ZONIN : I 49 MILIONI CHE SI È PRESTATO LI HA POI RESTITUITI ALLA POPOLARE DI VICENZA?

(Cesare Pavesi – La Verità)

RITRATTO DI ZONIN

RITRATTO DI ZONIN

il cda di popolare Vicenza , con lui Presidente , deliberò affidamenti per il Patron e le Sue aziende. C’è il rischio che siano incagliati.

Lui tra molti “non ricordo”e la difesa tutta incentrata sulla sua irresponsabilità nella gestione diretta , ha anche ricordato di essere vittima del crack della sua ex banca , in cui ha governato da Presidente per quasi 20anni. Lui è  ovviamente Gianni Zonin , dominos assoluto della Popolare di Vicenza che l’altro giorno in Commissione di inchiesta ha rimarcato di essere uno dei grandi soci sconfitti dal collasso della sua ex creatura bancaria. Gianni Zonin era un investitore in titoli della banca. Un segno di fiducia nelle magnifiche sorti progressive dell’istituto vicentino , crollato sotto il peso delle sofferenze e con un capitale bruciato per oltre 6 miliardi di 120.000 soci -clienti. Il presidentissimo aveva azioni della banca. Come ricorda il suo avvocato nell’atto di citazione contro la sua stessa banca ( surreale vero?) Gianni Zonin possedeva quasi 52.000 azioni della sua popolare . Un controvalore di 3,25 milioni di euro. Oggi come per tutti gli altri centinaia di migliaia di soci- clienti quei soldi sono evaporati. La sua famiglia ne possedeva altre 320.000. Titoli che a 62,5 euro costituivano un pacchetto di 20milioni di euro. La famiglia Zonin ha perso quindi 24 milioni di euro nella sciagurata avventura ventennale della banca del Patriarca. Peccato che Zonin in audizione  ricordi solo questo e non quanto la sua banca abbia fatto per lui. Montagne di prestiti erogati a lui direttamente e alla sua galassia societaria agricolo-vinicola. Lui ha detto che non partecipava ai comitati esecutivi che deliberavano sui crediti , quasi a levarsi di dosso ogni responsabilità. Ma questa non è la verità , almeno per quanto lo riguarda direttamente.

Basta sfogliare il prospetto informativo dell’aumento di capitale fallito che ha portato Atlante a doversi accollare la bancarotta vicentina. Ebbene emerge tutt,altra verità. Direttamente il cda , quindi con lui presente come Presidente della banca , ha deliberato fin dal 2013 finanziamenti diretti allo stesso Zonin e alle sue aziende . L’elenco è lungo e dettagliato. Nel giugno 2013 e’il consiglio di amministrazione con Zonin alla sua guida a deliberare un prestito per 19,7 milioni a favore della casa vinicola Zonin ; nella stessa seduta del 18 giugno ecco altre delibere prestiti sempre passati al vaglio del cda. Ad ACTA società della sua stessa galassia vanno 7,9 milioni ; poi eccoCA BOLANI con un prestito da 7,1 milioni . Non è finita . Sempre in quel giorno di giugno il cda della banca approva finanziamenti per 2,3 milioni allo stesso Gianni Zonin , 6,43 milioni alla società CASTELLO D ALBOLA e infine 3,66 milioni a CASTELLO DEL POGGIO. Sommateteli e in un altro sola seduta a Zonin e ai suoi diretti e indiretti interessi imprenditoriali finiscono 47 milioni di euro di crediti della Popolare vicentina. Passano pochi mesi e a novembre 2013 altra delibera , sempre del cda che veicola 2,12 milioni a ITALIA DEL VINO , società legata indirettamente a Zonin . A dicembre arrivano  arrivano altri 20milioni alla sua casa vinicola. L’estate del 2014 è prodiga di finanziamenti alla famiglia e alle sue Società. La casa Vinicola Zonin si vede deliberare un credito per 19,6 milioni. Poi a seguire , stessa seduta via libera ai crediti ad ACTA ,FEUDO DEI PRINCIPI DI BUTERA, MASSERIA ALTAMURA, CA BOLANI , CASTELLO D ALBOLA , CASTELLO DEL POGGIO e infine un finanziamento diretto a Gianni Zonin per 2,4 milioni. Anche qui in una sola seduta il cda delibera nel luglio 2014 49 milioni di crediti alla dinastia del Patriarca. L’ultimo atto è dell’agosto 2015 , pochi mesi prima delle dimissioni del Presidentiasimo e con la Banca già a pezzi . Le società sono sempre le stesse e l’importo deliberato è di 47 milioni . Il prospetto informativo non ci dice se sono nuovi finanziamenti o rinnovi delle linee di credito in essere. La sostanza però cambia poco . Che siamo a 49 milioni o tre volte tanto poco conta. Conta il fatto che Gianni Zonin ha detto in audizione che lui di finanziamenti non sapeva nulla , che faceva tutto la Direzione Generale . Dov’era quindi Zonin Presidente della Banca quando il suo Consiglio di Amministrazione deliberava a pioggia l’auto finanziamenti alle sue imprese e ai suoi parenti? Sappiamo già la risposta : si sarà assentato al momento della deliberazione. In questa tragica farsa dello scaricabarile di uno dei Crack più gravosi della storia bancaria italiana , c è almeno da augurarti che quella montagna di milioni di prestiti alla famiglia Zonin non siano diventati nel frattempo degli incagli o delle sofferenze. Sarebbe la beffa assoluta dopo il danno. Saranno gli uomini di INTESA a scoprirlo nei prossimi mesi.

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