo più ravvicinato a quegli e altri elementi della sua vita:

NICKNAMES: George HW Bush era noto alla sua famiglia come “Poppy”. Sua moglie ha detto che suo marito prende il nome dal nonno materno, che era conosciuto come “Pops”, quindi il giovane Bush era chiamato “Little Pops”. 

Il soprannome si evolse in Poppy, che Bush odiava man mano che cresceva, ma era difficile rompere un’abitudine così antica, “Barbara Bush scrisse nel suo libro di memorie. Ma i suoi nipoti lo conoscevano come “Gampy”, un nome che abbracciava.

INCONTRANDO LA SUA MOGLIE: Bush incontrò sua moglie a un ballo a Greenwich, nel Connecticut, nel 1941. Aveva 17 anni, era liceale, mentre lei aveva 16 anni e frequentava la scuola a Charleston, nella Carolina del Sud, e casa per Natale. 

La band suonava i brani di Glenn Miller, ma quando le chiese di ballare, la musica cambiò in un valzer. Non ha fatto il valzer, quindi hanno parlato. Si sposarono il 6 gennaio 1945 e furono la coppia presidenziale più lunga sposata. Morì il 17 aprile 2018

IL MARE: l’amore per tutta la vita di Bush per il mare e le barche è iniziato nel Maine, con suo nonno che gli insegna come gestire e attraccare una barca. All’età di 9 anni, lui e il suo fratello di 11 anni sono stati autorizzati a prendere da soli la barca di aragosta del loro nonno. 

Bush ha scritto in un libro del 1987 che amava “la sensazione fisica di guidare una macchina potente, con la valvola a farfalla aperta”. Nel 2010, per godersi la sua casa nel Maine, ha acquistato una barca da pesca di 38 piedi, Fidelity V, equipaggiata con tre motori da 300 cavalli e in grado di raggiungere i 75 km / h.

THE AIR: Durante la seconda guerra mondiale, Bush fu uno dei più giovani piloti della Marina quando fu abbattuto durante una missione di bombardamento del 1944. Si è paracadutato nell’Oceano Pacifico ed è stato salvato da un sottomarino americano. 

Ha compiuto una promessa di guerra a se stesso per un giorno skydive solo per divertimento nel 1997, quando a 73 anni e oltre le obiezioni della sua famiglia, ha salvato su una base militare in Arizona, “per dimostrare che i vecchi possono ancora fare cose”, ha detto . In seguito ha segnato i suoi 75 °, 80 °, 85 ° e 90 ° compleanno con salti con il paracadute.

BASEBALL: Come primo baseman e capitano della sua squadra di baseball alla Yale University, Bush ha giocato nella prima World Series di College nel 1947. 

La sua squadra ha perso l’Università della California. Yale raggiunse nuovamente le finali della World Series College nel 1948 e questa volta perse nella California meridionale. Sparky Anderson, che avrebbe vinto la World Series come manager dei Cincinnati Reds e Detroit Tigers, era un batista della squadra Southern Cal.

OIL: Bush ha appreso l’industria petrolifera nel Texas occidentale, a partire dal 1948 come addetto alle attrezzature per una società di servizi petroliferi. Ha guidato dal New England al Texas in una Studebaker del 1947 e ha ordinato la sua prima bistecca di pollo fritto – una graffetta del Texas – in un ristorante di Abilene, chiedendosi se fosse pollo o bistecca ma cercando di adattarsi. 

La bistecca fritta soffocata dal sugo è diventata la preferita di Bush. Una Studebaker del 1947 restaurata, identica a quella che possedeva, è esposta nel suo museo presidenziale della Texas A & M University.

GULF WAR: l’evento principale della presidenza di Bush fu la Guerra del Golfo del 1991. Ma quando ha ordinato le truppe americane al Kuwait, ha riconosciuto, era preparato al peggio. “Temevamo che sarebbe andata male”, ha dichiarato all’Associated Press nel 2011, in occasione del 20 ° anniversario dell’operazione Desert Storm. 

“Ma è andato molto più pulito … molto più rapidamente, molto meno perdite delle nostre vite e delle vite irachene, di quanto ci preoccupassimo. E ‘stato molto gratificante.’

LETTERA AL REDATTORE: Bush ha detto che ha scritto una lettera al montatore come presidente, ed è andato al The New York Times per una storia su di lui che era fuori contatto perché non sapeva dei dispositivi di scansione dei prezzi dei negozi di alimentari .

