Indagati i vertici dell’INFN: ecco cos’hanno trovato nell’acqua – Video

informarexresistere.fr 15.1.19

INFN

I vertici dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) del Gran Sasso sono indagati per il presunto inquinamento delle acque tra il 2016 e il 2017.

Inizia così un servizio sul Tg3 nazionale, che trovate in fondo all’articolo. Il servizio mostra le immagini girate dai Carabinieri, in cui si vede persino un cacciavite all’interno dell’acquedotto del Gran Sasso.

Viene poi intervistato Augusto De Sanctis, presidente del Forum H2O, che spiega che da dicembre 2017 vengono dispersi 100 litri di acqua al secondo.

Riportiamo il comunicato stampa del 15 gennaio 2019 dalla pagina Facebook Mobilitazione Acqua Gran Sasso.

Acqua dal Gran Sasso, pure una bombola di vernice abbandonata nelle condotte idriche sotto ai laboratori di fisica nucleare; alimentavano l’acquedotto fino al 2017, oggi sono sequestrate.

14 metri cubi di inerti estratti dai tubi! Condizioni vergognose della rete emerse solo grazie ai nostri esposti e alle indagini della Procura di Teramo e dei NOE. Quasi 100 litri al secondo di preziosissima acqua messi a scarico.

Una bombola di vernice abbandonata campeggia nelle immagini delle video-ispezioni delle condotte dell’acqua potabile al di sotto dei laboratori di Fisica Nucleare dell’INFN che fino al 2017 alimentava l’acquedotto del Teramano con circa 100 litri al secondo.

Prezioso liquido che oggi va “a scarico”. In tutto ben 14 mc di materiali inerti di vario genere sono stati estratti dai tubi di una rete che si presenta in condizioni letteralmente vergognose tanto da meritare il sequestro da parte dell’autorità giudiziaria.

Rapporto sulle indagini conoscitive della rete di drenaggio dei LNGS – Acque potabili – INFN

Grazie ai nostri esposti e al lavoro della Procura di Teramo, dei NOE e dei periti, come è emerso chiaramente nel servizio di Roberta Mancinelli del TGR Abruzzo che ha diffuso le incredibili immagini delle videoispezioni realizzate dentro la rete acquedottistica, è finalmente venuta fuori una triste verità che va oltre anche le più nere previsioni. Neanche noi potevamo immaginare una situazione del genere.

La relazione “Rapporto sulle indagini conoscitive della rete di drenaggio dei LNGS – Acque potabili” del 4 luglio 2018 a firma del Dr. Martella dell’INFN, agli atti del procedimento penale, illustra nei dettagli cosa è stato trovato durante le ispezioni e la pulizia delle condotte.

Dalle immagini e dalle risultanze dell’inchiesta emergono tubazioni e pozzetti imprevisti e non segnati nelle planimetrie disponibili; condotte danneggiate in più punti; un sistema di drenaggio caotico; plastiche flottanti nell’acqua e, appunto, la bombola di vernice.

Insomma, una situazione incresciosa che andava avanti da decenni e che solo il lavoro di cittadini, NOE e Magistratura ha fatto emergere.

Questo per quanto riguarda la rete al di sotto dei laboratori; non sembra andar meglio per le tubazioni al di sotto delle autostrade.

Ovviamente continueremo il nostro impegno per contribuire a porre rimedio a questa condizione incresciosa delle reti idriche che, tra l’altro determinano la messa a scarico di decine di litri al secondo di preziosissima acqua.