Babbo Natale stai lontano da me. Genova ha bisogno di lavoro e non di cadeaux (di R. Bobbio)

ilfarodigenova.it 25.12.18

Babbo Natale, se ci sei, vedi di portare qualche occasione di sviluppo e ricollocamento alle vittome dei numerosi licenziamenti che stiamo vivendo sotto il tuo albero di piazza De Ferraris.

Questo 2018, funestato dall’evento del ponte Morandi, non sarà ricordato solo per il crollo del 14 agosto scorso.

La “Rinascente”, che ha fatto la storia del commercio e dei grandi magazzini a Genova, ha chiuso il 4 novembre dopo 60 anni, crollando sotto il peso di un mercato ormai troppo frazionato in micro offerte e, non ultimo fattore, dall’espansione di Amazon, lasciando a casa una cinquantina di dipendenti diretti e impiegati nell’indotto..Le saracinesche abbassate nei grandi locali di via XII ottobre e la mancanza di luminarie, fanno ancora più impressione in questi giorni di acquisti natalizi.

E sono rimasti soffocati dalla montagna di debiti che il Patron Fogliani ha scaraventato addosso alla sua creatura, l’azienda genovese che produce ticket restaurant, gli oltre 300 dipendenti della QuiGroup.
Lavoratori che da settembre sono senza stipendio, che stanno vivendo sulla loro pelle una situazione drammatica, visto che, prima con la procedura fallimentare e poi con l’accordo raggiunto a fine novembre, da 4 mesi non vedono un euro se non per quei 20 giorni relativi al periodo pre fallimento di settembre 2018.

E fino a marzo 2019 continueranno ad essere senza reddito alcuno. E le critiche verso istituzioni locali sono crudeli “Regione e Comune millantano tavoli mai partiti e non sono riusciti a salvare un solo posto di lavoro. Solo rispetto alla Rinascente sembrava dovesse arrivare chiunque invece, anche a causa degli altissimi canoni di locazione che chiede Carige, proprietaria dell’immobile, sembra destinato a restare deserto

Anche il commercio locale vive il Natale più triste che Genova abbia mai visto.

Accanto ai casi noti delle grandi aziende che hanno chiuso ci sono le piccole imprese che chiudono ogni giorno e di cui i sindacati riescono a tenere traccia solo quando viene richiesto l’accesso agli ammortizzatori sociali.E’ uno stillicidio continuo dovuto in parte ai mancati guadagni o alla crescita dei costi a causa della viabilità post crollo del ponte: uno, due, tre posti di lavoro al giorno vengono polverizzati nel silenzio delle istituzioni”.

Intanto il comparto metalmeccanico piange uno tsunami costante,che nasce da molti mesi a oggi.
Se l’Ilva sembra essere scampata a quello che avrebbe potuto essere un disastro annunciato, la situazione di Piaggio Aero resta incerta, e non si è chiarita certo perchè gli stipendi di dicembre, dopo la manifestazione della settimana scorsa, sono stati pagati

Sarà triste anche il Natale dei 27 lavoratori della New Log che saranno formalmente licenziati il 31 dicembre, nonostante la lotta portata avanti per mesi contro il colosso Postel. Dopo il presidio di martedì proprio per denunciare che non erano stati pagati gli stipendi, l’azienda ha fatto sapere che oggi provvederà con un bonifico urgente, ma per Genova saranno altri 27 posti di lavoro in meno che difficilmente verranno recuperati.

Sotto il ponte Morandi ovviamente le cose non vanno meglio: Lamparelli, Vergano e Piccardo, tre aziende della zona rossa, hanno chiuso e ceduto gli spazi alla struttura commissariale lasciando a casa 19 dipendenti. Chiudendo hanno escluso che i loro dipendenti potessero accedere agli ammortizzatori sociali.
Gesto incomprensibile e che ha ulteriormente affollato il novero dei disoccupati genovesi.

Babbo Natale, per favore, stai lontano da me.

Roberto Bobbio