“Ero – pensavo – imbrattato da una brutta storia”, ha detto in un’intervista al C-SPAN del 1999. Bush ha detto che la sua osservazione descrivendo il dispositivo come “sorprendente” è arrivata a una convention che mostrava la nuova tecnologia ed è stata interpretata da “un po ‘pigro giornalista … (chi) non era nemmeno lì. … E la dannata storia continuava. “

FESTA DI CAVALLO: Durante gli anni della Casa Bianca, Bush ha tenuto annualmente due tornei a ferro di cavallo con squadre composte da tutti coloro che hanno lavorato lì, tra cui giardinieri, piloti, cuochi e giardinieri. “Una delle migliori cose che abbiamo fatto”, ha ricordato durante un’intervista del 2000 con la rivista Time. 

Ha diretto il comitato di classifica, rendendo se stesso e il figlio Marvin i migliori semi. Le buche a ferro di cavallo erano sul cancello sudoccidentale, sui terreni della Casa Bianca, e il rumore dei ferri di cavallo che si fracassavano poteva essere sentito ogni giorno mentre i lavoratori si esercitavano prima dei tornei.

LUOGO DI RIPOSO FINALE: Dopo aver sofferto un battito cardiaco irregolare nel 2000, ha detto ai giornalisti che è stato rilasciato da un ospedale della Florida che la mortalità era qualcosa a cui pensava “ma non con paura”. 

“Se hai fede, non ci pensi con paura”. Il suo sito di sepoltura, dietro il suo museo presidenziale a College Station, in Texas, è vicino a un laghetto e attraversa una passerella sopra un torrente dove tre grandi querce da alberino formano un semicerchio. 

“Il posto più bello che abbia mai visto”, ha detto una volta Barbara Bush. La loro figlia, Robin, che morì di leucemia all’età di 3 anni nel 1953, fu trasferita sul posto nel 2000, e Barbara Bush fu sepolta lì nell’aprile 2018.La bandiera della Casa Bianca vola a mezz’asta in onore di George HW BushCaricato: 0%Avanzamento: 0%00:00PrecedenteGiocareSaltamutoOra corrente0:00/Durata Ora0:00A schermo intero

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G-20 e la guerra finanziaria

zerohedge.com 1.12.18

Scritto da Alasdair Macleod tramite GoldMoney.com,

Questo fine settimana, le nazioni del G20 si incontrano a Buenos Aires. La questione più importante sarà l’uso americano della politica commerciale, apparentemente per porre fine alle pratiche commerciali sleali della Cina. Piuttosto, potrebbe segnare una pietra miliare significativa nella guerra fredda contro la Cina e guidare l’economia globale in una crisi.

introduzione

Il presidente Trump ha avviato la guerra commerciale con la Cina. C’è una diffusa convinzione che stia perseguendo la sua “arte del patto”, entrando in trattativa in modo aggressivo per ottenere un compromesso soddisfacente. Pertanto, la sceneggiatura va, la Cina sarà costretta a scendere le sue pratiche restrittive, la tecnologia e il furto di brevetti e modificare la sua iniziativa Made in China 2025 (MiC2025) per aprirla alle corporazioni americane. I negoziatori commerciali di entrambe le parti hanno lavorato in background per ottenere una sorta di progresso prima che i presidenti Trump e Xi si incontrino al G20 questo fine settimana, il che fa sperare in un risultato positivo.

Se è così, sarà l’inizio di un processo più pubblico, forse con le tariffe commerciali minacciate differite. Nel frattempo, la retorica sulle tariffe si è intensificata nelle ultime settimane, come spesso accade nei negoziati in cui è coinvolto il Presidente Trump, e in particolare quando le scadenze si avvicinano. Ma ci sono preoccupazioni che la situazione sia più seria di quanto questa versione ottimistica degli eventi vorrebbe farci credere.

Questo articolo riassume i lettori sul quadro più ampio di questo commercio, che è solo una battaglia in un conflitto finanziario in corso tra Cina e America. E ‘preoccupante che ciò avvenga contro il peggioramento delle prospettive economiche per il blocco commerciale più grande del mondo, l’UE.

La posizione tariffaria commerciale

Fonti americane hanno alzato la retorica contro il commercio cinese prima del G20, sia in generale che nello specifico. Ad esempio, gli Stati Uniti hanno accusato la Huawei cinese di aver piantato spyware in apparecchiature elettroniche. Huawei è un importante produttore globale di telecomunicazioni e un leader nello sviluppo della tecnologia mobile 5G, destinata a diventare più importante per la tecnologia di trasferimento dati rispetto alla banda larga, e gli americani ovviamente vogliono escluderli da questo mercato.

