Italia in svendita. Comincia mps

Massimo Bordin micidial.it 31.1.19

Secondo quanto riportato dalla reporter Sonia Sirletti di Bloomberg, “la Banca Monte dei Paschi di Siena si appresta a vendere fino a 600 milioni di euro di beni immobiliari tra cui edifici vicino ad alcuni dei monumenti più famosi d’Italia come parte di un piano per aumentare il capitale”.

Ecco in cosa si traduce l’incapacità dei finanzieri italiani, unita alla gestione liberista del sistema bancario: in una svendita dei gioielli di famiglia degli italiani. Un risultato che abbiamo già visto in altre realtà italiane. Quando un Comune o un istituto non reggono più il peso dei debiti, svendono i loro beni immobiliari, senza tener conto, tuttavia, che si tratta di beni storici, fiore all’occhiello dell’arte italiana e caratterizzanti un paesaggio che oltre a tutelare l’identità di un popolo e l’estetica della nazione, favoriscono anche l’arrivo di milioni di turisti. Le banche straniere sono messe peggio – a volte molto peggio – di quelle italiane. Quelle americane hanno prodotto il bubbone dei bubboni, nel 2008. Quelle europee hanno proseguito l’opera di distruzione dell’industria continentale, riempendosi la pancia di derivati e npl abdicando al loro ruolo tradizionale di prestatori per convertirsi al risparmio gestito. Ma c’è una differenza: gli Stati stranieri in qualche maniera le loro banche le hanno salvate o hanno scaricato i debiti su altri (Francia e Germania docent). In Italia si è scelta la strada di una svendita di edifici dal valore storico, e, come tale, inestimabile.

La vendita fa parte dell’accordo di salvataggio che Mps ha sottoscritto anche con la Banca Centrale Europea, ente che, come ormai è evidente a tutti, è nato esclusivamente per rovinarci.

“La banca italiana sta lavorando con il consulente immobiliare Duff & Phelps REAG – continua Sirletti – per commercializzare un pacchetto di edifici adibiti ad uffici e altre proprietà. L’offerta, che include i beni di Monte Paschi nei centri di Milano, Roma, Padova e Firenze, inizierà a marzo.”

Le proprietà sono state acquisite dalla banca molto tempo fa, dunque si presume che Monte Paschi dovrebbe avere grossi guadagni da queste vendite. Alla sola notizia il titolo è salito in Borsa, ma fa poco testo perché da circa un anno il prezzo delle azioni scende inesorabilmente e dunque un lieve recupero pare a questo punto fisiologico.

Le proprietà in offerta includono un edificio storico nella via dello shopping di Roma, Via del Corso, due uffici a Firenze situati vicino alla chiesa gotica di Santa Maria Maggiore e Via dei Sassetti, così come la sede di Milano vicino al famoso Duomo. La banca non ha intenzione di vendere gli immobili più prestigiosi di Siena non perché lì vi è la sede principale, come riferito sui quotidiani in queste ore, ma perché le condizioni di mercato delle piccole città non sarebbe in questo momento favorevole.

Va ricordato che lo Stato italiano è già intervenuto iniettando un aiuto di quasi 6 miliardi di euro e prendendo il controllo dell’istituto con 68%. Tuttavia, in linea con  i diktat della dittatura finanziaria Ue, lo Stato italiano  non ha mai deciso di trasformare la banca in un istituto di credito pubblico a tutti gli effetti. Anzi, quando l’economista Claudio Borghi mesi fa provò ad alzare il tiro con dichiarazioni favorevoli ad un uso della banca per il territorio ed orientata al prestito agli imprenditori, la Ue è balzata sulla sedia minacciando che – una volta risanata – Mps deve tornare in mano privata.

Bisogna capirla, l’Unione … per gli sgherri che ne stanno al vertice le banche mica servono a prestare soldi alle imprese, ma a speculare e basta. Se non sono brave a farlo, come mps, occorrerà venderne gli immobili storici.