B.Mps: Comm.Ue scettica su ipotesi intervento in Carige (milanofinanza.it)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

di Francesca Gerosa – Milanofinanza.it 

L’ipotesi che B.Mps, ormai risanata grazie al supporto del Tesoro, intervenga in B.Carige non è gradita alla Commissione europea alla luce del piano che la banca ha concordato con Bruxelles per avere il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale dello Stato da 5,4 miliardi. 

E’ quanto hanno detto stamani all’agenzia Reuters due fonti che hanno seguito il dossier Mps nel 2017, quando lo Stato italiano è entrato nell’istituto senese con una quota del 68%. Non solo Mps si è impegnata con l’Ue a non fare operazioni di M&A e deve restare focalizzata sulle dismissioni, ma un intervento dell’istituto in Carige sarebbe un aiuto di Stato, ha spiegato una delle due fonti all’agenzia Reuters. Per gli stessi analisti di Equita si tratta di uno scenario che “difficilmente troverebbe l’apprezzamento del mercato visto che aumenterebbe il rischio di esecuzione della ristrutturazione di Mps”. 

Banca Carige, commissariata dalla Bce lo scorso 2 gennaio, aveva annunciato un aumento di capitale da 400 milioni di euro anche per restituire un prestito da 320 milioni di euro da parte dello Schema volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, ma l’operazione è stata bocciata dall’assemblea per l’astensione della famiglia Malacalza, primo azionista della banca ligure. 

A questo punto, secondo una delle fonti citate da Reuters, l’ipotesi più percorribile, agli occhi di Bce, sarebbe una grande operazione di mercato che coinvolga altre banche e riduca il numero degli istituti in Italia, sempre giudicato eccessivo. Una maxi fusione che, però, difficilmente metterà d’accordo gli azionisti dei vari istituti coinvolti, dunque sulla carta resta di difficile attuazione. 

E comunque prima di stringere sul partner bisogna ridefinire il contratto con lo Schema volontario. Nei primi giorni della prossima settimana si terrà l’incontro tra i commissari della banca e i vertici dello Schema volontario. A intesa raggiunta si potrà convocare l’assemblea, momento decisivo, ancora una volta, per l’aumento di capitale che consentirà l’emissione di nuove azioni dell’istituto con le quali, in caso, convertire i titoli subordinati rispetto al bond da 320 milioni sottoscritto dallo Schema Volontario. 

Ieri Malacalza Investimenti, primo socio di Carige con il 27,5%, ha comunicato la sua disponibilità a votare l’aumento di capitale condizionato alla presentazione del piano industriale. Gli amministratori potrebbero, quindi, convocare una nuova assemblea dopo l’approvazione dei risultati 2018 (metà febbraio) quando è ragionevole attendersi che verrà presentato un nuovo piano industriale e comunicati anche i nuovi requisiti Srep. 

Anche una pulizia di bilancio è funzionale a rendere appetibile Carige per la vendita. In quest’ottica sarebbero già partite le trattative con Sga, la bad bank del Tesoro che dovrebbe acquisire buona parte dei 3,7 miliardi tra Npl e Utp in modo da ripulire l’attivo di Carige . Il negoziato dovrebbe portare a circoscrivere un perimetro di Npe tra incagli e sofferenze: Carige ha ancora circa 2 miliardi di Utp e 1,7 miliardi di Npl. L’obiettivo è ridurre l’Npe ratio dal 22% a meno del 10%. 

red 

 

(END) Dow Jones Newswires

January 04, 2019 09:53 ET (14:53 GMT)