Banche, Ft: Carige giovedì alla prova di riapertura mercati

askanews.it 26.12.18

Roma, 26 dic. (askanews) – La finanza italiana sta concludendo il 2018 in attesa di una svolta sul versante delle banche. Il recente fallimento nel tentativo di ricapitalizzare Banca Carige potrebbe portare l’istituto alla risoluzione l’anno prossimo. Rischiando di avere anche ripercussioni più ampie, aggiungendo nervosismo agli investitori sull’Italia e diffondendo la rabbia populista sulle banche e sulle grandi aziende. Lo riporta il Financial Times che, dopo aver ricordato il salvataggio da 8,8 miliardi di euro del Monte dei Paschi di Siena da parte dello Stato italiano avvenuto e la liquidazione delle due banche venete, avvenuti nel 2017, sottolinea come la ricapitalizzazione di Carige era la terza parte di un accordo concordato con i supervisori per mantenere in vita la banca. Un nuovo legame e un nuovo piano industriale erano già stati concordati. La Banca centrale europea aveva concesso a Carige fino alla fine dell’anno per ripianare il suo deficit di capitale o per trovare un acquirente. E il tempo – sottolinea la testata britannica – sta finendo.

Secondo il Finanzial Times insomma Carige potrebbe subire il destino delle banche venete, a meno che qualche cavaliere bianco – il governo o un acquirente – metta in salvo l’istituto nelle prossime settimane. Il primo test verrà dal mercato quando la borsa di Milano riaprirà giovedì. Il rischio rimane, naturalmente, “visto che i depositanti si muovono più velocemente del mercato quando le filiali della banca riapriranno lo stesso giorno. Gli investitori al dettaglio hanno già chiesto al governo un salvataggio statale. Un’altra possibilità – scrive ancora il Ft – è che il sistema bancario italiano, che possiede debito di Carige per 320 milioni di euro attraverso il fondo interbancario di garanzia, potrebbe convertirlo in azioni, assumendone di fatto la proprietà.

Carige, la decima banca italiana per patrimonio, non è il Monte dei Paschi, né le banche venete, in termini di dimensioni. Alla fine di settembre aveva un deposito di 16,3 miliardi di euro e il suo valore di mercato era di appena 89 milioni di euro.