Banco BPM alza asticella: dopo NPL l’ad Castagna punta su cessione immobili e Utp, per analisti titolo può volare a 3 euro

  finanzaonline.com 3.12.18

Nuovo passo avanti del Banco BPM nel percorso di riorganizzazione e riduzione del derisking. L’istituto lombardo ha confermato che è vicina la cessione di Npl fino a 7,8 mld e inoltre ha finalizzato il riassetto nel settore del credito al consumo. Novità che hanno ridestato il rally del titolo, il migliore tra i bancari nel mese di novembre. Con il quasi +5% di oggi il titolo dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna porta a quasi +40% il balzo dai minimi del 26 ottobre scorso a 1,55 euro. Gli analisti però vedono ancora spazio per ulteriori strappi al rialzo con Equita Sim che ha alzato il giudizio a Buy con prezzo obiettivo a 2,9 euro. Raccomandazione d’acquisto anche da parte di Banca IMI con Buy e tp a 3,10 euro, con quindi un potenziale rialzista oltre +45% rispetto ai livelli attuali.

In media il consensus raccolto da Bloomberg indica per Banco BPM un prezzo obiettivo a 2,55 euro con potenziale upside del 19% circa.

Sotto il profilo del derisking, Banco BPM sta proseguendo la negoziazione in corso per la realizzazione di un’importante operazione di cessione di sofferenze del valore nominale fino a 7,8 miliardi, ben al di sopra dei 3,5 miliardi precedentemente previsti.

Ora l’a.d. di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, indica come prossimi obiettivi la vendita di immobili e  quella di Utp (Unlikely To Pay). Nel corso della conference call di presentazione del riassetto nel credito al consumo, Castagna ha precisato che è ancora presto per parlare di dimensioni o altri dettagli di queste operazioni. L’ad ha inoltre detto di aspettarsi il Cet1 nella parte alta della forchetta 11-11,5%‘ indicata come obiettivo dall’istituto dopo l’accordo su riassetto credito al consumo e cessione Npl.

Credito al consumo, accordo con Credit Agricole con opzione Ipo per Agos 

Tornando alla riorganizzazione del comparto credito al consumo, nell’ambito dell’accordo è prevista l’acquisizione di ProFamily da parte di Agos a fronte di un corrispettivo pari a 310 milioni di euro, previo perfezionamento di un’operazione di scissione delle attività non captive di ProFamily in favore di una società di nuova costituzione che rimane controllata al 100% da Banco BPM. ProFamily, quale parte di Agos, avrà un accordo di distribuzione in esclusiva per 15 anni sulla rete commerciale del Gruppo che manterrà l’attuale quota in Agos del 39% (61% Credit Agricole).

Nel contesto del rinnovo della partnership, Banco BPM e Crédit Agricole hanno inoltre concordato di esplorare la possibile quotazione di Agos tramite un’offerta pubblica iniziale entro i prossimi 2 anni. Banco BPM ha inoltre ottenuto da Crédit Agricole un’opzione di vendita del 10% del capitale di Agos per 150 milioni di euro, esercitabile a giugno 2021. L’esercizio dell’opzione, secondo l’istituto di credito, è comunque improbabile visto l’ampio divario tra lo strike price di 150 milioni e il valore intrinseco di Agos.

L’impatto complessivo pro-forma sul CET1 ratio fully loaded di Banco BPM derivante sia dalla plusvalenza che sarà rilevata all’atto della cessione di ProFamily che dalla riduzione delle deduzioni dal CET1 capital connesse alla quota partecipativa detenuta in Agos è stimato pari a 80 pb.

Piano derisking, dismissioni Npl fino a 7,8 miliardi

Per quanto riguarda il progetto di cessione di un portafoglio sofferenze (progetto ACE), il cda della Banca ha valutato le offerte ricevute dai tre consorzi selezionati come potenziali investitori: Credito Fondiario e Elliot; DoBank, Fortress e Spaxs; e Prelios e Christofferson Robb & Company.

Le offerte, oltre all’acquisto di un portafoglio di sofferenze di 3,5 miliardi di euro inizialmente previsto dalla Banca, includono ulteriori opzioni per la vendita di pacchetto di Npl più elevato rispetto alle previsioni iniziali e la creazione, in partnership tra Banco BPM e l’investitore selezionato, di una servicing platform.

Le offerte vincolanti ricevute, che per ora escludono il “portafoglio leasing” di 800 milioni di euro, sul quale la due diligence è in corso di finalizzazione, permettono sin d’ora alla Banca di poter completare un’operazione superiore a quanto inizialmente previsto, indicativamente per un ammontare fino a 7,8 miliardi di euro nominali, eventualmente sfruttando la possibilità di utilizzare la garanzia di Stato per la cartolarizzazione delle sofferenze (GACS).

Il board ha dato quindi mandato all’ad Giuseppe Castagna per continuare la negoziazione con i tre potenziali investitori. All’esito della negoziazione sarà convocato un cda per l’approvazione dell’operazione.