Era opinione diffusa che l’amministrazione Trump perseguisse una dura posizione contro le pratiche commerciali sleali della Cina per massimizzare il successo dei repubblicani nelle elezioni a medio termine. Se è così, è stata una politica fallita, con i democratici che hanno ottenuto 38 seggi al Congresso. In ogni caso, i termini intermedi non sono più rilevanti per la politica commerciale americana, se mai lo fossero.

Le maggiori preoccupazioni commerciali espresse dall’America riguardano l’accesso ai mercati cinesi per le società americane, la protezione della proprietà intellettuale e l’esclusione dal MiC2025. Ma con il MiC2025, è il caso del piatto americano che chiama nero il bollitore cinese, perché anche l’America è sempre più protezionista. Tuttavia, ci sono piccoli aggiustamenti che la Cina può fare per cercare una risoluzione commerciale, ad esempio modificando o abbandonando le clausole che limitano il coinvolgimento straniero nelle industrie chiave. Inoltre, ci sono pressioni da parte americana per cercare un alloggio con la Cina da entrambe le multinazionali con catene di fornitura economicamente convenienti in Cina, e dai mercati finanziari che hanno fatto il naso nelle ultime settimane. Aggiungete a ciò che gli agricoltori di soia negli Stati Uniti e la risoluzione delle controversie commerciali dovrebbero essere un gioco da ragazzi.

Assumendo un risultato positivo, possiamo quindi aspettarci che l’economia cinese, che è diventata un fattore determinante per la crescita economica globale, avrà sollevato notevoli pressioni negative da esso. Lo yuan si radunerà quindi, e con esso seguirà sicuramente una discreta ripresa nei mercati azionari statunitensi. I mercati azionari statunitensi sono importanti per Trump, avendo attaccato il suo carro a loro. Sicuramente, vorrebbe vedere più alti prezzi delle azioni. La Cina apprezzerebbe anche un accordo commerciale. In Cina, l’incertezza sta influenzando la disponibilità di finanziamenti bancari per i produttori del settore privato e mina la fiducia dei consumatori.

Con MiC2025, la Cina vuole raggiungere l’Occidente quando si tratta di produrre prodotti tecnologicamente avanzati. Il suo obiettivo è ragionevole. MiC2025 ha individuato dieci settori per il supporto del governo, dalla robotica al trasporto, all’IT di nuova generazione, al bio-farmaceutico. Incoraggiando lo sviluppo nei settori industriali, la Cina sta facendo ciò che tutti gli altri governi fanno, compresi gli Stati Uniti e gli Stati Uniti sicuramente lo sanno.

Pertanto, se il commercio è la vera preoccupazione, tutte le ragioni suggeriscono che un risultato positivo del G20 di questo fine settimana si verificherà , lo yuan si radunerà come Wall Street. E il presidente Trump sarà elogiato dall’industria americana e dai mercati finanziari per la sua strategia di negoziazione di successo.

Ma ma…

C’è un problema profondo con questa analisi , che è stata esposta al vertice della Cooperazione economica Asia-Pacifico a Port Moresby, capitale della Papua Nuova Guinea due settimane fa. Per la prima volta, l’APEC ha rotto senza un comunicato congiunto. È stato anche riferito che la polizia è stata chiamata dopo che i diplomatici cinesi hanno cercato di farsi strada nel ministero degli esteri del PNG. La geopolitica ha eclissato le questioni commerciali con le tensioni che sono esplose in superficie. Il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, ha accusato la Cina di diplomazia del debito, per cui la Cina stava creando schiavi del debito delle nazioni più piccole.

In breve, un disastro diplomatico. È stato anche un promemoria puntuale che c’è un quadro più ampio, con l’America determinata a limitare l’espansione cinese. La politica includeva critiche all’annessione della Cina delle barriere coralline nel Mar Cinese Meridionale e alla questione dello “schiavo del debito”. Gli Stati Uniti, in collaborazione con l’Australia, hanno promesso di sviluppare una base navale a Lombrum sull’isola di Manus, a circa 350 km a nord di PNG. Inoltre, gli Stati Uniti hanno concordato con Australia e Giappone di spendere circa $ 2 miliardi per migliorare l’infrastruttura PNG, compresa l’elettricità.

Senza dubbio, gli Stati Uniti ritengono di aver ora acquistato la cooperazione di PNG nella sua guerra fredda contro la Cina e di impedire lo sfruttamento da parte della Cina del potenziale delle risorse del PNG. Spera di aver fermato l’espansione economica della Cina nel Pacifico meridionale. L’Australia avrà anche maggiore sicurezza dal suo più grande cliente, se sarà necessario in futuro.

