Con l’Euro ci abbiamo rimesso ANCHE in Borsa

Massimo Bordin micidial.it 16.1.19

Sui siti web euroscettici si fa sempre notare come la produzione industriale italiana abbia subito un tracollo con l’arrivo dell’euro. Spesso, qualcuno azzarda l’ipotesi che anche il debito pubblico abbia subito un’accelerazione con l’arrivo della moneta unica. Questo il grafico che più circola in rete sulla questione produzione/euro:

Però, però … però “con l’euro abbiamo protetto i nostri risparmi” .

Quante volte l’abbiamo sentita dire questa, eh?

E quante volte tendiamo ad associare l’euro alla finanza, facendo passare l’idea che con l’euro, almeno la finanza c’abbia guadagnato. In queste ore di hard Brexit, ad esempio, vengono intervistati i giovani rampolli della City londinese che temono di perdere il business con l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea.

E senza dubbio, in termini di prodotti finanziari targati UK, o Germania, l’euro qualche bel risultato l’ha dato, ma per quanto riguarda l’italia assolutamente no. Con l’arrivo dell’Euro la Borsa italiana non ha fatto guadagnare l’investitore, ma lo ha fatto perdere, in netta controtendenza con quanto succedeva nello stesso periodo negli Stati Uniti e in Germania, dove gli indici azionari Sp500 e Dax raggiungevano i loro massimi storici.

Leggiamo da wikipedia (il vangelo secondo Internet):

Il FTSE MIB (pronunciato futsi mib, acronimo di Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa) è il più significativo indice azionario della Borsa italiana. È il paniere che racchiude di norma, tranne eccezioni, le azioni delle 40 società italiane, anche se hanno la sede legale all’estero, quotate sull’MTA con maggiore capitalizzazione, flottante e liquidità.

Ebbene il Ftse Mib, raggiunse il suo record storico durante la seduta del 7 marzo 2000, quando raggiunse i 51.273 punti. Nella seduta di oggi, l’indice delle azioni italiane ha chiuso a 19.477. Non è che occorre chissà quale intuizione per capire che

da quando l’euro è stato introdotto la Borsa di Milano è sostanzialmente crollata

La moneta unica fu infatti introdotta per la prima volta nel 1999 (come unità di conto virtuale) e la sua introduzione sotto forma di denaro contante (tra la gggggggénte!!!) avvenne per la prima volta nel 2002. 

In questo grafico, l’ottimo trader ed analista Giovanni Zibordi, ci fa vedere il dato tenendo conto anche dei dividendi e con la solita pragmaticità che lo contraddistingue: