Lettera firmata – “I buchi nelle valige di Giulio secondo”

il9marzo.it 30.11.18

Riceviamo e pubbilchiamo una lettera, firmata da un lettore che ci chiede di non pubblicarne il nome, che torna sulle vicende della First e delle sue attività collaterali nel settore assicurativo in collaborazione con importanti operatori.

Si tratta di fatti che la First ha confermato sul suo sito, dichiarando che quel che è apparso sui giornali, e che noi avevamo scritto da tempo, è tutto vero, ritenendo che non ci sia nulla di irregolare, sconveniente o comunque censurabile.

Questo nostro lettore dà un’altra interpretazione, che noi pubblichiamo, come siamo disponibili, lo ripetiamo per l’ennesima volta, a pubblicare altre versioni. Almeno fino alla notifica di querele, che finora sono state annunciate alla stampa ma non ci sono arrivate, e forse non esistono proprio.

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Buongiorno, sono un ex dirigente della Cisl, dove sono stato per anni e nella quale mantengo i miei contatti, che ha voluto fare le sue verifiche sulle vicende della First dopo l’ultimo articolo pubblicato sul quotidiano “La verità”, incrociando queste informazioni con quanto scritto in questi anni da voi, con quanto risulta dal sito della First e dai bilanci pubblicati, oltre che da quanto mi dicono gli amici ancora in attività.

Sono arrivato alla conclusione che quelle che avete chiamato “le valige” di Giulio Romani, che si dice sia prossimo a lasciare la guida della First, presentano due grossi buchi: uno relativo alle risorse, ed uno agli iscritti. Questioni che sono evidentemente correlate.

Nel bilancio 2017 la First dichiara una flessione di entrate da contributi, a causa calo degli iscritti, di €797.270; al tempo stesso, si registra un fortissimo aumento della voce “contributi da persone giuridiche” per un importo di € 668.479, pari al +800% su l’anno 2015 ed a quasi il 100% sul 2016.

Ma se spariscono le persone fisiche, quali sono queste persone giuridiche così generose? In mancanza di trasparenza sul punto (ma la Cisl non doveva essere “una casa di vetro”?) io mi sono fatto alcune idee che vorrei condividere con voi.

Buco 1- I SOLDI/LE ENTRATE

Come avete scritto voi, come ha raccontato il quotidiano “La verità” e come è facilmente verificabile da chiunque, la First ha costruito un insieme di società che fanno capo ad Aletheia, con lo scopo dichiarato di fornire servizi agli iscritti. Ma quando una di queste società viene costituita nella forma di spa, cioè con lo scopo di distribuire utili e ripagare gli investitori, c’è un contrasto fra il fine dichiarato del servizio agli iscritti – che avrebbe potuto essere perseguito con la forma della società cooperativa, così da precludere il fine di lucro e la distribuzione degli utili – e il fine proprio delle società per azioni. Che è distribuire soldi ai soci. Fra questi soci ci sono, attraverso il gioco delle partecipazioni, la First, la Cisl ed un importante operatore privato che fa capo al gruppo Favaretto.

E allora cerchiamo di intuire che giro fanno questi soldi.

Mentre la First perde iscritti e le relative contribuzioni, le società Alth Insurance srl e l’Aletheia Assicurazioni srl dichiarano alla voce ricavi per provvigioni attive € 472.760 e € 369.538 per un totale di € 842.298.

C’è una correlazione fra le due cose? Si usano i soldi delle società per compensare i costi di un’organizzazione dispendiosa invece che per dare servizi agli iscritti? Senza questo giro di denato la First avrebbe dovuto dichiarare una perdita di oltre € 600 mila?

In mancanza di trasparenza, il dubbio è quanto meno lecito. Ed è più che lecito chiedersi se sia vero quel che invece afferma la First sul suo sito, e cioè che le provvigioni dalle polizze vendute agli iscritti verrebbero riutilizzate solo per offrire servizi migliori ed a prezzi più competitivi.

Il dubbio è alimentato anche dal fatto che se gli iscritti diminuiscono, le indennità dei dirigenti nazionali non vengono tagliate. Semmai, aumentano i costi perché aumentano i beneficiari, visto che da alcuni anni è in corso una campagna acquisti di dirigenti da altre organizzazioni garantendo loro indennità, rimborsi, tutele legali, spese di rappresentanza e quant’altro. Questa campagna acquisti ha portato nella First gente dai buffi soprannomi (ci sono “il conte”, la “mega segretaria”, “la bionda”, “il Griso”, “il giovane”, distribuiti dalla Sicilia al Friuli passando da Roma, Milano, Firenze, Padova, Vicenza, la Toscana eccetera), ma non è servita al rilancio dell’organizzazione.

