Carige, domani cda straordinario dopo il flop dell’aumento

Luca Gualtieri milanofinanza.it 22.12.18

Banca Carige

Sono ore concitate al vertice di Carige . Dopo il flop dell’assemblea in cui la famiglia Malacalza ha fatto saltare l’aumento di capitale, domani il consiglio di amministrazione della banca si riunirà in una seduta straordinaria per studiare le prossime mosse. Si tratterà quasi di un board al buio perché in queste ore sono ancora molti gli scenari aperti per la cassa genovese. 

La soluzione più semplice sarebbe rimandare la ricapitalizzazione in attesa di trovare un intesa con l’azionista Malacalza. Ma si tratta anche della strada più pericolosa perché ancora venerdì Bce insisteva sulla tempistica serrata del salvataggio. Francoforte starebbe seguendo da vicino i concitati eventi delle ultime ore e, tra le ipotesi, si fa strada la possibilità che possa contestare al primo socio una funzione di direzione e coordinamento sull’assemblea. In tal caso Malacalza potrebbe vedersi costretto a consolidare la partecipazione o, secondo alcune interpretazioni, anche a lanciare un’opa sulla banca.

Un’altra soluzione è che il cda decida la conversione immediata del bond subordinato da 400 milioni emesso alla fine di novembre e già sottoscritto per 320 milioni dallo Schema Volontario del Fitd. In questo modo la banca potrebbe ricostituire immediatamente la dotazione di capitale richiesta dalla Vigilanza e dunque uscire dall’impasse che si è creato. 

Al momento insomma sono molte le ipotesi sul tavolo. Quel che è certo è che le previsioni peggiori si sono realizzate. La famiglia Malacalza si è astenuta dal voto, esprimendo forti perplessità sull’operazione. Una mossa che ha fatto mancare i numeri necessari per approvare la ricapitalizzazione.

«Quanto all’urgenza dell’intervento richiesto sul capitale della banca, rileviamo che, a quanto abbiamo potuto comprendere dalle informazioni disponibili, la banca sarebbe stata per il momento posta in sicurezza grazie al prestito obbligazionario sottoscritto dal Fondo Interbancario, consentendo dunque di rinviare l’assunzione della decisione su una possibile nuova operazione sul capitale a una prossima assemblea, che potra’ essere convocata, anche nei tempi più brevi, una volta che saranno stati forniti agli azionisti i necessari elementi di valutazione, oltre a tutti i termini e alle condizioni dell’eventuale operazione di emissione, che ci attendiamo di veder discussi e deliberati in assemblea», ha spiegato Paolo Ghiglione, legale della Malacalza Investimenti parlando agli azionisti riuniti al Tower Hotel di Genova.

Inoltre, secondo quanto evidenziato dalla Malacalza Investimenti, «non sono ancora noti i risultati di bilancio 2018 e si è ancora in attesa degli obiettivi patrimoniali che saranno dati a Carige  nel 2019; infine, mentre il consiglio di amministrazione ha deliberato di perseguire anche una possibile operazione di aggregazione, su raccomandazione della Bce, la proposta di aumento di capitale è presentata in modo del tutto indipendente rispetto a tale eventualità, e gli azionisti non sono oggi posti in grado di valutare la sorte dell’ulteriore investimento che verrebbe loro richiesto (pena, in mancanza di tale investimento, la loro diluizione) nell’eventualità che segua un’operazione di aggregazione, di cui oggi non si conoscono termini e condizioni».

A questo punto si fa molto probabile un intervento d’urgenza della Vigilanza che potrebbe contestare alla Malacalza Investimenti una funzione di direzione e coordinamento sull’assemblea, come era emerso nei giorni scorsi. Ma non si può escludere che la gravità della situazione possa vanificare lo sforzo del salvataggio e riportare d’attualità lo spettro di una risoluzione.