B.Mps: petitum vertenze al 30/09 pari a quasi 1,5 mld

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il petitum riconducibile alle vertenze giudiziali, in sede civile e penale, e alle richieste stragiudiziali di B.Mps al 30 settembre si attesta complessivamente a quasi 1,5 mld (1,487 mld). 

L’informazione è contenuta in una nota della banca emessa su richiesta della Consob in cui si precisa che il riferimento è alle comunicazioni rese dalla banca in merito al procedimento penale 955/2016 e più in generale ai rischi legali connessi al contenzioso derivante 

dalle informazioni finanziarie diffuse nel periodo 2008-2015. 

Con riferimento al petitum riconducibile alle vertenze giudiziali e alle richieste stragiudiziali concernenti l’acquisto di strumenti finanziari nel periodo 2008-2015, si evidenzia preliminarmente che alla data del 30 settembre 2018 non si sono registrate variazioni significative rispetto alle informazioni rese al 30 giugno 2018. 

Si ricorda che il procedimento n.29634/14 vede come imputati, tra gli altri, Giuseppe Mussari e Antonio Vigni e riguarda il periodo 2008-2011, mentre il procedimento n.955/16, in cui è imputata anche la banca, riguarda dedotte responsabilità di Alessandro Profumo, Fabrizio Viola e Paolo Salvadori e verte su vicende del periodo 2012-2015. 

In linea generale e in applicazione delle previsioni del principio contabile internazionale IAS 37, la banca, per quanto riguarda le vertenze legali, le costituzioni di parte civile nel procedimento penale 29634/14 e le richieste stragiudiziali aventi ad oggetto contestazioni relative al periodo 2008-2011, ha valutato il rischio di soccombenza come “probabile” e pertanto ha stanziato in bilancio fondi per rischi ed oneri. Le valutazioni effettuate in merito al rischio di soccombenza riflettono la decisione della Banca stessa nel marzo del 2013 di avviare le azioni di responsabilità nei confronti degli allora Presidente e Direttore Generale e delle banche straniere coinvolte e tengono altresì conto delle posizioni assunte sul tema – oltre che dalla Procura della Repubblica di Milano – dalle Autorità di Vigilanza, delle relative decisioni di costituirsi parte civile e delle sanzioni da queste comminate. 

Di contro, per le vertenze aventi ad oggetto il periodo 2012-2015, non è stato operato alcun accantonamento valutandosi il rischio di soccombenza come “non probabile”. Rientra in questo filone anche il procedimento penale 955/16 relativamente al quale la banca, lo scorso 12 luglio, ha diffuso un comunicato stampa con cui ha informato il pubblico in merito alla propria decisione di non costituirsi parte civile, non ritenendone sussistenti le condizioni, pur riservandosi ogni più ampia tutela in sede civile ove dovessero emergere eventuali elementi di responsabilità nei confronti degli imputati. Pure in questo caso, le valutazioni di rischio di soccombenza operate dalla banca hanno tenuto conto delle posizioni assunte dalle Autorità di Vigilanza e, in particolare, delle relative comuni decisioni di non costituirsi parte civile e di non comminare sanzioni amministrative. Certo rilievo ha parimenti avuto anche la posizione assunta dalla Procura della Repubblica di Milano che, pur obbligata a procedere dal Gip, ha ribadito il proprio convincimento circa l’infondatezza delle contestazioni, richiedendo in udienza preliminare una sentenza di non luogo a procedere nei confronti degli imputati. 

Con riferimento poi al procedimento penale 955/2016, il 6 novembre 2018 il Giudice ha ordinato l’esclusione di circa 390 parti civili, ammettendone 2272, di cui 349 hanno provveduto alla quantificazione del danno. E’ stata avviata la fase dibattimentale e la prossima udienza è prevista per il 18 marzo 2019. 

com/cce 

 

(END) Dow Jones Newswires

December 28, 2018 10:32 ET (15:32 GMT)