Un altro delicato problema è Taiwan, con l’America che invia due navi da guerra attraverso lo Stretto di Taiwan in una mossa apparentemente progettata per provocare la Cina. Quindi, coloro che sperano in un risultato positivo del G20 potrebbero notare che è in contrasto con il modo in cui l’America si sta spostando sulla scacchiera del Pacifico.

Il mondo sta cambiando

In ogni tentativo di divinare il futuro economico, è un errore pensare solo in termini di Cina e America. Il più grande blocco economico per PIL è l’UE, ed è stato anche gettato in una terra commerciale e politica mai-mai del presidente Trump. L’UE sta perdendo la sua coperta di sicurezza, che è sempre stata fornita dagli Stati Uniti attraverso la NATO. Ora sta pianificando il proprio esercito, che quasi sicuramente subentrerà alla NATO nel lungo periodo. Le differenze commerciali con gli Stati Uniti sono state messe sul ghiaccio, ma sono ancora lì.

L’approccio al commercio dell’UE è profondamente protezionista, avendo imposto oltre 12.500 tariffe alle importazioni nell’UE. Inoltre, Bruxelles regola a livello micro i prodotti che possono essere venduti all’interno dell’UE. Quindi, nel caso della tecnologia Huawei 5G di cui sopra, la battaglia in Europa è meno incentrata sui problemi di sicurezza (sebbene siano sempre presenti), ma piuttosto sull’influenza o sulla risposta al regime normativo, che è controllato efficacemente dai suoi concorrenti europei basati l’Unione Europea.

In questo contesto, la Gran Bretagna perde tutto il potere di frenare gli istinti protezionistici nell’UE è fondamentale. Il Regno Unito è stato la forza trainante nel sostenere le politiche commerciali liberali contro la Francia protezionista e la Germania, e dopo la Brexit ora non è più il caso. L’UE è destinata a diventare sempre più introversa come conseguenza della Brexit, aumentando sia le tariffe che i regolamenti. Aggiungete a ciò una crisi dell’euro in via di sviluppo, con tassi di interesse bloccati al di sotto dello zero, ed è difficile vedere come l’UE non ricorrerà ad un crescente controllo statale sia del denaro che del commercio.

Dal punto di vista della Cina, il momento in cui la sua attività di esportazione ha guidato la sua economia deve essere nella sua fase di tramonto. Anche se nei prossimi mesi verrà raggiunto un accordo commerciale con gli Stati Uniti, non c’è alcuna garanzia che Trump non rinunci a un accordo. La leadership della Cina aveva programmato per questo qualche tempo fa, con uno spostamento di enfasi economica da parte dello stato lontano dalla dipendenza dalle esportazioni. Invece, c’è un passaggio strategico verso un’economia più orientata ai servizi, con infrastrutture migliori e standard di vita migliori per una classe media in rapida crescita. Ma il ritmo di questo cambiamento strategico viene rapidamente superato dagli eventi. Pertanto, la leadership della Cina deve accelerare i suoi piani alla luce sia delle politiche commerciali e di sicurezza del presidente Trump, sia degli effetti a catena della Brexit sulla politica commerciale dell’UE.

Le implicazioni per la crescita globale sono indubbiamente negative, persino terribili. Se la Cina accelera i suoi piani verso un servizio e un’economia tecnologicamente guidata, è destinata a provocare un temporaneo aumento della disoccupazione dalle sue industrie di esportazione ridondanti prima che il lavoro sia trasferito al nuovo. Le conseguenze sociali potrebbero diventare destabilizzanti.

Negli Stati Uniti, il problema è un’economia potenzialmente stagnante unita all’aumento dei prezzi, alimentato in parte dalle tariffe delle merci importate. Solo questa settimana Trump ha chiarito che non solo è pronto ad aumentare le tariffe dal 10% al 25% su 200 miliardi di dollari delle importazioni cinesi a partire dal 1 ° gennaio, ma è pronto ad estendere le tariffe a tutte le importazioni cinesi. Le ombre ambulanti di Smoot e Hawley ancora una volta si pavoneggiano sul palcoscenico globale.

Potrebbe essere l’arte dell’accordo, e il presidente Trump mostra la spavalderia di qualcuno che ha il suo avversario in fuga. Se è così, rischia il godimento della caccia ignorando il danno collaterale. Ma la minaccia dei prezzi gonfiati dalle tariffe non può essere ignorata dalla Fed. Se il Presidente Trump si rifiuta di trovare un mezzo per salvare la Cina, che sta diventando rapidamente la questione più importante del prossimo fine settimana, le prospettive non solo per l’economia cinese, ma anche per gli Stati Uniti e l’UE, si deterioreranno rapidamente.

