Trussardi: disco rosso al piano del fondo Cdp (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Torna in alto mare il destino di Trussardi. Il fondo Quattro R, facente capo ad alcuni investitori tra cui Cdp, da mesi sta provando a confezionare un piano di rilancio muovendosi tra la cassaforte della famiglia Trussardi (Finos) e le banche creditrici. Ma giovedì 13 i rappresentanti di Bnl, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi, Banco Bpm, Mps, i sei istituti che il 5 marzo 2018 hanno sottoscritto un contratto di finanziamento di 51,5 mln, avrebbero respinto la waterfall, cioè la scala di priorità della proposta concordata fra Trussardi e Quattro R. 

Il piano prevede che il fondo inietti circa 54 mln di equity in aumento di capitale di Trussardi Spa, con esclusione del diritto di opzione di Finos. Ma per procedere in questa direzione è necessario il via libera delle banche che hanno ottenuto da Finos il pegno sul marchio. Oltre alla rinuncia della garanzia, gli istituti dovrebbero concedere una corsia prioritaria nel rimborso all’intervento di Quattro R trasformandolo in una sorte di prestito super senior, e alle banche verrebbe rilasciato un floor, cioè una soglia minima del 20% nominale di recupero garantito. 

Una proposta ritenuta penalizzante e di fronte alla quale Unicredit avrebbe assunto posizione contraria. Nella proposta di Quattro R è previsto che a fine piano (2022) la griffe milanese possa rivedere un Ebitda di 32 mln. Al momento però le banche guidate da Unicredit ritengono che così dovrebbero farsi carico di un sacrificio sulla base di valutazioni che puntano a conservare una quota del 20% nel portafoglio della Finos dei Tussardi. Con le banche non è possibile riaprire il dialogo a queste condizioni: una via d’uscita potrebbe essere a metà tra Quattro R che rivede i termini del piano complessivo di rimborso. 

fer 

 

(END) Dow Jones Newswires

December 18, 2018 03:49 ET (08:49 GMT)