Carige, ecco il j’accuse: la lettera della Bce Leggi il documento

Venerdì 4 Gennaio 2019di Rosario Dimito ilmessaggero.it

«La decisione di commissariamento è inevitabile al fine di impedire danni significativi al sistema finanziario». E «l’urgenza ricorre in quanto il Soggetto vigilato (Carige, ndr) versa in una situazione finanziaria ed economica in via di deterioramento». Con linguaggio secco, asciutto e incisivo, la Bce spiega le ragioni dell’azzeramento del cda e collegio sindacale della Carige con la nomina di Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener commissari.

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Tre mesi, prorogabili di altri tre, per rimettere in sesto l’istituto e fonderlo con qualche banca. La lettera dell’1 gennaio 2019, firmata da Pedro Gustavo Teixeira, segretario del consiglio direttivo della Bce è la fotografia dello stato di crisi di Carige, riconducibile soprattutto alla governance caotica e rissosa, a lla debolezza patrimoniale e a una posizione di liquidità critica.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’astensione della Malacalza Investimenti, primo azionista con il 27,5%, all’assemblea del 22 dicembre che avrebbe dovuto approvare l’aumento di capitale da 400 milioni, una delle gambe del risanamento concordato con Francoforte che ha previsto la sottoscrizione di un prestito convertendo da 320 milioni sottoscritto l’1 dicembre 2018 dallo Schema Volontario e da Banco Desio e della Brianza. Dalla lettera, di cui Il Messaggero.it è in grado di rivelare il contenuto, si apprende che Carige avrà la facoltà «di presentare osservazioni scritte entro 15 giorni».