In Europa, la “Critica della migrazione” si prepara a diventare un’offesa criminale

zerohedge.com 1.12.18

Gli europei preoccupati per le frontiere, la lingua e la cultura potrebbero trovarsi presto al centro dell’attenzione dopo che il politico olandese e membro del Parlamento europeo Marcel de Graaff ha lanciato un terribile avvertimento sulla “definizione di discorsi di incitamento all’odio” che  criminalizzerebbe il discorso contrario alla migrazione di massa , come riportato da Joe Schaeffer di  LibertyNation . 

In una conferenza stampa, de Graaff ha lanciato l’allarme per una conferenza internazionale a Marrakech, in Marocco, l’11 e 12 dicembre, in occasione della firma del Global Compact delle Nazioni Unite per la migrazione sicura, ordinata e regolare. Sebbene il patto sia non vincolante, è inteso a stabilire i fondamenti di una campagna orwelliana per cementare le migrazioni di massa come un diritto umano legalmente al di sopra di ogni critica.

” Un elemento fondamentale di questo nuovo accordo è l’estensione della definizione di incitamento all’odio “, afferma de Graaff  . “L’accordo vuole criminalizzare il discorso sull’immigrazione. La critica alla migrazione diventerà un reato penale. I media che danno spazio alle critiche sulla migrazione possono essere chiusi. “- LibertyNation

Nel frattempo, l’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite dell’Alto Commissario ha pubblicato una trascrizione di un discorso del 20 novembre  da Andrew Gilmour, Assistente del Segretario generale per i diritti umani, dal titolo: “Parole importanti: ruolo e responsabilità dei media nel plasmare le percezioni pubbliche sui migranti e rifugiati e promuovere società inclusive “.

Gilmour definisce “crimini di odio contro i migranti” una “manifestazione particolarmente spiacevole di quello che vedo come una reazione quasi globale contro i diritti umani”. 

Gilmour spiega come il suo ufficio aiuterà gli stati a “distinguere la libertà di parola dall’odio incitato” che, naturalmente, non ha il diritto di esistere. Sottolinea che la segnalazione dei media che non è sufficientemente pro-migrazione non può essere tollerata . “È chiaro a tutti noi che molti media non stanno deliberatamente omettendo di promuovere il concetto di umanità comune”, dice ancora Gilmour, definendo la migrazione di massa come un diritto umano fondamentale. “Ovviamente le parole contano: la retorica razzista e disumana conduce spesso all’odio, alle tensioni, alla violenza e ai conflitti. Richiede uno sforzo maggiore da parte della comunità internazionale per confrontarsi con quelli dei media che cercano di suscitare odio “. – LibertyNation

The EU is set to criminalize speech that criticizes migration.
“The criticism of migration will be a criminal offense.”
“Media outlets that give room for criticism of migration,can be shut down.“
Insane & this is what people want to bring here? BTW censoring is the start of it pic.twitter.com/eiFoqrhIkZ

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Duecento giorni facendo danni per l’economia sono troppi

Francesco Daveri lavoce.info 1.12.18

I dati Istat sul terzo trimestre certificano che il Pil italiano scende per il calo di consumi e investimenti causato dal peggioramento delle aspettative, mentre l’export ha ripreso a tirare. È ora che il governo smetta di fare danni e dia invece una mano, correggendo la manovra in senso più prudente.

Gli orribili primi duecento giorni…

Tre mesi fa, dopo i primi cento giorni del governo del cambiamento scrissi su questo sito un pezzo che era già tutto contenuto nel suo titolo: cento giorni senza far niente per l’economia sono troppi. Osservavo che con segnali di rallentamento dell’economia evidenti già a inizio anno i vice premier e i loro “consiglieri economici” avevano preferito baloccarsi con chiacchiere estive da social network sull’uscita dall’euro e altre idee futuribili piuttosto che provare a riflettere su come sostenere l’economia in modo pratico senza scassare i conti e far ripartire lo spread. Il pezzo coglieva necessariamente solo una parte delle conseguenze del governo attuale per l’economia. D’altronde dopo 100 giorni come giudicare già un governo che arrivava dopo – si diceva – decenni di malgoverno?

