Italia 2050: se a pagarci la pensione saranno gli americani.

Barbara D’Amico wired.it 4.6.18

Il fondo BlackRock ha fiutato l’affare: in Europa, gli Stati avranno sempre più difficoltà a versare la pensione, ciò aprirà il business della previdenza integrativa. Col rischio di un monopolio

Tra poco più di trent’anni le nostre pensionipotrebbero essere erogate da un fondo privato americano e l’Inps ridotta ad essere un ricordo del passato. Lo scenario non riguarda solo il nostro paese ed è meno distopico di quello che sembri. Ieri Il Fatto Quotidiano ha ricordato che da circa un anno il fondo di gestione del risparmio BlackRock è pronto a lanciare un programma di previdenza integrativa in tutta l’Unione Europea, transnazionale e – come accade per i dati ai tempi della GDPR – “portabile”.
Il tutto partendo da un progetto pilota per le pensioni dei ricercatori dell’Ue già finanziato con soldi pubblici del Vecchio continente – 4 milioni di euro – tramite il programma Horizon 2020.

BlackRock è una vera e propria potenza economica:  maneggia un patrimonio di 6mila 300 miliardi di dollari e ha partecipazioni azionarie nelle principali multinazionali del mondo, dal settore bancario alla farmaceutica.

E preme per strappare agli Stati Ue il monopolio pubblico della gestione pensionistica: viste le condizioni delle finanze nazionali, insediarsi nel mercato non dovrebbe essere complicato.  Ad esempio, per capire quanto pesano le pensioni sullo sviluppo dell’Italia dobbiamo partire da questo dato: nel 2017, per quella sola voce, abbiamo speso 200,5 miliardi di euro  (i dati sono nell’Inps), cioè circa l’11,6% del prodotto interno lordo nazionale. 

Sgombriamo un secondo il campo da equivoci: investire  in pensioni significa tutelare i cittadini e garantire la tenuta sociale. Spendere tanto, però, non vuol dire raggiungere questi obiettivi: come dimostrano i dati Eurostat, paesi europei come la Germania hanno un rapporto pensioni/pil più basso del nostro e della Grecia (qui invece trovate i dati grezzi aggiornati al 2015).
Ergo: siamo fragili sui sistemi di welfare e di erogazione previdenziale.  Così, la scorsa estate la Commissione europea ha fatto quel passo in più che serviva alla firma americana: ha avallato un progetto per la creazione di un mercato unico dei capitali e delle pensioni integrative (il PEPP) creando la base giuridica per la privatizzazione dei sistemi pensionistici.

Dare impulso istituzionale a uno strumento di previdenza integrativa, sapendo che il pubblico fatica a gestire le pensioni di oggie non sarà in grado di sostenere il retirement dei Millennials,  significa  spingere nelle mani di fondi privati un patrimonio pensionistico che solo in Ue oggi vale 2 mila miliardi di euro.
Al momento, però, l’unico fondo in grado di gestire quella mole di risparmio per 500 milioni di cittadini europei è appunto BlackRock e questo sta creando qualche dubbio a Bruxelles per gli evidenti rischi di monopolio a cui il progetto andrebbe incontro.

Inutile però negare che i sistemi di welfare europei siano impreparati a garantire tutele pensionistiche su larga scala e che le pensioni integrative abbiano acquisito negli ultimi anni un peso sempre maggiore sul totale dei contributi versati.
Anche Carlo Cottarelli, che pochi giorni fa ha presentato i nuovi dati sulla spesa pensionistica italiana, è orientato alla creazione di pensioni complementari: è l’unica soluzione per evitare guerre sociali, anche perché  entro il 2040 la spesa per le pensioni peserà per oltre il 18% del nostro Pil (attualmente destiniamo il 15% del prodotto interno lordo).

Per gli italiani, poi, la pensione integrativa è già sdoganata: già tra il 2000 al 2007 – anno in cui ci fu la riforma della previdenza con la possibilità di destinare la liquidazione, cioè il proprio TFR, ai fondi pensione    il numero di richieste per le integrative era  passato da 2 milioni a 7 milioni (in Italia eroghiamo oltre 17 milioni di pensioni).

I sindacati italiani sono grandi fan delle pensioni integrative e in 10 anni i dati ci dicono che chi ha investito la liquidazione in un fondo privato ha fatto la scelta  giusta (con rendimenti superiori anche al 20% contro il 10-14% del Tfr), mentre c’è chi come il matematico Beppe Scienza – autore de Il risparmio tradito – mette da sempre in guardia dalla privatizzazione dei propri risparmi. Secondo Scienza i rendimenti sarebbero inferiori a quelli di un normale Tfr. Tutto dipende, va detto, se si fa una valutazione di breve/medio o di lungo periodo, intendendo per lungo periodo oltre i 30 anni: nel primo caso ha ragione Scienza, nel secondo i sindacati e i fan dell’integrativa.

Apriamo e chiudiamo poi una parentesi: per anni i sistemi nazionali si sono scordati di partite Iva e liberi professionisti senza ordini professionali e casse previdenziali dedicate. Questa categoria ha una sola possibilità di avere una pensione, ed è tramite il sistema integrativo. Se lo Stato non adotterà misure a tutela di tutti i lavoratori e delle fasce deboli è chiaro che la strada tracciata da Blackrock più che criticabile sarà inevitabile.

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“Quando sarà BlackRock a pagarci le pensioni. La Roccia Nera preme per strappare agli Stati il monopolio pubblico della gestione pensionistica . Ed è già pronta a lanciare un programma di previdenza integrativa in tutta l’UE, il cui patrimnio pensionistico vale oggi 2000 miliardi di euro. D’altra parte vien dato come risaputo che gli Stati non saranno mai in grado di pagare le pensioni ai Millenials di oggi.”