L’amore, o meglio il sesso, è politicamente cieco

 di: Luciano Scateni lavocedellevoci.it

“Cielo, mio marito!”. La moglie fedifraga, colta in flagranza di adulterio ha due vie di fuga per l’amante. O lo ficca nel classico armadio, o lo spinge fuori dalla finestra, al freddo e al gelo, pericolosamente in bilico sul cornicione, dell’ottavo piano. Non c’è via di fuga dalle toilette di Montecitorio, dove si è suggellata con un amplesso nato da insopprimibile raptus erotico, la perfetta compatibilità gialloverde. Lo stravagante accoppiamento sessuale meriterebbe un nuovo murale da kamasutra, dopo il successo del creativo grafitaro che immortalò l’appassionato bacio Di Maio-Salvini. Molto più stimolante sarebbe la rappresentazione murale della performance sessuale di un deputato leghista con una collega grullina.. Il possibile autore sarebbe agevolato nel compito di immortalare la scena grazie all’immagine ripresa da un cellulare. Comunque, che nessuno insinui più che siano finte, cioè a vantaggio dei media, le dichiarazioni d’amore congiunte del “Ce l’aveva duro” Salvini e il “Figlio di papà” Di Maio.

Se Di Maio ha scheletri nell’armadio (abusi edilizi del padre e non solo), perché lasciarlo solo? Le Iene, rispettose della par condicio, hanno scoperto che Roberto Fuco, presidente pentastellato della Camera, pagherebbe in nero una domestica e babysitter, senza regolare contratto, con 500 euro al mese da dividere fifthy-fifthy con un alternativo domestico ucraino. Fico si rifugia in una giustificazione che sa molto di toppa improvvisata. Dice che la colf è un’amica della compagna e di aver fatto beneficenza con l’ucraino.

Stridente, eloquente, significativo il contrasto che le telecamere della Rai hanno portato nelle case di milioni di italiani: sconcertante il libidinoso, autoreferenziale far capolino dietro i giornalisti televisivi di femmine vestite dai big dell’alta moda, ingioiellate come sfarzosi alberi di Natale e di tizio e caio della Milano opulenta, di politici noti e ignoti, per lo più estranei al richiamo della lirica; entusiasmanti i cinque minuti di standing ovation per il presidente Mattarella, tributo a una grande saggio che governa la più alta istituzione del Paese con intelligenza, acume, sobrietà e contenuta ma convinta determinazione.

A menti razionali l’ipotesi berlusconiana di accogliere nel grembo di Forza Italia transfughi pentastellati sembrerebbe campata in aria e non lo è. Il Grillino Dell’Osso, tradito dal Movimento che lo ha eletto, ha messo in valigia spazzolino dei denti e pigiama e si è trasferito. Dove? In casa del centro destra, accolto a braccia aperte da Forza Italia, che si dice convinta di poter inglobare probabili fuoriusciti grullini, impediti a ricandidarsi con il Movimento per la regola del loro no al doppio mandato. Berlusconi ci spera e insulta i 5Stelle (ormai l’ingiuria è prassi parlamentare): “Governo incapace: deve andare a casa. I grillini? Manco sanno pulire i cessi”. Il capo di Forza Italia sostiene che Mattarella, in caso di default dei gialloverde darebbe il via libera a un governo di centro destra. Il Quirinale smentisce: “E’ un’invenzione gratuita di Berlusconi.

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