Ora di giorni ne sono passati duecento e qualcosa di più si è visto. In particolare è diventato più chiaro che il nuovo governo non si è limitato a non fare nulla ma ha anche già fatto molti danni. Ci sarà tempo per valutare con attenzione gli effetti sul mercato del lavoro del cosiddetto “decreto dignità” (per non rassegnarsi alla rifondazione del vocabolario effettuata in questi mesi bisogna sempre aggiungere un “cosiddetto” prima di riportare la denominazione delle politiche in via di attuazione) così come dell’ottovolante dello spread di queste settimane sul costo del credito per le aziende e sul costo e sulla disponibilità di mutui per le famiglie.

…hanno già lasciato un segno tangibile sull’economia

Ma l’economia intanto sta già mandando segnali chiari e forti. I dati del terzo trimestre di quest’anno dicono che il Pil è leggermente diminuito rispetto al trimestre precedente. Quando era uscita la stima preliminare dell’Istat sul terzo trimestre il premier Giuseppe Conte si era affrettato a precisare che l’Italia stava rallentando “ma non per colpa nostra”. È l’Europa che rallenta, diceva l’autoproclamato “avvocato difensore del popolo”. I dati definitivi del terzo trimestre raccontano una storia differente. Il calo del Pil viene dal calo della domanda interna privata, cioè dal calo degli investimenti e dal calo dei consumi, sia di quelli durevoli che di quelli non durevoli, mentre la componente estera è tornata a crescere (+1 per cento circa rispetto al trimestre precedente, dopo due trimestri molto negativi).

Questi pochi numeri contraddicono le affermazioni del premier Conte. Non è proprio tutta l’Europa che rallenta, ma solo l’Italia e la Germania, mentre ad esempio Francia e Spagna – come il resto del mondo – continuano a marciare, il che non descrive un quadro di un’Europa o di un mondo che sta entrando in recessione. Chi rischia di entrare in recessione è l’Italia. I brutti numeri della Germania (-0,2 per cento rispetto al trimestre precedente per il Pil tedesco) frenano sicuramente il nostro export. Ma rimane che l’export italiano del terzo trimestre è andato bene. Mentre ad andare male sono consumi e investimenti, ad alimentare i quali sono le aspettative. E le aspettative delle imprese e dei manager che fanno gli acquisti (nel grafico sotto) sono negative da mesi e il loro segno meno si è appuntito nel mese di ottobre. Il che non promette niente di buono per il quarto trimestre dell’anno.

Se è la domanda interna che va male (a differenza che negli anni passati), mentre la domanda estera è tornata a riprendersi viene il sospetto che ci sia qualcosa che è stato fatto in questi mesi che non è stato ben accolto da famiglie e imprese quando prendono le loro decisioni. Un segno che la proposta di legge di bilancio non è stata un macigno solo sullo stomaco dell’Europa e dei mercati ma anche su quello del popolo italiano che si vuole tutelare a parole ma non nei fatti.

Ma non è troppo tardi per rimediare

Non è troppo tardi però per scrivere una vera “manovra del popolo”. Bisogna prima di tutto tornare indietro sui numeri del deficit mandati in Europa, riducendo al 2 per cento quello per il 2019 e indicando un rapido ritorno a un sentiero di riduzione del deficit strutturale. Nel farlo bisogna poi scrivere numeri più credibili per la crescita che si può plausibilmente ottenere con gli attuali chiari di luna. Con una politica di bilancio più prudentemente espansiva per il 2019 scenderebbe un po’ lo spread e soprattutto la borsa potrebbe recuperare. Non ci sarebbe bisogno di predisporre muscolari piani di salvataggio per le banche. Certo bisognerebbe rinviare il vaste programme della cancellazione della povertà a un’altra data, ma almeno famiglie e imprese potrebbero guardare al Natale e alla fine del Qe della Bce con maggiore serenità. Sarà una missione impossibile?

«Carige: aggregazione non obbligatoria, ma porta valore»

Gilda Ferrari themeditelegraph.com 1.12.18

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Genova – «Ora Carige è in sicurezza». Fabio Innocenzi chiude il cellulare e allarga un sorriso. Da Roma gli hanno appena annunciato che l’assemblea dello Schema Volontario del Fondo Interbancario ha approvato la sottoscrizione del bond da 320 milioni di euro. «Sono 318,2 milioni versati dal Fondo e 1,8 milioni da Banco Desio che non partecipa allo Schema», precisa il manager prima di cominciare questa intervista.

320 milioni sono in cassa, adesso cosa succede? 
«Sino all’assemblea del 22 proporremo la sottoscrizione del bond ai grandi soci e in seconda battuta ad altri investitori professionali. Purtroppo non possiamo offrire l’obbligazione al retail, dopo tutti i sacrifici fatti. Dico purtroppo perché il 13% annuo è un bel rendimento».