Ci si può però chiedere come viene alimentato il “fondo per il proselitismo”, usato per finanziare queste operazioni: visto che le entrate da tesseramento sono in calo, non è che le risorse vengono dagli utili delle società? Che così servono non agli iscritti ma a pagare tanto chi, evidentemente, produce poco per l’organizzazione?

C’è poi l’aspetto dei compensi degli amministratori delle società: che in base al codice etico della First e della Cisl non ci devono proprio essere, visto che si parla di cariche che vanno rivestite a titolo gratuito.

A questo proposito, il sito della First scrive che “come tutte le società … anche le nostre retribuiscono i propri amministratori per il lavoro svolto, ma è bene precisare che nessun compenso né rimborso spese è erogato ad amministratori che abbiano ruoli politici in First Cisl”. Quindi le retribuzioni ci sono ed i pochi che ne sono esclusi sono quelli che ricoprono attualmente “ruoli politici”. Mentre il codice etico fa meno distinzioni sul punto.

Ma la cosa più grossa, più grave, riguarda il divieto stabilito alle pagine 6-7-8 del codice etico, di rappresentare interessi delle controparti, di conflitti di interessi, e l’obbligo di mantenere l’autonomia del sindacato. Leggo in una scheda da voi pubblicata nel 2016 che il dottor Marco Vecchietti è amministratore delegato delle principali società del gruppo Favaretto nonché amministratore di Aletheia srl e Aletheia Broker spa. E leggo che lo stesso dottor Vecchietti, secondo un curriculum che si trova su internet, è componente di almeno due commissioni di lavoro istituite dall’Ania.

Quindi in Aletheia ci sono interessi in comune fra la First ed un gruppo che è controparte e che evidentemente aderisce all’Ania, organizzazione controparte della First. Quindi, dal punto di vista sindacale degli interessi degli iscritti, c’è una situazione irregolare, per non dire altro.

Visto tutto questo, c’è da chiedersi se la First non stia sostituendo le persone con i soldi, non stia diventando un’organizzazione sindacale dove le persone sono sempre di meno ma servono a stabilizzare le entrate e gli utili per le società invece di essere le società uno strumento di servizio per le persone.

E allora veniamo all’andamento delle adesioni.

Buco 2- LA PERDITA DI ISCRITTI

Qui si possono raccogliere sia le voci che i dati certi, visto che le une e gli altri vanno nella stessa direzione

Gira voce tra i dirigenti che, solo a livello di Abi, la First abbia perso oltre 3000 iscritti, con un meno -5% che conferma l’andamento ormai consolidato da quattro anni di continue perdite di iscritti.

I dati del vostro articolo del 13 maggio 2017 titolato “Contare gli iscritti” risultano confermati da quanto evidenziato sopra, in base al bilancio 2017 dove si rileva una diminuzione di entrare alla voce contributi da iscritti per € 797.720. Anche i dati Cisl sul tesseramento sino al 2017 confermano questa tendenza, e fra un mese sapremo i dati 2018.

Quindi la fusione con Dircredito – che è costata molto e che, vedi le voci a bilancio, continua a costare – con l’anno 2018 potrebbe aver raggiunto il grande risultato di aver riportato la First ad avere un numero di iscritti pari o minore a quelli pre-fusione. Intanto però sono aumentati i dirigenti stipendiati (a cominciare da sette segretari nazionali, contro il massimo di cinque previsto nella Cisl), e con una forte crescita del divario fra costi, che non sono stati tagliati, e risultati, che sono negativi da anni.

Giulio Romani, che si atteggia a grande moralizzatore delle banche e che rilascia interviste sull’etica e sulla trasparenza, se fosse coerente avrebbe dovuto ridurre a tutti gli stipendi/indennità. Non avendolo fatto, ora dovrebbe dimettersi. Ma forse invece, come per i banchieri che prendono fior di fuoriscite anche quando hanno combinato disastri, la Cisl gli sta preparando qualche soluzione interessante, anche dal punto di vista economico.

Concludo riportando l’art. 15 pagina 8 del codice etico: “Il/la dirigente Cisl non può accettare privilegi, favori o incarichi che possano condizionare la sua autonomia e credibilità tra gli/le iscritti/e e i/le lavoratori/trici, né può sfruttare la sua posizione per ottenere vantaggi personali o per i suoi parenti ed affini entro il terzo grado”.

Se e quanto questo principio sia stato rispettato in vicende che riguardano il segretario generale della First ognuno può farsi la propria idea, in relazione ai fatti che sono diventati di dominio pubblico e, al netto di denunce e querele annunciate, non sono stati smentiti nella loro essenza.

Lettera firmata