Il fine anno difficile di Mps e Banca Carige

MARCELLA MERLO (ANSA) themeditelegraph.it 28.12.18

Milano – Mps fa i conti col suo passato alle prese con quasi 1,5 miliardi di euro di contenziosi aperti contro i disastri della gestione di Mussari e Vigni.

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Milano – Mps fa i conti col suo passato alle prese con quasi 1,5 miliardi di euro di contenziosi aperti contro i disastri della gestione di Mussari e Vigni e di quella più recente di Profumo e Viola. Ma su quest’ultima non teme di uscire sconfitta dai tribunali e non fa accantonamenti.Carige è invece alla prese col suo presente e con un salvataggio ancora da trovare dopo che l’astensione a sorpresa del suo primo socio Malacalza ha bloccato l’aumento di capitale necessario a rimborsare il bond sottoscritto per 320 milioni dal Fondo Interbancario di tutela dei depositi. La palla per trovare una soluzione, all’indomani degli incontri in Bce, è tornata in mano ai vertici dell’istituto genovese, il presidente Pietro Modiano e l’a.d Fabio Innocenzi, e dovrà passare per il suo imprevedibile socio, al 27,5%, la Malacalza Investimenti.

Per il piano di sistema finito in standby uno sbocco potrebbe essere rappresentato dalla conversione in azioni del bond che vedrebbe il fondo, dove a pesare di più sono le maggiori banche italiane Intesa e Unicredit, diventare socio al 49%. A quel punto il nome Intesa, alla luce dell’intervento nelle banche venete, appare il più verosimile, in caso di moral suasion da parte delle autorità di vigilanza, per prendere le redini dell’operazione. Ma per ora gli scenari sono soltanto immaginati nella ricerca di un possibile compratore mentre il titolo in Borsa è rimbalzato (+15% a 0,15 centesimi). Quanto a Siena, oggi in mano al Mef dopo il salvataggio fatto dal governo di Matteo Renzi, la banca su richiesta della Consob ha dato la cifra, pari a 1,48 miliardi, del petitum legato alle vertenze giudiziali, civili e penali, e alle richieste stragiudiziali relativi all’acquisto di strumenti finanziari emessi in occasione degli aumenti di capitale 2008, 2011, 2014 e 2015 o sui mercati sulla base di informazioni non corrette contenute nei prospetti informativi o nei bilanci o nelle informazioni price sensitive diffuse nel periodo 2008-2015. Mps ha spiegato di aver accantonato solo la cifra (non rivelata) che si aspetta di dover sborsare per gli anni sotto la guida di Giuseppe Mussari, mentre per il periodo del tentato rilancio prima del salvataggio, il 2012-2105 con presidente Alessandro Profumo, non ha fatto alcun accantonamento valutando il rischio di uscire sconfitta dai contenziosi come “non probabile”.