Quanto tempo hanno i soci per decidere? 
«Il 22 è una soglia psicologica, si può decidere anche oltre il 22: soci e eventuali investitori potranno investire sino al giorno in cui il cda fisserà le caratteristiche tecniche dell’aumento di capitale».

Quando accadrà? 
«Dopo l’approvazione del bilancio, quindi dopo metà febbraio, a presentazione del piano industriale avvenuta perché vogliamo andare sul mercato con il piano».

Quando l’aumento? 
«Marzo o aprile, vedremo le condizioni di mercato, non abbiamo più fretta».

Il rispetto dei requisiti patrimoniali è garantito nel 2018 e anche nel 2019? 
«Nel 2018 rientriamo nei parametri di capitale con questi 320 milioni. Nel 2019 bisognerà vedere quali obiettivi patrimoniali (Srep) saranno dati a Carige: 400 milioni sono sufficienti per il 2019, se lo siano anche 320 milioni dipende dagli Srep».

Cosa succede se il Fondo diventa azionista con più del 49,9%? 
«Spetta allo Schema decidere come gestire i vincoli statutari. In linea teorica esistono tante alternative, solo a titolo di esempio: potrebbe rinunciare ai diritti di voto per la parte eccedente».

Se il Fondo diventa primo azionista si avranno riflessi sulla governance? 
«Da questo aumento di capitale, come da qualsiasi, possono verificarsi o meno cambiamenti agli assetti azionari. Se tutti gli attuali azionisti parteciperanno, lo Schema sarà interamente rimborsato e nulla cambierà».

Ipotesi remota. Uno scenario più probabile? 
«È possibile che qualcuno entri e qualcuno esca, difficile fare previsioni».

Se il Fondo resta con una quota rilevante deve essere rappresentato in consiglio di amministrazione? 
«Bisognerà che il Fondo dialoghi con gli altri azionisti. Sarà un dialogo tra soci. Immagino che il Fondo prenderà decisioni in una logica non di lungo termine, perché non ha un interesse industriale».

Malacalza, Volpi e Mincione sottoscriveranno? 
«Non lo so. Il mio compito è spiegare a tutti perché questo bond è uno strumento molto interessante».

Perché dovrebbero sottoscriverlo, quando possono decidere all’ultimo se partecipare (o no) all’aumento in base ai contenuti del piano industriale? 
«Perché il rendimento è buono e l’obbligo di conversione del bond in azioni c’è solo in caso di inoptato».

Ma l’inoptato è probabile che ci sia. 
«Spero proprio di no. Il piano industriale sarà convincente e inoltre siamo flessibili nei tempi, possiamo andare all’aumento nel momento di mercato migliore».

Il piano industriale sarà double face: Carige autonoma oppure aggregata. 
«Partiamo da dati oggettivi. L’aggregazione ha vantaggi finanziari che la non aggregazione non ha. Poi ci sono gli aspetti industriali: tanto meglio va la banca in termini industriali, tanto più probabile è l’aggregazione perché diventa attraente».

La Banca centrale europea obbliga Carige all’aggregazione? 
«No, ma è una chiara indicazione: il rispetto dei requisiti viene valutato anche in ottica aggregazione».

Sarà aggregazione? 
«L’aggregazione porta valore aggiuntivo e richiede un altro soggetto. Tra qualche mese avrò chiara l’idea della soluzione».

Come si torna alla redditività? 
«Carige è stata zavorrata dagli Npl, che ancora adesso pesano per circa il 20% sui crediti totali. Dobbiamo scendere al 10%. La zavorra Npl ha prodotto perdite e limitato gli investimenti. Bisogna investire in tecnologie e persone, essere snelli e veloci. La grande banca avrà 50 mutui diversi, la banca snella ne ha solo 5 ma li eroga in un quinto del tempo. Ho trovato nei colleghi professionalità e grande energia, possiamo fare bene». 

Il contenzioso con il fondo Apollo? 
«Obiettivo è chiuderlo, trovare una via per lavorare bene insieme. La banca vive di progetti, non di cause».

Bce ha chiesto 257 milioni di rettifiche crediti che hanno provocato il rosso dell’ultima trimestrale. Ha elementi per dire che il precedente cda ha omesso informazioni? 
«Non ho alcun elemento».

Nel cda di giovedì 29 avete parlato di fare indagini interne e di eventuali azioni di responsabilità? 
«Assolutamente no».

FONDAZIONE BANCONAPOLI / AL VERTICE ROSSELLA PALIOTTO, LA SALVERA’ ?

 di: PAOLO SPIGA lavocedellevoci.it

Un presidente in gonnella per la Fondazione Banco di Napoli, l’ultima propaggine rimasta in vita del più antico istituto di credito del Mezzogiorno, vent’anni fa finito in crac e poi un tormentato percorso che l’ha portato fra le braccia di BNL prima (una vendita a prezzi stracciati) e poi sotto le ali di Intesa San Paolo, che solo ora, dopo tanti anni, diventa ufficialmente “padrone” del Banco.

Il nuovo presidente della Fondazione, comunque, è Rossella Paliotto, che fa capo ad un dinasty di imprenditori partenopei. Succede a Daniele Marrama, opusdeista, finito nella bufera circa un anno fa e poi sostituito da un commissaro, Giovanni Mottura. 

Nel consiglio generale entra a far parte anche un magistrato molto noto a Napoli, per anni a capo della delicata sezione gip, Bruno d’Urso, voluto dal sindaco Luigi de Magistris. 

Non sono rose e fiori le prime parole della Paliotto. “La situazione attuale vede gravemente compromesso il patrimonio della Fondazione. La crisi di liquidità non ha permesso erogazioni, adesso partirà un immediato intervento organizzativo con una revisione dei costi”. 

Rossella Paliotto

E aggiunge: “non avremo più erogazioni a pioggia come in passato. Ma soprattutto non ci saranno più investimenti delle banche: si è trattato di una allocazione impropria di risorse che hanno immobilizzato circa la metà della liquidità disponibile in asset come Banca Popolare di Bari, Banca regionale di Sviluppo, Banca del Sud, da cui probabilmente subiremo perdite importanti. Stesso discorso anche per la conversione obbligatoria dei bond di Monte dei Paschi di Siena in azioni della banca”. 

Ma uno dei nodi essenziali è sempre quello dei crediti che fanno capo al vecchio Banco di Napoli. La società costituita ad hoc, la SGA, ha recuperato oltre l’80 per cento delle sofferenze, che però sono state dirottate dal governo Renzi al Fondo Atlante, messo in piedi per il salvataggio di alcuni istituti di credito: come dire, i vecchi crediti del Banco Napoli per soccorrere le banche venete e lo stesso Monte dei Paschi!

Ma c’è ancora un residua parte nei forzieri della Fondazione, che non intende mollarla.

Resta mai risolto un nodo da novanta: il passaggio del vecchio Banco Napoli a BNL per soli 70 miliardi di vecchie lire, un vero saldo. Si è ipotizzato un regalo a BNL per coprire i buchi della filiale di Atlanta, negli Usa, impegnata in strani traffici (si parlò anche di armi). E dopo neanche un anno BNL vende lo stesso Banco al San Paolo per 7000 miliardi di lire. Incredibile ma vero: perchè la magistratura non ha mai voluto vederci chiaro in un giallo di tale portata? 

Ma torniamo alla neo presidente. Il padre di Rossella, Salvatore Paliotto, è stato uno degli imprenditori più in vista nella Napoli del dopo terremoto, di simpatie socialiste ma un rapporto privilegiato con Paolo Cirino Pomicino. 

Ecco cosa scriveva di lui il volume “‘O Ministro – La Pomicino story”: “Nasce come piccolo imprenditore, praticamente impegnato nel solo indotto dell’Enel, e in pochissimi anni brucia le tappe di una sfolgorante carriera, Salvatore Paliotto, altro amico per la pelle di Pomicino. Anche per lui il trampolino di lancio sono il terremoto e la poltrona di numero uno dell’Unione Industriali di Napoli. La conquista nell’82, la perde nell’86 per far posto aSalvatore D’Amato (il padre di Antonio D’Amato, ex vertice di Confindustria, ndr), la riprende quattro anni più tardi dopo una battaglia all’ultimo voto – e senza esclusione di colpi – con Enzo Giustino. Anche Paliotto diversifica progressivamente le sue attività, diventa una presenza ovunque nel campo sempre più fertile degli appalti pubblici, passa con estrema disinvoltura dai cavi elettrici ai mattoni, all’alta finanza. Tra i più convinti promotori e animatori della Sevip (l’editrice del mensile pomiciniano Itinerario, ndr), anche sotto il profilo finanziario, Paliotto non fa mancare il suo apporto ‘morale’ all’amico Pomicino anche in campagna elettorale. E così, per le politiche ’87, stacca un assegno di appena una dozzina di milioni. A volte basta un pensiero”